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Altro che “pala” nuovo, aggiungi 100 posti “a tavola” per l’A2!

Ve lo ricordate il mitologico palatenda ai Pomari negli anni ’90? Serviva per ospitare la squadra di A2 della neopromossa Pulitalia Vicenza, dopo l’infruttuoso iniziale esilio a Bassano, dato che la capienza dello storico palasport di via Goldoni non era a norma. Dal “tendone da circo” c’è passata anche la Nazionale maschile per un’amichevole, ma il ricordo più curioso è quello dell’ex giocatore di Vicenza Lino Lardo, oggi affermato allenatore, e quei suoi ripetuti scivoloni in campo per la pioggia sul parquet durante una partita di campionato. Struttura che ha avuto vita breve, visto che la Pallacanestro Vicenza retrocesse al primo anno di A2, dando inizio all’eutanasia del basket di vertice cittadino, conclusa con la cessione dei diritti a Udine (dopo un’altra inattesa promozione…). Una decisione all’epoca legata anche, se non soprattutto, alla mancanza di un impianto adeguato in città.

Per la campagna elettorale in vista delle prossime lezioni amministrative del 10 giugno sono arrivate le proposte, in anteprima su questo giornale, dei due principali candidati sindaco, Otello Dalla Rosa e Francesco Rucco, per il supporto del Comune ad un nuova arena degli eventi coperta costruita dai privati, anche per far fronte proprio a quel problema di capienza del palaVicenza, omologato per 1700 spettatori.

Ora però arriva una buona notizia dalle regole della Fip: il limite per l’A2 è sceso a 2000 spettatori, che con una deroga possono essere 1800. Basterebbe, insomma, aggiungere 100 posti per apparecchiare la “tavola” del basket di vertice vicentino. Dopo il milione e mezzo di euro (secondo quanto ci ha detto l’assessore Umberto Nicolai) investiti negli ultimi anni dalle casse comunali per ristrutturare con diversi interventi un palasport che (a parte le obbrobriose ringhiere e le protezioni dietro le panchine) rimane funzionale e fascinoso, basterebbe perciò un ultimo piccolo sforzo (anche con qualche altro ammodernamento, almeno un tabellone elettronico decente…) per regalare alla città un “salottino” su misura.

E magari attrarre nuovi imprenditori a investire sui sogni (non circensi) della pallacanestro cittadina.

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