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Federico Casarin, un ex biancorosso è campione

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L’apoteosi del basket del nordest, con l’inedita finale di serie A Venezia-Trento si è conclusa con l’inatteso trionfo “a domicilio” della Reyer sul campo dell’Aquila in gara 6 e la serie chiusa su un meritato 4-2. Una serie avvincente ed equilibrata, a differenza della finale di A2 Bologna-Trieste che però in molti hanno definito la vera finale del campionato italiano, per numero di spettatori (quasi 7 mila da una parte e dall’altra), tradizione delle società e numero di giocatori italiani in campo: ha vinto con un secco 3-0 la Virtus retrocessa un anno fa contro un’altra rappresentante del basket triveneto, quella rinata compagine triestina guidata in panca dall’ex coach biancorosso per cinque anni Eugenio Dalmasson, protagonista di una esaltante e sorprendente stagione nella seconda lega italiana.
Ma i riflettori ora sono tutti puntati su Venezia campione d’Italia in prima serata Nazionale e con una copertura mediatica, grazie anche alle dirette di Sky e di Radio1, mai avuta dalla Legabasket italiano del nuovo presidente Egidio Bianchi.
C’è un altro presidente, però, che è diventato il vero dominus del basket “nordestino” e soprattutto del basket italiano: Federico Casarin, l’uomo da anni alla base del progetto Reyer lanciato dal patron e attuale sindaco del capoluogo lagunare Luigi Brugnaro. Dalla finale di B2 contro la Trento di coach Buscaglia, Casarin è l’uomo della continuità ed esplosione reyerina, unica realtà cestistica con due squadre maschili e femmminili ai vertici nei maggiori campionati italiani ed europei.
Ex giocatore di serie A Casarin è stato anche per due anni il trascinatore nella Vicenza allenata proprio da Dalmasson (chiamato guardacaso a lanciare il nuovo progetto Reyer negli anni duemila) che ha vinto il campionato di serie B alla fine degli anni ’90 prima della cessione del titolo sportivo. Il suo asse play-pivot con Valente ha fatto esaltare gli appassionati biancorossi che hanno potuto apprezzare la sua intelligenza cestistica, messa in luce poi anche da dirigente.
Ma dal “profumo” del campo Casarin non si è mai staccato, tanto che a cinquant’anni suonati si diverte a giocare ancora nelle minors a Mirano, e soprattutto in questa stagione ha deciso di sedersi, al posto del team manager Mauro Sartori, come dirigente a referto sulla panchina della Reyer, per supportare coach Walter De Raffaele.
Non c’è nessun miracolo sportivo dietro al boom del basket nordestino campione d’Italia, tra palasport strapieni e coinvolgimento delle realtà del territorio. Ci sono lavoro ed esperienza che partono da lontano.
Casarin è stato il primo ad alzare la coppa (foto Ciamillo-Castoria) insieme a Brugnaro e capitan Tomas Ress.
La fotografia perfetta del successo. Di un progetto.

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