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Vicenza è viva, ma serve un miracolo. Coach Venezia nel dopogara: “ora siamo una squadra”

Il “vitale” successo esterno (mancava da gennaio) sul campo di Lecco è arrivato (66-69), ma i risultati delle altre squadre in corsa per i playoff non rendono più la Tramarossa Vicenza artefice del suo destino.

Anche se arrivassero due vittorie nelle restanti due partite di campionato (domenica al palaGoldoni l’ultima in casa con Milano che veleggia al secondo posto in classifica e ha appena battuto la capolista Orzinuovi), i biancorossi dovrebbero attaccare l’orecchio alla “radiolina” sperando in almeno una sconfitta per Sanve e Bernareggio.

Intanto, al termine della partita con Lecco coach Marco Venezia ci ha raccontato le sue emozioni e sensazioni in questo primo anno da capo allenatore nella serie B unica:

C’è un grande rammarico per le partite che meritavamo di vincere, come a Cesena, ma ora posso dire che finalmente abbiamo acquisito quella lucidità e solidità che ci mancava“.

Costruire una squadra – continua Venezia – passa anche per momenti critici e di tensione, ogni tanto bisogna “scornarsi”, ma adesso abbiamo raggiunto stabilità, stiamo giocando da vera squadra“.

Con Lecco sono arrivati segnali confortanti dai giocatori anche sotto l’aspetto mentale:

Stasera i ragazzi sono stati bravissimi, ci poteva essere la “scimmia” sulle loro spalle per le tante partite perse nell’ultimo minuto con i tiri liberi sbagliati“.

Durante la stagione sono pesate anche le otto partite senza Quartieri, che poi ha faticato a tornare in forma, per una squadra sbilanciata troppo sui lunghi:

Nonostante il buon inizio di stagione, c’è voluto tempo per trovare la giusta alchimia di squadra“, puntualizza il coach vicentino che conclude rivolgendo un pensiero al collega sulla panchina del Lanerossi:

Ha ragione mister Colella, l’effetto dell’allenamento settimanale non si vede subito dalla partita successiva, ci vogliono almeno 2-3 settimane di lavoro per vedere qualche risultato“.

Per costruire fondamenta solide ci vogliono tempo e pazienza, con la speranza che quest’anno per Vicenza non sia troppo tardi.

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