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Tutte le notizie, i comunicati stampa e la rassegna stampa da Il Giornale di Vicenza delle tre principali squadre della pallacanestro vicentina, Tramarossa Vicenza (B maschile), Famila Schio (A1 donne), VelcoFin Vicenza (A2 donne).

In più la sezione MondoBasket con gli articoli di basket nazionali da La Gazzetta dello Sport, Il Corriere della Sera e la Repubblica.

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(Una selezione d’archivio della stagione 2016/17)

 

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Serie B: Accademia Stu Stentu Sestu – Tramarossa Vicenza 77-72

Parziali: 19-17, 22-21 (41-38); 15-16 (56-54), 21-18

Sestu: Samoggia 26 (7/19, 3/7 da tre), Scodavolpe 11 (3/7, 1/5 da tre), Trionfo 7 (3/9, 1/5), Graviano 8 (1/2), Passaretti 4 (1/3); Villani 0 (0/2 da tre), Elia 10 (3/5, 3/4 da tre), Laguzzi 8 (3/6, 0/2 da tre), Pilo 3 (1/1 da tre), Floridia 0 (0/1 da tre).
Vicenza: Demartini 13 (4/9, 1/2), Ianes 15 (3/3), Montanari 3 (1/5, 0/2), Boaro 8 (3/4, 2/3), Campiello A. 10 (2/7, 0/3); Rizzetto 10 (4/9, 1/4), Campiello U. 7 (2/9, 0/2), Vai 5 (1/5 da tre), Turcato NE.

Note. Sestu: 22/65 dal campo, 9/27 da tre, 24/32 ai liberi. Rimbalzi 38 (Samoggia 13),: 31 dif. + 7 off. Assist 10 (quattro giocatori 2), palle rubate 3 (Graviano 2), stoppata 1 (Samoggia), palle perse 10 (Scodavolpe 4). Falli 31, Elia uscito per cinque falli.
Vicenza: 21/56 dal campo, 5/23 da tre, 25/34 ai liberi. Rimbalzi 38 (Ianes 9): 30 dif. + 8 off. Assist 2 (Boaro e Vai), palle rubate 3 (Ianes), palle perse 5 (Demartini 3). Falli 30, Montanari Boaro, Campiello A. usciti per cinque falli.

Ultima giornata di campionato per la Tramarossa Vicenza, che contro l’Accademia Stu Stentu Sestu e perde anche la possibilità di avere il fattore campo ai play-out. Gli avversari infatti saranno proprio i sardi, in virtù del doppio successo ottenuto negli scontri diretti in campionato. Partita dura e molto fallosa: i fischi non premiano Vicenza, che si ritrova senza tre giocatori anzi tempo; partita però equilibrata, con percentuali simili e un pareggio assoluto a rimbalzo. I sardi vincono grazie ad un super Samoggia da 26 punti, mentre tra i biancorossi sono in quattro ad andare in doppia cifra.

Primo quarto ad appannaggio dei padroni di casa, che approfittano di un mini-parziale iniziale di 6-1 per scappare in avanti; Vicenza però non cede terreno ai sardi e stringendo i denti tiene viva la sfida e il passo degli avversari. A cavallo tra il primo e il secondo periodo, Boaro con due canestri consecutivi porta Vicenza avanti e i biancorossi conducono la sfida per un po’, senza però riuscire a guadagnare un vantaggio consistente. Ci pensa Elia a riportare avanti i sardi, con due triple in rapida successione che ribaltano nuovamente il punteggio e ritornano avanti di misura prima dell’intervallo.

Vicenza non molla e anzi nel terzo quarto ha il momento migliore della propria partita, totalizzando un parziale di 14-5 nella prima metà del periodo ispirato dai canestri di Rizzetto e una tripla di Boaro. L’attacco biancorosso però s’inceppa e Sestu rientra con un parzialone di 10-0 che solo Demartini dalla linea della carità interrompe prima della sirena che segna i primi 30′ di gioco.

La Tramarossa non è mai doma e dopo essere tornata a quattro lunghezze di distanza reagisce ancora una volta, riguadagnando la leadership dell’incontro e grazie ai liberi di Ianes e una fondamentale tripla di Demartini i biancorossi si ritrovano con 4 punti di vantaggio a meno di 4′ dal termine. La risposta sarda però colpisce inesorabile e con due bombe in rapida successione di Elia e Samoggia l’Accademia torna in vantaggio e da quel momento non molla più la presa. Finisce 77-72 per i padroni di casa, che adesso Vicenza affronterà di nuovo tra una settimana sempre in Sardegna per gara-1 dei play-out. La missione non è semplice, sta ai nostri ragazzi recuperare mentalmente in una settimana e provare ad espugnare il difficile parquet isolano.

Una seconda frazione da favola regala gara1 alla VelcoFin

VELCOFIN VICENZA – ECODENT POINT VILLAFRANCA 78-50

VELCOFIN: Diodati (0/1 da 3), Pegoraro 8 (4/7, 0/1), Madonna 16 (1/1, 4/7), Caldaro 6 (2/3), Jakovina 18 (9/17, 0/3), Nicolodi 7 (3/9), Ferri 3 (1/3), Cappozzo, Pieropan 20 (3/5, 4/5). Stoppa e Zanetti ne. All. A. Corno

ECODENT: Vespignani 6 (2/6, 0/4), Toffali 5 (1/5, 1/2), Borsetto (0/1 da 3), Bottazzi 6 (3/3, 0/2), Di Gregorio 6 (0/2, 2/4), Dzinic 13 (4/13), Granzotto 6 (0/2, 2/5), Villarini 4 (2/3), Reani 4 (1/5, 0/2), Zanardelli ne. All. N. Soave

ARBITRI: G.L. Miniati di S. Giovanni Valdarno e A. Fabiani di Livorno

NOTE: nessuna uscite per cinque falli. Tiri da 2: VelcoFin 23/45, Ecodent 13/39. Tiri da 3, VelcoFin 8/17, Ecodent 5/21. Tiri liberi: VelcoFin 8/12, Ecodent 9/15. Rimbalzi (O+D); VelcoFin 40 (8+32), Ecodent 39 (12+27). Pe-Re: VelcoFin (10-15), Ecodent (14-12). Assist: VelcoFin 19, Ecodent 16.

Parziali: 17-21; 29-8 (46-29); 18-14 (64-43); 14-7 (78-50).

VICENZA – Non sono davvero pochi i presenti sulle tribune del PalaGoldoni, la giornata parzialmente soleggiata e il ponte festivo certo ispirano aria di vacanza, ma il derby tra Vicenza e Villafranca, che inaugura la tanto attesa appendice di stagione, scopre che la risposta degli appassionati vicentini è comunque positiva, Un minuto di silenzio per tributare il giusto omaggio a Michele Scarponi, uomo con la U maiuscola e professionista esemplare, strappato alla strada e alla vita, che tanto amava, da un destino ingrato. Poi la palla che si alza sopra le teste di Nicolodi e Dzinic fuga le ombre e riporta tutti alla bella e affascinante realtà dello sport, della partita, della sfida tra seconda e settima classificata nella stagione regolare, primo atto di una rappresentazione al meglio delle tre che avrà la sua replica Mercoledì sera, alle 20.30, sul legno della storica palestra di Alpo. La storia? VelcoFin si aggiudica gara1 e sposta la serie a proprio favore: lo fa grazie ad un parziale di 26-8 che certifica un secondo quarto da incorniciare e impreziosito da percentuali (65% dal campo, con 63% dall’arco) di tutto rispetto. La parola d’ordine, adesso, è resettare: per affrontare gara2, senza appello per l’Ecodent, con la mente libera da presupposti di qualsivoglia natura.

1° periodo – Tocca a Pieropan lo spot di ala piccola nel consueto starting-five biancorosso, coach Soave risponde affidando a Vespignani e Granzotto la gestione del perimetro e la capacità di armare il fattore interno Dzinic, assistito da Reani, e le mani educate della tarantina Di Gregorio.

Bastano 55” a Pegoraro per battere Vespignani e siglare un canestro d’apertura che non trova conforto nel libero aggiuntivo, ne servono altri 20” a Granzotto per imbucare la prima tripla. Vespignani è ovunque e forza l’antisportivo di Nicolodi, 2/2 e 4-5 al 3’17”: le due contendenti corrono molto ma la lucidità offensiva lascia un tantino a desiderare. Scambiano canestri Jakovina e Di Gregorio (6-8 al 5’), Vespignani semina il panico e Dzinic ringrazia (6-10), prima che Pieropan, col suo jump preferito, accorci a cavallo (8-10) di metà frazione. Ecco Madonna dal mezzo angolo (12-12, 7’), ma Vicenza produce più errori e disattenzioni che cose buone. Dentro Ferri per Nicolodi sul 14-14 di Pieropan che spreca l’aggiuntivo, la zona biancorossa sta a guardare Dzinic che recupera e mette due liberi per il 14-16 a 2’06” dalla prima sirena. La tripla di Toffali e il suo contropiede (5 di fila) segnano il primo, vero, allungo (14-21 all’aprirsi del 10’) che costringe la panchina di casa al time-out: VelcoFin ne esce senza costrutto, ma il recupero di Jakovina regala a Pieropan il tracciante aperto che vale il 17-21 allo scadere.

2° periodo – Subito Pegoraro e 19-21, il 1° fallo di Granzotto spedisce Ferri in lunetta: 1/2 per infrazione nel secondo personale e 20-21, quando ancora non sono scivolati via i primi 60” di gioco. Il sorpasso arriva al 2’53” con la slovena biancorossa che prima riprende un proprio tiro sulla testa di Bottazzi, poi sigla da tre metri il 26-23 al 4’ e ringrazia l’assistenza di Madonna con il lay-up del 28-25 qualche attimo più tardi. Villarini per Dzinic in casa Ecodent, il siluro di Madonna punisce la 2-3 ospite per il 31-25 del 6’ che suggerisce, dopo un attacco senza costrutto, la sospensione scaligera. Pieropan dall’arco e +9 interno (34-25, 7’): ma Villafranca non molla, minibreak di 0-4 chiuso da Reani (34-29) e minuto casa quando mancano 3’06” all’intervallo lungo. La penetrazione centrale di Pegoraro riporta Vicenza a +7, lo splendido contropiede Madonna-Pieropan-Jakovina ascrive a referto il 38-29 con meno di 2’ da giocare. La doppia cifra di vantaggio arriva col tracciante di Madonna dall’angolo all’8’43” (41-29) ed è ancora Tay a mettere in scena la sua parte preferita: 44-29 dai 6.75 (3/4), prima del +17 di Jakovina che manda tutti negli spogliatoi. Tina a quota 16 e Madonna (11) guidano l’attacco VelcoFin che propone un importante 5/8 dall’arco (3/14 Villafranca) per un complessivo 65% dal campo contro il 31% ospite.

