L’As Vicenza ha interrotto il rapporto di collaborazione con l’allenatore Lorenzo Logallo e ha firmato Roberto Sacchi. Classe 1974, “Cico” è originario di Pavia e ha alle spalle una lunga carriera da giocatore, conclusa a 37 anni e calcando anche i parquet di Serie B. Il suo curriculum da allenatore è lungo e pieno di successi: dopo gli inizi in campo maschile, dalle minors fino alla Serie C, è sbarcato nel mondo della pallacanestro femminile nel 2013 come assistente di Giroldi a Broni.
L’anno magico nel 2015-16 quando, passato a capo allenatore, completa una stagione perfetta, sempre a Broni: 37 vittorie in altrettante partite e promozione in massima serie. Successivamente, per sei anni è in panchina a Bolzano con il Basket Club. Quindi, Sanga Milano (come responsabile del settore giovanile e primo assistente) e poi, l’anno scorso, Giussano. Con i brianzoli però, dopo sei partite, è costretto a fermarsi per un problema cardiologico: “Ora mi sento meglio di quando avevo vent’anni”, dice il tecnico pavese, come prima dichiarazione da capo allenatore dell’As Vicenza.
“Le strade tra me e Vicenza si sono incrociate tante volte da avversari, soprattutto negli anni di Bolzano – dice il tecnico – e c’era anche già stato un approccio per diventarne capo allenatore non molto tempo fa. Venire da avversario sotto i Berici è sempre stato emozionante e ho sempre incontrato tanti amici e amiche, compresa Francesca Zara (allenatrice tra il 2023 e il 2025 delle biancorosse, ndr). Quando si è presentata la possibilità, non ci ho pensato due volte”.
Il tecnico ci tiene poi ad aggiungere: “La storia di questa società, che è stata la capitale del basket italiano per tanto tempo, è importante ed è un onere e un onore rappresentarla. Voglio ricambiare la fiducia che è stata riposta in me e, se si dovesse creare la possibilità di strutturarsi, tornare dove compete a Vicenza”.
Nonostante il roster in fase di definizione, le idee su come giocherà la squadra, sono molto chiare: “Dobbiamo avere un’identità forte, con appartenenza alla maglia, voglia di lavorare e stare bene in palestra: queste dovranno essere le priorità del gruppo e i sentieri da seguire nei prossimi dodici mesi”.
“Il nostro obiettivo è quello di essere tra le sedici che si guadagneranno il posto in A2 per la stagione 2027-28 – afferma in conclusione – Vorrei raggiungere questo obiettivo giocando una pallacanestro fisica e di velocità, difendendo aggressivamente e trasformando velocemente la parte senza palla in transizione offensiva e aggressiva verso il canestro. Voglio giocatrici versatili, che possano difendere e giocare più ruoli. Cerchiamo di divertirci e puntiamo ad arrivare più in alto possibile”.
La formula dell’A2
Va ricordato che la formula del campionato di A2 sarà, senza ombra di dubbio, la più selettiva di sempre (in attesa della conferma del Consiglio Federale, previsto per il 7 luglio): 22 squadre, ripartite in due gironi da 11. Le prime sei di ogni raggruppamento otterranno il posto in A2 per l’annata 2027-28 e la possibilità di giocarsi i play-off per la promozione; le ultime due di ciascun girone, invece, retrocederanno in serie B. Le otto rimanenti, invece, dovranno disputare un gironcino in cui manterranno i punti della prima fase: le prime due strapperanno il pass per l’A2 dell’anno seguente, la prima con girone unico a sedici squadre.
L’As Vicenza ha interrotto il rapporto di collaborazione con l’allenatore Lorenzo Logallo e ha firmato Roberto Sacchi. Classe 1974, “Cico” è originario di Pavia e ha alle spalle una lunga carriera da giocatore, conclusa a 37 anni e calcando anche i parquet di Serie B. Il suo curriculum da allenatore è lungo e pieno di successi: dopo gli inizi in campo maschile, dalle minors fino alla Serie C, è sbarcato nel mondo della pallacanestro femminile nel 2013 come assistente di Giroldi a Broni.
L’anno magico nel 2015-16 quando, passato a capo allenatore, completa una stagione perfetta, sempre a Broni: 37 vittorie in altrettante partite e promozione in massima serie. Successivamente, per sei anni è in panchina a Bolzano con il Basket Club. Quindi, Sanga Milano (come responsabile del settore giovanile e primo assistente) e poi, l’anno scorso, Giussano. Con i brianzoli però, dopo sei partite, è costretto a fermarsi per un problema cardiologico: “Ora mi sento meglio di quando avevo vent’anni”, dice il tecnico pavese, come prima dichiarazione da capo allenatore dell’As Vicenza.
“Le strade tra me e Vicenza si sono incrociate tante volte da avversari, soprattutto negli anni di Bolzano – dice il tecnico – e c’era anche già stato un approccio per diventarne capo allenatore non molto tempo fa. Venire da avversario sotto i Berici è sempre stato emozionante e ho sempre incontrato tanti amici e amiche, compresa Francesca Zara (allenatrice tra il 2023 e il 2025 delle biancorosse, ndr). Quando si è presentata la possibilità, non ci ho pensato due volte”.
Il tecnico ci tiene poi ad aggiungere: “La storia di questa società, che è stata la capitale del basket italiano per tanto tempo, è importante ed è un onere e un onore rappresentarla. Voglio ricambiare la fiducia che è stata riposta in me e, se si dovesse creare la possibilità di strutturarsi, tornare dove compete a Vicenza”.
Nonostante il roster in fase di definizione, le idee su come giocherà la squadra, sono molto chiare: “Dobbiamo avere un’identità forte, con appartenenza alla maglia, voglia di lavorare e stare bene in palestra: queste dovranno essere le priorità del gruppo e i sentieri da seguire nei prossimi dodici mesi”.
“Il nostro obiettivo è quello di essere tra le sedici che si guadagneranno il posto in A2 per la stagione 2027-28 – afferma in conclusione – Vorrei raggiungere questo obiettivo giocando una pallacanestro fisica e di velocità, difendendo aggressivamente e trasformando velocemente la parte senza palla in transizione offensiva e aggressiva verso il canestro. Voglio giocatrici versatili, che possano difendere e giocare più ruoli. Cerchiamo di divertirci e puntiamo ad arrivare più in alto possibile”.
La formula dell’A2
Va ricordato che la formula del campionato di A2 sarà, senza ombra di dubbio, la più selettiva di sempre (in attesa della conferma del Consiglio Federale, previsto per il 7 luglio): 22 squadre, ripartite in due gironi da 11. Le prime sei di ogni raggruppamento otterranno il posto in A2 per l’annata 2027-28 e la possibilità di giocarsi i play-off per la promozione; le ultime due di ciascun girone, invece, retrocederanno in serie B. Le otto rimanenti, invece, dovranno disputare un gironcino in cui manterranno i punti della prima fase: le prime due strapperanno il pass per l’A2 dell’anno seguente, la prima con girone unico a sedici squadre.
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