VelcoFin

Facile successo anche in trasferta

Sara Canova nelle dodici e pronta alla bisogna, Maffenini in tribuna a sfogliare i giorni22196310_1503761336352979_6377115849827646294_n ancora mancanti al rientro: e con lei coach Franz Pinotti, stoppato dalla seconda – e ultima – giornata di squalifica, focalizzato sulla sua creatura affidata alle capaci mani di Antonio Pollice, in panchina Ponte anche nell’esordio vincente in Sardegna. Vicenza deve fare i conti con l’assenza di Francesca Pizzolato, a seguito del piccolo intervento chirurgico d’inizio settimana, ma porta in Lombardia l’entusiasmo e i due punti preziosi del successo interno con Pordenone nella giornata d’apertura e l’obbiettivo di giocare più di squadra nei momenti difficili della contesa. Non solo, anche la consapevolezza che al Pala Giordani sarà un’altra partita e che la concentrazione e l’intensità che le biancorosse sapranno gettare sul legno della bella e gremita struttura di via Cambini avranno un peso specifico per nulla trascurabile sull’esito della sfida. Detto e fatto.
1° periodo – Quintetto ormai abituale per Jonata Chimenti, con Santarelli a dettare ritmi e giochi, Federica Destro nello spot di guardia, Bercaninovic ala piccola tiratrice più Zanetti e Ferri a dividersi il presidio del pitturato. In casa Sanga ecco Pozzecco in regia, Martelliano nel naturale ruolo di guardia, Picotti in ala, Novati e Guarneri a spazzare i tabelloni.
Tocca a Brcaninovic muovere il punteggio al 2′ trasformando un rimbalzo su propria conclusione, preludio alla replica di Ferri in contropiede (2’30”) per lo 0-4 esterno: ed è ancora il capitano biancorosso a rintuzzare il 2+1 targato Guarneri. Gli errori si sprecano e la gara sale soprattutto nei toni agonistici: Stoppa rileva Ferri e il tracciante di Federica Destro sancisce il 3-9 a 5’16” dalla prima sirena costringendo Il Ponte alla sospensione. Dal minuto le padrone di casa escono con il secondo “rigore” bruciato da Martelliano prima che Monaco guadagni campo per Destro. VelcoFin c’è anche a rimbalzo offensivo e la difesa Sanga soffre a dismisura gli uno contro uno della bosniaca: due liberi di Brcaninovic valgono il 3-14 al 7’10” con successivo 1/2 nel bonus (3-15, 7’30”) e Mingardo sul parquet al suo posto. Due personali di Stoppa proiettano Vicenza al +14 (3-17): la sirena chiude non solo la frazione ma anche 8′ di assoluto digiuno delle portacolori Sanga.
2° periodo – Lo stillicidio di errori bianconero non trova soluzione di continuità, situazione estranea a Brcaninovic, che traduce in punti sonanti una penetrazione forzata a sinistra (3-19, 2′). Il tracciante di Monaco dall’angolo fissa il +19 esterno (3-22), mentre un boato accoglie la palla di Rossi che scivola nella retina pochi secondi più tardi, restituendo fiducia e “luce” a Pozzecco e compagne (5-22, 3′). Di Ferri è il rimbalzo d’attacco che vale il 7-24 al 6′, Santarelli dalla linea riscrive il +19 (2/2 e 7-26 al 7′), prima che Brcaninovic consegni il 2/2 del +21 (7-28) a 3’24” dall’intervallo lungo. Vero che Il Ponte Casa D’Aste sbaglia di tutto e di più, ma un po’ di merito va anche alla difesa delle viaggianti, pronte a chiudere le linee di passaggio e a negare le penetrazioni. Giulietti dall’arco e Guarneri in contropiede confezionano il 5-0 interno per il 12-28 a 2’16” dal riposo, con immediata sospensione di coach Chimenti: Pozzecco divora il possibile 7-0 ed è tempo per Santarelli e Zanetti di rilevare le sorelle Destro, giusto prima che Pozzecco firmi il trepunti dell’8-0 e 15-28 con 2′ scarsi sul cronometro. Adesso Ferri&C. non hanno più l’iniziale intensità e denunciano qualche disattenzione di troppo nella propria metà campo: buon per loro che Stoppa dall’angolo le riporta al +17 (16-33, 10′) che chiude il quarto. Milano tira col 21% dal campo (6/28), Vicenza col 33% (9/27), al 2/8 da 3 del Ponte replica il 4/7 VelcoFin che domina a rimbalzo (25-16, 8 offensivi)
3° periodo – Quattro punti interni in apertura del 3° periodo e 20-33 al 2′, con l’arcobaleno di Federica Destro che riporta Vicenza a +15 allo scadere dei 24”: lay-up di Guarneri e time-out VelcoFin al 3’32” (24-35) con la panchina ospite che prova ad instillare gocce di tranquillità e saggezza in una VelcoFin

non proprio dentro la partita. Brcaninovic toglie le castagne dal fuoco (24-37, 4’05”), Ferri appoggia al vetro – e poi sciupa l’and1 – e Canova imbuca dai 6.75 (27-39, 5′). E’ il capitano, ora, a sorreggere le ospiti quando Sanga trova la continuità in attacco mancata nel primo quarto: Brcaninovic da Mingardo più Monaco in passo e tiro e 30-45 al 7′, 2/2 di Ferri e ancora +17 (30-47) a 3’06” dalla terza sirena. Il siluro di Brcaninovic, dimenticata sul perimetro, innalza Vicenza al +20 (30-50) con 2’09” da giocare ed inevitabile sospensione di casa: ed è ancora la ragazza di Tuzla a guadagnare due liberi nel bonus per il 32-52 del 10′, con Rossi a firmare il parziale del periodo (34-52).
4° periodo – Picotti inventa il -16 nel primo attacco Sanga (36-52), la tensione aumenta e così la durezza dei contatti da ambo le parti: due punti di Stoppa quasi sulla linea dei 6.75 valgono il 36-54 al 3′, prima che Martina Destro riagguanti il +20 del 36-56 a 6’55” dall’epilogo. Sanga non demorde, Martelliano strappa una palla vagante e deposita il 38-56 al 5′ suggerendo il “minuto” alla panchina berica: l’antisportivo tributato a Santarelli regala due insperati liberi a Canova (40-56, 5′), Novati prova a chiudere un pochino la forbice (42-56, 6′) e Martelliano a costruire un possibile 6-0 che la bosniaca cancella, prime di scrivere la parola fine col trepunti del 42-59 del 9′. Ancora lei strappa un rimbalzo in difesa e spara un baseball per due punti facili di Ferri: scorrono i titoli di coda, Santarelli si arrabbia per il fallo che le viene fischiato, ma i sorrisi sono tutti biancorossi. Saranno giovani, inesperte, magari ancora da “costruire” come singole e squadra, ma quando c’è da lottare queste ragazze non fanno un passo indietro. Scusate se è poco.

IL PONTE CASA D’ASTE MILANO – VELCOFIN VICENZA 45-65
IL PONTE CASA D’ASTE: Novati, Pozzecco 5, Guarneri 12, Martelliano 4, Picotti 4, Rossi 4, Canova 10, Quaroni, Grassia 2, Giulietti 4. Perini e Trianti ne. All. F. Pinotti
VELCOFIN: F. Destro 5, Ferri 12, Bercaninovic 26, Santarelli 2, Zanetti 2, M. Destro 2, Monaco 5, Mingardo, Stoppa 11. Gamba e V. Maculan ne. All. J. Chimenti
ARBITRI: E. Mura di Cagliari e S. Sciliberto di Messina
NOTE: nessuna uscita per cinque falli. Tiri da 2: Il Ponte 12/41, VelcoFin 12/37; Tiri da 3: Il Ponte 4/15, VelcoFin 9/14;
Tiri liberi: Il Ponte 9/15, VelcoFin 14/14. Rimbalzi (O+D): Il Ponte 33 (16+17), VelcoFin 40 (13+27). Parziali: 3-17; 13-16 (16-33); 18-19 (34-52); 11-13 (45-65).

A Milano per la conferma

Non ci sarà Francesca Pizzolato nella VelcoFin che si prepara alla trasferta lombarda inAS Vicenza.2017.stampa.Foto.Stoppa.2 casa Milano: la ventunenne playmaker biancorossa, costretta ad osservare alcuni giorni di riposo a fronte di un piccolo intervento chirurgico sostenuto in settimana, dovrebbe tornare a disposizione subito dopo il derby con S. Martino e in vista dell’appuntamento a Villafranca. Preso atto della situazione e fatti gli auguri di pronta guarigione a “Pizzo”, Vicenza continua il suo cammino di avvicinamento all’amalgama di squadra, percorso indubbiamente… accidentato per una squadra dalle tante novità in organico e legata al minimo comune denominatore di una gioventù che, fisiologicamente, qualche dazio all’inesperienza deve pur pagarlo. E’ accaduto nel tranquillo successo interno con Pordenone e potrà verosimilmente capitare anche nel confronto con Il Ponte Casa D’Aste, formazione tra le più qualificate del girone e, seppur orfana di Canova e Maffenini, corsara tra le mura del Selargius nell’anticipo della scorsa settimana. Una verifica importante, quella alla quale vanno incontro Ferri e compagne nella sfida con un avversaria equilibrata nei ruoli, ampiamente coperta nelle rotazioni e guidata con consumata maestria dall’esperienza di coach Pinotti, mente e braccio del progetto Sanga. A maggior ragione se, come ventilato, dovessero rientrare proprio le due giocatrici costrette ai box in terra sarda. Non bastasse, la “verde” pattuglia biancorossa dovrà fare i conti anche con il fattore Pala Giordani e con la spinta motivazionale che le atlete di casa sanno abitualmente trarre dal calore del pubblico amico. “Sarà l’occasione per valutare a che punto siamo – puntualizza Valentina Stoppa – soprattutto sotto il profilo della crescita di squadra e della capacità di giocare assieme. Il background è diverso per ciascuna di noi e non nascondo che fatichiamo a rendere comuni i concetti che, giorno dopo giorno, ci troviamo ad assimilare. Credo dovremo partire dalle nostre certezze, ovvero da quanto tutte sappiamo fare bene e a queste affidarci per tenere testa alle milanesi. Che, certamente, presentano un organico di spessore e rodato più che a sufficienza. Conosciamo il loro sistema di gioco, sappiamo dove cercheranno i vantaggi e dove, invece, potremo essere noi ad averli. Ma il… cantiere è ancora in movimento: insomma, stiamo studiando per arrivare adeguatamente preparati ad un test che sarà assolutamente probante. Una cosa è fuori discussione: al di là del risultato positivo messo in cascina nella prima di campionato, in casa Sanga dovremo giocare un’altra partita, mettendo in campo ben altra attenzione e intensità. Sì, lo richiede la qualità del Ponte, ma dobbiamo volerlo soprattutto noi da noi stesse. Aspetto questi quaranta minuti con grande curiosità – chiude la guardia patavina – per capire se la strada imboccata è quella giusta”. Palla a due domani, Sabato 7 Ottobre, alle 18 sul legno del Pala Giordani in via Cambini, dirigono Emmylou Mura di Cagliari e Sara Sciliberto di Messina.

Vittoria facile contro le giovani di Pordenone

Se un vecchio adagio recita “chi ben comincia è a metà dell’opera”, VelcoFin puòAS Vicenza.2017.stampa.Foto.Stoppa.1 guardare con rinnovata fiducia al cammino che l’attende nella stagione appena iniziata. E se è vero che Pordenone, almeno quello visto oggi al PalaGoldoni, certo non può definirsi squadra con ambizioni di categoria superiore, nessuno potrà negare come la giovane compagine vicentina abbia affrontato l’impegno con la giusta mentalità: e, scacciata la prevedibile e giustificabile emozione dell’esordio, non abbia tardato ad acquisire l’inerzia della gara, aumentando l’intensità difensiva e cercando soluzioni aperte per le mani educate delle sue esterne, senza scordare di premiare la ricerca della posizione nel pitturato di Ferri e Zanetti. Vicenza totalizza 32 punti in area (contro 16), ne ha 26 dalla panchina (5 Pordenone) e 29 da palle perse ospiti (17 G&G)

1° periodo – E’ la tripla di Brcaninovic ad inaugurare un parziale di 11-0 che proietta VelcoFin al 13-3 firmato da Santarelli al 5’14, prima che Mingardo dalla linea della carità capitalizzi i due liberi del 17-5 a 50” dalla sirena e il tracciante di Martina Destro ascriva a referto il 20-5 della frazione.

2° periodo – Biancorosse sempre a condurre nella prima metà del secondo tempino: due jumper di Ferri e Brcaninovic spingono le padrone di casa al 24-5 del 3’45”, Smorto e Federica Destro scambiano canestri dall’arco (27-8, 4’54”), ma G&G è ben vivo: di Madera e Smorto – ancora dai 6.75 – è lo 0-5 esterno del 27-13 con 4’12” da giocare, ancora Madera, poi due punti frutto delle mani veloci di Smorto più due personali di Zecchin costruiscono un altro parziale bluarancio (0-6) per il 29-19 a 2’06” dall’intervallo lungo. Il bilancio del quarto (11-16) sorride a Pordenone e, inevitabilmente, getta un’ombra di preoccupazione in casa Vicenza.

3° periodo – Dallo spogliatoio il team di coach Chimenti torna con la premiata ditta Ferri-Brcaninovic: 4 di fila e 37-23 al 2’21”, la risposta arriva da Zecchin – tripla più un libero – che trascina le ospiti al -10 del 39-29 (4’30”). Di Madera è il personale che fissa il minimo scarto (-9, 43-34 al 6’49”), ma la reazione biancorossa è imperiosa: parziale di 8-0 merito di Stoppa (4), Martina Destro e Monaco ed ecco Vicenza balzare al 51-34 con 1’02” da giocare, lasciando a G&G un solo libero in chiusura per limare lo svantaggio.

4 periodo – Dal Mas e Mingardo si mettono in luce in avvio dell’ultimo periodo, Stoppa allarga la forbice con il 55-37 del 2′, gli errori si sprecano, ma il vantaggio biancorosso è rassicurante: e, alla faccia della tensione emotiva e fisica che aumenta il contributo di fatica, Ferri&C continuano a contendere ogni pallone, cercando di giocare anche con il cronometro per mettere in cassaforte la contesa. E il tempo, tiranno, aiuta le beriche che, nel finale, accrescono il margine sino ad un 66-43 che scatena la festa di casa. Meritata.

VELCOFIN VICENZA – G&G PORDENONE 66-43

VELCOFIN: M. Destro 5, Monaco 4, Mingardo 7, F. Destro 5, Stoppa 8, Gamba 2, Ferri 6, Brcaninovic 20, Santarelli 2, Zanetti 7, Pizzolato, V. Maculan. All. J. Chimenti

G&G INTERNATIONAL: Galazzo, Pulcini 2, Dal Ben, Morello, Smorto 14, Zecchin 12, Madera 12, Boccardo, Dal Mas 3. All. S. Bonivento

ARBITRI: L. Pallaoro di Trento e A. Castellaneta di Bolzano

Parziali: 20-5; 11-16 (31-21); 20-14 (51-35); 15-8 (66-43)

La rivincita è servita 

Rispetto al confronto di Mercoledì in terra toscana, è un’altra VelcoFin quella che calca il AS Vicenza.2017.1.stampa.Foto.Brcaninovic.3legno del Palasport cittadino nella seconda amichevole settimanale con Empoli, ultimo appuntamento agonistico della preseason biancorossa. Come nel primo test match, le due panchine scelgono di giocare quattro mini partite da dieci minuti ciascuna, azzerando il punteggio ma tenendo comunque il conteggio dei falli di squadra per rispettare il limite del bonus: la prima frazione va in archivio all’insegna dell’equilibrio, con le padrone di casa a pagare dazio sotto il profilo della concentrazione – dopo il pomeriggio scivolato via nella presentazione della squadra – e aggrappate al senso del canestro di Brcaninovic.. A partire dal secondo periodo Ferri &C. dimostrano di essere finalmente “dentro” la partita, acquisendo il controllo dei tabelloni e limitando le realizzazioni ospiti grazie all’accresciuta intensità difensiva. In attacco Vicenza riesce a produrre soluzioni utili, frutto di buona circolazione di palla e uso degli spazi, atteggiamento positivo che continua anche nel terzo tempino. L’ultimo quarto scopre due squadre ormai stanche che faticano non poco a trovare il canestro: mentre sulla sponda VelcoFin continua il graduale inserimento di Stoppa e Gamba, Empoli, dal canto suo, deve fare i conti con la perdurante assenza di Rosellini e con una Pochobraska che sembra ancora lungi dall’essere la giocatrice determinante ammirata nella passata stagione. Per entrambe, adesso, il tempo degli esperimenti è finito: dal prossimo fine settimana sarà campionato, con le toscane già al turno di riposo e le venete in casa con Pordenone.