3° periodo – Apre Granzotto da tre punti (46-32), raddoppia Di Gregorio (46-35, 2’) confezionando lo 0-6 esterno che testimonia la non spenta vitalità delle veronesi. Dzinic e Ferri sgomitano nel pitturato, ma il 3° fallo è della vicentina che Corno richiama per reinserire una Nicolodi attesa al riscatto da un inizio soporifero. Finalmente Pieropan (4’, 48-35) schioda le beriche e l’intelligente linea di fondo di Pegoraro regala il +15 (50-35, 5’): arrivano il 3’ di Dznic e la persa VelcoFin allo scadere dei 24”, prima dell’and1 targato Dzinic (2+1, 50-38, 6’) e del trepunti di Pieropan che, momentaneamente, ristabilisce il margine. Che diventa +16 grazie alla tripla di Madonna (56-40): la forbice si allarga con Nicolodi e il +21 arriva con due personali di Madonna (64-43) che chiudono la frazione.

4° periodo – L’ultimo tempino racconta poco o nulla, anche se VelcoFin non cala d’intensità ed Ecodent prova comunque a giocare la sua partita: in attesa di quella gara2 che una risposta, in un senso o nell’altro, dovrà pur darla. Finisce con la standing-ovation che abbraccia una grande Tina Jakovina e regala qualche secondo alla giovane Cappozzo. Cala il sipario, se ne riparlerà Mercoledì.

Preview: Accademia Su Stentu Sestu – Tramarossa Vicenza

Ultimo impegno della regular season per la Tramarossa Vicenza prima dei play-out: contro l’Accademia Stu Stentu Sestu, che è anch’essa già sicura di doversi giocare la salvezza ai play-out, sarà fondamentale vincere, per assicurarsi il fattore campo con qualsiasi altra squadra Vicenza trovi nella post-season. Saranno infatti gli scontri diretti ad assegnare il fattore campo nei play-out e la Tramarossa è già sicura di avere la possibilità di giocare due volte al PalaGoldoni sia contro la Rucker Sanve San Vendemiano che contro la Vivigas Alto Sebino. Contro i sardi dell’Accademia, Vicenza è stata sconfitta all’andata per 60-61 grazie ad un canestro sulla sirena di Laguzzi, ma una vittoria garantirebbe ai biancorossi il fattore campo anche nel caso l’Accademia sia l’avversaria in post-season, salvo la possibilità che Vicenza vinca di un punto soltanto segnando meno di 61 sul tabellone.

L’Accademia non vince dal 25 marzo, quando ha battuto in casa Sanve, e viene da una striscia di quattro sconfitte consecutive. In generale i sardi hanno faticato ad inizio stagione a prendere confidenza con la serie B, anche s epoi sono andati in crescendo: questo spiega le basse percentuali (45% da due e 30% da tre, una produzione offensiva di appena 63 punti ad incontro) e i bassi numeri a rimbalzo (solo 29 a partita, peggior squadra del campionato); non va sottovalutato però che Sestu ha conquistato sei degli otto successi stagionali nel 2017, quindi ha decisamente preso le misure al campionato. I sardi vanno pressati se si vuole avere la meglio (ben 17 perse a partita), ma difendono discretamente l’area (quasi 2 stoppate ad incontro) e non sono male negli intercetti (7 a partita). Più difficile per i nostri prossimi avversari la questione in difesa: seconda peggior retroguardia del campionato (77 punti a partita incassati) con percentuali concesse altissime (53% da due e 38% da tre), cui va aggiunto che Sestu è la squadra che si fa rubare più palloni (9 ad incontro).

Gli isolani in questo momento hanno problemi di roster: nell’ultima partita a Piacenza, persa 106-70, sono rimasti ai box, Pilo, Samoggia, Elia, Melis, Laguzzi e Varrone, con quest’ultimo che ha già finito la stagione. I punti degli isolani passano principalmente per un giocatore: Giuliano Samoggia, arrivato in gennaio da Piacenza, che in undici partite in Sardegna ha viaggiato a 18 punti e 8 rimbalzi di media e in cinque occasioni è andato sopra i 20 (compresa una prestazione da 27 contro Iseo); l’infortunio lascia in dubbio l’ala, ma non è escluso sia dela partita. Ci saranno sicuramente gli altri due realizzatori principali: l’altra ala Romeo Trionfo, autore finora di una stagione da 11 punti e giocatore freddissimo dalla linea della carità (91% stagionale) e che anche se sta vivendo un momento difficile alla Tramarossa ha già fatto male (20 punti all’andata); il play Dario Scodavolpe, arrivato a gennaio dopo un periodo d’inattività e che sta registrando medie da quasi 12 punti e 3 assist ad incontro, compresa una prestazione da 24 punti contro Iseo. Più difficile capire degli altri chi sarà della partita: la guardia Mirko Pilo, fermo a Piacenza, è sceso nelle rotazioni dei sardi e pur contando su una stagione da quasi 10 punti di media a partita le ultime cinque volte che è sceso in campo ha avuto una media di 6 minuti ad incontro; il centro Laguzzi, che all’andata segnò il canestro decisivo, giocatore da 9 punti e 6 rimbalzi ad incontro, è alle prese con delle noie muscolari ed è in dubbio; l’esperta guardia Nicola Elia, capace di 6 punti, 3 rimbalzi e quasi 2 assistenze ad incontro, ha anch’esso saltato l’ultima sfida. Rimane quindi la guardia Graviano, 7 punti e 3 assist ad incontro, uno dei pochi titolari sicuramente presente domani. Gli altri sono un mix di giovani e giocatori di rotazione come Passaretti, Villani, Cabriolu, Manetti, Floridia, Vaccargiu.

Guai però a sottovalutare l’impegno: l’Accademia sa che vincendo conquisterebbe il fattore campo contro Vicenza e che quasi sicuramente si ritroverebbe i biancorossi ai play-out, quindi è obbligatorio vincere e portare a casa i due punti, per arrivare nelle migliori condizioni alla post-season. Anche con i cerotti, i sardi giocheranno alla morte e la Tramarossa dovrà essere abile ad arginare la foga degli avversari. Comunque vada, sempre forza Vicenza.

Il Famila Wuber Schio cede a Ragusa: serie 1-1 e ora 2 gare in Sicilia il 22 e 24 Aprile

Gara 2 delle semifinali scudetto va a Ragusa che al PalaRomare si impone 68-71 riportando non solo la serie in parità ma potendo sfruttare il doppio turno casalingo il 22 e 24 Aprile prossimi. Per le orange ora ci vuole una nuova impresa: per riportare la serie a Schio ci vuole almeno una vittoria al PalaMinardi.

La partita, dopo i primi 10′ in sostanziale equilibrio, la fa il Famila Wuber Schio dal secondo quarto a 5′ dalla fine; le scledensi non sono brillanti come in gara 1 ma riescono a tenere a distanza (minima) le siciliane non riuscendo a trovare però a trovare un break significativo anche a causa di qualche errore di troppo da sotto.

E’ nel terzo quarto che la partita sembra incanalarsi nella giusta direzione a ridosso della metà del parziale con Zandalasini che in contropiede piazza il +8 (46-38) e costringe le ragusane al timeout. La sospensione fa bene alle ospiti che in chiusura del terzo e in apertura dell’ultimo quarto trovando due triple di Bagnara che valgono il 50-48. Anderson trova il +7 (57-50) ma la Passalacqua reagisce centrando il 57-57. La partita è ora in pieno equilibrio: Ndour trova una tripla tabellare (66-67) a 34” ma Schio non sfrutta il possesso successivo e Ragusa ne approfitta per trovare il +5 a 10” dalla fine. Yacoubou tiene vive le speranze del pubblico del PalaRomare (68-69) ma ancora la Ndour dalla lunetta a 3” dalla sirena piazza il 68-71. Il tentativo di Anderson dalla metà campo non va a segno e manda in archivio questa prima parte della serie.

Famila Wuber Schio – Passalacqua Ragusa 68 – 71 (17-17, 38-34, 50-45)
FAMILA WUBER SCHIO: Yacoubou I. 15 (7/11), Martinez Prat N. (0/2, 0/2), Bestagno M. , Gatti G. NE , Tagliamento M. , Anderson J. 23 (6/13, 2/7), Masciadri R. 2 (1/2, 0/2), Zandalasini C. 6 (3/11, 0/1), Sottana G. 4 (1/4, 0/2), Ress K. 6 (3/3, 0/1), Macchi L. 12 (2/9, 2/5), All. Procaccini Mauro
PASSALACQUA RAGUSA: Larkins E. 8 (3/9), Consolini C. 11 (2/8, 1/4), Gorini M. 7 (1/2, 1/2), Valerio L. , Spreafico L. 3 (0/1, 1/5), Formica A. 8 (3/5), Bagnara B. 6 (2/2), Brunetti F. NE , Vanloo J. 9 (1/3, 1/3), Ndour Gueye A. 19 (4/7, 2/3), All. Recupido Gianni
ARBITRI:Francesco Terranova, Stefano Wassermann, Valentina Del Monaco
NOTE: Famila Wuber Schio tiri da due 23/55 (41,8%), tiri da tre 4/20 (20%), tiri liberi 10/12 (83,3%), rimbalzi dif. 27, off 13, palle perse 7, rec. 17. Passalacqua Ragusa tiri da due 14/35 (40%), tiri da tre 8/19 (42,1%), tiri liberi 19/20 (95%), rimbalzi dif. 36, off 6, palle perse 17, rec. 8.

