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Famila e Tramarossa, destini paralleli. Cuore diverso

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Stesso giorno, stessa ora. La domenica dei baskettari vicentini ha vissuto emozioni forti il 7 maggio. Chi in trasferta, chi con il televisore acceso su Sportitalia per il Famila, chi con il pc in streaming per la Tramarossa. Oppure accesi entrambi davanti agli occhi.

La partita per il Famila e per la Tramarossa era di quelle con le spalle al muro, su campi difficili dove nell’ultima partita giocata era arrivata una sconfitta.

Ma sulla carta il roster delle squadre vicentine è più forte, bisogna vincere per non decretare una stagione fallimentare, dopo aver cambiato entrambe guida tecnica a metà stagione.

Al via delle danze arriva uno svantaggio da brividi a doppia cifra durante la prima metà di gara: il Famila a -20, la Tramarossa a -16.

O si reagisce, o si sprofonda. E qui le strade nella domenica parallela delle due vicentine si dividono.

Da una parte le orange che dopo aver sbeffeggiato Ragusa al termine della semifinale, scusandosi poi pubblicamente con un lungo messaggio pubblicato sulla pagina facebook della società, “dovevano vincere, ma invece l’han presa in quel posto”, parafrasando il coro incriminato.

Una squadra costruita per dominare in Italia, con strabordanza di giocatrici, tanto che per la rotazione delle straniere è stata lasciata fuori in gara 4 una leader come Anderson.

Al contrario della Tramarossa per tutto l’anno in emergenza; e che anche per la serie decisiva ha dovuto fare a meno di Rizzetto e Basso, con Ianes ancora a mezzo servizio. Una società al secondo anno in serie B che in estate aveva dichiarato di puntare ai playoff: un azzardo, il classico passo più lungo della gamba, alla prova dei fatti.

Per il Famila è finito un ciclo e la rivoluzione è in vista per il patron Cestaro, sconsolato in piedi a bordo campo dietro la sua panchina; per la Tramarossa la rimonta e la salvezza hanno il sapore di rinascita, con il binomio societario Stella-Mascellaro ricompattato e il ritorno con i piedi per terra.

Perchè la lezione ancora una volta è una sola: per vincere ed emergere non bastano i soldi.

Servono entusiasmo, pazienza e soprattutto cuore.

(qui le news sulle due partite)

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