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È comparsa una targa per il palasport “senza nome”. Ma quello forse è pronto nello scantinato…

All’ingresso dell’unico palasport d’Italia senza nome è comparsa una targa. Senza nome, ovviamente. “Palazzetto dello Sport” e basta, nemmeno il nome della città ci hanno messo, con a lato due stemmi comunali. L’ha installata, in accordo con l’Assessorato allo sport, Vittorio Gastaldello, l’alfiere della battaglia contro la dicitura palaGoldoni, utilizzata per decenni da giornalisti, addetti ai lavori e spettatori. “Crociata” sulla quale siamo d’accordo, come abbiamo già avuto modo di scrivere su queste pagine, utilizzando in seguito un semplice ma significativo palaVicenza. Una contrazione della dicitura esatta che sarebbe Palazzetto dello Sport Comunale di Vicenza, ma capite anche voi che questo mentre lo si pronuncia o lo si scrive potrebbe essere già suonata la sirena finale.

Ora la comparsa di questa nuova targa rende la vicenda ancor più ridicola. Sì, perché non vorremmo che altri centonovanta euro venissero investiti nel frattempo per delle targhe fuori dalle scuole elementari, con la scritta all’ingresso “scuola elementare”, o delle medie con la scritta “scuola media”, o nelle biblioteche, con la scritta “biblioteca”, o al cimitero comunale con la scritta “cimitero”.

Lì dove si vocifera stiano aspettando che arrivi una figura storica del basket vicentino. Secondo alcune voci “ferragostane” l’altra targa con il nome da affiggere nello spazio a fianco del cartello appeso nei giorni scorsi è già pronta nella cantina sotto palazzo Trissino. Così sì la comparsa di “Palazzetto dello Sport” avrebbe un senso.

Solo che mentre sta leggendo questo articolo, o guardando la foto del cartello, l’anziano in questione con una mano sta tenendo la sua inseparabile bottiglia di Coca Cola, mentre con l’altra si sta toccando a metà strada.

Lunga vita “baskettara” a lui.

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