VELCOFIN VICENZA – USE ROSA EMPOLI 64-42

VELCOFIN: Pizzolato 2, M. Destro 4, Monaco 7, Mingardo 2, Gamba 2, Stoppa 3, Brcaninovic 17, Ferri 8, Santarelli 4, Zanetti 11, F. Destro 4, V. Maculan. All. J. Chimenti

USE ROSA: Brunelli 10, Calamai 2, Gimignani 4, Manenti, Francalanci, Chiabotto 3, Pochobraska 10, Lucchesini 3, Narviciute 10, Posarelli. All. A. Cioni

ARBITRI: A. Niero di Campodarsego e S. Zanetti di Este

NOTE: nessuna uscita per cinque falli. Tiri da 2: VelcoFin 21/33, USE 12/35; tiri da 3: VelcoFin 3/22, USE 3/12; tiri liberi: VelcoFin 13/17, USE 9/11. Rimbalzi (O+D): VelcoFin 37 (7+30), USE 25 (1+24). PE-RE: VelcoFin 21-18, USE 25-13. Parziali: 17-17; 20-9 (37-26); 22-10 (59-36); 5-6 (64-42).

Sconfitta a Empoli

Va all’USE Rosa il primo atto del doppio confronto amichevole tra Empoli e Vicenza, AS Vicenza.2017.1.stampa.Foto.VelcoFin.1quattro mini partite da dieci minuti ciascuna con azzeramento di punteggio e falli ad ogni sirena. Il test match di ritorno andrà in scena Sabato 23 Settembre, con inizio alle 20, tra le mura del palasport di via Goldoni e dopo la presentazione ufficiale di Prima Squadra e Settore Giovanile VelcoFin in programma alle 16.30 nella splendida cornice di Cà Beregane.

Sul legno della Palestra “Lazzeri” le biancorosse di coach Chimenti non hanno certamente offerto la miglior prestazione tra quelle sin qui disputate nel precampionato, permettendo alle padrone di casa di aggiudicarsi prima, terza e quarta frazione di gioco (18-12; 16-12; 15-13) a fronte del solo secondo tempino (9-13) finito nella sacca delle viaggianti: il complessivo 58-50 di marca toscana non fotografa appieno la supremazia dimostrata da Rosellini e compagne nell’arco del confronto. Campanelli d’allarme? Nessuno. Perché VelcoFin ha certamente pagato le fatiche del torneo a Campobasso – leggi lunghezza del viaggio e gare, con S. Raffaele e Magnolia Basket, ad alta intensità fisica ed emotiva – e perché Vicenza, purtroppo solo a… corrente alterna, in qualche momento dei quaranta minuti ha dimostrato di avere mezzi tecnici e fisici per dare vita ad una partita equilibrata.

Le note liete giungono dai rientri – anzi, veri e propri esordi stagionali – di Valentina Stoppa e Irene Gamba: la prima ormai vicina al completo recupero del mignolo sinistro dopo il secondo intervento (23 Agosto) destinato ad eliminare le aderenze formatesi in seguito alla prima operazione; la seconda finalmente operativa dopo la lunga e paziente riabilitazione dovuta alla ricostruzione del crociato anteriore destro. L’impatto con il campo ha dato segnali positivi per entrambe, lo scrimmage di Sabato permetterà loro di compiere un altro passo in avanti. Prima dell’amichevole, però, atlete, tecnici e dirigenti, ma anche famiglie e appassionati si ritroveranno a Cà Beregane per salutare abbracciare una VelcoFin dai tanti volti nuovi e dal futuro tutto da scoprire.

USE ROSA EMPOLI – VELCOFIN VICENZA 58-50 (18-12; 9-13; 16-12; 15-13)

VELCOFIN: M. Destro 3, Monaco 2, Mingardo 4, F. Destro 5, Stoppa 2, Gamba, Ferri 4, Brcaninovic 13, Santarelli 2, Zanetti 12, Pizzolato 3, Maculan.

Espugnata Campobasso

Di fronte ad una bellissima e chiassosa cornice di pubblico, accorsa nel piccolo impiantoAS Vicenza.2017.1.stampa.Foto.Monaco.1 di Ferrazzano per sostenere le beniamine di casa, Vicenza offre altri 40′ di assoluta intensità e sostanza che le permettono di superare La Molisana e aggiudicarsi il quadrangolare di Campobasso. Le biancorosse costruiscono il successo affidandosi ad una difesa individuale aggressiva sui portatori di palla, attenta a negare le linee di passaggio e brava a presidiare il pitturato – dove Dzinic, Reani e Di Costanzo faticano a trovare soluzioni – nonostante i confronti di ruolo almeno fisicamente pendano a favore delle portacolori Magnolia. Dall’altra parte del campo le mani educate di Brcaninovic, unite all’intraprendenza di Monaco e alle letture di capitan Ferri, sempre dentro la partita, permettono a VelcoFin di allungare in avvio, contenere la reazione delle campobassane in chiusura del 1° quarto, incrementare e mantenere il margine nei 20′ seguenti e aprire definitivamente la forbice nell’ultimo periodo.

1° periodo – La Molisana chiama Alesiani alla costruzione del gioco, affiancandole Di Gregorio nello spot di guardia, Ciavarella in ala piccola e affidando a Dzinic e Reani il controllo dei tabelloni. VelcoFin risponde con Santarelli in regia, Federica Destro in guardia, Brcaninovic nella naturale posizione di ala piccola mentre Zanetti e Ferri si alternano dentro e fuori l’area dei tre secondi. Quattro punti del capitano e due della bosniaca mettono a referto lo 0-6 del 3′ costringendo coach Sabatelli alla sospensione. Dalla quale escono prima Dzinic col rimbalzo offensivo del 2-6 e poi Brcaninovic dall’arco per il 2-9 solo 1′ più tardi. La tripla targata Di Gregorio vale il 7-11 quasi in chiusura del 6′ e tocca ancora all’ex Alpo capitalizzare due liberi per il 9-11 a 3’51” dalla prima sirena. Tempo per il drive centrale di Monaco (9-13) e Campobasso sforna un 6-0 (3/4 Dzinic + Di Costanzo dalla linea e tripla De Pasquale) che vale il vantaggio interno (15-13) al primo miniriposo.

2° periodo – Martina Destro, Santarelli dai 6.75 e Federica Destro con un’invenzione in sottomano ed ecco servito lo 0-7 esterno per il 15-20 del 3′: ma la partita resta in equilibrio, il siluro sganciato da Di Gregorio, che punisce un mancato cambio difensivo, trova fotocopia nella bomba di Ciavarella per il 23-22 del 5′. Vicenza reagisce: Monaco porta a casa tre punti preziosi (1/2 dalla linea poi passo e tiro), Ferri premia l’assist di Federica Destro e il canestro di Brcaninovic, che guadagna spazio nell’area intasata, ascrivono a referto lo 0-8 del 23-30 con 1’03” da giocare. Tre punti di F. Destro e due firmati De Gregorio suggellano il +8 VelcoFin all’intervallo lungo.

3° periodo – Quasi 4′ a… retine inviolate introducono il terzo parziale, la sveglia arriva dal botta e risposta Dzinic – Brcaninovic (27-35, 4’07”), poi altro 0-7 esterno e Vicenza decolla al +15 (27-42 di Martina Destro dall’arco) poco meno di 3′ più tardi. Sabatelli si aggrappa a Di Costanzo e De Pasquale per stagnare l’emorragia (32-42 al 7’16”), Brcaninovic riapre la ferita con la specialità di casa sua: trepunti e 32-45 prima che Dentamaro traduca in punti sonanti (36-46) due disattenzioni biancorosse.

4° periodo – Il quarto minuto ancora non se ne è andato che La Molisana si scopre dentro la partita grazie a due canestri di Reani e a Di Gregorio dai 6.75 (43-48, 3’59”) consigliando coach Chimenti al time-out: dal quale VelcoFin trae tanta linfa vitale da piazzare un imperioso 11-3 (Brcaninocic dalla linea, bomba di Monaco, 4 di Santarelli e ancora la bosniaca) al quale Campobasso risponde con la sola Ciavarella per il 46-59 a 2’50” dai saluti. E dal successo di Vicenza. Che, Mercoledì 20 e Sabato 23, darà vita alla doppia sfida con Empoli: poi ci sarà Pordenone, ma sarà già campionato.

LA MOLISANA CAMPOBASSO – VELCOFIN VICENZA 49-60

LA MOLISANA: Alesiani, De Pasquale 6, Dentamaro 6, Ciavarella 9, Di Gregorio 13, Dzinic 7, Di Costanzo 4, Reani 4. Torraco, Di Paola, Pompei e Landolfi ne. All. M. Sabatelli

VELCOFIN: M. Destro 7, Monaco 10, Mingardo, F. Destro 3, Ferri 11, Brcaninovic 19, Santarelli 7, Zanetti 2, Pizzolato 1. Stoppa, Gamba e V. Maculan ne. All. J. Chimenti

ARBITRI: Tammaro e Di Martino

NOTE: nessuna uscita per cinque falli. Parziali: 15-13; 10-20 (25-33); 11-13 (36-46); 13-14 (49-60)

Superata la neopromossa Roma

Con una prova tutta “di squadra” Vicenza supera la neopromossa S. Raffaele nella prima2017_09_09_Rhodigium_Torneo-019960 (1) giornata del Torneo di Campobasso e guadagna il diritto a sfidare la Magnolia padrona di casa – impostasi facilmente a spese di Scafati – nella “finale” in programma questa sera alle 19.30. Sul legno della piccola palestra di Ferrazzano le biancorosse giocano una gara di sostanza, fatta di buona attenzione difensiva e coinvolgimento di tutto il quintetto nei giochi d’attacco, dove alle mani educate di Brcaninovic dal perimetro si uniscono la produzione interna di Zanetti e la capacità che Ferri &C. dimostrano nell’alternare soluzioni dentro e fuori il pitturato. S. Raffaele è formazione dotata di fisicità importante unita a qualità ed esperienza non comuni – leggi Gelfusa, Santucci, Russo e la nazionale U20 Prosperi – e la prima frazione scivola via all’insegna dell’equilibrio: 7 punti di fila targati Brcaninovic permettono a VelcoFin di rispondere a Gelfusa e Prosperi così da siglare il +2 (7-5) dopo 3’35” di gioco, due liberi firmati Russo sul 1° fallo di Santarelli e ancora Prosperi riportano avanti Roma. L’alternanza nel punteggio, fatta di scarti minimi, prosegue sino alla tripla di Russo che vale il 17-19 a 2’58” dalla prima sirena: Zanetti, Martina Destro dall’arco e Brcaninivic con due personali sul 1° di Santucci capitalizzano il 24-19 del periodo. Vicenza allunga in apertura del secondo tempino con i drive di Pizzolato e Monaco (28-20, 1’28”), Federica Destro mette il 30-21 con il 2/2 dalla linea al 4′: peso e statura delle lunghe S. Raffaele costringono spesso le biancorosse a collassare l’area e a concedere qualcosa di troppo dal perimetro, ne approfitta Marchetti imbucando il trepunti del -6 (30-24 e 5’58” sul cronometro). La risposta è immediata: Zanetti, Federica Destro e lo step back di Santarelli aprono la forbice (36-26, 6’02”), Brcaninovic e ancora Federica la allargano al 40-26 del 7’30”, Mingardo dai 6.75 allo scadere dei 24” tiene a distanza le ospiti, che si aggrappano a Nnodi per mantenere vivo l’incontro (45-34) all’andarsene di metà partita. S. Raffaele si affida all’intraprendenza di Prosperi (7 di fila) che attacca sempre dal palleggio in avvio della terza frazione (50-39, 3’12”), la persa di F. Destro regala il -9 a Marchetti (50-41, 3’05”), capitan Ferri, più due recuperi che valgono 4 punti di Brcaninovic in contropiede – con il 5° del personale aggiuntivo sul fallo di Russo – sanciscono il 57-41 (4’59”): poi tocca a Martina Destro, dall’arco, ascrivere a referto il +19 del 64-45 al 30′. Il divario si allarga sino al +24, grazie a Zanetti che premia l’assist di Mingardo (70-46, 2’49”), d’inizio ultimo quarto, e, seppur tranquilla, Vicenza mantiene attenzione e intensità costanti e la gara se ne va senza offrire a S. Raffaele opportunità di recupero. L’appuntamento è per l’esame con l’ambiziosa Campobasso: altra occasione, per il team affidato a coach Chimenti, di compiere un ulteriore passo in avanti nel percorso di preparazione al campionato.

Velcofin Vicenza – S. Raffaele Roma 80-58

VELCOFIN: M. Destro 6, Monaco 9, Mingardo 5, F. Destro 10, Ferri 4, Brcaninovic 22, Santarelli 2, Zanetti 15, Pizzolato 5, V. Maculan 2. All. J. Chimenti

S. RAFFAELE: Giorgi 5, Salvagni, Prosperi 12, Marchetti 11, Russo 11, Gelfusa 11, Nnodi 2, Borghi, Guerriero, Santucci, Barbieri 4, Santulli 2. All. G. Russo

ARBITRI: V. Di Martino e V. Agnese di Campobasso

NOTE: uscita per cinque falli Giorgi (SR).

Parziali: 24-19; 21-15 (45-34); 19-11 (64-45); 16-13 (80-58)

Vittoria col Montecchio e ora sfida alla Roma

Dopo il test match interno con Montecchio – quattro mini partite da dieci minutiAS Vicenza.2016.1.Foto.Ferri.1 ciascuna, con azzeramento di tempo e punteggio (12-10; 19-3; 15-5; 18-8), tutte a favore delle padrone di casa – VelcoFin si appresta ad intraprendere il lungo viaggio verso Campobasso per partecipare ad un quadrangolare che potrà dare ulteriori indicazioni sulla crescita fisica e tecnica del gruppo biancorosso. Oltre a Vicenza, infatti, sul legno del Palazzetto dello Sport “Nuova Comunità” di Ferrazzano, alle porte del capoluogo, saranno di scena Scafati (serie B), S. Raffaele Roma e Magnolia La Molisana, le ultime due protagoniste nel Girone Sud di quell’A2 ormai prossima ad aprire i battenti. E nella quale il team molisano sembra destinato a recitare un ruolo di primo piano con non celate ambizioni di promozione. Approdato nella categoria grazie ad un trasferimento di sede e, proprio per questo, costretto a tardive operazioni di mercato, Campobasso è stato assai abile nell’allestire un roster assolutamente competitivo, nel quale spiccano le nazionali Under 20 Giulia Ciavarella (ex Viterbo) e Federica Alesiani (da Savona), nonché Marina Dzinic e Laura Reani, due atlete che, non più tardi della scorsa stagione, erano il fiore all’occhiello dell’Alpo Villafranca. Senza dimenticare coach Mimmo Sabatelli, assistente allenatore della spedizione azzurra in Portogallo, nonché vera e propria istituzione del basket campobassano. Come da copione, La Molisana affronterà Scafati nella prima delle due gare di Sabato 16 (alle 17.30), mentre Ferri &C. dovranno vedersela con le portacolori della capitale (19.30), club di lunga tradizione, pronto a riaffacciarsi alla ribalta del secondo campionato italiano e nelle cui fila si distingue l’esterna Giulia Prosperi, compagna di Alesiani e Ciavarella in azzurro. Domenica alle 17.30 andrà in scena la sfida tra le sconfitte della prima giornata, mentre alle 19.30 le due vincenti si contenderanno la leadership del torneo. In attesa che Valentina Stoppa e Irene Gamba ottengano il benestare medico per tornare pienamente operative, coach Jonata Chimenti avrà l’opportunità di valutare la strada che VelcoFin ha percorso dal giorno del raduno, tanto nei progressi individuali quanto in quelli di squadra. La prossima settimana spazio alle due amichevoli con Empoli – il 20 in Toscana e il 23 a Vicenza – poi sarò solo tempo di pensare al campionato.

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Eleonora Zanetti racconta il suo ritorno in campo

Dodici mesi sono un periodo lungo da passare. O davvero breve. E se, in generale, ileleonora zanetti concetto è quanto mai soggettivo e legato a molteplici variabili, per un atleta costretto al riposo forzato un anno di inattività agonistica è davvero lungo. Maledettamente lungo, verrebbe da dire. Ben lo sa Eleonora Zanetti, per tutta la scorsa stagione costretta a seguire la sua Vicenza prima dalla tribuna e poi dalla panchina: settimane e settimane di sofferenza, figlie dell’infortunio al ginocchio sinistro – rottura del crociato anteriore – rimediato lo scorso Settembre a Crema nel torneo di preparazione al passato campionato. Prima l’intervento di ricostruzione, poi il faticoso e solitario lavoro di rieducazione, quindi il ritorno in palestra per respirare, seppur da bordo campo, l’odore del legno e sentirsi nuovamente parte di una squadra: costretta quest’ultima, a mescolare le carte e inventare ruoli per sopperire alla sua assenza. Pazienza, forza d’animo, tanto lavoro e un obbiettivo ben chiaro nella mente – tornare a giocare – hanno permesso all’ex ala di Schio di presentarsi al raduno VelcoFin in forma smagliante e di bruciare le tappe di avvicinamento alla prima amichevole di preseason. In una sola parola, pronta. E il test match dello scorso fine settimana, con Faenza al Rhodigium Basket Day, per Eleonora è stato un nuovo inizio. Un vero e proprio esordio – il secondo – con i colori biancorossi.

“Tanta, tanta voglia di giocare – racconta allegra “Zan”, un pochino in debito d’ossigeno dopo aver “scalato” le rampe di Monte Berico – sentivo dentro solo quella. Dodici mesi sono lunghi, soprattutto perché trascorsi a fare solo preparazione per recuperare al meglio questo ginocchio. Fortunatamente sta rispondendo positivamente e sono contenta. Timore? Un pizzico ad inizio partita, perché desideravo, volevo fortemente, giocare bene. E’ andato tutto liscio e il successo, anche se ha un valore assai relativo, ci ha regalato tanta soddisfazione”.