Serie B: Tramarossa Vicenza – Pallacanestro Crema 77-54

Parziali: 17-8, 17-13 (34-21); 22-15 (56-36), 21-18

Vicenza: Boaro 5 (2/5, 0/1), Demartini 12 (4/6, 0/1), Montanari 2 (1/7, 0/2), Campiello U. 17 (5/13, 0/2), Campiello A. 15 (5/8, 1/1); Vai 0 (0/2, 0/1), Oboe 2 (1/2), Rizzetto 12 (4/6, 2/3), Ianes 4 (2/3), Basso 8 (3/7, 1/2)
Crema: Liberati 6 (1/6, 1/3), Del Sorbo 2 (1/4, 0/3), Pasqualin 9 (3/6, 1/3), De Min 7 (3/9, 1/5), Bozzetto 13 (4/10, 2/5); Nicoletti 0 (0/1), Petronio 2 (1/3, 0/1), Manuelli 11 (2/5, 1/2), Tardito 2 (1/4, 0/1), Bovo 2 (1/5, 0/3).
Note. Vicenza: 27/59 dal campo, 4/13 da tre, 19/26 ai liberi. Rimbalzi 42 (Demartini e Montanari 7): 32 dif. + 10 off. Assist 14 (Demartini 4), palle rubate 7 (Demartini 3), palle perse 12 (tre giocatori 2). Falli 25, Campiello U. uscito per cinque falli.
Crema: 17/53 dal campo, 6/26 da tre, 14/20 ai liberi. Rimbalzi 33 (Bozzetto e Tardito 5 ): 24 dif. + 9 off. Assist 7 (Pasqualin 2), palle rubate 5 (cinque giocatori), stoppate 3 (tre giocatori), palle perse 16 (Pasqualin e Bozzetto 3). Falli 24, Liberati espulso per doppio tecnico.

La Tramarossa Vicenza vince e convince nell’ultimo impegno interno prima dei play-out: contro Crema arriva una vittoria schiacciante per 77-54, in cui i biancorossi non hanno mai ceduto la testa della gara, incrementando gradualmente il vantaggio. Quattro biancorossi in doppia cifra, il migliore è il capitano Umberto Campiello con 17 punti.

L’avvio è subito biancorosso e in 7′ di partita il vantaggio è già in doppia cifra: 14-4 con 5 punti a testa per Demartini e Andrea Campiello con il solo Pasqualin, ex della partita, a segno per gli ospiti. Nel primo quarto gli ospiti sono completamente in balia di Vicenza, che continua a segnare e approfitta delle lacune offensive degli ospiti, che realizzano due canestri dal campo in 10′, per mantenere il vantaggio.

Il miglior momento dei cremaschi arriva in avvio di secondo quarto: è sempre Pasqualin a guidare i suoi (mette 9 dei primi 17 punti della squadra, ma poi non troverà più il canestro) e Crema rientra fino a quattro punti di distanza (24-20), prima che Vicenza piazzi un parziale di 10-1 che manda alla pausa lunga con 13 punti di distacco le due squadre.

La ripresa segue sulla falsa riga del primo tempo: Vicenza continua a segnare e gli ospiti sbagliano tutto in attacco. Vicenza mostra solidità e non molla un millimetro agli avversari, tenendoli sempre a distanza di sicurezza. Gli ospiti perdono un  po’ la testa e si vedono fischiare contro due antisportivi e due tecnici (Liberati esce dal parquet anzitempo) e soccombono, schiacciati di 23 punti.

Una vittoria, questa, che da morale in vista del finale di stagione: adesso Sestu, poi i play-out sulla strada dei biancorossi. Dovrà essere la miglior Tramarossa possibile in vista del gran finale.

Play.off VelcoFin: gara 1 con Ecodent Domenica 23

Sarà dunque l’Ecodent Alpo Villafranca a testare le ambizioni VelcoFin nei Quarti di Finale Play-Off in arrivo la prossima settimana. A fronte dell’inopinata sconfitta interna rimediata con Bologna, infatti, VelcoFin è scivolata al secondo posto della graduatoria, meritandosi l’abbinamento con la settima classificata, ovvero la compagine scaligera. Gara 1 andrà in scena Domenica 23 Aprile, alle 18 sul legno del PalaGoldoni, Gara 2 si giocherà Mercoledì 26 nella bella Palestra Comunale di Villafranca con inizio alle 20.30, l’eventuale Gara 3 sarà disputata Sabato 29 – palla a due alle 20.30 – ancora nella roccaforte vicentina.

Se le biancorosse sapranno sbrigare a dovere la pratica Ecodent, nel turno di Semifinale dovranno vedersela con la vincente tra Ceprini Orvieto e B&P Autoricambi Costa Masnaga, rispettivamente terza e sesta classificata nel Girone A, con le lecchesi già avversarie di Vicenza nell’infausta – per il team di Aldo Corno – prima giornata della Final Eight di Coppa Italia. L’eventuale sfida con Ceprini o Costa Masnaga andrà in scena ancora al massimo delle tre partite, con VelcoFin che, nell’occasione, potrà ancora far valere il fattore campo: Gara 1 sarà in agenda Sabato 6 Maggio (PalaGoldoni, 20.30), Gara 2 cadrà Mercoledì 10 o Giovedì 11 Maggio in trasferta, eventuale Gara 3, ancora a Vicenza, Domenica 14 Maggio alle 18.

La “promossa” di questa semifinale andrà ad incontrare chi avrà avuto la meglio tra le vincenti di Bologna-S. Martino e Crema-Milano in quel turno di Finale che decreterà una delle due squadre destinate a giocare lo spareggio – in due partite, andata e ritorno – per l’unica promozione in A1.

Giulia Pegoraro a Sportitalia

Sarà Giulia Pegoraro, playmaker della VelcoFin Vicenza, l’ospite settimanale della trasmissione Donne & Basket, il magazine di Sportitalia che rivisita e approfondisce le tematiche dei campionati femminili di Serie A1 e A2. Condotta da Matteo Gandini e arricchita da contributi filmati, Donne & Basket andrà in onda domani – Venerdì 14 Aprile – sera con inizio alle 20.30, sul canale 60 del digitale terrestre e 225 del bouquet Sky.

Suicidio VelcoFin, Bologna è prima!

VELCOFIN VICENZA – MATTEIPLAST BOLOGNA 60-62

VELCOFIN: Diodati 2, Pegoraro 12, Madonna, Caldaro, Jakovina 24, Nicolodi 8, Ferri 4, Pieropan 10. Pilatone e Zanetti ne. All. A. Pan

MATTEIPLAST: Franceschelli 6, D’Alie 11, Cordisco, Tassinari 5, Dall’Aglio 1, Storer, Tava 12, Mini 8, Meroni 2, Cadoni 11, Nannucci 6, Poletti ne.

ARBITRI: F. Praticò di Reggio Calabria e D. Lillo di Brindisi

NOTE: uscita per cinque falli Madonna (V) al 39’36” (60-60). Parziali: 15-12; 19-12 (34-24); 12-26 (46-50); 14-12 (60-62);

VICENZA – Aldo Corno con stivaletto gessato da una parte, Benedetta Poletti, capitano nelle vesti di allenatore pro-tempore, costretta alla panchina dall’altra.. L’attesa sfida tra Vicenza e Bologna inizia così, con il coach biancorosso, operato al tendine d’Achille solo ieri, assolutamente determinato a guidare le sue nel confronto con una Matteiplast orfana della guida tecnica – dimissioni comunicate lo scorso Venerdì – proprio nei quaranta minuti che valgono la leadership del Girone B e il vantaggio campo nella griglia play-off. Almeno sino allo spareggio, sempre che l’una o l’altra squadra sia in grado di guadagnare il passaporto per il viaggio finale. Vince Bologna e guadagna la prima posizione, VelcoFin paga una gara alterna e, a tratti, scellerata, condita da troppe disattenzioni e qualche assenza ingiustificata. Adesso è già tempo di play-off: si comincia Domenica 23, alle 18, in casa con Villafranca.

1° periodo – L’inviolato – sino ad oggi – PalaGoldoni presenta una cornice di pubblico davvero apprezzabile e da subito calorosa, soprattutto considerando l’appuntamento infrasettimanale: Caldaro è dall’avvio nel quintetto di casa, la batteria di piccole Franceschelli, D’Alie e Mini con la linea Maginot Tava e Cadoni formano lo starting ospite. I primi due sono della recuperata Tava che sfrutta il backdoor a spese di Caldaro, VelcoFin fa cilecca con Nicolodi e Jakovina, Mini attacca lo spazio e regala a Tava lo 0-4 prima che Cadoni e la stessa Mini confezionino lo 0-8 esterno (2’40”), grazie alle due perse di casa, che costringe Vicenza alla sospensione. Dalla quale esce Cadoni con il jump (0-10). Poi… risorge Vicenza: Pieropan, subentrata a Caldaro dopo il “minuto”, trova finalmente il fondo della retina dopo una lunga serie di errori biancorossi (2-12, 4’15”). Jakovina mette il punto numero 4 e sul blocco irregolare di Cadoni il time-out è tutto biancoblu. Ancora la slovena dall’arco firma il 7-0 interno, i passi di Nicolodi “pareggiano” il fallo in attacco di Mini, ma VelcoFin adesso è dentro la partita e Tina sigla il 9-10 quando mancano 3’10” alla prima sirena. La brutta notizia è il 2° fallo di Madonna che non riesce a contenere Mini, ma la penetrazione di Pegoraro vale il primo vantaggio di casa (11-10, 7’59”, 11-0), prima che il 2/2 di un indomita Jalovina fermi il tabellone sul 13-10 all’ultimo giro di lancette.

2° periodo – Subito Nicolodi in uno contro uno e 17-12 dopo 20″, poi ancora lei, spalle a canestro, per il 19-12: entra Ferri mentre Cadoni completa l’and1 (19-17, 2′). VelcoFin collassa l’area e forza i 24″ felsinei, Madonna sostituisce Pegoraro, di Tina è il +8 (25-17) al 5′ con soluzione frontale, Tava di forza e Cadoni da Mini riportano Bologna a -4, il tracciante di Pego la ricaccia a -7 (28-21, 7′). Il 4° punto di capitan Ferri ascrive a referto il massimo vantaggio +9 (30-21) e il raddoppio su Cadoni regala un altro possesso che Vicenza capitalizza con Jakovina per il margine in doppia cifra (32-21, 8′). Adesso la squadra di Corno – che si agita non poco a dispetto del piede ingabbiato – è concentrata nella fase difensiva, tiene gli uno contro uno e le rotazioni sono puntuali: altro recupero e Pieropan vola a depositare il 34-23 con 23″ ancora sul cronometro. Finisce col ferro che respinge il tiro di Pegoraro e VelcoFin che guadagna il riposo con dieci lunghezze da amministrare, Jakovina a quota 16 e miglior bilancio tra perse e recuperate.

