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Vicenza imbarazzante, disonore per Concato. Lasciate il pala…Goldoni!

Il confronto con la scorsa stagione è impietoso: stesso zoccolo duro di giocatrici italiane con in più Chicchissiola e la maggiore esperienza di Matic, altra straniera di scuola slava, oltre a Colombo, arrivata al posto della giovane Mingardo. Ma se l’hanno scorso a sorpresa la squadra di Jonata Chimenti nella prima parte di stagione veleggiava nelle zone alte della classifica, dopo un quattro su quattro di vittorie in avvio, ora per il subentrato Aldo Corno c’è lo spettro della zona salvezza.

Ma ciò che più preoccupa è l’atteggiamento della squadra mostrato in campo. Era da un pezzo che non assistevamo ad una partita delle ragazze biancorosse: di fronte le azzurrine d’oro under 16 (quello sì un valido settore giovanile) di Costa Masnaga non erano niente di che, ma le ragazze di Corno sono sembrate fin da subito titubanti, con un allenatore platealmente nervoso con gli arbitri (piuttosto scarsi) sin dai primi minuti. Un nervosismo che si è ripercosso in campo, con in più un attacco alla zona da via Crucis. Una VelcoFin sfilacciata anche in difesa e nel controllo dei rimbalzi cattiva parente di quella compatta che abbiamo potuto osservare in alcune occasioni lo scorso anno. Certo, di mezzo ci sono gli infortuni di due giocatrici, ma sono scese in campo lo stesso nove giocatrici, segno di un roster profondo messo a disposizione dalla società. Chiunque fosse al palazzo e capisca un minimo di pallacanestro può aver compreso l’infima prova della VelcoFin,  esemplificata dalla impietosa valutazione di 35-63 (sul tabellone il finale invece è 46-57, Matic 15 punti).

Nella prima stagione senza Antonio Concato, i segnali negativi arrivano però anche dalle presenze sugli spalti, sempre più risicate rispetto agli ultimi anni, nonostante il clamore mediatico suscitato dalla dipartita dello storico presidente. In più anche la comunicazione societaria dell’As Vicenza non si azzarda a “profanare” i sacri crismi dell’intitolazione ufficiale dai lunghi tempi (dieci anni), utilizzando la (semplice) dicitura palaConcato invece che quella denominazione da scioglilingua che un piccolo “messia” del basket vicentino come Vittorio Gastadello è riuscito a diffondere, palazzetto dello sport Città di Vicenza, o quel palazzetto dello sport di via Goldoni che continuiamo, stancamente, a leggere su altri articoli negli ultimi tempi.

E allora viva il caro vecchio nome palaGoldoni, preso dalla via cittadina in onore a Carlo Goldoni, che non sarà vicentino, ma è un grande veneto ricordato anche per una questa sua illuminante frase: “Il mondo è un bel libro, ma poco serve a chi non lo sa leggere”.

Magari iniziando a leggere questa prima, semplice, idea che lanciamo alla società, da cui partire per rialzare l’As Vicenza: tornare a giocare ai più consoni spazi, per il movimento attuale, del palaLaghetto.

Sarebbe benefico per tutti, giocatrici e ambiente.

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