Spedita direttamente in campo nello starting five, Eleonora ha impreziosito con undici punti personali i tanti minuti guadagnati, dimostrandosi, in più occasioni, un vero punto di riferimento per le compagne. “Mi sono imposta di non risparmiarmi – continua – di spendere ogni energia, di garantire il massimo impegno: di aiutare la squadra e dare qualcosa in più rispetto agli anni precedenti. Beh – se la ride – non ci vorrà molto: anche perché l’anno scorso, per forza di cose, davvero non ho fatto nulla”. E una Zanetti capace di mettere sul piatto della bilancia non solo punti e rimbalzi, ma anche un ruolo guida a favore di un gruppo profondamente rinnovato e assai giovane, offrirebbe un cospicuo valore aggiunto ad una VelcoFin che spende fatica e sudore per fare di un cantiere aperto una costruzione finita.

“Indubbiamente c’è tanto lavoro da fare – puntualizza – e credo correremo a mille all’ora: soprattutto, però, dovremo dedicare tempo ed energie a migliorare la concentrazione. E’ importantissimo, perché qui siamo molto giovani e, di conseguenza, assai istintive: bisogna imparare ad usare la testa. Come la vedo? Sono fiduciosa, siamo già unite e stiamo allestendo un bel gruppo: possiamo solo migliorare”.

Buona la prima con la neopromossa Faenza

Quattro “mini partite” da dieci minuti ciascuna salutano la “prima” stagionale dellazanetti nuova VelcoFin, chiamata a stilare il bilancio dei quindici giorni di preparazione appena trascorsi affrontando la neopromossa Faenza nel “Rhodigium Basket Day”, giornata dedicata alla palla a spicchi polesana, promossa dal Rhodigium Basket e giunta alla terza, fortunata, edizione. Il primo “hurrà” tocca proprio a Vicenza, brava ad aggiudicarsi primo, terzo e quarto tempino, nonostante le annunciate assenze di Stoppa e Gamba con Santarelli gestita col bilancino per i malanni alla schiena che l’affliggono da inizio settimana. Quanto conta il risultato? Poco o nulla, naturalmente. Ma vincere fa sempre piacere e, considerata l’età media della squadra, il risultato positivo regala fiducia e consapevolezza ad un gruppo di atlete che nulla risparmia dentro ai 28×15, tanto in allenamento quanto in partita, e che, giorno dopo giorno, non lesina sudore per imparare a giocare assieme. Aspetto per nulla trascurabile, a fronte del diverso “vissuto” che ognuna porta in dote alla causa biancorossa. L’insegnamento? L’impatto con la categoria: dove aggressività, centimetri, fisicità e contatti la faranno da padroni, identificando tecnica e tattica con il valore aggiunto destinato a garantire il salto di qualità. Troppo presto per parlarne, come sempre sarà il campo ad emettere il verdetto. Intanto il sorriso più grande è tutto di Eleonora Zanetti, di nuovo sul parquet per una partita vera a dodici mesi dall’infortunio di Crema nella preseason dello scorso campionato. Se i suoi undici punti pesano nell’economia della gara, ancor più valgono “presenza”, leadership, combattività, voglia di vincere che “Zan” mette al servizio delle compagne: senza contare che, dopo una lunga e forzata assenza, il ritorno sul legno non è proprio cosa scontata. Bentornata Eleonora!

1° periodo – Santarelli, F. Destro, Brcaninovic, Zanetti e Ferri danno vita al quintetto di coach Jonata Chimenti, In casa manfreda Cristina Bassi chiama sul legno Franceschelli, Schwienbacher, L. Morsiani, Tridello e Caccoli, con la talentuosa Ballardini in panchina a distribuire scibile cestistico nella non usuale veste di giocatore-allenatore. I primi due attacchi VelcoFin sono destinati alle mani educate della bosniaca top scorer all’Europeo U20 di Matosinhos: ed è proprio Brcaninovic a firmare dalla linea i due liberi del vantaggio interno dopo 1’57” di gioco, prima che Monaco rilevi F. Destro e M. Destro prenda il posto di Ferri. Vicenza paga dazio in centimetri, ma non è certo la voglia di battersi che manca alle beriche, pronte a saggiare la durezza del legno pur di agguantare una palla vagante: “drive” sinistro di M. Destro e 7-7 a 2’38” dalla prima sirena, 2/2 di Monaco e 9-7 meno di 1′ dopo. Due personali di L. Morsiani riportano l’equilibrio, l’unico punto di Minichino spinge Faenza avanti di uno giusto un attimo prima che Mingardo punisca dall’arco una mancata rotazione difensiva (12-10).

2° periodo – Servono 4’43” all’ex Tuzla per trovare il primo canestro dal campo (4-5) che impingua il bottino personale di 4/4 ai liberi collezionato nei primi 10′. Soglia e Schwienbacher danno il “la” alla fuga romagnola (4-11, 7′), Zanetti, Brcaninovic e Pizzolato cuciono lo strappo (10-11) con 1’08” da giocare: allo 0/2 targato Ferri dalla linea della carità risponde il canestro di Caccoli che permette all’Infinity Bio di aggiudicarsi la seconda frazione (10-13).

3° periodo – Al ritorno idal riposo lungo vicentine e manfrede viaggiano a braccetto per quasi 2′, quando Zanetti traduce nel 5-5 il rimbalzo offensivo catturato dopo l’1/2 di Santarelli. Trascorrono altri 3’30” ed ecco Brcaninovic prendere la sinistra in penetrazione e ascrivere a referto l’8-7 col personale aggiuntivo, antipasto ai due liberi del 10-7 (4’58”) rintuzzati dalla realizzazione di Soglia nel pitturato (10-9). Elegante e redditizio il jump di M. Destro che vale il 12-9 con 3’50” sul cronometro, altri quattro della bosniaca fanno scappare VelcoFin (17-11, 8’37”) che chiude sul 20-14 e 42-37 complessivo.

4° periodo – Biancorosse in ritmo nei primi 4′, con Santarelli a siglare il 6-2 dal mezzo angolo e Brcaninovic a mantenere la distanza (8-4) a 4’56” dai saluti. La veemente reazione Infinity si traduce nell’8-0 esterno che suggella l’8-12 grazie alla tripla di Corraducci con 3’19” da giocare, ma Vicenza è ancora lì e ripaga con la stessa moneta: 12-2 aperto da Brcaninovic e Zanetti, allungato dal 4/4 di M. Destro e Monaco, chiuso ancora dalla bosniaca che finalizza un proprio recupero per il 20-14 e 62-51 finale.

Mercoledì 13 amichevole interna con il Basket Montecchio (PalaGoldoni, 20.15), Sabato16 e Domenica 17 torneo a Campobasso con S. Raffaele (A2), Scafati (B) e la squadra padrona di casa (A2). La settimana seguente due gare con Empoli, il 20 in Toscana e il 23 a Vicenza: appuntamenti, quelli in agenda, che permetteranno a VelcoFin di farsi trovare pronta all’apertura del campionato.

VELCOFIN VICENZA – INFINITY BIO FAENZA 62-51

VELCOFIN: M. Destro 7, Monaco 7, Mingardo 3, F. Destro 2, Ferri, Brcaninovic 26, Santarelli 4, Zanetti 11, Pizzolato 2. Stoppa, Gamba, V. Maculan ne. All. J. Chimenti

INFINITY BIO: Franceschelli 9, Schwienbacher 9, Corraducci 9, L. Morsiani 4, Tridello 2, Caccoli 2, Bornazzini, Moriconi 4, Soglia 11, Minichino 1. Ballardini e D. Morsiani ne. All. C. Bassi

ARBITRI: Cavazza e Rossi di Rovigo

NOTE: uscite per cinque falli Franceschelli (IB) e Schwienbacher (IB). Parziali: 12-10; 10-13; 20-14; 20-14.

Sfida col Faenza al Rhodigium Basket Day

Ancora poche ore e la VelcoFin edizione 2017-18 sarà finalmente in campo per sostenere AS Vicenza.2017.2.stampa.A2.RhodigiumBasketDayil primo test in vista della nuova stagione agonistica. Sabato 9 pomeriggio, infatti, le biancorosse saranno di scena a Rovigo per affrontare l’Infinity Bio Faenza nella 3° edizione del Rhodigium Basket Day, manifestazione che verrà inaugurata dalla sfida giovanile U14 tra Rodigium e Ferrara e chiusa da quella di serie B tra le padrone di casa e il Ponzano Basket. Una giornata all’insegna della palla a spicchi che permetterà a Ferri &C. di riabbracciare Giulia Pegoraro, sino a ieri leader indiscussa del team berico, oggi certo proiettata verso orizzonti diversi, ma non troppo lontani dal basket giocato. “Pego” indosserà i colori del Rhodigium, club nel quale riveste anche il ruolo di preparatore fisico e allenatore giovanile. Insomma, non mancherà un pizzico di “amarcord” nel primo appuntamento agonistico di una squadra – quella condotta da coach Jonata Chimenti – che si presenta all’appuntamento polesano con la grande curiosità di darsi un primo voto – e ben venga il confronto con la neopromossa Faenza – e con lo straordinario entusiasmo dell’esordio per un gruppo dalle tantissime novità e dall’età media notevolmente più bassa rispetto al recente passato.

Vicenza dovrà vedersela con una formazione romagnola che, dopo l’inopinata scomparsa dal panorama nazionale di qualche anno fa, ha saputo pazientemente risalire la china, riportando nel basket che conta una città dalle lontane e prestigiose tradizioni legate alla pallacanestro. Fiore all’occhiello dell’Infinity Bio è niente meno che Simona Ballardini, talentuosa ala manfreda già a Schio, Venezia, Umbertide, Taranto (scudetto e Coppa Italia), senza dimenticare la parentesi a Bourges, in Francia, e la lunga militanza azzurra. Ritornata nel club che ha salutato l’inizio della sua carriera e nel quale allena a livello giovanile, Ballardini è rapidamente divenuta il cuore pulsante della prima squadra, trascinandola nella rapida scalata dalla C all’A2.

L’esame del weekend in arrivo, dunque, si annuncia assai impegnativo per una VelcoFin che deve anche fare i conti con gli acciacchi di inizio preparazione: sicuramente indisponibili saranno Valentina Stoppa, alle prese con la rieducazione del dito mignolo, e Irene Gamba, verso il recupero dall’intervento al crociato dell’anno scorso, agli acciacchi in assorbimento per Francesca Pizzolato (colpo di frusta) e Federica Destro, fa da contraltare Francesca Santarelli, la cui presenza è tutta da valutare a fronte di una sosta ai box che si protrae da inizio settimana per una contrattura alla schiena. Si gioca al Palazzetto dello Sport di via Bramante, a Rovigo, palla a due alle 18.30.

Stoppa: “Squadra giovane”

Dieci giorni di preparazione alle spalle, scivolati via tra sedute in palestra e sui legni di PalaGoldoni e Laghetto, colorati tanto dal grande entusiasmo quanto dagli inevitabili acciacchi di inizio raduno, arricchiti dalla rapida integraz

AS Vicenza.2016.1.Foto.Stoppa.4

ione tra volti vecchi e nuovi e anche dai tanti sogni – e poche certezze – che precedono l’avvicinarsi della nuova stagione agonistica. Che vedrà una VelcoFin profondame

nte rinnovata e votata alla “linea verde” mettersi in discussione sulla ribalta di un girone “settentrionale” destinato a garantire competitività, incertezza e spettacolo. Giorni che lei, Valentina Stoppa, ha visto succedersi da bordo campo, costretta al riposo forzato dal nuovo intervento a quel dito mignolo della mano destra già operato lo scorso inverno. Piccola cosa, di routine, giusto per eliminare qualche aderenza… almeno queste erano le aspettative prima del 23 Agosto: il decorso, invece, proprio così semplice non è stato, tanto da costringere la guardia biancorossa ad un periodo di inattività assai più lungo del previsto. Vale, però, preferisce guardare avanti, al tempo che la separa dal ritorno sul parquet – poco più di una settimana – e ai progressi compiuti, giorno dopo giorno e assistita dal fisioterapista Davide Paganin, nella rieducazione della mano. Indirizzando i propri pensieri al ruolo che l’attende in un gruppo nel quale il legame con la storia recente è garantito anche da capitan Lucia Ferri e da Eleonora Zanetti, finalmente al rientro agonistico dopo il lungo stop dovuto all’intervento al ginocchio della passata stagione.

“Beh – è l’esordio – per quanto mi riguarda sono al terzo anno a Vicenza e per la terza volta la squadra cambia volto quasi completamente: direi che non è una novità! Ci sono tante ragazze molto giovani e certamente l’entusiasmo sarà dalla nostra parte. Facile? No davvero. Il campionato sarà tutt’altro che una passeggiata: dovremo faticare, stringere i denti e mettere il massimo impegno in ogni allenamento e partita. Ma va bene, così mi piace. Quanto alla stagione personale – continua Stoppa – spero di portare in campo un po’ d’esperienza, di grinta, di dare qualcosa di mio anche in spogliatoio e non solo sui due lati del campo. Immagino che coach Chimenti abbia delle aspettative tecniche nei miei confronti: vederemo a tempo debito, intanto dico che, sì, punterò molto sulla difesa, ma che sono assolutamente determinata a contribuire anche in attacco”.

E così sia, Vale, a maggior ragione in una VelcoFin che dovrà trovare la quadratura del cerchio per sopperire ad una statura media non propriamente elevata e che – Melisa Brcaninovic a parte – almeno inizialmente non potrà chiedere alle giovani di sobbarcarsi tutto il peso della fase offensiva. “Ma non dobbiamo spaventarci – incoraggia l’esterna sammartinara – anche se, probabilmente, ognuna di noi dovrà tirar fuori qualcosa in più rispetto a quanto è pensabile possa fare: insomma – e se la ride – magari sarà l’anno buono per avere una Stoppa sempre in doppia cifra!”. Che farebbe davvero comodo in un raggruppamento “indubbiamente ancora più competitivo – chiude Valentina – e ben venga, dato che ci costringerà subito a capire di che pasta siamo fatte. Dovremo essere dure e determinate sin dalla prima palla a due, per arrivare a conquistare almeno un posto nei play-off. Al resto penseremo poi, partita dopo partita”.

VelcoFin è di nuovo in campo

Facce nuove e volti conosciuti, sorrisi e strette di mano: poi il “benvenuto” del club aiAS Vicenza.2017.1.stampa.Foto.Atlete tanti nuovi arrivi e l’abbraccio a chi indossa e onora i colori biancorossi ormai da tempo. Come capitan Lucia Ferri, Eleonora Zanetti e Valentina Stoppa, con tanto di mignolo della mano destra immobilizzato da una vistosa fasciatura, secondo atto dell’intervento chirurgico al quale si era sottoposta ad inizio primavera per la frattura scomposta e frammentata del dito rimediata in allenamento. Il tempo per le foto di rito e poi tutte sul legno del PalaLaghetto a dimenticare il riposo estivo per riscoprire sudore e fatica in vista dell’imminente serie A2 2017-2018. Non più tardi di Giovedì sera il sipario si è dunque alzato anche sulla stagione agonistica di una VelcoFin profondamente rinnovata grazie alle tante giovani chiamate a comporne un organico che, se dovrà sgomitare per farsi largo nella categoria e in un girone davvero competitivo, certo non mancherà di regalare soddisfazioni a società e sostenitori.

Le facce nuove? Quella di Melisa Brcaninovic, innanzitutto, la talentuosa esterna bosniaca segnalatasi come miglior realizzatrice dell’ultimo Europeo Under 20 e approdata a Vicenza grazie all’operazione congiunta condotta con Schio. Poi Francesca Santarelli, l’anno scorso nelle fila di Ferrara, Federica Monaco, guardia cosentina giunta da Palermo, le tre reyerine Irene Gamba, Federica e Martina Destro, quindi Camilla Mingardo, sino a Giugno nel settore giovanile del Famila. Accanto a loro ecco la rientrante Francesca Pizzolato, le U18 Veronica Fabrello, Vittoria e Angela Maculan, in attesa di Alessandra Gulino e Alice Peserico agli ultimi spiccioli di vacanze.

Tante novità in panchina, con coach Jonata Chimenti ad assumere l’incarico di capo allenatore e l’esperto Carmelo Gorgone nel ruolo di assistente, entrambi coaudiuvati dal confermato preparatore fisico Marco Gennari. New entry anche nel settore medico, nel quale è stato inserito il fisioterapista Davide Paganin che va a sostituire la storica figura di Luciano Cibotto.

Prime quattro sedute di preparazione dedicate a recupero della condizione fisica e lavoro sui fondamentali, in attesa della “settimana tipo” – la prossima – quando gli allenamenti mattutino e pomeridiano diverranno pane quotidiano per tutte le giocatrici. Anzi, quasi per tutte, dato che già Domenica Camilla Mingardo e Martina Destro lasceranno Vicenza per raggiungere Roma e affrontare il Raduno Collegiale della Nazionale U18 “3×3” (27-30 Agosto) in vista della Coppa Europa di settore in calendario a Debrecen (Ungheria) dal 31 Agosto al 4 Settembre. Confermato anche il programma dei test precampionato: esordio a Rovigo (9 Settembre) con Faenza, il 13 amichevole interna con Montecchio, 16 e 17 Torneo a Campobasso con S. Raffaele e Magnolia (A2) più Scafati (B), 20 e 23 doppia sfida con Empoli, in Toscana la prima, al PalaGoldoni la seconda.

 

Federica Monaco a tutta VelcoFin: “Squadra giovane e di buon livello. Faremo bene”

Basta dare un’occhiata, se non al vero e proprio curriculum vitae, all’elenco delle attivitàfederica monaco che solleticano la sua attenzione per capire che quella di fronte a noi è persona dagli interessi più vari. Tutt’altro che scontati, verrebbe da dire, perché la nostra interlocutrice può, a buon diritto, mettere sul tavolo le qualifiche di “assistente veterinario” e “addestratore cinofilo”: insomma, senza dubbio le piacerà ascoltare musica e divorare film in quantità industriale, magari anche leggere un buon libro e dedicarsi allo shopping, poltrire tra le coltri lasciando correre le ore del giorno.. ma qualcosa di diverso, dietro a quel sorriso incorniciato da un’invidiabile abbronzatura, indubbiamente c’è. “Vero – scoppia a ridere Federica Monaco, secondo arrivo stagionale in casa VelcoFin – ho seguito e superato i corsi in questione, portando a casa i relativi attestati. Non si sa mai, magari potranno rivelarsi utili. Ma sono anche laureata in Scienze Motorie, traguardo tagliato quasi un anno fa all’Università Telematica San Raffaele di Roma, e ho conseguito il patentino di allenatore minibasket. Senza dimenticare l’esperienza dei progetti scuola”. E…? “Beh, ovvio, gioco a pallacanestro e sono a Vicenza proprio per questo”.

Ventiquattro anni appena compiuti, guardia di origini calabresi – è nata a Cosenza – il neo acquisto biancorosso ritorna in Veneto dopo la positiva avventura a Palermo, preceduta da un incessante girovagare lungo lo Stivale che l’ha vista incontrare e frequentare l’A2 per un triennio con i colori del Calabra Maceri Rende, disputare l’allora A3 con Pallacanestro Rende, Corato e Latina, quindi la B con S. Giovanni Valdarno e Abano Terme, per riabbracciare l’A2 in Sicilia. “Palermo mi ha permesso non solo di maturare un’esperienza importante e formativa nel mio percorso di giocatrice, ma anche di avvicinarmi a casa nel momento in cui avevo bisogno di farlo. Adesso ritorno in Veneto, dove sono già stata nella fila del Thermal per un campionato di B davvero avvincente. E per almeno due anni rimarrò qui dove mi sento a casa mia. E dove mi piacerebbe fermarmi molto a lungo”.

Mentre si racconta, Federica non stacca un attimo lo sguardo dal legno del PalaGoldoni: ancorché imbottite di rookies, le “Huskies” di U Conn e dell’icona Gino Auriemma – riconosciute origini italiane e commissario tecnico della nazionale femminile americana – stanno strapazzando una raccogliticcia formazione “veneta” in una partita dalla valenza superiore al mero evento sportivo, perché nata all’insegna della solidarietà e patrocinata dalla Lega Italiana per la Lotta contro Tumori. Da che parte è schierata la nostra protagonista? Domanda inutile.

“Veder giocare le americane è bellissimo – commenta entusiasta – e in questo basket un pochino mi riconosco: Mi piace correre, mantenere elevata l’intensità della partita, usare il fisico e giocare duro, ma corretto. Poi amo passare la palla e mettere in ritmo le compagne”, spiega. “Anche fare canestro, naturalmente!”. Vero e proprio concentrato di simpatia, esuberanza e disponibilità, l’esterna cosentina è una specie di fiume di positività, anche quando sposta l’attenzione sulla nuova squadra della quale indosserà gli storici colori biancorossi. “Intanto questo palazzetto è proprio bello – attacca Fede, che abiterà a Schio assieme alla sorella, da tempo nell’Alto Vicentino per esigenze lavorative – e quanto alla squadra dico che sono molto contenta. Senza se e senza ma. Abbiamo costruito un gruppo giovane e, a mio giudizio, di buon livello. Magari pagheremo un tributo all’inesperienza, ma dalla nostra nostra avremo l’entusiasmo e la voglia di emergere. Coach Jonata Chimenti mi ha assicurato che ci sarà da lavorare sodo: perfetto così, né io né le mie compagne ci tireremo indietro. State certi che spremeremo tutto il sudore e l’energia di cui disponiamo per fare bene. Il girone Nord è molto competitivo e le formazioni attrezzate per il salto di categoria ci sono eccome. Ma le soddisfazioni non mancheranno. Promesse? Non ne faccio – chiarisce Federica – ma ai nostri tifosi chiedo di starci accanto, di seguirci con affetto. Come detto, siamo giovani: e la spinta che arriva da chi ci vuol bene è importantissima e, spesso, aiuta a fare la differenza. Altro? No? Allora… tempo scaduto. Ora devo andare, è il mio compleanno (18 Agosto, ndr) e papà è qui per festeggiarlo. Ci vediamo al raduno!”

VelcoFin abbraccia Francesca Santarelli: “voglio l’A1”

Per qualche giorno ancora godrà del sospirato e meritato riposo: tanto dalla lunga stagione agonistica protrattasi sin quasi allo scorso meAS Vicenza.2017.1.stampa.foto.Santarellise di Giugno, quanto dai voluminosi testi universitari ai quali, subito dopo, ha dedicato massima attenzione ricavando, tra l’uno e l’altro, qualche spicchio di vacanza.

“Ma adesso gli esami sono finiti – è l’allegro esordio di Francesca Santarelli, quasi una settimana prima di raggiungere Vicenza per la preparazione al prossimo campionato di Serie A2 – mi rimane da completare la tesi e, a Novembre, chiudere con la laurea in Educatore per i Servizi dell’Infanzia”. Che, tradotto, significa “maestra di asilo nido”. “Esatto – conferma – ed è quanto voglio fare nella vita, con o senza la pallacanestro”. Ventitré anni e poco più, forlivese di nascita e “figlia d’arte” (papà allenatore e mamma ex giocatrice: “Essere praticamente… sbocciata in palestra mi ha permesso di vedere e apprendere molte cose, soprattutto sulle persone, da sole o in squadra che fossero”.), Francesca approda nella città del Palladio e alla corte VelcoFin dopo i primi passi mossi sul legno della città natale, la crescita nel triennio di Cervia con fugace apparizione a Faenza, poi Bologna sponda Libertas, un pizzico di nazionali giovanili, Alpo e, infine, Ferrara.

“Sono contenta dell’opportunità offertami da Vicenza – confessa il play romagnolo – entro a far parte di un club dalla storia lunga e prestigiosa, da sempre simbolo di competitività e organizzazione: senza dimenticare che, solo tre mesi fa, le biancorosse hanno mancato di un soffio la promozione in A1. Porto con me un bagaglio pieno di entusiasmo e voglia di fare bene. Ringrazio la società e coach Jonata Chimenti: alla B.Ethic (24 giocate, 21.8 mpg, 4.7 ppg, 3.3 rpg, 1.2 apg, con 39% da 2, 17% da 3, 70% ai liberi, 45 valutazione) abbiamo iniziato un percorso tecnico che, a fronte degli eventi, rischiava di finire anzitempo. Invece ora potrò continuarlo”. Nonostante l’inaspettata chiusura di Ferrara, al termine di un campionato di vertice condotto da un team estense decisamente protagonista e pretendente al salto di categoria. “E’ stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno – racconta con malcelata amarezza – bellissima annata, anche se la frattura del quarto metacarpo mi è costata quattro settimane di gesso, poi la semifinale… siamo rimasti sbalorditi!

Il passato, alla fine, è soltanto passato, recita una canzone. E adesso è il momento di dare forma e sostanza alle aspettative di una VelcoFin profondamente rinnovata e che al campo chiederà di decretarne l’effettivo valore. “Non conosco le mie nuove compagne – dice schietta Santarelli – il coach mi ha spiegato che la squadra è mediamente giovane e che ci sarà da sudare e impegnarsi per crescere giorno dopo giorno. Credo sia sacrosanto avere i play-off come obbiettivo e il dovere di dare tutto per raggiungere il massimo risultato possibile”.

Giocatrice dalla spiccata fisicità, forte nell’uno contro uno e dotata di buona lettura del gioco, la neo biancorossa viene anche definita come play dalle mani veloci, che le permettono di rubare palla dal palleggio o sulle linee di passaggio, e grande attitudine al lavoro difensivo.

“Mi riconosco soprattutto nella parte relativa alla difesa – precisa – mentre in attacco amo far giocare la squadra, muovere la palla, mettere in ritmo le compagne. Poi se c’è da prendere un tiro, ovviamente non faccio un passo indietro”. Francesca, ma l’A1? “A Faenza non posso certo dire di averla… assaggiata – ride – forse l’ho semplicemente annusata. Ma la massima categoria rimane un traguardo. Che voglio raggiungere”.

Intervista allo storico presidente Antonio Concato 

I gradini che salgono all’appartamento di Antonio Concato sono quelli di unconcato vecchio palazzo nel centro storico di Vicenza: costruiti in pietra, un pochino erosa dal tempo, forse oggi troppo ripidi perché il Signor Antonio, più vicino alla nona che all’ottava decade, possa percorrerli con la tranquillità degli anni migliori. Il “patron” biancorosso attende sulla soglia: e basta varcarla per sentirsi proiettati laddove tutto è iniziato, una sorta di biblioteca-museo che raccoglie gran parte della lunga e fortunata storia della pallacanestro femminile vicentina. Sparsi sul tavolo del salotto fanno bella mostra di sé anche libri di narrativa, gialli e altro (“Li ho acquistati tempo fa – racconta sornione il padrone di casa – con l’intento di leggerli una volta messa da parte la passione per il basket: ma sono ancora lì”), infilati tra pile di giornali, vecchie fotografie e qualche trofeo. Non ci sono santi, qui tutto sa di palla a spicchi, giocatrici, allenatori, scudetti, coppe, campionati. Da quelli vinti nell’era del Concato allenatore con il marchio Portorico, al periodo del dominio assoluto in Italia ed Europa sotto l’egida Zolu, Fiorella e Primigi, agli anni meno felici coincisi con una “separazione in casa”, retrocessioni e riammissioni, sino ai giorni nostri, alla promozione in A1 solo accarezzata nella passata stagione e alla nuova, giovane, VelcoFin Vicenza che si appresta ad affrontare l’ormai imminente e intrigante avventura della prossima A2.

Vicenza ieri e oggi – “Vorrei fare una precisazione – è l’incipit di Antonio Concato – è davvero difficile stilare programmi a lunga scadenza, dato che la situazione economica certo non può definirsi tranquilla, e, soprattutto, l’attuale sistema organizzativo dello sport è ben diverso da quello di trent’anni fa. Allora le società avevano la possibilità di programmare anche a lunga scadenza, grazie alle forze economiche a disposizione. Oggi il termine ‘programma’ ha un significato molto relativo, quasi inesistente, visto che giocatori e giocatrici possono cambiare squadra quando vogliono. Gli atleti non sono più vincolati e per lo sport questo è un grosso punto negativo. Il vincolo, anche se, a volte, apportatore di situazioni controproducenti, era comunque una solida garanzia per i club. Ricordo che, nel periodo intercorso tra i primi scudetti e la seconda serie di successi, grazie ad una grande organizzazione del settore giovanile Vicenza è comunque riuscita ad andare avanti, anche se gli sponsor di allora non avevano grandi potenzialità. Come? Vendendo le giocatrici di maggior qualità e interesse. Doverlo fare proprio non era piacevole, ma necessario per garantire la continuità del sodalizio. Adesso, al termine del contratto, tutte possono cambiare maglia: e con accordi generalmente annuali, non è dato sapere se l’atleta di questa stagione sarà qui anche nella prossima. VelcoFin? Vero, l’anno scorso siamo arrivati vicini all’A1, ma a fine campionato abbiamo fatto le dovute considerazioni. La squadra aveva dimostrato di essere competitiva nei confronti delle altre pretendenti, ma per fare il salto di categoria e poi riuscire a salvarsi serve altro. Ho sempre pensato che la condizione sia avere una base di italiane che siano in grado di giocare in A1, anche se non forzatamente da protagoniste. Che campionato mi aspetto? Abbiamo scelto di rinverdire il gruppo, spero riusciremo a creare una base giovane sulla quale costruire il futuro e che possa, magari più avanti, maturare l’esperienza necessaria per salire di livello. Non so se sarà possibile, perché l’atleta che dimostra potenzialità da A1 finisce presto nel radar del massimo campionato: te la portano via prima che tu possa completare il tuo percorso. Il legame con la città di Vicenza? Esiste, ma solo con i vicentini dei tempi nei quali la squadra vinceva. Sì, sarebbe bello ricrearlo allo stato attuale, ma credo sia un’impresa assai difficile da realizzare perché abbiamo perso troppo tempo. Io sono in prima linea da sempre e ora non so quanti progetti potrò ancora fare. La cosa più importante sarebbe trovare qualcuno – singolo o gruppo di persone – che volesse continuare la tradizione della società”.

Campionati, Fip e… volley. Anche America – Campionato di A1 a dieci squadre, ben trentadue – salvo defezioni – a comporre il lotto delle concorrenti in A2, con il torneo di vertice a carattere elitario e il secondo propenso ad identificarsi come il vero e proprio motore del movimento rosa nazionale. “Probabilmente – sorride il presidente biancorosso – la chiacchierata elite dell’A1 è dettata dal semplice fattore economico: solo le attuali iscritte possono permettersi di sostenere i costi della categoria. Guardiamo al Geas, società di grandissime tradizioni, che nel recente passato era giunta nella massima serie grazie ad un importante lavoro sul settore giovanile e alla presenza di una giocatrice – Giulia Arturi – che mai ha pensato di lasciare un club al quale è fortemente legata. Dopo la retrocessione il Geas è ritornato a competere per la promozione in A1: ma, forte dell’esperienza maturata, ha preferito rimanere nella categoria. Ripeto, dalla certezza della tranquillità economica non è possibile prescindere. Poi – aggiunge – vorrei focalizzare altri due aspetti: uno riguarda l’incessante succedersi di formule, destinate a garantire lo svolgimento dei campionati, che non solo vanno a scapito della continuità, ma che si presentano varie e disparate a tal punto da essere di difficile comprensione e poco utili all’immagine del movimento. Il secondo riguarda invece la Federazione, che, a mio giudizio, dovrebbe pensare al fatto che il basket femminile ha bisogno di altra attenzione, di vero
e proprio aiuto, che né la Fip e neppure la Fiba sono propense a considerare. La situazione economica della femminile è generalmente molto difficile e l’incertezza che ne deriva crea seri problemi, anzi, mette in crisi, il lavoro delle società. Mi piacerebbe che la Federazione chiedesse al Coni un aiuto extra a vantaggio del mondo femminile: se non ricordo male una cosa simile è accaduta, tempo addietro, a favore del volley che stava affrontando un calo di popolarità. Ci fu anche un personaggio televisivo coinvolto in un’attività promozionale, attraverso una serie di spot tramite i quali invitava le giovani a dedicarsi alla pallavolo. E, contemporaneamente, contrapponeva la bellezza del volley al pericolo del basket, gioco nel quale è facile infortunarsi a fronte dei continui contatti fisici. Credo che questo sia stato un danno spettacolare all’immagine del nostro mondo”. Poi parte l’attacco: “In America, culla dello sport, la disciplina spettacolare è quella dove esiste il contatto, il confronto diretto tra giocatore e avversario, l’uno contro uno insomma. Lo sport professionistico è solo quello che garantisce lo spettacolo: e, guarda caso, negli Stati Uniti il volley, in questo senso, non è contemplato”.

Nazionale e numeri – “Negli ultimi anni la Nazionale è cresciuta, sono arrivati risultati e medaglie: qualcosa, dunque, è stato fatto e da lì bisogna partire per dare ancor più visibilità alla maglia azzurra. Si è tornati a lavorare in maniera assolutamente costruttiva. Purtroppo mancano i numeri, la quantità dalla quale poter estrapolare la qualità. Non ho una… ricetta in proposito. Finché resta la convinzione che la pallavolo è uno sport adatto alle donne perché privo di contatto, e sino a quando le ragazze non capiranno che la bellezza del gioco è il confronto con il diretto avversario sarà ben difficile alimentare il bacino d’utenza. Serve una diversa mentalità nell’approccio allo sport: e qui ritorno all’aspetto americano e all’importanza della spettacolarità per trascinare il pubblico alle partite e invogliare i giovani alla pratica”.

Allenatori, da Vasojevic a Corno, passando per Pasini – “Non ho alcun rammarico legato a qualche allenatore che avrei voluto a Vicenza ma che non è arrivato. Senza dimenticare che, prima di valutare positivamente o negativamente un allenatore, bisogna condividere un’esperienza sportiva. Ecco perché, dopo vent’anni, ho richiamato Aldo Corno: che, come accaduto in passato, ha dato una positiva svolta alla vita dell’A.S. Vicenza. Regalando a me e al club ulteriore slancio. Ricordo con piacere ‘Zigo’ Vasojevic, il primo a cambiare il corso di Vicenza: e anche altri, che sono andati via per seguire strade diverse. Un esempio? Piero Pasini: lo avrei tenuto per sempre”.

da legabasketfemminile.it

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Caldaro al Cus Cagliari 

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Eugenia Caldaro è il secondo acquisto del CUS Cagliari. Ala di 180 centimetri, classe 1996, la giocatrice arriva dalla VelcoFin Vicenza. Nella scorsa stagione, le vicentine sono state sconfitte nella finale playoff del girone B di Lega A2. La Caldaro ha giocato 33 partite (468 minuti totali) per 132 punti realizzati (4,3 pt di media) e 15 assist (0,5 a partita). Per lei, il 45,3% da due punti e il 66,7% nei tiri liberi. L’ala ha esordito con la maglia biancorossa della VelcoFin nella stagione 2012/2013 in A3 e la stagione successiva è stata confermata nel roster in serie A2. Dopo un anno trascorso nella Basket Sarcedo (2014/2015) è passata in prestito alla Carispezia La Spezia, compagine promossa in A1 al termine dei playoff nella stagione 2015/2016. Si tratta del secondo arrivo per la squadra di coach Federico Xaxa dopo quello di Natasa Tomasovic.

Pieropan a Marghera

pierobonGiants Marghera piazza un altro importante colpo di mercato. Arriva la vicentina Irene Pieropan. Guardia 180 cm, classe ’91. Irene inizia giovanissima ad entrare nei parquet di gioco della massima serie A1 con la casacca del Parma dove gioca tre stagioni consecutive. Dal 2011 al 2016 giocò in sequenza a: Battipaglia, Ancona, Cagliari, Napoli, Orvieto, Vicenza e Castel San Pietro dove viene allenata da coach Seletti, che ritroverà in questa stagione a Marghera. Nell’ultimo campionato Irene torna a Vicenza in A2, dove chiude la stagione con una media di 9,2 punti, andando in doppia cifra per oltre la metà delle gare giocate.

Le parole di Coach Seletti dopo l’arrivo di Irene sono di grande soddisfazione: “Pieropan ho avuto il piacere di allenarla a Castel San Pietro, in quella stagione abbiamo affrontato un percorso tecnico di spessore. Sono molto contento di ritrovarla in un contesto dove sarà molto responsabilizzata, Irene sarà una giocatrice molto utile in difesa e da lei aspettiamo punti preziosi che ha nelle mani,
Ho sentito Irene di persona ed è molto contenta di ricominciare ad allenarsi con me ed aver scelto i Giants per la prossima stagione. Sicuramente sarà molto utile alla nostra “ciurma” di giovani atlete nel dare esempio e consigli dall’interno del campo di gioco durante gli allenamenti e nelle partite, a parte le 3 atlete senior questa squadra è una under 20 a tutti gli effetti”. Non ci resta che augurare ad Irene una stagione piena di soddisfazioni in casa Giants.

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VelcoFin, arriva coach Chimenti

Jonata Chimenti è il nuovo allenatore della VelcoFin Vicenza: dopo aver analizzato profili diversi, il club biancorosso ha deciso di affidare la conduzione tecnica della Prima Squadra all’ex coach della B.Ethic Ferrara. Trentanove anni e nativo di Sansepolcro, Chimenti approda a Vicenza dopo tre stagioni in terra estense, le prime due spese soprattutto a favore del settore giovanile, l’ultima alla guida diretta della formazione che, nei Play-Off 2016-17, ha saputo accedere alla Finale, cedendo solo al Geas nel confronto che valeva il biglietto per lo spareggio.

Trovatosi senza squadra – pochi giorni dopo la fine del campionato e causa la rinuncia all’A2 decisa dalla dirigenza Bonfiglioli – il coach aretino è rapidamente divenuto appetibile per Vicenza, che si avvarrà della sua esperienza anche in ambito giovanile. Sistemato il primo tassello, il gm Mario Bedin e il diesse Gianfranco Dalla Chiara orienteranno il loro impegno sulla definizione della squadra.

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Gara 2 – VELCOFIN VICENZA – MATTEIPLAST BOLOGNA 51-39

VELCOFIN: Pegoraro 5 (1/5 da due, 1/3 da tre), Madonna 10 (2/4, 2/6), Caldaro ne, Diodati ne, Nicolodi 5 (1/5), Stoppa (0/3), Ferri 11 (3/7), Zanetti ne, Cappozzo, Pieropan 5 (1/1, 1/5), Jakovina 15 (6/10, 0/2). All. Corno
MATTEIPLAST: Franceschelli 5 (1/7, 0/3), D’alie 4 (2/6, 0/2), Tava 5 (2/5, 0/3), Mini 12 (5/7, 0/4), Meroni 2 (1/4), Cordisco, Tassinari 1 (0/5, 0/3), Dall’Aglio, Storer, Cadoni 10 (5/6),  Poletti ne, Nannucci.
All. Roveri
ARBITRI: S. Belprato e F. Borrelli di Cercola
VICENZA – Vuole la rivincita, vuole la vittoria, vuole la bella (ed essere piu’ bella di gara1) “la Vicenza che sogna” un posto in paradiso. Bologna fa paura perche’ o la si batte stasera, o non potrai metterle pressione e riaprire la serie sabato prossimo al PalaCarisbo. Non potrai regalare nemmeno un compleannocome si deve al vecchio leone, patron Concato seduto come sempre al suo posto. Il Palagoldoni e’ carico di biancorosso e  la curva di ragazzi rubati dal Menti che si fanno sentire.
1° periodo (18-10) – Tripla di Madonna al primo shoot frontale, risponde D’Alie ma sul ferro. Bene Bologna in avvio che crea superiorita’ per Tava sotto canestro, fallo e libero a segno. Mini e’ un peperino e sguscia rapida imitata da Pegoraro, dopo 3’ e’ ancora parita’, 5-5. Poco dopo break Vicenza che potrebbe allungare ma Ferri sbaglia e D’alie rimedia. Al timeout e’ 12-7 Vicenza che riprende a difendere forte con Jakovina per Pieropan, mandando fuori giri Bologna per tre volte consecutive oltre i 24.
Si fa spavalda una Jakovina molto ispirata stasera e Ferri in rotazione manda Vicenza in fuga (16-9 ) a 1’ dal termine del primo quarto dove Madonna rientra sui legni e combina con un assist al bacio per altri due punti di Ferri dai liberi. Bologna molto imprecisa e meno autorevole della gara di andata riesce solo a limitare i danni sul 18-10
2° periodo (30-20) – Chiede la reazione coach Roveri, lascia in quintetto Tassinari e aggiunge Meroni per dare fisicita’ Il blitz rossoblu non riesce e dopo un minuto e’ gia’ timeout. Dentro anche Nannucci e Mini ma le ragazze bolognesi non si trovano piu’ mentre le biancorosse scappano con una roccioso terzo tempo di Jakovina che danza sul ferro e infila il +11. Svuotata  e poco convinta laMatteiplast colleziona airball mentre Vicenza sciupa un 2vs1 con Ferri che poco dopo si fa perdonare con un canestro in allontanamento e poi irretisce Cadoni sotto le plance (sfondamento).  Bologna raddoppia gli sforzi e accelera ma gli inserimenti individuali non ripagano. Corno chiama timeout infuriato per le chance lasciate alle rivali  in coast to coast frequenti.
Ma con la tripla di Pieropan dall’angolo Vicenza corre via e il Palagoldoni e’ on fire 28-16, poi arrotondato al pur sempre rassicurante 30-20.
3° periodo (38-27) – Dopo una tripla di Madonna e un rimbalzone di Nicolodi, la palla comincia a scottare. Non fa meglio Bologna con doppio errore dall’arco di Tava, complicato dalla tenace difesa berica che costringe ancora a soluzioni forzate sulla sirena. Ma le emiliane non mollano, carica di falli Vicenza e guadagna punti preziosi in lunetta. La supremazia biancorossa pero’ continua 37-25 al massimo sforzo tenta la tripla definitiva con Stoppa, salita per dar fiato a Jakovina, non concede il possesso e organizza una difesa asfissiante. Madonna e’ come una calamita su Mini gia’ in doppia cifra (12 punti), la squadra chiude forte e riparte, gioca da dio eppure pecca sulla facile tabella. Si va al riposo in vantaggio si, il punteggio ‘braccino’ (8-7 totale) ma un tesoretto di +11 da amministrare
4° periodo (51-39) – Corno riparte da Ferri sotto le plance mentre Nicolodi recupera un po’. Momento delicato, cresce la paura di vincere e le  vicentine sembrano stanche, Bologna si porta anche a -7 con Franceschelli ( 40-33 a 6’18”). Corno richiama timeout e risparmia Nicolodi per il rush finale, c’e’ Jakovina.
Il Palagoldoni e’ una bolgia infernale, tifosi storici pescati in piedi e 400 cuori che aspettano con ansia. Retina in fiamme di Jakovina 44-33 a 4’50” da giocare. E’ grande sforzo Bologna, ma e’ super difesa Vicenza. Jakovina marca ancora in lunetta e  si aggiudica la palma di Mvp della serata con 13 punti, 8 rimbalzi e 2 assist. Il resto lo fanno Pieropan (grinta da vendere)  e Tayara ( lavoro sporco), non mollano un centimetro. Roveri gioca il tutto per tutto con Cadoni ( 4 falli in fedina) che trova subito 4 punti di fila. La partita la chiude Pegoraro, tripla a 1’ dal termine che guadagna con interessi il diritto e l’orgoglio per Vicenza di giocarsi gara 3.

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Tra VelcoFin e lo spareggio promozione c’è ancora lo spauracchio Bologna

Appartenevano a Crema e Costa Masnaga gli ultimi “scalpi” appesi alla cintola, rispettivamente, da Bologna e Vicenza durante la lunga campagna per la conquista di un posto al sole nel play-off di appartenenza. Oggi come ieri Matteiplast e VelcoFin si ritrovano, l’una contro l’altra armata, in quella terza sfida della stagione che, nel possibile arco di 120 minuti, schiuderà alla vincente le porte dello spareggio promozione. I due precedenti del campionato ancora in corso sono tutti a favore della compagine felsinea, aggiudicatasi la leadership del girone grazie al netto successo maturato sul legno del PalaCarisbo Cierrebì e al bis confezionato tra le mura biancorosse: sorprendente non tanto per l’esito, quanto perché Mini &C. si presentarono a Vicenza in totale… autogestione, a fronte della rinuncia all’incarico comunicata, poche ore prima, dall’allora coach Andreoli. Due sconfitte che al team di coach Aldo Corno bruciano ancora, non fosse altro perché sono costate il possibile primo posto nella regular season e hanno dato a Bologna la patina di “castigaVicenza” per antonomasia.

Va da sé che Ferri &C. dovranno riversare in campo ogni risorsa tecnica, fisica e mentale per sbrogliare la matassa di una squadra dal roster profondo ed equilibrato, assai pericolosa nel pitturato grazie alla fisicità di Tava, Meroni e Cadoni, difficilmente contenibile sul perimetro, dove la batteria di piccole formata da Mini, D’Alie, Tassinari, Dall’Aglio e Nannucci non solo ha punti nelle mani, ma sa anche attaccare il ferro e punire le rotazioni difensive coinvolgendo le lunghe sotto canestro ed esaltando il tiro delle esterne. VelcoFin dovrà anche tenere conto della variabile Jakovina: dal 12 Maggio in raduno con la nazionale slovena, l’ala di Postoijna si presenterà all’appuntamento bolognese con l’importante carico di lavoro messo in cascina nel collegiale, al quale vanno sommate le fatiche del viaggio e l’impossibilità di allenarsi con le compagne. Basta aggiungere le condizioni non ottimali di Viola Diodati, afflitta da dolori alla schiena e della quale ancora non si conosce la disponibilità, e il quadro è completo. E, indubbiamente, assai complicato.

Ma a Vicenza l’ottimismo e la volontà di aggiudicarsi Gara 1 certo non mancano: tanto che nella Città delle Due Torri le biancorosse saranno seguite e sostenute da una cinquantina di appassionati, pronti a moltiplicarsi in occasione di quella Gara 2 – Mercoledì 24 al PalaGoldoni – che per entrambe le formazioni potrebbe divenire il vero spartiacque della stagione. Prima, però, c’è sicuramente il primo atto nel confortevole PalaCarisbo: dove si giocherà domani (Sabato 20) alle 21, arbitri Rebecca di Marco di S. Giovanni Teatino, in provincia di Chieti, e Andrea Bernassola di Palestrina, territorio di Roma.

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Biancorosse in finale

VELCOFIN VICENZA – B&P AUTORICAMBI COSTA MASNAGA 77-58

VELCOFIN: Pegoraro 3 (1/4, 0/1), Madonna 17 (2/4, 3/5), Stoppa 15 (3/7, 3/6), Jakovina 15 (6/11, 0/1), Nicolodi 17 (5/12, 1/2), Ferri 2 (1/2), Pieropan 8 (3/8, 0/1), Cappozzo. All. A. Corno.

B&P: Longoni 11 (3/6, 1/4), Meroni, Rulli 15 (6/9), Tagliabue, Del Pero 7 (2/5, 1/2), Baldelli 11 (3/7, 1/3), Misto’ 6 (3/8), Visconti 6 (3/5, 0/1), Sesnic 2 (1/1), Tibe’, Maiorano. All. G. Pirola

ARBITRI: G. Cassano di Fiumicino e D. Di Gennaro di Roma

PARZIALI: 26-16; 20-15 (46-31); 12-11 (58-42); 19-16 (77-58).

VICENZA – Partita da dentro o fuori per decidere chi va in Finale contro Bologna. Grande presenza di appassionati e tifoserie caldissime, compreso un colorato drappello ospite.

Velcofin scende sul legno con Pegoraro, Stoppa, Nicolodi, Jakovina, Pieropan. Ad accendere i motori è Costa, 0-7 mortifero con la bomba di Maiorano e due piazzati Rulli-Baldelli. Ma Vicenza reagisce prontamente e scaccia i fantasmi di Gara 2: la preziosa combo di Stoppa (tripla e sottomano) con Jakovina impatta 7-7. Il divario si assesta su alcuni errori per parte e al primo timeout Costa e’ ancora avanti 9-11. Corno riparte mandando in campo Madonna, con la tripla di Pieropan Vicenza svolta e inizia a fare sul serio (15-13): sale in cattedra Nicolodi, 2 canestri di fila e chiude una tripla lucidissima dopo la perfetta circolazione di palla di tutta la squadra. Vicenza c’è e primo quarto in ghiaccio: 26-16.

Costa cerca di ricucire dall’arco, tripla di Baldelli e Longoni (che pero’ pesta la linea), è già -6 dopo 49”. Grande la reazione biancorossa e dopo soli tre minuti coach Pirola rimanda sul parquet Rulli, Del Pero e Maiorano. La difesa d’acciaio veneta mantiene la distanza e sale anche a +13 (36-23 al 5’42”). Costa non molla e la mette sul piano fisico riuscendo a sfruttare i cali di concentrazione vicentini. Qualche contatto è al limite dell’antisportivo, ma il duo arbitrale lascia giocare. Prevale la potenza straripante di Nicolodi (già in doppia cifra) e Madonna a 3’41” manda in delirio il PalaGoldoni: con un push a una mano strappa palla e riavvia l’azione. Anche Pegoraro resiste alle cariche e va in lunetta, poi va a chiudere in difesa, Costa deve forzare il tiro e non segna più. Un quarto da autentiche dure di Detroit. Meglio, this is Vicenza: 46-31.

Madonna tra le beriche e stoppata di Nicolodi in avvio. Ma la difesa di casa è ancora a intermittenza e Velcofin inizia a faticare in avanti, tira al limite dei 24” e concede la tripla di Longoni. Corno sceglie Pieropan per Stoppa. Tibé fa valere i centimetri e contiene meglio Nicolodi, allora Madonna prende in mano la squadra per il 50-36 a 5’ esatti dal termine del parziale. Costa però sa fare ancora male sulle ripartenze e arriva a -11. Serpeggia il timore con la chiara stoppata di Meroni su Pegoraro. Ma, come all’avvio, la tripla di Stoppa appena rientrata in campo fa saltare il PalaGoldoni e i piani di rimonta B&P. Al massimo sforzo la squadra lecchese perde lucidità e si carica di falli. Una tripla di Madonna allo scadere regala anche il massimo vantaggio biancorosso: +16 e delirio rassicurante.

Per i primi minuti non si segna, emerge l’orgoglio di Costa che contiene Vicenza ma sbaglia tantissimo nella transizione. Le biancorosse restano attente, anche se la stanchezza produce falli evitabili. Poi, all’improvviso, la retina si infuoca a ritmo continuo: Jakovina e poi la solita Longoni, Maiorano è particolarmente attiva, Madonna raggiunge Nicolodi a 17 punti. Difesa alta a tutto campo per Costa a 5′ dal termine, ma Pegoraro e compagne rispondono colpo su colpo, compresi i tanti tiri dalla lunetta per il bonus raggiunto. Costa issa bandiera bianca e onore al merito, Vicenza diverte fino alla sirena, l’immagine più bella è l’ultimo tiro di Pegoraro e l’abbraccio alle compagne: 77-58, grandissime!

E’ Finale! VelcoFin-Bologna è la sfida che darà il pass per lo spareggio che vale l’assalto all’A1.

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VelcoFin e B&P, dentro o fuori!

A senso unico. E’ la strada che Vicenza e Costa Masnaga dovranno imboccare domani, nella cornice del PalaGoldoni, per assicurarsi quella Gara 3 che garantisce il pass per il turno di Finale. Alternative? Nessuna. A meno di considerare come tale la chiusura della stagione, spada di Damocle che aleggia sulle spalle di venete e lombarde e alla quale entrambe vogliono assolutamente sfuggire. Gli ottanta minuti precedenti l’ultimo atto, scivolati via con una vittoria a testa e due partite sostanzialmente equilibrate, annunciano un epilogo che esula da ogni pronostico. Nel quale VelcoFin non potrà fare a meno di studiare bene la lettera “A” di attenzione, troppo spesso mancata al “PalaMia”, tanto in difesa – con avversarie “perse” nei tagli sulla linea di fondo, mancati tagliafuori, difficoltà a “tenere” l’uno contro uno – e in attacco, con palloni scivolati dalle mani, errori dalla linea della carità, approssimazione nei passaggi – e la “I” di intensità, che ha denunciato più di un calo durante gli ultimi quaranta minuti e nel difficoltoso terzo periodo di Gara 1. Dettagli che Ferri &C. hanno esaminato e riveduto nelle ultime quarantotto ore, traendo convinzione e forza dalla positività della prima frazione in terra lecchese, dalla crescita esponenziale di Stoppa – 16 punti nella prima apparizione in quintetto dopo il recupero dall’infortunio – e dalla solidità di Caldaro, vero gladiatore quando il clima partita sale a temperature altissime. Ma serviranno anche la mano educata di Pieropan, chiamata a ritrovare feeling con le medie che le sono proprie, e tutta la qualità di Madonna, esterna che ha nelle corde molteplici soluzioni offensive e gran senso del canestro. Pegoraro, al solito, offrirà alla squadra fosforo, leadership e, alla bisogna, anche punti sonanti, Nicolodi e Ferri presidieranno il pitturato per renderlo inaccessibile a Sesnic, Visconti e, soprattutto, all’esuberante Rulli: poi Jakovina, che di ritorno dai primi due giorni di raduno con la nazionale slovena, metterà piede sul legno del PalaGoldoni carica di… serenità e incurante della pressione. E alla fine, a fare la differenza nei duelli individuali sarà il gusto della sfida, nell’economia di squadra la voglia di vincere. Che dovrà trascinare e spingere le biancorosse dalla contesa iniziale alla sirena finale: come un vero e proprio sesto uomo. Invisibile ma sempre presente.

Si gioca alle 18, arbitri Gianluca Cassiano di Fiumicino e Dario Di Gennaro di Roma.

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Alla VelcoFin non basta Stoppa, con Costa si va a Gara 3

B&P AUTORICAMBI COSTA MASNAGA – VELCOFIN VICENZA 65-54

B&P AUTORICAMBI: Longoni 4 (1/5, 0/3), Rulli 4 (2/11), Del Pero 8 (0/2, 2/6), Baldelli 18 (4/7, 1/3), Misto’ 11 (5/7), Visconti 8 (2/3, 1/3), Sesnic 7 (2/5), Tibé 2 (1/2), Maiorano 3 (0/1, 1/4). Tagliabue, Meroni e Frigerio ne. All. G. Pirola

VELCOFIN: Pegoraro 7 (¼, 1/2), Madonna 5 (0/4, 1/2), Caldaro 3 (1/5, 0/1), Stoppa 16 (5/7, 2/4), Jakovina 11 (3/11, 0/3), Nicolodi 6 (3/10), Ferri (0/2), Pieropan 6 (2/2, 0/2). Diodati e Zanetti ne. All. A. Corno

ARBITRI: D. Calella di Bologna e E. Mura di Cagliari

NOTE: nessuna uscita per cinque falli. Tiri da 2: B&P 17/43, VelcoFin 15/45. Tiri da 3: B&P 5/19, VelcoFin 4/14. Tiri liberi: B&P 16/22, VelcoFin 12/21. Rimbalzi (O+D): B&P 43 (12+31, Rulli 13), VelcoFin 45 (14+31, Jakovina e Nicolodi 8). Pe-Re: B&P (18-26), VelcoFin (23-19). Assist: B&P 7 (Longoni 3), VelcoFin 5 (Pegoraro 3).

Parziali: 15-13; 14-14 (29-27); 21-17 (50-44); 15-10 (65-54)

COSTA MASNAGA – Il conto? Ancora aperto. E a chi spetterà passare all’incasso non è dato sapere. Se ne riparlerà Domenica, sul legno del PalaGoldoni, quando lombarde e venete si giocheranno i quaranta minuti che valgono una stagione: con Tina Jakovina di ritorno dai primi due giorni di raduno con la nazionale slovena in preparazione a Eurobasket 2017. Già, perché Costa Masnaga rimette la serie in equilibrio restituendo a Vicenza lo sgarbo subito lo scorso fine settimana: e adesso, sulle ali del ritrovato entusiasmo, si prepara a confezionare un pacco dono che Ferri &C. faranno di tutto per restituire al mittente. Operazione possibile, a patto di vedere un’altra VelcoFin. Quella di questa sera risulta non pervenuta.

1° periodo – Non passano 21” che Del Pero punisce dall’arco la non attenta individuale biancorossa, le repliche di Nicolodi e Caldaro non vanno a buon fine e allora tocca a Pegoraro spezzare l’area e convertire i personali del 3-2 al 2′: la tripla di Stoppa dall’angolo sancisce il 5-5 al 2’55”. Pirola toglie rapidamente una confusionaria Baldelli preferendole Longoni e Corno richiama Caldaro – 0/3 dal campo – chiamando in causa Madonna. Di Jakovina dal post basso è il 7-7 al 6′, dal timeout esce la slovena in dai e vai per il 7-9 (7′) che vale il primo vantaggio esterno, ma il tracciante targato Del Pero riconduce avanti (10-9) le padrone di casa. La risposta parte dalle mani di Stoppa (10-11) e per la B&P è tempo di chiamare tutti a raccolta con 1’56” sul cronometro e Mistò che mette piede sul legno amico. VelcoFin allunga ancora con l’ispirata Stoppa in contropiede (10-13, 10′, 6 personali), Visconti ne mette cinque in fila (3+2) e Costa guadagna il primo miniriposo con un possesso di margine.

2° periodo – Dentro Pieropan per Stoppa e Nicolodi per Jacovina dopo meno di 1′ sulla sponda Velcofin, centimetri e peso di Sesnic creano più di un grattacapo alla difesa delle viaggianti: Longoni più Mistò – che capitalizza una persa di Ferri – e Costa sale a +6 (19-13) dopo 2’04” forzando il “minuto” vicentino. Nico rompe il digiuno grazie all’assist di Pegoraro (19-15, 3′), Pieropan ricuce sino a -2 nel pitturato (19-17, 4′), prima che Sesnic riporti le sue a +4 dalla linea della carità. Ecco Stoppa dai 6.75 e 21-20 a 6′ dall’intervallo lungo, Baldelli brucia due punti fatti e Pieropan fa lo stesso dall’altra parte: buon per lei che guadagna la lunetta e firma il 2/2 del 21-22. Si segna un po’ a fatica (11/35 e 10/30, rispettivamente, dal campo al 20′) e si spreca molto, la tensione è palpabile, ma il carattere indomito spinge Baldelli a trovare finalmente il fondo della retina. Esce Visconti per Tibé con Maiorano che ha rilevato Sesnic, la zona adattata biancorossa produce i 24” B&P che, allo scadere della successiva azione d’attacco, approda ai liberi sul fallo di Stoppa: 2/2 Del Pero e 25-24, prima del trepunti con tabella (25-27, 8′) firmato Pegoraro. Nel nulla offensivo spunta Tibé (29-27) e la sirena giunge sulla preghiera di Jakovina da metà campo che spedisce tutti nel pensatoio: compresa una Nicolodi chiamata a risolvere il contrastato rapporto con i tiri liberi (0/4) e tutta la VelcoFin, che necessita di maggior attenzione sotto i tabelloni (26-20).

3° periodo – La gara sale d’intensità e al 2’04” Nicolodi appoggia il 34 pari: né Costa né Vicenza riescono a costruire margini importanti, Baldelli ritrova il feeling col canestro e così Rulli (38-36 al 5′), a Corno non resta che rifugiarsi nel “minuto” per mettere a posto un attacco che non gioca senza palla e arginare la “voglia” di rimbalzo che porta Maiorano &C. a guadagnare secondi tiri in serie. Il 2/2 di Baldelli sul fallo di Caldaro vale il +5 interno (41-36) al 6′, ma VelcoFin resta lì (41-38) con i personali di Jakovina: splendida Caldaro che lotta su ogni palla vagante, peccato che Pieropan ne sprechi il recupero e Costa metta in cassaforte due attacchi per il nuovo +5 (45-40) grazie ai liberi di Longoni. L’emorragia di errori berici continua sino al 45-44 di Pieropan, subito rintuzzato dal trepunti di Longoni dall’angolo e in beata solitudine (48-44, 10′). Si va all’ultimo riposo col 2/2 di Baldelli, frutto di un’altra difesa da rivedere – e fallo successivo – con Madonna protagonista.

4° periodo – Due minuti di basket spazzatura, con errori al tiro e possessi gettati al vento, aprono la quarta frazione: poi Stoppa e Mistò scambiano canestri (52-46, 3′) ed è la stessa guardia-ala di casa a mettere il +7 con 1/2 ai liberi: cosa che, invece, non riesce a Nicolodi (0/6). Jakovina forza il 4° di Rulli, “and1” e 53-49, con la solita Mistò che sfrutta due sonore dormite vicentine per ricostruire prima il +6 e confezionare poi il 57-49 del 5′, che sale alla ribalta come il massimo vantaggio della partita. Visconti sigla il +10 (59-49) a poco più di 5′ dai saluti, B&P ha nelle mani l’inerzia di una partita che VelcoFin sente scivolare via: il fallo in attacco attribuito a Nico è forse eccessivo, ma dimostra che le biancorosse ci sono solo in parte. Ancora + 10 Visconti (61-51, 8′) e +9 Baldelli nel bonus (1/2, 63-52) sul fallo di Pegoraro a 1’58” dall’epilogo: Sesnic imbuca il terzo +10 (1/2) della contesa, Caldaro è un leone, ma né Pegoraro, né Madonna ne premiano gli sforzi sotto il tabellone lecchese. Il resto non conta: Costa vince con merito e strappa il pass per Gara 3 a Vicenza: dove, davvero, servirà un’altra VelcoFin.

Cattura3Cattura3Pegoraro carica la VelcoFin: “A Costa Masnaga stessa determinazione di Gara 1”

Ancora poche ore e il “PalaMia” di Costa Masnaga farà da privilegiato palcoscenico alla seconda puntata del duello tra VelcoFin e B&P Autoricambi, crocevia delle ambizioni di venete e lombarde nel possibile trittico di partite che vale l’accesso alla serie finale. A fronte dell’esito di Gara 1 (70-66 per il team di coach Corno) vicentine e masnaghesi si avvicinano all’appuntamento con stati d’animo differenti, ma anche con il comune obbiettivo di assicurarsi la posta in palio. Un vero e proprio imperativo categorico per Costa, costretta a dimenticare il finale dello scorso fine settimana e a ripartire da un terzo periodo di assoluto spessore, per puntare a quel successo che le permetterebbe di continuare la stagione. Ma anche un traguardo da tagliare quanto più rapidamente possibile per Vicenza, che dovrà ricominciare dalla straordinaria reazione emotiva degli ultimi spiccioli di Gara 1 e, soprattutto, trovare soluzione al rebus di un terzo periodo dai tanti punti interrogativi: un film già visto..

“Credo sarà una partita difficile – anticipa Giulia Pegoraro – il nostro obbiettivo di Gara 1 era quello di vincere per garantirci comunque la via di fuga della terza partita e andare a Costa sapendo che, adesso, la pressione è soprattutto sulle spalle di Maiorano &C. Per loro si tratta di dentro o fuori. Da parte nostra sarà importante saper gestire i 40′ come nel primo confronto, cercando di imporre il ritmo che vogliamo, di mantenere alta la concentrazione e di essere pronte ad affrontare il coinvolgimento offensivo di tutte le atlete di casa. Dobbiamo e dovremo avere ben presente che la B&P non è solo Baldelli e che ha molte soluzioni a disposizione, a fronte di un roster di assoluta qualità: che, a mio giudizio, è il più competitivo di entrambi i gironi. La chiave? Attenzione massima, certo, ma anche calma e serenità, dato che Gara 1 è nella nostra cassaforte. Però con la determinazione agonistica e la volontà di essere squadra che ci hanno permesso di aggiudicarci la prima sfida”.

Una vera e propria “battaglia” sportiva, emozionante e coinvolgente, quella consumatasi nello scorso fine settimana in terra vicentina: “Nella terza frazione – analizza “Pego” – abbiamo sofferto di più, sia in attacco che in difesa. Credo, comunque, che siamo arrivati ad un punto della stagione in cui ci sono anche gli avversari. Costa Masnaga di certo non era venuta al PalaGoldoni per fare una passeggiata: secondo me nei primi 20′ si è quasi… sorpresa della nostra prestazione, ma dopo l’intervallo le lecchesi sono rientrate, anche giocando meglio di squadra. Baldelli, fino a quel momento il vero punto di riferimento soprattutto in attacco, era in panchina e la squadra è state abile nel costruire tiri per tutte le altre giocatrici, cogliendoci un pochino impreparate. L’aspetto positivo? Indubbiamente la nostra reazione – evidenzia, spargendo miele, il play rodigino – perché ci siamo trovate a dover ricucire uno strappo che poteva costare caro e perché, a 5′ dalla fine, l’inerzia era tutta nelle loro mani. Siamo state brave, davvero. Quella di Sabato è stata forse la partita nella quale abbiamo messo più cuore, più cattiveria agonistica e unione di squadra per raggiungere il risultato. Che è arrivato. E l’esplosione di gioia finale è stata un chiaro segnale che il gruppo è compatto e focalizzato verso l’obbiettivo”.

Appuntamento domani, Mercoledì 10 alle 21, al “PalaMia” di Costa Masnaga, arbitri Daniele Calella di Bologna e Emmylou Mura di Cagliari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grande cuore VelcoFin: Gara 1 è tua!

VELCOFIN VICENZA – B&P AUTORICAMBI COSTA MASNAGA 70-66

VELCOFIN: Pegoraro 4 (1/5), Madonna 17 (3/7, 1/4), Caldaro 3 (1/4), Stoppa 9 (2/2, 1/4), Jakovina 22 (9/16, 0/1), Nicolodi 11 (3/9), Ferri 4 (1/2), Pieropan (0/3, 0/2). Diodati, Zanetti e Cappozzo ne. All. A. Corno

B&P AUTORICAMBI: Longoni 10 (2/5, 2/5), Meroni, Rulli 11 (5/11, 0/1), Del Pero 2 (0/2, 0/3), Baldelli 11 (4/12, 0/2), Misto’ 1 (0/1), Visconti 18 (5/7, 1/4), Sesnic 2 (1/1), Tibé, Maiorano 11 (1/4, 3/5) Tagliabue ne. All. G. Pirola

ARBITRI: C. Posti e F. Servillo di Perugia

NOTE: uscite per cinque falli: Rulli (CM) al 39’53” (68-66). Tiri da 2: VelcoFin 20/48, B&P 18/43. Tiri da 3: VelcoFin 2/11, B&P 6/20. Tiri liberi: VelcoFin 24/35, B&P 12/15. Rimbalzi (O+D): VelcoFin 43 (10+33, Nicolodi 12), B&P 39 (7+32, Rulli 13). Pe-Re: VelcoFin 11-18, B&P 15-12. Assist: VelcoFin 10, B&P 15. Parziali: 21-17; 15-11 (36-28); 10-22 (46-50); 24-16 (70-66)

VICENZA – Rivincita della Coppa Italia o nuova singolar tenzone? Più la seconda che la prima. Anzi, solo la seconda: perché Vicenza e Costa Masnaga giocano il primo dei possibili tre tempi che valgono l’accesso al turno di Finale, chi avrà la bravura di approdarvi se la dovrà vedere con la vincente tra Bologna e Crema. Ma quella sarà un’altra storia, ancora lungi dal prendere forma. I quaranta minuti del PalaGoldoni, intanto, emettono il primo verdetto: VelcoFin passa all’incasso al termine di una gara durissima e spietata, la lezione è proprio questa: a Costa Masnaga, Mercoledì, sarà lo stesso. E le biancorosse dovranno fare attenzione a non incappare, una volta di più, in un terzo periodo da mani nei capelli. Allora non resta che gioire per una sera e dimenticare. In fretta.