3° periodo – L’infrazione di 24″ bolognese e lo sfondamento di Pegoraro aprono la terza frazione, con la zona 2-3 Matteiplast che recupera su Madonna e Franceschelli che scrive il 4° personale (34-26, 2′) in penetrazione. VelcoFin ha lasciato qualcosa nello spogliatoio: 3° fallo di Nico e due personali per Cadoni, grazie all’invenzione targata D’Alie: time-out casa, poi l’ala ospite fa 2/2 e completa lo 0-6 esterno (34-30, 3′), che diventa 34-32 (0-8) quando D’Alie lascia sul posto Madonna. Risponde Pieropan dai 6.75 (37-32) ringraziando il tabellone, dalla linea della carità D’Alie per il 37-34 ma Bologna deve fare i conti col 3° di Cadoni che Nicolodi trasforma nel 2/2 del +5 (39-34). VelcoFin fatica contro difesa schierata, Diodati toglie per un attimo le castagne dal fuoco, ma ancora due magie di D’Alie, allo scadere dei 24″, trascina le viaggianti prima al -3 (41-38) e poi al -1 (41-40) grazie a recupero e contropiede. Il sorpasso ha nome e cognome: Chiara Mini, trepunti e 41-43 a 3’05” dall’ultimo miniriposo. Poi Tava punisce una Velcofin disorientata (41-45) che Jakovina prova a svegliare dall’angolo, prima che Nannucci recapiti la tripla del 44-48 (9′). Alla faccia dell’autogestione forzata, Bologna è viva più che mai, la terza sirena saluta il missile di Pegoraro che si spegne sul ferro lontano, certificando il +4 esterno e un preoccupante parziale di 12-26.

4° periodo – Madonna resta a sedere dopo lo 0/5 dal campo e una rivedibile prestazione difensiva, ancora Nannucci dall’arco allo scadere dei 24″ (46-53, 2′), la 2-3 ospite è mobilissima e VelcoFin attacca da ferma e non segna più. Corno rispolvera Madonna, le sue mani educate e il talento offensivo servono come il pane: Pegoraro infila il punto 48 con un tiro aperto frontale, Jakovina (22) scrive -3 e Tassinari +6 con la tripla dall’angolo (50-56, 5′). Adesso Mini toglie l’aria al play di casa nella uomo che si alterna alla zona, ma Pego ha carattere e corregge la propria soluzione (52-56, 6′): Matteiplast a +6 con D’Alie in penetrazione, VelcoFin è smarrita e non costruisce soluzioni. Pan e Corno spendono l’ultimo minuto a meno di 3′ dalla fine, triplone di Pegoraro (55-58) e sospensione ospite con 2’15” da giocare. Ecco Tava (55-60, 7’59”) da sotto, risponde Pieropan 57-60, 1’40”, rimbalzo Ferri sull’errore da 3 di Tava e Pieropan guadagna due liberi (1/2, 58-60, 1’07”). Sbaglia Cadoni da sotto e Jakovina guadagna due liberi sul 3° di Tava: 2/2, 60 pari a 34″ dalla sirena e ultimo timeout ospite con il PalaGoldoni in fermento. Vicenza ha due falli da spendere, il primo lo usa Madonna che abbandona la contesa per raggiunto limite, ma il fattaccio accade sulla rimessa: fallo (antisportivo) di Pieropan con palla “morta”, 1/2 di Mini e 60-61, possesso Matteiplast e fallo di Ferri con 15″ da giocare: 1/2 D’Alie e 60-62. Le speranze di casa muoiono un attimo dopo: infrazione di doppio palleggio di Ferri e Bologna impazzisce in mezzo al campo. Prima, con merito: se la vedrà con S. Martino.

VelcoFin e Matteiplast, quaranta minuti per incoronare la regina

Non è la “madre” di tutte le partite, ma una che conta, assolutamente sì. E molto. Perché nell’ultima della stagione regolare Vicenza e Bologna si contendono quel primo posto nel girone che vale il miglior piazzamento e conseguente vantaggio campo nella griglia play-off. E poi, in casa VelcoFin, certo non manca il desiderio di riscattare quel naufragio dell’andata (70-52) che sollevò più di un interrogativo nelle menti e nei cuori biancorossi: ai quali, evidentemente e alla faccia degli infortuni, Aldo Corno – fresco d’intervento al tendine d’Achille – e le sue ragazze hanno dato risposte concrete, se è vero che, compiuto il giro di boa, Ferri &C. hanno costruito un percorso virtuoso che vorrebbero allungare ben oltre la gara odierna.

Diverso, invece, il cammino di una Matteiplast che, dopo il roboante successo sulle venete, ha trovato semaforo rosso a Ferrara (55-52), Villafranca (64-51) e Civitanova (59-50) nel recupero figlio della partecipazione alla Coppa Italia: e, una volta svuotata l’infermeria, le felsinee hanno comunque faticato a sbrigare la pratica Marghera (55-52), giusto qualche giorno prima della chiamata al PalaGoldoni. Matteiplast non al meglio delle condizione? Difficile dirlo. E’ un dato di fatto che l’assenza di Tava – ormai avviata al completo recupero, visti i 20′ in campo con i Giants – e le problematiche fisiche di altre giocatrici abbiano inciso non poco nel sistema di gioco bolognese. Ed è altrettanto indiscutibile che la perdurante assenza di Stoppa – tralasciando il recupero di Zanetti e della 2000 Cappozzo – costringerà Vicenza a rotazioni obbligate e ad applicare difese sempre più tattiche. Aggiungendo interesse ad una partita che, di per sé, si annuncia quanto mai intensa e coinvolgente tanto nella componente agonistica, quanto in quella tecnica.

“Dovremo essere bravi a contenere il loro penetra e scarica – argomenta Alberto Pan, head coach a Viterbo e, probabilmente, anche con Bologna – e a sfruttare le caratteristiche delle nostre lunghe per costruire soluzioni vicino a canestro. Ci sarà da combattere, ma le armi non ci fanno difetto”.

L’appuntamento, insomma, è di quelli da non mancare, dato che ad entrambe le contendenti servono i due punti per conquistare la vetta della graduatoria: Matteiplast potrebbe così raggiungerebbe VelcoFin per superarla grazie allo scontro diretto a favore, Vicenza consoliderebbe il primato, aggiudicandosi il diritto a battersi con S. Martino, da tempo padrone dell’ottavo posto, ultimo utile per l’accesso all’appendice di stagione. La seconda classificata, invece, dovrà vedersela con Villafranca, gli altri responsi – terza piazza di Ferrara a parte – arriveranno alla sirena finale degli incontri che ancora restano in agenda.

I quaranta minuti tra VelcoFin e Matteiplast andranno in scena domani, alle 20.30 e sul legno dell’inviolato PalaGoldoni: dirigeranno Francesco Praticò di Reggio Calabria e Denny Lillo di Brindisi.

Serie B: Baltur Cento – Tramarossa Vicenza 70-58

Cento: Pignatti 18 (8/14, 1/3), Chiera 5 (2/5, 1/3), Benfatto 17 (6/11), D’Alessandro 6 (2/4, 2/3), Sabbatino 5 (2/4, 0/1); Caroldi 9 (3/4, 1/2), Brighi 0 (0/4, 0/1), Botteghi 6 (3/4), Bedetti 4 (2/5), Bravi.
Vicenza: Campiello A. 4 (2/8, 0/1), Demartini 22 (8/15, 2/5), Montanari 8 (3/6, 1/1), Boaro 4 (1/8, 0/3), Campiello U. 9 (3/11, 0/2); Ianes 3 (1/3), Rizzetto 5 (2/8, 1/4), Vai 3 (1/3 da tre), Basso 0 (0/2, 0/1), Oboe.
Note. Cento: 28/55 al tiro, 5/13 da tre, 9/17 ai liberi. Rimbalzi 39 (Pignatti 8): 31 dif. + 8 off. Assist 23 (Chiera 7), palle rubate 3 (Chiera 2), stoppate 3 (tre giocatori), palle perse 17 (tre giocatori 3). Falli 18. Vicenza: 21/64 al tiro, 5/20 da tre, 11/19 ai liberi. Rimbalzi 29 (Boaro e Campiello U. 5): 20 dif. + 9 off. Assist 6 (Campiello U. 2), palle rubate 6 (Campiello A. e Demartini 2), stoppata 1 (Boaro), palle perse 10 (Demartini e Vai 2). Falli 15.

Vicenza esce sconfitta a Cento contro la Baltur: il tabellino alla fine recita 70-58, in una sfida in cui la difesa dei padroni di casa è stata l’arma decisiva per chiudere la contesa; Vicenza tira malino, ma cerca per tutta la partita di tenere la scia degli emiliani, anche se alla fine lo sforzo profuso non basta. Trascinatore biancorosso Demartini con 22 punti.

L’avvio è tutto per Cento che con un Benfatto catalizzatore di falli e una tripla di D’Alessandro in 5′ si porta subito sul +11 (13-2). Vicenza piano piano però si ritrova e si riporta più vicina nel punteggio, grazie ai canestri di Montanari e Demartini. A fine primo quarto il punteggio è 22-17 per i padroni di casa, ma Vicenza è in partita.

Nel secondo periodo, le giocate offensive di Bedetti e Pignatti mettono in difficoltà i biancorossi, che pur provando a contenere la forza dei padroni di casa non riescono a trovare spesso il fondo della retina: Cento allora insiste e a metà della seconda frazione il vantaggio della Baltur è di nuovo in doppia cifra (35-23). Vicenza tenta di rientrare ancora una volta: Demartini attacca spesso il canestro e trova molti punti importanti, ma Cento, pur soffrendo in fase di possesso (Vicenza perde appena 10 palloni contro i 17 della squadra di casa), non concede mai spazio ai nostri.

