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Superstizioni baskettare: vinci e… puzzi

La superstizione nello sport. Argomento da anni fonte di curiosità divertenti su riti e scaramanzie degli atleti. Anche nella pallacanestro. Ma l’aneddoto in occasione di “venerdì 13” raccontato al GdV dal gm Paolo De Angelis, del Famila Schio prima di oggi non l’avevamo mai sentito.

Ci sono diversi livelli di superstizione. Da quelli minimi: prima della partita si fanno sempre le stesse cose, guai a chi tocca loro le scarpe o le calze da gioco, perché porta male, ma questo è proprio il minimo sindacale. Poi c’è chi sta attento al giorno del calendario: date in cui sarebbe meglio non giocare. E ancora chi guarda il palazzetto e si accorge se c’è un tavolo “fuori posto”, allora non va bene. Oppure chi usa sempre lo stesso materiale tecnico sotto la divisa e, addirittura, se vince quella partita importante non lava quegli indumenti, con ovvie conseguenze ambientali”.

Squilli di trombe. Si puzza, insomma. Ora non resta che scoprire chi è quella giocatrice.

È semplice, quella con il difensore a due metri…

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