1° periodo – Tre piccole (Longoni, Baldelli e Mistò) più Rulli e Visconti per coach Pirola, Pieropan al posto di Madonna con Caldaro nello starting sono la scelta di Corno: dopo il canestro di Nicolodi, Vicenza sciorina tre brutture in fila e meno male che Mistò e Rulli non trovano la retina. Il pareggio di casa (4-4) arriva in chiusura del 3′ con Jakovina spalle a canestro ed è la stessa slovena a costringere Mistò alla 2° penalità e a firmare l’8-6 a 5’53” dalla prima sirena, dopo lo 0/4 biancorosso dal campo. Sempre Tina sigla il +5 interno (11-6, 5′) lasciando impietrita Maiorano che ha rilevato Mistò. Ecco Madonna alla quale cede spazio Pieropan e Del Pero che rileva Longoni, di Nicolodi è il 15-10 (7′) dal gomito e il recupero che permette a Madonna di assistere Jakovina: rotazione sul perno, 17-10 al 7’12” e conseguente timeout lombardo, dal quale esce la specialità della casa B&P, ovvero il trepunti di Maiorano e -4 esterno. Dentro Sesnic per una Rulli ancora non in clima partita, il 2/2 di Visconti riduce ad un solo possesso il ritardo ospite, che torna a -4 con i due liberi di Jakovina (10 personali) nel bonus: ed è sempre l’ala di casa a stabilire il 21-17 che chiude la frazione, calmierando i negativi effetti delle 6 perse vicentine.

2° periodo – Dopo 1’48” e una lunga assenza dovuta al recupero dall’intervento chirurgico al mignolo sinistro, torna sul legno Valentina Stoppa: Madonna in contropiede appoggia il 23-17 del 3′ e Longoni dall’angolo replica con la tripla del 23-20, punendo un’imperfetta rotazione difensiva, ma il 3° fallo di Rulli (4′) getta qualche ombra sulla panchina masnaghese. Il 3-3 del periodo trova soluzione di continuità grazie alla terza recuperata di Nicolodi che offre il 26-20 a Jakovina e forza il “minuto” Costa a 5’14” dal riposo lungo: e al 5’37” ecco il tracciante di Stoppa dall’angolo (29-22) al quale segue il +9 (31-22) frutto del rimbalzo offensivo di una Nicolodi presente su entrambi i lati del campo. Quando esce per Ferri scrosciano gli applausi: e lo stesso accade col 33-24 di Madonna che lascia lì Del Pero e la mista lecchese. L’1/2 di Pegoraro dalla linea della carità racconta la doppia cifra di vantaggio (34-24, 8′), dopo il 2+1 di Baldelli (34-27) la difesa Costa sale d’intensità. E così fa capitan Ferri che guadagna uno sfondamento quando è iniziato l’ultimo giro di lancette: è suo il 2/2 del 36-27 dopo lo scorretto tagliafuori di Meroni, l’intervallo arriva sul libero di Mistò (1/2) del 36-28 grazie al 2° fallo di Madonna.

VelcoFin tira col 39% dal campo (Jakovina 14 e Nicolodi 10) contro il 31% B&P (Baldelli 9 e Visconti 6), il confronto a rimbalzo è in equilibrio (21-20), pesa non poco il +9 di casa nei recuperi a fronte del -6 ospite.

3° periodo – Torna Pieropan per Madonna, subito Stoppa a siglare il +10 (38-28), risponde Baldelli in penetrazione centrale (38-30, 2′) prima di incappare nella terza infrazione provando a contenere il mismatch con Nicolodi. In un amen Pegoraro colleziona tre falli e va a sedere con la regia affidata a Madonna, Visconti riduce a 6 punti il ritardo (38-32) lottando sotto il tabellone biancorosso e sul suo 2° offensivo e 3° fallo Jakovina (4’11”) arriva inevitabile la sospensione di Corno: Visco fa 2/2 e 38-34 e mette anche il 6° consecutivo per il 40-36 e poco più di 5′ da giocare. Il primo canestro di Rulli certifica il -2 (40-38, 0-8) al 6′ che precede il 4° di Nicolodi e lo 0/2 di Visconti nel bonus. Corno ha visto abbastanza e rimette Pegoraro, si sblocca Vicenza grazie a Jakovina, ma il tracciante di Maiorano ascrive a referto il 42-41 al 7′: si corre sul filo del vantaggio minimo, che Maiorano annulla col 46 pari dall’arco a 85” dall’ultimo miniriposo, prima che la ritrovata Rulli imbuchi il +2 esterno (46-48) all’aprirsi di un ultimo minuto che la stessa Maiorano chiude col jump del 46-50.

4° periodo – Madonna in penetrazione ricuce con l’and1 del 49-50, la tripla di Visconti spinge Costa (49-53, 2′), Ferri e Jakovina tengono VelcoFin ad un passo (53-55) e l’antisportivo fischiato a Visconti spedisce in lunetta Caldaro: lo 0/2 è doloroso e sul 53-57 di Visconti, con personale aggiuntivo, ecco il “minuto” casa che precede il 53-58 a 7′ dalla fine. Vicenza non gioca senza palla, ma Stoppa prende la linea di fondo e inventa il 55-58 del 5′, due liberi di Madonna valgono il -1 (57-58) che Longoni vanifica dall’arco. Splendido trepunti di Tay in transizione e 60-61 al 6′, Rulli firma il 2+1 del 60-64, brava Stoppa ad attaccare Del Pero e guadagnare la lunetta per il 2/2 del 62-64 con poco più di 3′ sul cronometro. Nicolodi ha nelle mani i personali della parità sul 4° di Maiorano, 1/2 e 63-64, sul lato opposto ancora Rulli (63-66), prima che un gran recupero di Pegoraro spinga la stessa play alla penetrazione del 65-66 e personale del 66 pari a 1’40” dai saluti. E a 1’06”, col PalaGoldoni da corrente elettrica, riecco Jakovina perfezionare il 5-0 interno con il 68-66 da quattro metri: dal timeout Costa escono due triple sbagliate di Visconti e Del Pero, Nicolodi versione guerriera cerca spazio sotto il tabellone ospite, a Vicenza restano 2” per tirare ma senza esito. Palla a B&P a 21” dalla sirena, sbaglia Baldelli nell’1vs1 con Madonna e la stessa Tay recupera subendo il fallo di Rulli a 7” dalla fine: glaciale 2/2 e 70-66 che forza l’ultimo “minuto” masnaghese. Il tiraccio di Maiorano si stampa in cima al tabellone, VelcoFin vince Gara 1 con tanta sofferenza. Ma anche con tanto cuore.

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Pegoraro ospite in trasmissione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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VelcoFin aspetta Costa con una certezza: la difesa. Jakovina in Nazionale

Sarà proprio Costa Masnaga l’avversaria destinata ad incontrare Vicenza in quel turno di Semifinale che andrà a vivere il primo atto Sabato 6 Maggio tra le mura del PalaGoldoni, con replica Mercoledì 10 al PalaMia della cittadina lecchese ed eventuale terza partita, Domenica 14, nuovamente sul legno biancorosso. Sorpresa? Solo in parte. Perché la B&P Autoricambi, alla faccia di un pronostico all’insegna dell’equilibrio, ha regolato Orvieto in due partite – e altrettanto ha fatto VelcoFin con Villafranca – anche se nella sfida di ritorno le lombarde hanno penato non poco di fronte ad una Ceprini assolutamente determinata a riequilibrare la serie e padrona dell’inerzia per oltre tre quarti di gara. Insomma, sulle ali dell’entusiasmo generato dal percorso netto in Coppa Italia e da un finale di stagione in crescendo – a fronte di un campionato a dir poco altalenante – il team di coach Gabriele Pirola certo non concede a Ferri &C. di dormire sonni tranquilli, a maggior ragione ricordando l’infausto precedente (sconfitta 57-65) della Final Eight masnaghese.

“Sarà molto dura – argomenta Gianfranco Dalla Chiara, direttore sportivo VelcoFin, nell’intervista realizzata da Marta Benedetti per “Il Giornale di Vicenza” – ma abbiamo il vantaggio di giocare l’eventuale terza in casa. Fondamentale sarà aggiudicarsi la prima partita, perché, se così sarà, avremo già mezzo piede in finale”. Di fronte saranno il miglior attacco – B&P conta 1873 punti segnati nella fase regolare, pari a 72 di media, contro i 1591 (66.3) biancorossi – e la miglior difesa – Vicenza a quota 1133 subiti a fronte dei 1553 di Costa – di tutta la serie A2: bastano questi dati a suscitare grande interesse per un confronto che si annuncia quanto mai equilibrato e spettacolare.

“I numeri dicono che Costa è assai pericolosa in attacco – aggiunge il diesse – grazie soprattutto a giocatrici, come Baldelli e Rulli, alle quali non mancano i punti nelle mani. La seconda, inoltre, dispone di una fisicità dirompente ed è sempre presente a rimbalzo. Anche la panchina, attualmente, offre qualche rotazione in più dovuta ad un roster molto profondo”.

VelcoFin, intanto, guarda anche oltre le gare di Semifinale: fermo restando che il prosieguo del cammino non potrà prescindere dalla pratica B&P, in caso positivo il club vicentino dovrà fare i conti con la convocazione di Tina Jakovina al Collegiale della Slovenia in vista della partecipazione al Campionato Europeo in Repubblica Ceca. “Tina lascerà Vicenza all’indomani di Gara 2 – spiega Dalla Chiara – per raggiungere Rogli, sede del raduno: assieme alla famiglia dell’atleta stiamo organizzando i trasferimenti dalla Slovenia a Vicenza o, scongiuri di rito a parte, nelle località dove saremo chiamati a giocare. La ragazza, sin da subito, ha dato piena disponibilità a sobbarcarsi le fatiche dei viaggi pur di non abbandonare la squadra: e, a nome della VelcoFin Vicenza, desidero ringraziare Federazione e Nazionale slovena per la straordinaria sensibilità dimostrata nel permettere alla nostra giocatrice di contribuire al sogno promozione. Augurando alla Slovenia tutta la fortuna del mondo a Eurobasket 2017”.

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ECODENT POINT VILLAFRANCA – VELCOFIN VICENZA 47-58

ECODENT: Vespignani 5, Toffali, Borsetto, Bottazzi, Di Gregorio 9, Dzinic 26, Zanardelli ne, Pusceddu ne, Granzotto 5, Villarini ne, Viviani ne, Reani 2. All. N. Soave

VELCOFIN: Pegoraro 4, Madonna 7, Caldaro 4, Jakovina 20, Nicolodi 8, Ferri 4, Pieropan 11. Diodati, Cappozzo, Stoppa e Zanetti ne. All. A. Corno

ARBITRI: S. Belprato di Cercola e L. Bernardo di S. Nicola La Strada

NOTE: nessuna uscite per cinque falli. Parziali: 14-16; 8-17 (22-33); 13-10 (35-43); 12-15 (47-58)

ALPO DI VILLAFRANCA – Arrivare a Gara 3 da una parte, evitare le incognite della “bella” dall’altra: Ecodent e VelcoFin mettono piede sul legno della storica palestra di Alpo con sentimenti contrastanti, ma con lo stesso chiaro obbiettivo, vincere la partita. Per continuare la corsa nei Quarti o per volgere cuore e mente alle Semifinali non fa differenza: conta solo la posta in palio, quel che è stato è già nell’album dei ricordi, il “sale” della serie sono i quaranta minuti che vanno ad iniziare. Vicenza avanza, grazie ad una gratificante seconda frazione che la mette al riparo dal ritorno scaligero.

1° periodo – Stessi quintetti dell’andata per entrambe le squadre e faccia a faccia nel confronto individuale: Pieropan inizia da dove aveva finito Domenica, ovvero dall’arco e Nicolodi mette da sotto lo 0-5 esterno al 2’. La scossa di casa arriva grazie a Di Gregorio, pronta a riprendere la propria soluzione (2-5), a due liberi di Pegoraro risponde Granzotto in penetrazione: Ecodent trova il pareggio (9-9) con il 2+1 targato Dznic sul 2° fallo di Jakovina, quando metà frazione se ne è appena andata. Il jump della slovena ristabilisce il +3 esterno all’8’, ma è ancora Dzinic, a 1’31” dalla prima sirena, a garantire il nuovo equilibrio (14-14). Dentro Caldaro per Pieropan in casa Vicenza, ma la gara continua sul filo dell’incertezza e i primi 10’ scivolano via con le biancorosse a capitalizzare un possesso di margine.

2° periodo – Ancora Dzinic interrompe l’inerzia vicentina (2-4) con un canestro nel pitturato (16-20, 3’), il ferro sputa il trepunti di Jakovina, ma è ancora il centro di casa a produrre il 18-20 spalle a canestro (4’), prima che Jakovina e Pieropan confezionino un minibreak di 0-5 che ascrive a referto il 18-25 a 6’02” dall’intervallo lungo e forza il timeout di coach Soave. Adesso VelcoFin contiene le penetrazioni di Toffali e Granzotto, Tina allunga al 5’19” (18-27) e prova a sfruttare i mismatch per gravare di falli le avversarie. Di capitan Ferri è la doppia cifra di vantaggio (+11) e Pieropan in contropiede santifica una grande difesa con il 18-31 a poco più di 2’ dalla sirena. Il periodo si chiude col tracciante di Pegoraro che non trova il fondo della retina: le biancorosse concedono solo otto punti e salutano una Ferri monumentale in difesa.

3° periodo – Piazzato di Nicolodi dal mezzo angolo e 22-35 (1’), splendida lettura e assist di Jakovina sul backdoor di Caldaro, poi Dzinic e Reani per il 28-37 del 2’: Ecodent e VelcoFin scambiano canestri, la tensione sale e le viaggianti si fanno irretire prima con un’infrazione di 24” e poi concedendo a Di Gregorio il rimbalzo offensivo che frutta canestro e libero (sbagliato) aggiuntivo per il 32-41 di metà tempo. Che diventa 34-41 (5’27”) con due liberi di Dzinic sul contatto di Ferri, situazione che si ripete, a 4’02” dall’ultimo riposo, col 3° di Pieropan al quale Corno risponde con la sospensione: 1/2 del n. 12 di casa e -6 (35-41). Altra incerta esecuzione di Nicolodi e altra persa per 24”, con la lunga di Rovereto che rimedia due stoppate consecutive da Reani: VelcoFin non vede più la retina, il clima è infuocato e gli errori, da ambo le parti, si sprecano. Meno male che Jakovina imbuca il +8 biancorosso (35-43), che rompe un lungo e preoccupante digiuno.

4° periodo – Subito Dzinic per il -6, Madonna in cabina di regia ricorda che ha le mani educate: siluro dai 6.75 e 37-46, prima che Pegoraro ritorni sul legno a dettare i ritmi e Corno chieda un flash di 1-3-1. Il 4° fallo di Pieropan non è una buona notizia per Vicenza, ma lo è il rimbalzo offensivo che Nicolodi finalmente traduce nel 39-50 a 6’11” dall’epilogo, con Ecodent a rifugiarsi nel “minuto”. Le percentuali di casa dal perimetro non sono gratificanti, ma Dzinic è un fattore e Caldaro è ben sveglia sull’altro lato del campo (43-54, 6’), prima che la solita croata firmi il 45-54 e Vespignani recuperi e capitalizzi il pallone del -7 (47-54, 6’13”) che spedisce Vicenza al timeout: due minuti e passa di confusione totale, poi, a 1’25” dai saluti, ecco Jakovina nel pitturato (47-56) e da cinque metri (47-58) in apertura dell’ultimo minuto. Ecodent saluta a testa alta, VelcoFin può guardare serena al prossimo turno: Orvieto o Costamasnaga cambia poco.

Una seconda frazione da favola regala gara1 alla VelcoFin

VELCOFIN VICENZA – ECODENT POINT VILLAFRANCA 78-50

VELCOFIN: Diodati (0/1 da 3), Pegoraro 8 (4/7, 0/1), Madonna 16 (1/1, 4/7), Caldaro 6 (2/3), Jakovina 18 (9/17, 0/3), Nicolodi 7 (3/9), Ferri 3 (1/3), Cappozzo, Pieropan 20 (3/5, 4/5). Stoppa e Zanetti ne. All. A. Corno

ECODENT: Vespignani 6 (2/6, 0/4), Toffali 5 (1/5, 1/2), Borsetto (0/1 da 3), Bottazzi 6 (3/3, 0/2), Di Gregorio 6 (0/2, 2/4), Dzinic 13 (4/13), Granzotto 6 (0/2, 2/5), Villarini 4 (2/3), Reani 4 (1/5, 0/2), Zanardelli ne. All. N. Soave

ARBITRI: G.L. Miniati di S. Giovanni Valdarno e A. Fabiani di Livorno

NOTE: nessuna uscite per cinque falli. Tiri da 2: VelcoFin 23/45, Ecodent 13/39. Tiri da 3, VelcoFin 8/17, Ecodent 5/21. Tiri liberi: VelcoFin 8/12, Ecodent 9/15. Rimbalzi (O+D); VelcoFin 40 (8+32), Ecodent 39 (12+27). Pe-Re: VelcoFin (10-15), Ecodent (14-12). Assist: VelcoFin 19, Ecodent 16.

Parziali: 17-21; 29-8 (46-29); 18-14 (64-43); 14-7 (78-50).