Il vantaggio fa l’elastico per tutta la durata della partita, restando però sempre in doppia cifra: due canestri consecutivi di Benfatto portano Cento fino a +18 nel corso del terzo periodo (50-32 a 5′ dalla fine del quarto), poi subito dopo Vicenza prova la rimonta e infila il miglior parziale della partita, un 9-0 che dimezza lo svantaggio e rimette le due squadre ad una distanza in singola cifra. A questo punto però, Cento ricomincia a macinare in attacco: la Tramarossa ne tiene comunque il passo, ma non torna mai più vicina di 10 punti. Finisce 70-58: una risultato che premia i padroni di casa, ma che non deve abbattere Vicenza. I play-out sono ormai cosa certa, ci sono due partite per arrivarci con il miglior piazzamento possibile. Quindi, sotto con Crema: sabato sera, al PalaGoldoni, contro i cremaschi sarà battaglia.

Aldo Corno, intervento perfettamente riuscito

E’ perfettamente riuscito l’intervento chirurgico, al quale si è sottoposto coach Aldo Corno, per la rafia tendineo-muscolare in seguito al distacco del tendine d’Achille. Operato questa mattina dal Dr. Walter Deanesi, ortopedico di fiducia del sodalizio biancorosso, alla Clinica Villa Berica di Vicenza, Corno verrà dimesso domani mattina dopo i controlli di rito: e in serata potrà anche sedere in panchina per guidare la sua VelcoFin nella sfida con Bologna che vale il primato nel girone. Infortunatosi Venerdì sera alla vigilia della trasferta a Viterbo, il timoniere romano dovrà sobbarcarsi almeno trenta giorni di gesso, prima di iniziare la rieducazione vera e propria.

Buone notizie anche per Valentina Stoppa, operata lo scorso 24 Marzo per ridurre la frattura pluriframmentaria al dito mignolo della mano sinistra. Il processo di guarigione procede celermente e, oggi, all’atleta è stata rimossa la stecca e consegnato un protocollo di esercizi da eseguire per riprendere con cura la funzionalità dell’arto.

L’A.S. Vicenza VelcoFin ringrazia il Dr. Walter Deanesi, il Direttore Sanitario e il personale della Clinica Villa Berica di Vicenza per la grande disponibilità, sensibilità e professionalità dimostrate.

DEFENSOR VITERBO – VELCOFIN VICENZA 29-75

DEFENSOR: Puggioni 5 (1/4, 1/5), Maroglio 5 (1/2, 1/1), Boccalato (0/1 da 3), Orchi 7 (2/5, 1/2), Raiola 2 (1/1, 0/1), Riccobono (0/2, 0/2), Ciavarella 2 (1/1), Romagnoli 4 (2/5, 0/7), Cutrupi (0/6), Ottaviani (0/2), Stoichkova 4 (1/4, 0/1). All. C. Scaramuccia

VELCOFIN: Diodati 9 (2/5, 1/3), Pegoraro 8 (2/3, 1/2), Madonna 6 (0/2, 2/8), Caldaro 15 (5/5), Jakovina 4 (2/4, 0/1), Nicolodi 11 (3/4), Ferri 4 (1/3), Pieropan 18 (5/7, 2/5). Zanetti e Cappozzo ne. All. A. Pan

ARBITRI: F. Servillo di Perugia e A. Giansante di Siena.

NOTE: nessuna uscita per cinque falli. Tiri da 2: Defensor 9/27, VelcoFin 20/33. Tiri da 3: Defensor 3/20, VelcoFin 6/19. Tiri liberi: Defensor 2/2, VelcoFin 17/26. Rimbalzi (O+D): Defensor 28 (8+20, Cutrupi 8), VelcoFin 47 (10+37, Nicolodi 11). Pe-Re: Defensor (29-24), VelcoFin (24-29). Assist: Defensor 5, VelcoFin 14.

Parziali: 7-21; 9-23 (16-44); 6-19 (22-63); 7-12 (29-75).

VITERBO – Attenzione in difesa, coinvolgimento di tutte le otto atlete disponibili, circolazione di palla e distribuzione dei tiri in attacco bastano e avanzano a Vicenza per espugnare il PalaMalé e dedicare il successo a coach Aldo Corno costretto al riposo forzato causa la rottura del tendine d’Achille destro. Proprio dove ebbe inizio l’importante carriera del timoniere romano, le biancorosse giocano una gara di assoluta sostanza, allungando l’immacolata striscia vincente del ritorno e demandando all’ultimo appuntamento della stagione regolare la sfida che vale la leadership del girone. Bologna permettendo, naturalmente, dato che la non facile vittoria su Marghera conferma la Matteiplast al secondo posto della graduatoria, attribuendole il ruolo di legittima pretendente al trono.

Caldaro e Nicolodi ascrivono i primi punti a referto a favore di una VelcoFin concentrata sin dalla contesa iniziale e l’infortunio a Ciavarella, dopo due giri di lancette, certo non aiuta la giovane compagine di casa, in grande difficoltà nell’attaccare il pitturato – due soli liberi nell’arco dei 40′ – e costretta ad affidarsi alle soluzioni dal perimetro senza apprezzabili risultati. A metà della prima frazione l’ispirata Caldaro ripaga la fiducia di coach Alberto Pan – in tribuna – firmando il 4-9 esterno col quinto sigillo personale, prima che Pegoraro recapiti la tripla del 4-12 e Vicenza voli al +14 del 10′, con la sola Orchi a tentare, con un tracciante dall’arco, di trascinare le “formiche” dentro alla partita.

Il secondo periodo saluta i cinque punti consecutivi di Pieropan che valgono il 7-26 e certificano l’allungo delle viaggianti: che cresce a vista d’occhio quando si avvicina l’intervallo lungo, grazie alla cinquina tutta di Diodati che segue la tripla di Madonna, il secondo canestro di Jakovina e l’undicesimo punto di Pieropan.

Il monologo biancorosso continua anche nel terzo tempino, nel quale Nicolodi (4 di fila) e Madonna dai 6.75 costruiscono il 20-55 che, di fatto, chiude la partita. Ferri &C. imboccano la strada di casa con cuori e menti già proiettati alla “madre di tutte le partite”, Viterbo – raggiunto da Stabia e Pordenone – dovrà cercare e trovare a Civitanova i due punti che valgono la salvezza diretta.

Preview Cento – Vicenza

Dopo la vittoria interna contro Milano, la Tramarossa Vicenza si trova impegnata nella difficile trasferta in terra emiliana contro la Baltur cento. All’andata, i biancorossi vennero distrutti dalla Baltur con il punteggio di 117-54. bisogna rivendicare la sconfitta dello scorso dicembre.

La Baltur è una società con radici antiche: fondata nel 1964 con il nome di Benedetto XIV Cento, ha vissuto il suo miglior momento tra gli anni ’90 e il 2006 in cui si è affermata come una delle realtà più importanti della B1. Rifondata nel 2011 sotto sponsor Tramec, Cento ha centrato immediatamente la promozione in serie B, per poi tentare l’assalto all’A2 in tutte le stagioni, fallendo sempre però l’obiettivo ai play-off; l’anno scorso la Baltur è andata ad un passo dall’obiettivo, perdendo in quattro partite il confronto contro Forlì in finale play-off.

Anche quest’anno Cento sta lottando per i play-off e al momento è al quarto posto, dopo aver perso lo scontro diretto per la terza piazza contro Piacenza la settimana scorsa. Cento ha il secondo attacco del campionato con 76 punti segnati a partita (solo Piacenza ha fatto meglio): a rendere offensivamente Cento una squadra pericolosissima è il tiro pesante, perché la Baltur è la squadra che tira meglio da tre di tutto il girone con il 37% oltre l’arco. A questo, si aggiunge che Cento è la miglior squadra del campionato a rimbalzo con quasi 40 rimbalzi, è terza per assist (16 ppp) e terza in minor numero di palle perse (14 ad incontro). In difesa la Benedetto XIV conferma il suo status di squadra d’èlite del campionato: 66 punti subiti a partita, 44% e 32% concessi rispettivamente da due e da tre, appena 33 rimbalzi lasciati agli avversari ad ogni incontro.

Cento fa del gioco di squadra la sua forza: ben sette giocatori hanno una media punti sopra i 10 a partita; tra questi figura Sebastian Vico, acquisto di febbraio che però si è lesionato il legamento collaterale e ha già concluso la stagione. Il miglior marcatore della squadra è quindi il play/guardia Adrian Chiera: quasi 12 punti a partita e percentuali altissime per il classe ’94, che vanta un 57% da due e un 38% da tre. Suo partner in crime nel backcourt è Luca Bedetti: guardia, all’andata realizzò la miglior prestazione della sua stagione con 24 punti; tira con il 58% da due ed è un giocatore discreto anche a rimbalzo (più di 4 a partita). A loro si aggiunge l’esperto Caroldi, giocatore da quasi 10 punti ad incontro e un ottimo 39% da tre; è il miglior assistman della squadra con quasi 4 assist a partita. Nel reparto lunghi ci sono altri giocatori di livello: il centro Benfatto, giocatore da 10 punti e 7 rimbalzi ad incontro e che ha realizzato pure due doppie doppie in stagione; l’ala Pignatti, giocatore devastante da tre (39%) e anche lui spesso capace di doppie doppie in stagione (cinque in campionato). A completare i ranghi ci pensano giocatori di ottimo livello come Andreaus, Brighi, Sabbatin e D’Alessandro, che completano una rosa profonda che può tranquillamente alternare otto giocatori tutti con ottime capacità realizzative.

Sarà un match difficile, ma la Tramarossa Vicenza deve provare a vincere per ottenere il miglior piazzamento possibile ai play-out, già certi per matematica. La Baltur è un’avversaria tosta, ma i biancorossi lotteranno fino alla morte per portare a casa i due punti. Comunque vada, sempre forza Vicenza.

