Fip In primo piano Minors

PalaGoldoni, la lettera di Vittorio Gastaldello: “ho speso 400 euro per le scritte, non utilizzate più quel nome orribile”. Ma di orribile c’è altro…

Del palasport senza nome ne abbiamo scritto più volte. E siamo stati tra i primi a utilizzare il maggiormente pratico palaVicenza negli anni scorsi. Senza alcun supporto, se non dei nostri lettori. Da una settimana abbiamo deciso di tornare allo storico nome palaGoldoni. E l’alfiere del “movimento” anti palaGoldoni non ha perso tempo, tornando subito alla carica, questa volta con una missiva serale indirizzata giovedì alla nostra redazione. È Vittorio Gastaldello, attuale dirigente dell’Araceli, allenatore e dirigente di lunga data del basket vicentino, oltre che organizzatore di eventi cestistici in città. Lui sì è riuscito (per sfinimento?) negli ultimi tempi a far scrivere o pronunciare ad addetti stampa e speaker delle società, ma soprattutto alle testate giornalistiche locali la “formula magica” che a lui tanto piace, ma poco funzionale in ambito mediatico.

Ecco le parole che ci ha scritto e a seguire la risposta di questa testata giornalistica, dopo quella che gli abbiamo già inviato personalmente via mail, che continuerà ad utilizzare palaGoldoni, come tanti altri tifosi e addetti ai lavori.

Buona sera,

faccio presente che il Palazzetto dello Sport “Città di Vicenza” non si chiama con quel nome orribile che voi utilizzate. Ho speso 400 euro per acquistare le due scritte che ho posto sul cornicione salendo di persona su un cestello elevatore per fissarle e voi scrivete ancora palagoldoni? Vi chiedo di non utilizzarlo più.

Grazie e cordiali saluti.

Vittorio Gastaldello

Caro Vittorio,

di orribile, finora, ho potuto leggere solo i toni usati nella tua lettera e nelle successive mail che ho ricevuto, colme di boria. Quel nome ti posso dar ragione che non sia di un vicentino e nemmeno di uno sportivo; ma non è per nulla orribile, anche perché è scolpito nella memoria e nei ricordi indelebili di tanti appassionati vicentini.

È preso dalla via cittadina in onore a Carlo Goldoni, che per la bellezza del mondo, attraverso la cultura, ha dedicato la vita. “Il mondo è un bel libro, ma poco serve a chi non lo sa leggere” è una delle sue più celebri frasi. Ricorda splendore, perciò, non orrore.

Di orribile, invece, abbiamo potuto osservare, sempre più spesso anche a Vicenza, padri di famiglia che non hanno i soldi per comprare da mangiare ai figli. Anche perché in questo mondo c’è chi, invece, ha 400 euro per acquistare due cartelli affissi fuori da un palasport (qui il nostro articolo a riguardo), che per quarant’anni ne ha fatto a meno.

Ora tutti potranno leggere il nome che a te tanto piace. Ma a volte basterebbe leggere il mondo con più serenità. E impegnare tempo e risorse per altre, più significative, battaglie.

Un caro saluto.

Edoardo Andrein

direttore LaBaskettara.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: