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Il fattore pubblico “camomilla” vicentino

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Il Famila che cade in casa nei playoff; la Tramarossa con una serie di pesanti passi falsi interni durante la stagione, tra cui l’imbarazzante record del meno 63 contro Cento; i quattro (magna) gatti della storica VelcoFin che hanno seguito pacatamente una stagione finora esaltante e che quando sono accorsi in buon numero come contro Bologna, guidata in panca da una ’97 dopo l’addio del coach, hanno dovuto ingoiare il boccone amaro di perdere il primo posto con giocate scellerate nel finale di partita.

Che sia PalaGoldoni o PalaCampagnola, il pubblico del basket vicentino da sempre si è contraddistinto per essere una platea piuttosto compassata, con pochi tifosi da “curva” organizzati.

Negli anni novanta rimarranno memorabili nei ricordi il pianista e trombettista da concerto assoldati dalla Virtus Vicenza per fare un po’ di rumore, ma fatti allontanare da un arbitro in una partita di metà stagione e mai più visti da quel giorno al palasport.

Certo, nei momenti topici ed emozionanti delle partite, o negli incontri importanti, salgono l’adrenalina e il calore di tutto il pubblico; ma quello vicentino non ha certo la fama di vivere la partita con quel calore e quella passione in “stile napoletano” che nell’ultima settimana abbiamo avuto modo di assaporare durante la nostra permanenza nel capoluogo “borbonico” (con qualche imprevisto, anche per gli aggiornamenti de LaBaskettara…).

E se la corazzata Famila non dovesse riuscire a ribaltare il fattore campo perso con Lucca in finale scudetto, come avvenuto in semifinale con Ragusa, ci sarà qualcuno che la prossima stagione contesterà la cervellotica decisione del presidente Marcello Cestaro di cambiare a metà stagione un allenatore amato da tutti come Miguel Mendez?

A Schio, però, il pubblico è sempre numeroso per la media del basket femminile, non solo per i risultati di vertice che ogni anno portano soddisfazioni, ma anche per una politica di marketing e coinvolgimento efficiente della città scledense messi in atto da lungo tempo.

È quello che manca nel capoluogo berico alla VelcoFin e anche alla Tramarossa. Il ritorno in serie B della Pallacanestro Vicenza, con la grande cavalcata di vittorie consecutive nei campionati minori degli ultimi anni, aveva portato un entusiasmo affievolito in questa stagione: da una parte per l’aumento dei prezzi, dall’altra per il solito vizio di andare a vedere la partita solo se la squadra vince.

Il pubblico venuto al palaGoldoni non ha mai fischiato o contestato squadra e società per una stagione chiaramente al di sotto delle attese, con una squadra che a più riprese è sembrata aver poca voglia di “sputare sangue” in campo.

Giovedì sera per l’ultima casalinga, lo spareggio playout, l’ingresso gratuito ha portato una buona affluenza, con il pubblico che ha applaudito entusiasta i giocatori in campo dopo la larga vittoria contro un Sestu sceso in campo a Vicenza senza spremersi eccessivamente, in vista dell’impegno tre giorni dopo tra le mura amiche.

Ora perdere e retrocedere nella bolgia della palestrina in provincia di Cagliari non sarà poi così doloroso per i giocatori…

E per il pubblico “camomilla” vicentino.

(guarda qui gli aggiornamenti sulle tre squadre)

(nella foto la bella “curva” contro Sestu)

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