Meccanica Nova Vigarano – Famila Wuber Schio 56 – 81 (12-20, 24-42, 42-62)
MECCANICA NOVA VIGARANO: Ferraro R. (0/1), Littles L. NE , Rosier J. 3 (1/3), Ciarciaglini S. NE , Tridello B. (0/1), Reggiani E. 10 (2/3, 2/3), Crudo S. NE , Cigliani I. 2 (1/2, 0/4), Vian G. 5 (1/4, 1/2), Aleksandravicius S. 18 (8/20, 0/1), Orrange A. 18 (5/13, 1/3), All. Andreoli Luca
FAMILA WUBER SCHIO: Yacoubou I. 14 (7/14), Howard N. 17 (6/16, 0/1), Bestagno M. 2 (1/7), Gatti G. (0/6, 0/2), Tagliamento M. 19 (2/3, 5/8), Anderson J. 9 (0/1, 3/4), Masciadri R. (0/1), Zandalasini C. 7 (2/4, 1/2), Sottana G. 2 (1/6, 0/4), Ress K. 11 (5/7), All. Procaccini Mauro
ARBITRI:Marco Catani, Fabio Ferretti, Valentina Del Monaco
NOTE:  Meccanica Nova Vigarano tiri da due 17/43 (39,5%), tiri da tre 5/17 (29,4%), tiri liberi 7/10 (70%), rimbalzi dif. 29, off 7, palle perse 14, rec. 9. Famila Wuber Schio tiri da due 24/64 (37,5%), tiri da tre 9/22 (40,9%), tiri liberi 6/8 (75%), rimbalzi dif. 33, off 26, palle perse 9, rec. 15.

Coach Procaccini applica una rotazione quasi scientifica per distribuire bene i minuti sulle gambe; positiva anche la seconda verifica sulle condizioni di Yacoubu che piazza 14 punti in 21 minuti mentre MVP dell’incontro è Tagliamento che trova 19 punti in 20 minuti con il 62,5% di realizzazione dai 6,75.

Le scledensi, dunque, espugnano il campo di Vigarano tenendo sempre a distanza le padrone di casa condotte dalle solite Orrange e Aleksandravicius e accedono alle semifinali in attesa di sapere chi sarà l’avversario tra Ragusa e San Martino.

VelcoFin a Viterbo per difendere il primato

Prima. E in beata, quanto attesa, solitudine. La sconfitta rimediata da Bologna nel recupero di Civitanova assegna a Vicenza la leadership assoluta – ma temporanea – del Girone B, quando mancano ancora due giornate all’epilogo della stagione regolare. Poi toccherà ai play-off, con le squadre vincenti i Quarti di Finale di ciascun gruppo chiamate a battersi – in Semifinale – ad incrocio (A vs B) per decretare le quattro finaliste, dalle quali usciranno le due contendenti allo spareggio promozione.

Un passo indietro. VelcoFin in vetta alla graduatoria, dunque, ma non certa del trono, visto che l’agenda prevede ancora ottanta minuti di battaglie sportive: già, perché ipotizzando un successo della Matteiplast a spese di Marghera e analogo risultato delle biancorosse a Viterbo, sarà l’ultimo atto ad incoronare la regina e a consegnarle il vantaggio campo nell’appendice di stagione. La ricetta? Una sola: vincere entrambe le partite.

Facile a dirsi, un pochino meno a farsi. Perché prima di arrivare alla sfida del 12 Aprile sul legno amico, Ferri &C. dovranno sbrigare la pratica di una Defensor ancora alla ricerca dei due punti – scivolati di mano a Palermo (59-56) nell’ultimo turno – che le varrebbero la salvezza diretta, regalando al quartetto Stabia-Pordenone-Palermo-Salerno la roulette russa dei play-out. Considerato, poi, che il sipario calerà con le “formiche” in trasferta nelle Marche, la squadra di coach Carlo Scaramuccia vorrà giocarsi ogni carta utile nella “ghiacciaia” di casa propria. Come accaduto prima del giro di boa, nel ritorno le laziali hanno collezionato tre risultati utili – a Castellamare (60-61), con Pordenone (60-46) e a Salerno (56-68) – raggiungendo un totale di dodici punti non ancora sufficienti ad evitare l’aggancio delle inseguitrici. Se, da una parte, Ciavarella &C. possono contare sul vantaggio negli scontri diretti con Stabia e Carpedil (2-0), Sistema Rosa (1-1, ma +1 differenza canestri), la Maddalena Vision – a quota 10 con campane e venete – potrebbe davvero crear loro seri problemi, in virtù del doppio successo nella bacheca delle siciliane. E a metà della prossima settimana, nell’impianto di Città Alta, Viterbo potrebbe trovare una Fe.Ba. non del tutto appagata dalla qualificazione all’appendice di stagione, anche se la squadra di Alberto Matassini difficilmente potrà migliorare l’attuale sesta posizione, dato che paga dazio ad Udine (0-2) e si trova a braccetto (1-1, stesso quoziente canestri) con Marghera, a sua volta in vantaggio (2-0) rispetto al team di Valdi Medeot.

Insomma, se la Defensor sarà artefice del proprio destino, lo sarà anche VelcoFin: nella Città dei Papi, delle Terme e anche – proprio nel fine settimana in arrivo – di un raduno d’auto d’epoca destinato a calamitare un gran numero di appassionati, le biancorosse proveranno a dare sostanza all’imbattibilità del ritorno. Proprio a Viterbo, nella Tuscia, dove più di qualche anno fa prese il via il lungo e fortunato percorso in panchina di coach Aldo Corno, poi approdato a Vicenza per inaugurare un fantastico ciclo vincente: senza dimenticare che, sotto i Monti Cimini, guidò l’allora Fiorella alla conquista della Coppa Campioni, la prima della sua gestione, a spese del Daugawa Riga. Altri tempi, altre storie. Quella che più interessa inizierà domani (Sabato) alle 19 tra le mura del PalaMalé, arbitri Federica Servillo di Perugia e Alberto Giansante di Siena.

Tramarossa Vicenza – Hikkaduwa Milano 80-72

Parziali: 21-15, 16-20 (37-35); 22-16 (59-51), 21-21

Vicenza: Boaro 16 (6/10, 2/5), Demartini 12 (5/11, 1/2), Montanari 2 (1/3, 0/2), Campiello U. 7 (3/6, 0/1), Campiello A. 13 (4/7, 0/1); Vai 6 (2/4 da tre), Oboe 8 (3/3, 2/2), Rizzetto 6 (2/5, 1/2), Ianes 0 (0/1), Basso 10 (4/7, 0/3).
Milano: Motta 9 (3/8, 1/5), Laganà 3 (1/2), Paleari 10 (2/8), Bartoli 9 (4/11, 1/5), Tortù 10 (3/7, 1/2); Ferrarese 19 (5/9, 4/7), Restelli 0 (0/1), Ghiacci 5 (2/6, 1/1), Ingrosso 7 (2/4, 1/2).
Note. Vicenza: Tiri dal campo 30/57, 8/22 da tre, 12/17 ai liberi. Rimbalzi 33 (Campiello A. 10): 26 dif. + 7 off. Assist 17 (Boaro 5), palle rubate 10 (Campiello A. 4), stoppate 3 (tre giocatori), palle perse 16 (Boaro e Basso 3). Falli 20
Milano: 22/56 dal campo, 9/23 da tre, 19/22 ai liberi. Rimbalzi 31 (Tortù 9): 22 dif. + 9 off. Assist 12 (Ferrarese 4), palle rubate 10 (Tortù 3), stoppate 1 (Paleari), palle perse 15 (Tortù 4). Falli 18

Vittoria fondamentale nella corsa salvezza per la Tramarossa Vicenza: i ragazzi di Silvestrucci dopo tre sconfitte consecutive tornano alla vittoria, piegando l’Urania Milano, squadra impegnata nella lotta per i play-off. Ottimo sforzo di squadra, con Vicenza che vince la battaglia a rimbalzo (33-31) e tira bene dal campo (53% complessivo con 63% da due e 36% da tre). Top scorer biancorosso Boaro con 16 punti, mentre Andrea Campiello chiude in doppia doppia (13+10); non basta agli ospiti l’ottima prestazione di Ferrarese, che chiude con 19 punti. Francobollato lo spauracchio Paleari, che chiude con 10 punti ma un pessimo 2/8 dal campo.

Vicenza parte subito con il piglio giusto: Andrea Campiello segna il primo tiro della contesa e si capisce che per il 32 biancorosso sarà una buona giornata. Le due squadre si combattono punto a punto fino a quando l’Hikkaduwa non impatta ad 11 con una tripla di Tortù. A questo punto Vicenza ha una fiammata: le triple di Demartini e di un ottimo Oboe (8 punti con 3/3 al tiro per il classe 2000, miglior prestazione stagionale) danno il via ad un parziale di 8-0 che consente alla Tramarossa di andare al primo riposo avanti di sei lunghezze.

Nella seconda frazione, una tripla di Boaro in apertura allarga subito il distacco fino a 9; Milano cerca di rientrare ed è Ingrosso a prendere per mano la squadra nel tentativo di riacciuffare Vicenza. Le due squadre fanno l’elastico fino al 32-25 per i biancorossi: a questo punto l’Urania rientra, con un 7-0 che rimette il punteggio in parità. Prima della pausa lunga però, una tripla di Vai e un canestro di Boaro rimettono Vicenza avanti, anche se con un margine minimo rispetto ai primi 10′.

In avvio di quarto periodo, due bombe in rapida successione di Ferrarese e Ghiacci fanno mettere a MIlano il naso avanti, ma quando gli ospiti sembrano poter rendere la sfida difficile Vicenza reagisce e con un parziale di 9-0 ispirato da 5 punti del solito Boaro rispedisce Milano fino a -8 (50-42) a metà quarto. In avvio di  ultima frazione una bomba di Vai dà a Vicenza il massimo vantaggio (64-53 dopo appena 1′), ma è il preludio al miglior parziale degli ospiti: le triple di Bartoli e Motta fanno tornare l’Urania sul collo della Tramarossa fino a -3, quindi a metà del quarto periodo due liberi di Ingrosso firmano la parità a quota 66. Sono Campiello e Basso a questo punto a trovare i canestri che permettono a Vicenza di riprendere la leadership che non verrà più abbandonata: Milano dalla distanza tira male e dentro l’area la difesa ruvida biancorossa rende difficile per gli ospiti recuperare. Nel finale l’Urania perde un po’ la testa, con un paio di falli tecnici fischiati a Motta e all’allenatore Eliantonio; Vicenza controlla e alla fine può gioire, visto che torna al successo in casa per la prima volta da gennaio.

