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Tramarossa ufficializza Marco Venezia: “è come essere in serie A”

La notizia era nell’aria già da un po’ – scrive nel suo comunicato stampa la Pallacanestro Vicenza, la nostra testata giornalistica LaBaskettara.com già in maggio è stata la prima a darla – ma l’ufficialità arriva solo oggi (21 giugno ndr): Marco Venezia è il nuovo allenatore della Tramarossa Vicenza. Il coach, reduce da sette stagioni sulla panchina del Garcia Moreno Arzignano, l’ultima conclusasi con la salvezza ai playout contro Bassano, prende il posto di Marco Silvestrucci.

Soddisfazione nella dirigenza biancorossa, in primis per il presidente Gaetano Stella: “Siamo molto soddisfatti dell’arrivo di Marco Venezia sulla panchina della nostra squadra: è un allenatore di temperamento e con tanti anni di esperienza alle spalle. Crediamo sia l’uomo giusto per proseguire nel nostro progetto”.

Non ha lesinato entusiasmo il nuovo allenatore, davvero al settimo cielo per essere arrivato a Vicenza (sotto l’intervista completa della società ndr): “Sono entusiasta di essere arrivato qui: sin da bambino sono sempre andato a vedere la Pallacanestro Vicenza con mio padre e volevo tornare qui sin da quando sono stato assistente di Dalmasson. Essere alla Tramarossa Vicenza per me è come essere in serie A ed è questo lo spirito che voglio trasmettere ai miei giocatori: voglio che si buttino su ogni pallone, che cerchino di difendere duro in ogni situazione, che abbiano voglia di vincere tutte le partite. Questa per noi deve essere la nostra serie A”.

LA CARRIERA
La carriera di Marco Venezia inizia negli anni ’90 a Verona, durante l’università, prima dell’approdo a Valdagno. Nel ’96 diventa assistente di Dalmasson e Marangoni alla Pallacanestro Vicenza, con la quale conquista la promozione in A2 nel 1999. Dopo la cessione del titolo alla Snaidero, Venezia allena in sequenza Schio, Marostica, ancora Schio e poi Arzignano per un triennio filato, prima di lasciare la provincia per andare a Torino, in C2. Da lì, il coach va a Trento per diventare assistente di Vincenzo Esposito sulla panchina dell’Aquila Basket, per poi seguirlo ad Agrigento. Nel 2011 il ritorno ad Arzignano, dove in sette anni coglie ottimi risultati, compresa una stagione in serie B nel campionato 2014-15, fino alla salvezza ai playout dell’ultimo campionato. Adesso, la nuova esperienza a Vicenza.

IL ROSTER
Ancora non ci sono ufficialità riguardo la composizione della rosa biancorossa per il prossimo campionato. Novità a riguardo arriveranno però a stretto giro di porta: nel giro di qualche giorno la società renderà noti i componenti della squadra per la prossima stagione.

L’intervista:

Allora Marco, sei contento di essere a Vicenza?
“Chi mi conosce da tanto sa quanto ci tenessi: allenare la Pallacanestro Vicenza è davvero un sogno che si realizza, sperando in un buon esito. Sin da quando ho fatto l’assistente di Dalmasson e centrato la promozione in A2 volevo tornare qui e quando mi è stato proposto non ci ho pensato un secondo.”

Non è stato breve però il percorso che ti ha riportato a Vicenza.
“No, direi di no. Dopo la promozione ho allenato a Schio, Marostica, ancora a Schio e ad Arzignano nei primi anni, prima di andare a Torino in C2. Da lì mi sono poi spostato a Trento, dove ho fatto l’assistente di Vincenzo Esposito, che ho poi seguito anche ad Agrigento, prima di tornare ad Arzignano nel 2011 per sette stagioni. Sono stati sette bei campionati, con una dirigenza che mi ha fatto sentire in famiglia e con cui abbiamo sempre fatto delle belle squadre, capaci di ottimi risultati, fino alla salvezza ottenuta ai playout contro Bassano lo scorso giugno.”

Sei venuto a vedere la Tramarossa di quest’ultimo anno? Che idea ti eri fatto?
“Penso che Marco Silvestrucci abbia fatto un ottimo lavoro con questa squadra: ha centrato il terzo posto, un risultato impensabile ad inizio campionato, e vinto tante partite difficili contro squadre quotate. Il risultato è poi avvalorato dal fatto che entrambe le compagini che hanno preceduto Vicenza in classifica sono andate in A2 e dai successi ottenuti proprio contro Cento e Piacenza in campionato, sintomo di quanto bene è stato fatto nell’ultima stagione.”

Hai già un’idea di come vorresti giocasse la Tramarossa Vicenza dell’anno prossimo?
“Vorrei portare semplicità, praticità e la mia carica d’entusiasmo. Come ho già detto, per me essere alla Pallacanestro Vicenza è come essere in Serie A e questo dev’essere l’atteggiamento che voglio trasmettere e passare ai miei giocatori. Voglio che tutti giochino come se fossero in serie A: buttandosi su tutti i palloni, difendendo aggressivamente e attaccando con criterio, concetti che per me valgono in tutte le categorie. Secondo me è inutile fossilizzarsi sui ruoli e sui centimetri: parlare di tiratori, lunghi, centimetri sono cose che valgono fino a un certo punto, perché le squadre non devono essere fatte di figurine, ma anzi devono essere costruite in modo da adattarsi con i giocatori che si ha in campo nelle diverse situazioni.”

Che forse è un po’ la direzione che sta prendendo la pallacanestro in questi anni.
“Assolutamente. Si stanno perdendo le specificità in favore della fisicità: servono sempre di più lunghi che sappiano tirare da fuori e piccoli che sappiano giocare spalle a canestro. La bravura di un allenatore sta nel farsi rispettare dai giocatori e aiutarli nel capire quali sono gli spazi da attaccare e da occupare, oltre che adattarsi a tutte le situazioni atipiche che si possono creare nelle diverse situazioni di una partita. Sarà importante che i giocatori capiscano quali saranno le gerarchie in campo: sapere di chi fidarsi in quale situazione, chi deve attaccare in quale circostanza e come bisogna difendere nelle diverse occasioni. Non esistono concetti di pallacanestro offensiva e difensiva: si gioca a tutto campo, sempre.”

Ultima domanda: ti sei posto qualche obiettivo per la prossima stagione?
“Di certo proseguire nel percorso che fino ad adesso la Pallacanestro Vicenza ha compiuto ottimamente in serie B, anche se ripetere un’annata come quella della scorsa stagione è sicuramente ostico, perché un terzo posto è qualcosa di difficilissimo da raggiungere. Poi però, ogni partita si gioca per vincere e ogni campionato si gioca per arrivare il più in alto possibile: cerchiamo di vincere tutte le volte in cui scendiamo in campo e ci toglieremo delle belle soddisfazioni.”

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