VICENZA – Non sono davvero pochi i presenti sulle tribune del PalaGoldoni, la giornata parzialmente soleggiata e il ponte festivo certo ispirano aria di vacanza, ma il derby tra Vicenza e Villafranca, che inaugura la tanto attesa appendice di stagione, scopre che la risposta degli appassionati vicentini è comunque positiva, Un minuto di silenzio per tributare il giusto omaggio a Michele Scarponi, uomo con la U maiuscola e professionista esemplare, strappato alla strada e alla vita, che tanto amava, da un destino ingrato. Poi la palla che si alza sopra le teste di Nicolodi e Dzinic fuga le ombre e riporta tutti alla bella e affascinante realtà dello sport, della partita, della sfida tra seconda e settima classificata nella stagione regolare, primo atto di una rappresentazione al meglio delle tre che avrà la sua replica Mercoledì sera, alle 20.30, sul legno della storica palestra di Alpo. La storia? VelcoFin si aggiudica gara1 e sposta la serie a proprio favore: lo fa grazie ad un parziale di 26-8 che certifica un secondo quarto da incorniciare e impreziosito da percentuali (65% dal campo, con 63% dall’arco) di tutto rispetto. La parola d’ordine, adesso, è resettare: per affrontare gara2, senza appello per l’Ecodent, con la mente libera da presupposti di qualsivoglia natura.

1° periodo – Tocca a Pieropan lo spot di ala piccola nel consueto starting-five biancorosso, coach Soave risponde affidando a Vespignani e Granzotto la gestione del perimetro e la capacità di armare il fattore interno Dzinic, assistito da Reani, e le mani educate della tarantina Di Gregorio.

Bastano 55” a Pegoraro per battere Vespignani e siglare un canestro d’apertura che non trova conforto nel libero aggiuntivo, ne servono altri 20” a Granzotto per imbucare la prima tripla. Vespignani è ovunque e forza l’antisportivo di Nicolodi, 2/2 e 4-5 al 3’17”: le due contendenti corrono molto ma la lucidità offensiva lascia un tantino a desiderare. Scambiano canestri Jakovina e Di Gregorio (6-8 al 5’), Vespignani semina il panico e Dzinic ringrazia (6-10), prima che Pieropan, col suo jump preferito, accorci a cavallo (8-10) di metà frazione. Ecco Madonna dal mezzo angolo (12-12, 7’), ma Vicenza produce più errori e disattenzioni che cose buone. Dentro Ferri per Nicolodi sul 14-14 di Pieropan che spreca l’aggiuntivo, la zona biancorossa sta a guardare Dzinic che recupera e mette due liberi per il 14-16 a 2’06” dalla prima sirena. La tripla di Toffali e il suo contropiede (5 di fila) segnano il primo, vero, allungo (14-21 all’aprirsi del 10’) che costringe la panchina di casa al time-out: VelcoFin ne esce senza costrutto, ma il recupero di Jakovina regala a Pieropan il tracciante aperto che vale il 17-21 allo scadere.

2° periodo – Subito Pegoraro e 19-21, il 1° fallo di Granzotto spedisce Ferri in lunetta: 1/2 per infrazione nel secondo personale e 20-21, quando ancora non sono scivolati via i primi 60” di gioco. Il sorpasso arriva al 2’53” con la slovena biancorossa che prima riprende un proprio tiro sulla testa di Bottazzi, poi sigla da tre metri il 26-23 al 4’ e ringrazia l’assistenza di Madonna con il lay-up del 28-25 qualche attimo più tardi. Villarini per Dzinic in casa Ecodent, il siluro di Madonna punisce la 2-3 ospite per il 31-25 del 6’ che suggerisce, dopo un attacco senza costrutto, la sospensione scaligera. Pieropan dall’arco e +9 interno (34-25, 7’): ma Villafranca non molla, minibreak di 0-4 chiuso da Reani (34-29) e minuto casa quando mancano 3’06” all’intervallo lungo. La penetrazione centrale di Pegoraro riporta Vicenza a +7, lo splendido contropiede Madonna-Pieropan-Jakovina ascrive a referto il 38-29 con meno di 2’ da giocare. La doppia cifra di vantaggio arriva col tracciante di Madonna dall’angolo all’8’43” (41-29) ed è ancora Tay a mettere in scena la sua parte preferita: 44-29 dai 6.75 (3/4), prima del +17 di Jakovina che manda tutti negli spogliatoi. Tina a quota 16 e Madonna (11) guidano l’attacco VelcoFin che propone un importante 5/8 dall’arco (3/14 Villafranca) per un complessivo 65% dal campo contro il 31% ospite.

3° periodo – Apre Granzotto da tre punti (46-32), raddoppia Di Gregorio (46-35, 2’) confezionando lo 0-6 esterno che testimonia la non spenta vitalità delle veronesi. Dzinic e Ferri sgomitano nel pitturato, ma il 3° fallo è della vicentina che Corno richiama per reinserire una Nicolodi attesa al riscatto da un inizio soporifero. Finalmente Pieropan (4’, 48-35) schioda le beriche e l’intelligente linea di fondo di Pegoraro regala il +15 (50-35, 5’): arrivano il 3’ di Dznic e la persa VelcoFin allo scadere dei 24”, prima dell’and1 targato Dzinic (2+1, 50-38, 6’) e del trepunti di Pieropan che, momentaneamente, ristabilisce il margine. Che diventa +16 grazie alla tripla di Madonna (56-40): la forbice si allarga con Nicolodi e il +21 arriva con due personali di Madonna (64-43) che chiudono la frazione.

4° periodo – L’ultimo tempino racconta poco o nulla, anche se VelcoFin non cala d’intensità ed Ecodent prova comunque a giocare la sua partita: in attesa di quella gara2 che una risposta, in un senso o nell’altro, dovrà pur darla. Finisce con la standing-ovation che abbraccia una grande Tina Jakovina e regala qualche secondo alla giovane Cappozzo. Cala il sipario, se ne riparlerà Mercoledì.

Giulia Pegoraro a Sportitalia

Giulia Pegoraro, playmaker della VelcoFin Vicenza, è l’ospite settimanale della trasmissione Donne & Basket, il magazine di Sportitalia che rivisita e approfondisce le tematiche dei campionati femminili di Serie A1 e A2. Condotta da Matteo Gandini e arricchita da contributi filmati, Donne & Basket andrà in onda domani – Venerdì 14 Aprile – sera con inizio alle 20.30, sul canale 60 del digitale terrestre e 225 del bouquet Sky. Ecco il video.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Suicidio VelcoFin, Bologna è prima!

VELCOFIN VICENZA – MATTEIPLAST BOLOGNA 60-62

VELCOFIN: Diodati 2, Pegoraro 12, Madonna, Caldaro, Jakovina 24, Nicolodi 8, Ferri 4, Pieropan 10. Pilatone e Zanetti ne. All. A. Pan

MATTEIPLAST: Franceschelli 6, D’Alie 11, Cordisco, Tassinari 5, Dall’Aglio 1, Storer, Tava 12, Mini 8, Meroni 2, Cadoni 11, Nannucci 6, Poletti ne.

ARBITRI: F. Praticò di Reggio Calabria e D. Lillo di Brindisi

NOTE: uscita per cinque falli Madonna (V) al 39’36” (60-60). Parziali: 15-12; 19-12 (34-24); 12-26 (46-50); 14-12 (60-62);

VICENZA – Aldo Corno con stivaletto gessato da una parte, Benedetta Poletti, capitano nelle vesti di allenatore pro-tempore, costretta alla panchina dall’altra.. L’attesa sfida tra Vicenza e Bologna inizia così, con il coach biancorosso, operato al tendine d’Achille solo ieri, assolutamente determinato a guidare le sue nel confronto con una Matteiplast orfana della guida tecnica – dimissioni comunicate lo scorso Venerdì – proprio nei quaranta minuti che valgono la leadership del Girone B e il vantaggio campo nella griglia play-off. Almeno sino allo spareggio, sempre che l’una o l’altra squadra sia in grado di guadagnare il passaporto per il viaggio finale. Vince Bologna e guadagna la prima posizione, VelcoFin paga una gara alterna e, a tratti, scellerata, condita da troppe disattenzioni e qualche assenza ingiustificata. Adesso è già tempo di play-off: si comincia Domenica 23, alle 18, in casa con Villafranca.

1° periodo – L’inviolato – sino ad oggi – PalaGoldoni presenta una cornice di pubblico davvero apprezzabile e da subito calorosa, soprattutto considerando l’appuntamento infrasettimanale: Caldaro è dall’avvio nel quintetto di casa, la batteria di piccole Franceschelli, D’Alie e Mini con la linea Maginot Tava e Cadoni formano lo starting ospite. I primi due sono della recuperata Tava che sfrutta il backdoor a spese di Caldaro, VelcoFin fa cilecca con Nicolodi e Jakovina, Mini attacca lo spazio e regala a Tava lo 0-4 prima che Cadoni e la stessa Mini confezionino lo 0-8 esterno (2’40”), grazie alle due perse di casa, che costringe Vicenza alla sospensione. Dalla quale esce Cadoni con il jump (0-10). Poi… risorge Vicenza: Pieropan, subentrata a Caldaro dopo il “minuto”, trova finalmente il fondo della retina dopo una lunga serie di errori biancorossi (2-12, 4’15”). Jakovina mette il punto numero 4 e sul blocco irregolare di Cadoni il time-out è tutto biancoblu. Ancora la slovena dall’arco firma il 7-0 interno, i passi di Nicolodi “pareggiano” il fallo in attacco di Mini, ma VelcoFin adesso è dentro la partita e Tina sigla il 9-10 quando mancano 3’10” alla prima sirena. La brutta notizia è il 2° fallo di Madonna che non riesce a contenere Mini, ma la penetrazione di Pegoraro vale il primo vantaggio di casa (11-10, 7’59”, 11-0), prima che il 2/2 di un indomita Jalovina fermi il tabellone sul 13-10 all’ultimo giro di lancette.

2° periodo – Subito Nicolodi in uno contro uno e 17-12 dopo 20″, poi ancora lei, spalle a canestro, per il 19-12: entra Ferri mentre Cadoni completa l’and1 (19-17, 2′). VelcoFin collassa l’area e forza i 24″ felsinei, Madonna sostituisce Pegoraro, di Tina è il +8 (25-17) al 5′ con soluzione frontale, Tava di forza e Cadoni da Mini riportano Bologna a -4, il tracciante di Pego la ricaccia a -7 (28-21, 7′). Il 4° punto di capitan Ferri ascrive a referto il massimo vantaggio +9 (30-21) e il raddoppio su Cadoni regala un altro possesso che Vicenza capitalizza con Jakovina per il margine in doppia cifra (32-21, 8′). Adesso la squadra di Corno – che si agita non poco a dispetto del piede ingabbiato – è concentrata nella fase difensiva, tiene gli uno contro uno e le rotazioni sono puntuali: altro recupero e Pieropan vola a depositare il 34-23 con 23″ ancora sul cronometro. Finisce col ferro che respinge il tiro di Pegoraro e VelcoFin che guadagna il riposo con dieci lunghezze da amministrare, Jakovina a quota 16 e miglior bilancio tra perse e recuperate.

3° periodo – L’infrazione di 24″ bolognese e lo sfondamento di Pegoraro aprono la terza frazione, con la zona 2-3 Matteiplast che recupera su Madonna e Franceschelli che scrive il 4° personale (34-26, 2′) in penetrazione. VelcoFin ha lasciato qualcosa nello spogliatoio: 3° fallo di Nico e due personali per Cadoni, grazie all’invenzione targata D’Alie: time-out casa, poi l’ala ospite fa 2/2 e completa lo 0-6 esterno (34-30, 3′), che diventa 34-32 (0-8) quando D’Alie lascia sul posto Madonna. Risponde Pieropan dai 6.75 (37-32) ringraziando il tabellone, dalla linea della carità D’Alie per il 37-34 ma Bologna deve fare i conti col 3° di Cadoni che Nicolodi trasforma nel 2/2 del +5 (39-34). VelcoFin fatica contro difesa schierata, Diodati toglie per un attimo le castagne dal fuoco, ma ancora due magie di D’Alie, allo scadere dei 24″, trascina le viaggianti prima al -3 (41-38) e poi al -1 (41-40) grazie a recupero e contropiede. Il sorpasso ha nome e cognome: Chiara Mini, trepunti e 41-43 a 3’05” dall’ultimo miniriposo. Poi Tava punisce una Velcofin disorientata (41-45) che Jakovina prova a svegliare dall’angolo, prima che Nannucci recapiti la tripla del 44-48 (9′). Alla faccia dell’autogestione forzata, Bologna è viva più che mai, la terza sirena saluta il missile di Pegoraro che si spegne sul ferro lontano, certificando il +4 esterno e un preoccupante parziale di 12-26.

4° periodo – Madonna resta a sedere dopo lo 0/5 dal campo e una rivedibile prestazione difensiva, ancora Nannucci dall’arco allo scadere dei 24″ (46-53, 2′), la 2-3 ospite è mobilissima e VelcoFin attacca da ferma e non segna più. Corno rispolvera Madonna, le sue mani educate e il talento offensivo servono come il pane: Pegoraro infila il punto 48 con un tiro aperto frontale, Jakovina (22) scrive -3 e Tassinari +6 con la tripla dall’angolo (50-56, 5′). Adesso Mini toglie l’aria al play di casa nella uomo che si alterna alla zona, ma Pego ha carattere e corregge la propria soluzione (52-56, 6′): Matteiplast a +6 con D’Alie in penetrazione, VelcoFin è smarrita e non costruisce soluzioni. Pan e Corno spendono l’ultimo minuto a meno di 3′ dalla fine, triplone di Pegoraro (55-58) e sospensione ospite con 2’15” da giocare. Ecco Tava (55-60, 7’59”) da sotto, risponde Pieropan 57-60, 1’40”, rimbalzo Ferri sull’errore da 3 di Tava e Pieropan guadagna due liberi (1/2, 58-60, 1’07”). Sbaglia Cadoni da sotto e Jakovina guadagna due liberi sul 3° di Tava: 2/2, 60 pari a 34″ dalla sirena e ultimo timeout ospite con il PalaGoldoni in fermento. Vicenza ha due falli da spendere, il primo lo usa Madonna che abbandona la contesa per raggiunto limite, ma il fattaccio accade sulla rimessa: fallo (antisportivo) di Pieropan con palla “morta”, 1/2 di Mini e 60-61, possesso Matteiplast e fallo di Ferri con 15″ da giocare: 1/2 D’Alie e 60-62. Le speranze di casa muoiono un attimo dopo: infrazione di doppio palleggio di Ferri e Bologna impazzisce in mezzo al campo. Prima, con merito: se la vedrà con S. Martino.

 

 

 

 

VelcoFin e Matteiplast, quaranta minuti per incoronare la regina

Non è la “madre” di tutte le partite, ma una che conta, assolutamente sì. E molto. Perché nell’ultima della stagione regolare Vicenza e Bologna si contendono quel primo posto nel girone che vale il miglior piazzamento e conseguente vantaggio campo nella griglia play-off. E poi, in casa VelcoFin, certo non manca il desiderio di riscattare quel naufragio dell’andata (70-52) che sollevò più di un interrogativo nelle menti e nei cuori biancorossi: ai quali, evidentemente e alla faccia degli infortuni, Aldo Corno – fresco d’intervento al tendine d’Achille – e le sue ragazze hanno dato risposte concrete, se è vero che, compiuto il giro di boa, Ferri &C. hanno costruito un percorso virtuoso che vorrebbero allungare ben oltre la gara odierna.

Diverso, invece, il cammino di una Matteiplast che, dopo il roboante successo sulle venete, ha trovato semaforo rosso a Ferrara (55-52), Villafranca (64-51) e Civitanova (59-50) nel recupero figlio della partecipazione alla Coppa Italia: e, una volta svuotata l’infermeria, le felsinee hanno comunque faticato a sbrigare la pratica Marghera (55-52), giusto qualche giorno prima della chiamata al PalaGoldoni. Matteiplast non al meglio delle condizione? Difficile dirlo. E’ un dato di fatto che l’assenza di Tava – ormai avviata al completo recupero, visti i 20′ in campo con i Giants – e le problematiche fisiche di altre giocatrici abbiano inciso non poco nel sistema di gioco bolognese. Ed è altrettanto indiscutibile che la perdurante assenza di Stoppa – tralasciando il recupero di Zanetti e della 2000 Cappozzo – costringerà Vicenza a rotazioni obbligate e ad applicare difese sempre più tattiche. Aggiungendo interesse ad una partita che, di per sé, si annuncia quanto mai intensa e coinvolgente tanto nella componente agonistica, quanto in quella tecnica.

“Dovremo essere bravi a contenere il loro penetra e scarica – argomenta Alberto Pan, head coach a Viterbo e, probabilmente, anche con Bologna – e a sfruttare le caratteristiche delle nostre lunghe per costruire soluzioni vicino a canestro. Ci sarà da combattere, ma le armi non ci fanno difetto”.

L’appuntamento, insomma, è di quelli da non mancare, dato che ad entrambe le contendenti servono i due punti per conquistare la vetta della graduatoria: Matteiplast potrebbe così raggiungerebbe VelcoFin per superarla grazie allo scontro diretto a favore, Vicenza consoliderebbe il primato, aggiudicandosi il diritto a battersi con S. Martino, da tempo padrone dell’ottavo posto, ultimo utile per l’accesso all’appendice di stagione. La seconda classificata, invece, dovrà vedersela con Villafranca, gli altri responsi – terza piazza di Ferrara a parte – arriveranno alla sirena finale degli incontri che ancora restano in agenda.

I quaranta minuti tra VelcoFin e Matteiplast andranno in scena domani, alle 20.30 e sul legno dell’inviolato PalaGoldoni: dirigeranno Francesco Praticò di Reggio Calabria e Denny Lillo di Brindisi.