Adesso, mancano tre partite alla fine della stagione regolare; la classifica non permette certo di rilassarsi, per arrivare alla salvezza bisognerà giocare alla morte tutte le partite a cominciare da domenica prossima, quando Vicenza sarà impegnata sul parquet di Cento. All’andata gli emiliani umiliarono i biancorossi con un pesantissimo 54-117: bisognerà andare a prendersi la rivincita.

Rittmeyer Marghera – Velcofin Vicenza 58-73

RITTMEYER: Rosset 16, Zavalloni 2, Iannucci 10, Toffolo 8, Fabris, Castria 3, Salmaso, Cecili 12, Biancat Marchet, Baldi 5, Fiorin 2, Trevisanato ne. All. F. Iurlaro

VELCOFIN: Diodati 3, Pegoraro 11, Madonna 15, Caldaro, Jakovina 16, Nicolodi 15, Ferri 4, Pilatone, Pieropan 9, Zanetti ne. All. A. Corno

ARBITRI: D. Lucarella di Leporano (TA) e C. Schena di Castellana Grotte (BA)

NOTE: nessuna uscita per cinque falli. Tiri liberi: Rittmeyer 4/7, VelcoFin 8/11. Parziali: 18-22; 15-15 (33-37); 13-17 (46-54); 12-19 (58-73).

MARGHERA – Il successo di Ferrara a Villafranca costringe i Giants a cercare punti immediati nella corsa alla terza posizione della griglia play-off: e meglio in casa, tra le mura amiche della Stefani, piuttosto che demandare ogni aspettativa alla trasferta di Bologna, magari approfittando anche di un calendario che, all’undicesima di ritorno, chiama Udine al riposo forzato. Senza dimenticare che, dopo quasi due mesi, le veneziane ritrovano Carla Fabris, finalmente in campo dopo aver completato il recupero della frattura al dito mignolo della mano destra. Guarda caso lo stesso che, ad arti invertiti, costringe la vicentina Stoppa al ruolo di spettatore non pagante. L’altra faccia della medaglia è quella VelcoFin, intenta a continuare il percorso netto inaugurato nel ritorno con l’obbiettivo di giocarsi il primato con la Matteiplast nell’ultimo capitolo della stagione regolare. Sempre che le biancorosse siano in grado di allungare la striscia vincente già in laguna e Bologna sappia fare altrettanto, inserendo, tra la sfida con il Rittmeyer e quella del PalaGoldoni, il recupero con Civitanova.

1° periodo – Bastano una manciata di secondi a Iannucci per griffare il primo canestro dal mezzo angolo ed altrettanto immediata è la risposta di Nicolodi. Il primo allungo è di Rosset dopo 2’05 con la tripla dell’8-4, due liberi di Nico dopo il canestro di Pegoraro ristabiliscono l’equilibrio (8-8) in chiusura del 3′ e prima che Jakovina lo spezzi regalando il primo vantaggio esterno (8-10) ad inizio 4′. Dentro Pieropan per Ferri in casa Vicenza ed è suo il no look che propizia l’11-12 di Jakovina e spinge Iurlaro al time-out con 4’35 sul cronometro. Ancora la slovena per l’11-14 del 7′, la zona pari Rittmeyer crea qualche grattacapo se VelcoFin non riesce ad sfruttare la transizione. E’ di Iannucci il 15-16 a 2′ scarsi dal primo miniriposo e Corno chiama le sue a raccolta causa i troppi rimbalzi offensivi concessi. La tripla di Madonna in uscita dal minuto scrive 15-19, quella di Pieropan a 44′ dalla sirena apre la forbice (+7, 15-22). L’ultimo possesso è dei Giants complice un “passi” di Nicolodi e Cecili ringrazia: soluzione dall’arco e 18-22.

2° periodo – La circolazione di palla biancorossa produce due tiri fuori ritmo contro la 2-3, il quarto, in uscita dalla rimessa e dopo il fallo subito da Pegoraro, vale il 18-24 di Pieropan. Rittmeyer fortifica la linea difensiva con capitan Fabris accanto a Baldi, Pegoraro-Jakovina e Nicolodi da sotto uguale 18-26: il play rodigino detta i ritmi, Marghera è un po’ disattenta nei passaggi d’uscita e Pieropan, di furbizia, guadagna la lunetta: 1/2 e 20-29 a 6’32” dall’intervallo lungo. Pochi secondi ancora e arriva la doppia cifra di vantaggio grazie al 20-31 di Nicolodi che forza il “minuto” biancazzurro, dal quale Marghera esce col tiro frontale aperto – e sbagliato – di Rosset. Sul legno c’è Diodati per Madonna, mentre Rosset e Iannucci rompono il digiuno confezionando un minibreak di 4-0 (24-32, 6’58”) che la panchina viaggiante bocca con la subitanea sospensione. Box and one Giants con Castria che vuole escludere dal gioco Pegoraro: Diodati sola in angolo detta il passaggio ed ecco la tripla del 26-35 (9′), risponde Rosset con taglio dal gomito (30-35), poi Nicolodi (30-37, 17″): chiude Castria col tracciante del 33-37 al quale aggiunge l’errore dalla linea sull’inopinato fallo di Pieropan. La sintesi? Giants pienamente dentro alla partita, nonostante Vicenza sia preferibile a rimbalzo (23-15) e più attenta nella gestione dei possessi (+5 perse-recuperate).

3° periodo – Subito Rosset contro zona (35-37), replica Pegoraro con l’arresto e tiro nel pitturato, Castria toglie l’aria al play rodigino, ma Ferri respinge il possibile aggancio col 37-41, che diventa +6 esterno (37-43) grazie al jump di Jakovina in transizione e 8′ scarsi da giocare. Zavalloni firma il 41-45 punendo la zona adattata VelcoFin, ancora Ferri ristabilisce la distanza (+6) al 5′, Iurlaro ruota quasi tutte le giocatrici e anche le difese tattiche a disposizione. Caldaro rileva Ferri nelle fila beriche, la regia di Pegoraro è lucida e sa mettere in ritmo Jakovina (42-49, 6′), Marghera sceglie la zona e Vicenza inciampa in una dubbia infrazione di 24″. Sotto canestro è battaglia vera che Nicolodi capitalizza solo a metà (1/2 e 42-50, 1’56” all’ultimo miniriposo), prima di scivolare in un blocco irregolare: ma la situazione falli VelcoFin è ben distribuita. La mano educata di Madonna (46-54) rimanda ogni decisione all’ultima frazione.

4° periodo – Servono 41″ a Madonna per frustare la retina (46-57), riguadagnare la doppia cifra di vantaggio e consigliare la sospensione di casa: l’indomita Rosset prova a ricucire punendo una “uomo” che pagherà dividendi importanti, il missile di Pieropan vale il +12 al 2′ (48-60), di Nicolodi – da Pegoraro – è il 48-62 (3′), prima che Cecili spari la tripla del -11. Nel pitturato Nicolodi e Jakovina fanno la voce grossa: 51-66 e ultimo time-out di coach Iurlaro quando mancano 5’31” ai saluti. Peccato che Pieropan reagisca male ad un presunto contatto non fischiato: antisportivo – Rosset fa 1/2 (52-66) – ma il possesso finisce nelle reattive mani di Madonna che mette in cassaforte canestro e personale aggiuntivo (52-69 al 6′). VelcoFin è in controllo e si permette di buttare alle ortiche due palloni di fila, il cronometro è tutto a favore delle biancorosse, Jakovina scrive 54-73 e c’è il tempo per l’esordio di Anna Pilatone: 50″, poco più, ma il sorriso sul suo volto dice che valgono oro.

VelcoFin spiega le vele verso Marghera. Ferri: “Il Rittmeyer non è solo Iannucci-Rosset”

La terzultima giornata della stagione regolare impone a Vicenza il confronto con un altro vicino di casa, quel Marghera che, a quota 30 in graduatoria, sgomita con Udine e Ferrara per assicurarsi la terza posizione – e il privilegio dell’eventuale “bella” casalinga nei quarti – in vista dell’appendice di stagione. Percorso ancora da perfezionare, considerato che al doppio vantaggio con le friulane il Rittmeyer contrappone lo 0-2 nei confronti della B.Ethic che, a sua volta, cede alla Delser il quoziente canestri nella sfida incrociata. Ecco, allora, che il derby con le biancorosse potrebbe incarnare un vero e proprio crocevia delle ambizioni veneziane, a maggior ragione se ai Giants riuscisse di fermare la corsa VelcoFin abbinando un contemporaneo passo falso delle estensi sul legno di Villafranca. Vada come vada, il team di Aldo Corno dovrà riservare grande attenzione all’impegno tra le mura della “Stefani”, dove il Rittmeyer vorrà riannodare il filo di un “ritorno” entusiasmante – sette successi consecutivi dopo il giro di boa – spezzato dalle sconfitte rimediate con Ferrara e Palermo, la seconda a dir poco inattesa e giunta al termine di una gara che le lagunari hanno gettato alle ortiche. Ancora una volta la giovane pattuglia ben orchestrata da Francesco Iurlaro farà affidamento sulle doti balistiche di Federica Iannucci e Macarena Rosset – prima e terza realizzatrice del girone – atlete che calamitano – e anche sprecano, visto che occupano la stessa posizione alla voce “perse” – il maggior numero di possessi in un sistema di gioco che produce 66 punti di media a partita, con migliori risultati nel tiro da due punti (45.5%) rispetto alle meno produttive soluzioni dall’arco (28.7%). Distanza che le due fromboliere preferiscono frequentare con scarsa assiduità.

“La sconfitta di Palermo altro non farà che rendere le nostre avversarie ancora più agguerrite – ammonisce Lucia Ferri, un passato nelle fila Giants – e la nostra concentrazione in gara sarà fondamentale: perché al di là del duo Iannucci-Rosset esiste anche il resto della squadra che, con ruoli e gerarchie definiti, riesce a garantire un supporto costante. Sono in casa e giocano senza alcun timore, dovremo avere attenzione e lucidità costanti per applicare quanto abbiamo preparato in settimana e per gestire rotazioni quasi… obbligate dagli infortuni”. Proprio così, perché la VelcoFin che fa rotta su Marghera non può non mettere sul piatto della bilancia le assenze di Stoppa e della giovane Cappozzo, il recupero – ancora parziale – di Zanetti e il malessere intestinale che ha costretto Viola Diodati a due giorni di sosta forzata. E se è vero che le difficoltà aiutano a crescere, ecco la ventenne Anna Pilatone entrare ufficialmente nell’organico della prima squadra alla quale presta aiuto durante la preparazione settimanale.

