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UConn-Vicenza, oltre al basket “rosa” c’è di più

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Sì ok, c’è il più prestigioso college femminile del basket Usa, UConn; l’incontro tra due coach plurititolati a livello femminile nei due continenti, Aldo Corno e l’italoamericano Geno Auriemma che ha detto di essere “entusiasta del tour in Europa e della giornata a Vicenza, torneremo” ha promesso. E sì c’era la delegazione del Famila che nell’intervallo ha portato alla squadra americana una maglia celebrativa. Tutti ingredienti succulenti per una serata di basket speciale in un caldo venerdì 18 agosto a Vicenza, con una buona cornice di pubblico, circa 500 presenti, e la possibilità di ammirare l’università americana dalla quale sono passate le più forti giocatrici di basket della storia, Taurasi, Moore, Bird e la prima scelta del draft WNBA di quest’anno Stewart. In più sugli spalti tanti volti noti, il coach Famila Pierre Vincent, il gm Paolo De Angelis, il presidente As Vicenza Antonio Concato, le giocatrici di serie A1 Kathrin Ress, Jasmine Keys, Francesca Dotto con la gemella, Isabelle Yacoubou, per finire con il mito Cata Pollini.

Ma oltre al profumo di basket, al palaGoldoni si è respirata soprattutto una boccata d’aria di solidarietà, con la Lega Italiana Lotta ai Tumori che raccoglieva donazioni e tutti gli incassi del merchandising al palazzetto, tra cui una maglietta firmata da tutte le giocatrici. Un’iniziativa che ha coinvolto anche il team universitario nordamericano, tanto da realizzare una divisa particolare per l’occasione, color rosa, indossata anche da coach “Ginone” (nella foto a destra mentre viene premiato) per tutta la durata del match. Le giocatrici Usa hanno anche indossatoP_20170818_204505 calzini e bandane rosa prendendo a cuore in pieno l’iniziativa della Lilt che utilizzerà i fondi raccolti per finanziare dei percorsi di fisioterapia a favore delle donne colpite dal tumore al seno. Per ogni tripla a segno c’era anche una donazione di 50 euro.

Chi, invece, non portava nessun simbolo rosa era, purtroppo, la squadra di casa, la VelcoFin Vicenza, che non ha partecipato nemmeno alla cerimonia con foto iniziale (sopra in grande) con il team di UConn e la consegna delle donazioni da parte di alcune aziende vicentine.

La società biancorossa ha mandato in campo una formazione composta da solo una giocatrice del suo futuro roster, la giovane Francesca Pizzolato. Le altre erano per lo più giocatrici di A2 di squadre avversarie, come Galbiati, Fietta, Landi; e alcune di A1 come Fassina e Marangoni. Ma la partita ancora una volta non ha avuto storia, con le americane che si sono imposte sulla VelcoFin con un sonante 103 a 45.

L’appuntamento, però, è stato unico nel suo genere grazie alla Lilt: “Per noi si tratta della prima volta con il basket – spiega la vice presidente della sezione di Vicenza Daniela Barinla collaborazione con il College Basketball Tour è stato un regalo che ci ha fatto Cristina, moglie di Ales Masetto (organizzatore dell’evento ndr) e nostra paziente, che ha capito l’importanza di aiutare le altre donne; un regalo che noi siamo onorati e contenti di accettare”.

Dall’altro capo dell’oceano UConn ha risposto presente e così è iniziata la raccolta fondi: “le ragazze hanno firmato delle magliette che sono state poi vendute a delle aziende della provincia di Vicenza, dieci in totale soprattutto da Thiene e Schio”.

I soldi raccolti – puntualizza Barin – saranno destinati alla riabilitazione delle donne che hanno subito un’operazione al seno. L’intervento, infatti, spesso provoca dei problemi più o meno gravi al braccio della parte operata. I soldi raccolti serviranno così ad aiutare quelle donne che dovranno affrontare lunghi periodi di riabilitazione permettendo di abbassare i costi del trattamento a loro carico”.

L’evento è stato anche l’occasione per lanciare un messaggio molto importante, quello della prevenzione: “Stasera – conclude la vicepresidente Lilt – c’erano molti giovani ed è proprio a loro che noi quotidianamente ci rivolgiamo per far capire l’importanza della prevenzione quando si parla di tumori; combatterli sul tempo è l’unica arma che abbiamo. Per questo non mi stancherò mai di ripetere ai giovani: vogliatevi bene e sottoponetevi a dei controlli!”.

Perchè donne, oltre al basket c’è di più.

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