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Pegoraro, addio al basket a 28 anni: “Grazie Michelini”

giulia pegoraro

Si ferma, almeno per qualche anno. E non è per fare un figlio, come accaduto spesso tra le sue colleghe di palla a spicchi. Giulia Pegoraro dice stop col basket giocato e torna nella sua Rovigo per organizzarsi il futuro, studiare, dedicarsi alla vita familiare e seguire la scuola di osteopatia, dopo la laurea in Scienze Motorie.

Ha lasciato il segno in tutti i posti in cui è passata, dalle giovanili di Venezia agli anni da professionista a Reggio Emilia, S. Martino di Lupari, Umbertide e Vicenza: “Sono via di casa da quindici anni – racconta Giulia – a quattordici vivevo da sola a Venezia per inseguire i miei sogni. Per la prima volta ho sentito la necessità di non decidere più in funzione della pallacanestro, ma di mettere in primo piano la mia vita extra sportiva”.

Lei trascinatrice dentro e fuori dal campo, che nella scorsa stagione ha fatto di tutto, da traduttrice per i dirigenti che non sapevano comunicare in inglese con la straniera, a inconsueta finalizzatrice degli attacchi biancorossi, lei play vecchio stampo, con poco tiro da fuori, ma capace di essere l’mvp della partita anche con zero punti messi a referto. In più l’anno scorso è stata anche sapiente commentatrice in televisione (sotto l’articolo il video della trasmissione Donne e Basket su SportItalia), da conoscitrice di basket a tutti i livelli, che si registra le partite di Eurolega e serie A per guardarsele la notte, tranne l’Nba, un basket fuori dalle sue corde, quello della battaglie che si giocano da questa parte dell’oceano.

“Ho sempre desiderato finire al top – spiega Pegoraro – disputare una bella stagione e poi salutare tutti, non ho mai avuto l’idea di continuare sino a quando le gambe mi tengono in piedi. La sconfitta con Bologna mi ha “aiutato” nella scelta, difficile rinunciare all’A1 dopo averla conquistata sul campo”.

Anche le altre componenti del quintetto titolare della VelcoFin se ne sono andate. Ma lei probabilmente è la perdita peggiore, per l’energia che trasmetteva. Sempre sorridente, positiva, professionale e coinvolgente, a ventotto anni Giulia ha deciso di fermarsi, nonostante un fisico ancora integro. Una decisione che sorprende, soprattutto perché giunge al termine di una stagione che è stata la migliore a livello statistico della sua carriera. Il suo pensiero va a tutti gli allenatori che ha avuto, ma ad uno in particolare:

“Ho avuto la fortuna di essere stata allenata, quasi sempre, da grandi allenatori. Ma la persona a cui sono più legata a livello affettivo e che è anche il coach che mi ha insegnato di più, vista la mia giovane età, quando le nostre strade si sono incrociate, è Stefano Michelini (oggi commentatore tv Rai ndr). Per me rimane il santone del mio percorso, da lui ho imparato cose che mai avevo visto e sentito prima”.

Addio Giulia. Anzi, no.

“Magari – chiosa sorridendo – tra due anni Rovigo sarà in serie A e io giocherò di nuovo nel massimo campionato!”.

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