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Vicenza-Wingate University, il foto-racconto by Targon

Ottima organizzazione con bandiere e inni per una vera e propria amichevole internazionale (con speaker in lingua inglese). Pochissimo pubblico (una trentina i presenti con ingresso gratuito), l’orario delle 18 di lunedì era scomodo, certo, ma evidentemente l’evento è stato anche comunicato non in modo adeguato.

Ma ne è venuta fuori una piacevole sfida internazionale, con oltretutto punteggio in bilico fino alla fine. Noi ve la raccontiamo con il foto-racconto della serata nei dieci istanti migliori raccolti dal fotografo Andrea Targon (apri le immagini sotto, oppure qui il servizio fotografico completo).

Così anche il basket femminile si fa più… bello.

 

 

Questo, invece, il comunicato ufficiale:

VELCOFIN VICENZA – WINGATE UNIVERSITY 65-66

VELCOFIN: M. Destro 5, Monaco 15, F. Destro 5, Stoppa 14, Grazian 2, Gamba 2, Ferri 4, Santarelli 11, Zanetti 7. Mingardo, Mioni e V. Maculan ne. All. C. Gorgone

WINGATE: Averette 6, Helms, Moody 7, Barker, Quick 12, Jeter 2, Witherspoon 19, Robinson 9, Simmons 11. Stephen, Melvin e Mishenko ne. All. A. Hancock

ARBITRI: S. Gallo di Monselice e A. Vigato di Campodarsego

NOTE: nessuna uscita per cinque falli. Tiri liberi: VelcoFin 4/6, Wingate 5/8. Parziali: 14-16; 8-16 (22-32); 26-14 (48-46); 17-20 (65-66).

VICENZA – Simpatico incontro tra due mondi e due culture sportive? Indubbiamente. Ma non solo. Perché l’amichevole tra VelcoFin e Wingate University si dimostra, da subito, partita vera: e non tanto per bandiere e inni nazionali, quanto per la voglia di giocare gettata sul legno da entrambe le contendenti. Alla faccia della prevedibile stanchezza dettata dalla gita mattutina a Venezia, le “Bulldog” (Division II della South Atlantic Conference) affrontano e sostengono i quaranta minuti del PalaGoldoni con una grande carica agonistica, creando non poche sofferenze alle padrone di casa costrette a fare i conti con una squadra aggressiva in difesa e, sull’altro lato del campo, sempre pronta ad attaccare il ferro dal palleggio – soprattutto con la piccola Moody – e a chiamare costantemente a rimbalzo tutto il quintetto. E se la prima frazione scivola via all’insegna di un equilibrio originato dalla necessità di capire le caratteristiche dell’avversario, nei dieci minuti seguenti Wingate sfrutta tutta l’energia a disposizione per creare soluzioni in soprannumero e, dove non possibile, garantirsi secondi e terzi tiri grazie al dominio dei tabelloni e alla grande reattività sulle palle vaganti. Il terzo tempino saluta il recupero biancorosso: la ritrovata intensità difensiva, mirata a chiudere le linee di passaggio e ad anticipare le possibili ricezioni, e una Federica Monaco “on fire” – che ascrive tredici punti a referto, sette dei quali consecutivi, con due pesantissimi traccianti – tolgono non poche certezze alla difesa delle statunitensi. Ma il possesso di vantaggio registrato al 30′ e la produzione offensiva di Stoppa e Santarelli nel quarto di chiusura non bastano a Vicenza: trascinata da un’irrefrenabile Witherspoon (8 nell’ultimo quarto, 19 in totale) e dalle mani educate di Simmons (due triple), la Wingate University si aggiudica il confronto.

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