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Basket vicentino, Buglione: “serve competenza”

palasport vicenza

Per guardare al futuro bisogna tenere presente il passato. Dopo il nostro articolo su Anthea e l’unità del basket vicentino ci ha scritto Antonio Buglione, componente della “vecchia guardia” berica, prima come giocatore di buon livello e poi come allenatore tra Pallacanestro Vicenza, Berton Dueville e Araceli. Oggi Buglione rappresenta una società di consulenza che si occupa di management sportivo, la ALPA Sport Consulting, brand di ALPA srl Società di Consulenze, “forse l’unica a Vicenza” spiega. Di seguito pubblichiamo il suo intervento, ricordando anche i “complimenti per la testata e gli interessanti articoli” che ci rivolge. Chissà, magari la sua lettera potrebbe aprire un costruttivo dibattito sul futuro del basket vicentino. LaBaskettara.com è aperta ad ospitare altri validi interventi, per cercare di migliorare il nostro movimento cestistico. Per chi volesse scriverci l’indirizzo di posta elettronica è la labaskettara@email.it.

Solo negli anni ’90 si è trovata la formula per l’unione tra due grandi realtà, Dueville e Vicenza, poi non se n’è fatto più nulla. La lungimiranza a quel tempo dei due sponsor e dei dirigenti ha portato all’unico e solo esempio di un progetto che coinvolgeva prime squadre e settori giovanili, per altro a quel tempo molto forti. Le cose, poi, sono andate come sappiamo. A Vicenza per ora non c’è alcuna volontà di riunificare le forze. Le logiche sono sempre le stesse e rappresentano la mentalità cittadina. Siamo di fronte alla solita difesa del territorio, al solito campanilismo di provincia. buglione

C’è un punto su cui, però, vorrei soffermarmi, in risposta a Flavio Marelli di Anthea, persona che conosco bene e di cui apprezzo lo sforzo in ambito sportivo. Lo sport in questo momento abbisogna sì di manager, ma anche di competenze, come in tutti i settori. La qualità dell’offerta delle squadre, dirigenti, tecnici, preparatori, è completamente cambiata rispetto un tempo. Ci si inventa dirigenti, ci si inventa tecnici, con esperienze non sufficienti. E i risultati si vedono. Il livello tecnico dei settori giovanili è al minimo storico, forse solo Bassano sta sviluppando un programma ambizioso. La difficoltà nel far entrare sponsor nel mondo basket non fa parte solo di una congiuntura economica sfavorevole, ma di una incapacità delle società di proporre delle offerte e dei progetti lungimiranti, a lungo periodo. Non entro in merito all’immobilità datata della federazione: ci vorrebbe un capitolo a parte.

Rispondendo, quindi al vostro articolo e all’ottimo Flavio, non bastano più la voglia, la passione, le idee ma c’è bisogno di persone competenti e di qualità, che guardino oltre e che si rapportino con il mercato sportivo, federazione, aziende, territorio, enti pubblici e privati, in maniera professionale.

Grazie per l’attenzione.

Antonio Buglione

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