Al palasport “Città di Vicenza” la pallacanestro maschile vicentina ha ricordato e celebrato i suoi tre momenti d’oro, con tre promozioni in serie A. Vittorio Gastaldello ha scelto la data simbolica del 30 maggio, quando nel 1999 c’è stata l’ultima grande festa con la promozione in A2 della squadra guidata in panchina da Eugenio Dalmasson e in campo da Federico Casarin. È stato riprodotto il coprimaglia celebrativo di quel giorno, grazie all’originale conservato da Piero Andrein, all’epoca uno dei dirigenti di quella società.
Una squadra composta da veterani dal grande passato e giovani locali talentuosi, tanto che in quell’anno la squadra Juniores della Pallacanestro Vicenza arrivò alle Finali Nazionali. Tra l’oro c’era David Righetto, poi scomparso in un tragico incidente stradale. Il legame con l’altra trionfale promozione del 1993 era rappresentata al palasport da suo fratello Eris Righetto che ha ricordato il delirio del PalaGoldoni per quel Fracasso Vicenza di cui era capitano e le emozioni che il basket gli ha regalato: “Sono nato in quartiere già all’epoca difficile, San Pio X, dove era facile cadere nelle tentazioni malsane degli anni ’80 in città, la pallacanestro mi ha salvato la vita. Gli sponsor sono stati una parte fondamentale e quando andai da Francesco Trivellato (mancato 2020 ndr) per ringraziarlo, si commosse”.
Aziende del territorio che sono fondamentali per fare sport ad alto livello. Al palazzetto era presente in questo sabato pre-ponte anche Diego Carraro, ex titolare dell’industria meccanica Mecc-Alte, che ha la sede principale ad Alte Ceccato ma ora con altre sedi in varie parti del mondo. Ora sono i figli a gestire l’attività, ma lui è stato per anni anche presidente della squadra di basket negli anni d’oro e tra i tanti ricordi gli è rimasta impressa proprio la finale con Ragusa in quel ’93.
Il terzo momento d’oro della pallacanestro berica risale invece alla stagione 1961-62 quando la squadra giocava nel campo da basket più bello del mondo, la Basilica Palladiana. Vicenza arrivò nella serie A dell’epoca da quattro gironi di 12 squadre e affrontò società storiche come Milano, Varese, Pesaro. Presente in questa giornata celebrativa uno dei componenti di quella formazione biancorossa, Lino Padrin.
La storia della pallacanestro cittadina sarà celebrata anche con un evento culminante in programma a settembre e che verrà definito nelle prossime settimane.

Al palasport “Città di Vicenza” la pallacanestro maschile vicentina ha ricordato e celebrato i suoi tre momenti d’oro, con tre promozioni in serie A. Vittorio Gastaldello ha scelto la data simbolica del 30 maggio, quando nel 1999 c’è stata l’ultima grande festa con la promozione in A2 della squadra guidata in panchina da Eugenio Dalmasson e in campo da Federico Casarin. È stato riprodotto il coprimaglia celebrativo di quel giorno, grazie all’originale conservato da Piero Andrein, all’epoca uno dei dirigenti di quella società.
Una squadra composta da veterani dal grande passato e giovani locali talentuosi, tanto che in quell’anno la squadra Juniores della Pallacanestro Vicenza arrivò alle Finali Nazionali. Tra l’oro c’era David Righetto, poi scomparso in un tragico incidente stradale. Il legame con l’altra trionfale promozione del 1993 era rappresentata al palasport da suo fratello Eris Righetto che ha ricordato il delirio del PalaGoldoni per quel Fracasso Vicenza di cui era capitano e le emozioni che il basket gli ha regalato: “Sono nato in quartiere già all’epoca difficile, San Pio X, dove era facile cadere nelle tentazioni malsane degli anni ’80 in città, la pallacanestro mi ha salvato la vita. Gli sponsor sono stati una parte fondamentale e quando andai da Francesco Trivellato (mancato 2020 ndr) per ringraziarlo, si commosse”.
Aziende del territorio che sono fondamentali per fare sport ad alto livello. Al palazzetto era presente in questo sabato pre-ponte anche Diego Carraro, ex titolare dell’industria meccanica Mecc-Alte, che ha la sede principale ad Alte Ceccato ma ora con altre sedi in varie parti del mondo. Ora sono i figli a gestire l’attività, ma lui è stato per anni anche presidente della squadra di basket negli anni d’oro e tra i tanti ricordi gli è rimasta impressa proprio la finale con Ragusa in quel ’93.
Il terzo momento d’oro della pallacanestro berica risale invece alla stagione 1961-62 quando la squadra giocava nel campo da basket più bello del mondo, la Basilica Palladiana. Vicenza arrivò nella serie A dell’epoca da quattro gironi di 12 squadre e affrontò società storiche come Milano, Varese, Pesaro. Presente in questa giornata celebrativa uno dei componenti di quella formazione biancorossa, Lino Padrin.
La storia della pallacanestro cittadina sarà celebrata anche con un evento culminante in programma a settembre e che verrà definito nelle prossime settimane.
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