“Certamente il momento non è dei migliori – spiega il capitano – ma durante una stagione agonistica può capitare di trovarsi in sofferenza per infortuni e acciacchi vari. L’impegno da parte di tutti – atlete e staff – si è visto nelle precedenti partite e continua ad essere una costante. Credo che, nelle difficoltà, l’unica soluzione sia compattarsi ed è quanto stiamo facendo”.

Prima della trasferta a Viterbo e della sfida interna con Bologna, che potrebbe valere la leadership del gruppo B – fino al 12 Aprile le felsinee devono battersi con Pordenone, Rittmeyer e Civitanova nel recupero – VelcoFin focalizza le forze sui Giants che, all’andata (69-55), affrontarono a viso aperto la sfida del PalaGoldoni. Senza Striulli, approdata il giorno prima a La Spezia, e in attesa di Rosset, non ancora disponibile a sostituirla in laguna. Insomma, le premesse per un derby con la D maiuscola proprio non mancano. Si gioca Domenica alle 18 nel fortino della Palestra Stefani, arbitri Danilo Lucarella di Leporano (TA) e Cosimo Schena di Castellana Grotte (BA).

Serie B: Preview Co.Mark Bergamo – Tramarossa Vicenza

Secondo impegno in quattro giorni nel bergamasco per Vicenza: dopo la trasferta sul parquet di Alto Sebino, questa volta i ragazzi di Silvestrucci devono fare visita alla Co.Mark Bergamo, impegnata nelle primissime posizioni di classifica. I bergamaschi sono secondi, distanziati di una sola vittoria da Orzinuovi; le due formazioni erano appaiate fino a domenica, quando Bergamo ha perso sul parquet di Crema lasciando spazio in classifica ai bresciani.

La Co.Mark è una squadra costruita per vincere: rifondata nel 2014, la formazione giallonera ha centrato al primo anno la promozione in serie B, dove ha ottenuto due apparizioni ai play-off. Nella prima, si arrese alla Fortitudo Bologna in due partite in semifinale; l’anno scorso ha eliminato Lecco e Orzinuovi, prima di cadere dopo una battaglia durata cinque partite contro la fortissima Udine. Forti di queste due ottime stagioni, i bergamaschi quest’anno cercano con convinzione la promozione in A2. All’andata al PalaGoldoni, altra partita giocata in infrasettimanale, Bergamo vinse 68-70 contro Vicenza, in una partita in cui i biancorossi giocarono alla pari con i lombardi.

Le statistiche offensive della Co.Mark sono di primissimo livello: terzo attacco del campionato (75,2 punti a partita), con percentuali alte sia dentro che fuori dall’arco (51% e 35%). A questo vanno ad aggiungersi ottimi dati riguardanti il possesso palla (appena 13 perse a partita, solo Piacenza ha fatto meglio) e le assistenze (più di 15 ad incontro). L’unico dato sorprendente riguardo Bergamo è quello sui rimbalzi offensivi: meno di 7 ad incontro, ultima squadra del girone. Sono infatti le carambole l’unico piccolo neo della Co.Mark, ma solo perché in questo caso i gialloneri sono in media con il campionato (35 ad incontro) anziché essere nelle posizioni più alte. Dato che comunque in difesa fa capire che sotto le plance Bergamo non è per niente arrendevole: appena 33 rimbalzi concessi a partita, terza squadra del campionato. Sì, perché anche in difesa la Co.Mark è forte: 66 punti concessi a partita (quarta squadra del campionato) e appena 44% dentro l’arco agli avversari (solo Desio e Cento hanno fatto meglio); bisogna poi aggiungere che Bergamo causa circa 15 palle perse ad incontro per gli avversari e concede solo 6 recuperi in media, meglio di chiunque altro in campionato.

La rosa poi di Bergamo è lunga e nutrita, con ottimi giocatori. In primo luogo, Mario Jose Ghersetti: già all’andata i biancorossi hanno scoperto le doti del trentacinquenne argentino (autore di 17 punti), che al momento è il secondo realizzatore del campionato (dopo Centanni di Alto Sebino) e che già in dieci partite ha segnato almeno 20 punti; a questo aggiunge il fatto di essere un buon rimbalzista (5 a partita) e un giocatore d’esperienza che per la categoria fa la differenza. Secondo violino offensivo è invece Rei Pullazi: talentuoso classe ’93 che viaggia a 12 punti a partita con 6 rimbalzi (migliore dei suoi) è un lungo capace di un 55% dentro l’arco in stagione e un discreto 32% dall’arco e sarà un avversario ostico per la nostra difesa. Le chiavi del gioco bergamasco però passano per le mani sapienti di Alessandro Panni: più di 4 assistenze a partita e anche lui in doppia cifra di punti di media (quasi 12), è un giocatore letale da tre (43%) ed è sotto la sua guida che Bergamo sta facendo un grandissimo campionato; bisognerà obbligatoriamente tenerlo a stretto contatto. A completare il backcourt con Panni c’è Tommaso Milani: giocatore di sostanza (10 punti, 4 rimbalzi e 3 assist di media) all’andata il prodotto del VBG fu decisivo per la vittoria di Bergamo nell’ultimo periodo, segnando i canestri decisivi nei minuti finali. A loro si vanno aggiungere un pool di giocatori di categoria che farebbero la fortuna di quasi tutte le altre squadre: il piccolo Simone Berti conta di statistiche pressoché identiche a Milani ed è un giocatore d’esperienza con una selezione di tiri meravigliosa (62% da due); Marco Planezio, ala da 8 punti e 4 rimbalzi che funge da ottimo cambio per Ghersetti e Pullazi; Nicolo Cazzolato, l’anno scorso in A1 a Cremona e che quest’anno si sta dimostrando giocatore di squadra, capace di lavorare anche all’oscuro ma piazzando giocate decisive (all’andata iniziò la sfida con un perfetto 3/3 dall’arco).

Concludendo, Bergamo è una corazzata con tante frecce al suo arco e costruita per vincere, ma già all’andata Vicenza andò ad un passo dall’impresa con i bergamaschi. La missione non è impossibile, bisogna crederci fino in fono. Comunque vada, sempre forza Vicenza.

Stoppa, riuscito l’intervento alla mano

E’ perfettamente riuscito l’intervento chirurgico destinato a ridurre la frattura pluriframmentaria al dito mignolo sinistro di Valentina Stoppa. Infortunatasi a metà della scorsa settimana durante un allenamento di preparazione al derby con l’Ecodent Alpo, la guardia-ala biancorossa è stata operata oggi – Venerdì 24 Marzo – dal Dr. Valter Deanesi, ortopedico di fiducia VelcoFin, alla clinica Villa Berica di Vicenza.

L’intervento è stato eseguito in day-hospital, tanto che già nel tardo pomeriggio l’atleta patavina ha potuto far ritorno a casa. Trascorso il necessario periodo dedicato al riposo e alla riabilitazione, Valentina – alla quale vanno gli auguri di pronta guarigione e l’abbraccio di tutta la VelcoFin – potrebbe tornare a disposizione di coach Aldo Corno per la seconda fase dell’appendice di stagione.

L’A.S. Vicenza VelcoFin desidera esprimere il più vivo ringraziamento al Dr. Valter Deanesi e a tutta l’equipe della clinica Villa Berica di Vicenza per la straordinaria professionalità, disponibilità e sensibilità dimostrate nei confronti di Valentina Stoppa e del club biancorosso.

Preview Alto Sebino

Trasferta fondamentale nella corsa salvezza per la Tramarossa Vicenza: i biancorossi stasera saranno di scena ad Alto Sebino, contro una diretta concorrente nella zona calda della classifica. All’andata Vicenza vinse per 84-71, ma questa volta bisogna affrontare la Vivigas sul parquet avverso e sarà sicuramente una partita difficile. Una vittoria biancorossa vorrebbe dire agganciare i bergamaschi in classifica; in caso di risultato opposto, i punti di distacco aumenterebbero a 4 rendendo quasi impossibile raggiungere nuovamente la Vivigas.

Alto Sebino milita da diversi anni in serie B, anche con ottimi risultati: nel biennio 2013-14, i bergamaschi hanno raggiunto i play-off per due volte di fila, uscendo sempre al primo turno. Dopo quelle due stagioni però, non sono più riusciti a tornare alla post-season per la promozione, ma allo stesso tempo hanno sempre centrato la salvezza senza passare per i play-out.

La Vivigas è una squadra con un attacco prolifico (il quinto del campionato) capace di segnare 72 punti a partita; le percentuali della squadra non sono altissime (46% da 2 e 31% da tre) e l’alto numero di punti si spiega quindi con la grande mole di conclusioni tentate dalla squadra nell’arco delle partite (oltre 60 ad incontro). Alto Sebino poi è una squadra discreta in fatto di rimbalzi (34 ad incontro) e ottima in fase intimidatoria (quasi 2 stoppate a partita), dati che fanno da contraltare alle statistiche relative agli assist (poco più di 13 ad incontro), materia nella quale Alto Sebino è una delle ultime squadre del campionato. I punti deboli dei bergamaschi sono certamente in difesa: la Vivigas ha la peggior retroguardia del campionato (80 punti incassati a partita) con la più alta percentuale di tiri da tre subiti (36%) e la seconda dentro l’arco (50%); concede circa 37 rimbalzi a partita ed è la squadra che subisce il maggior numero di assist ad incontro (quasi 17). Sarà quindi da sfruttare queste lacune di Alto Sebino per provare a vincere.

Non bisogna però sottovalutare i pericolosi singoli della Vivigas; a dispetto di altre squadre però, i bergamaschi fanno come loro punto di forza una rosa corta e ben rodata, che punta più sulle prestazioni dei titolari che sull’apporto della panchina. Il primo violino è sicuramente Simone Centanni: oltre 18 punti di media a partita in campionato, da 12 incontri consecutivi in doppia cifra e già tre escursioni sopra i 30 punti in singole partite; è un giocatore completo capace di smazzare oltre 5 assistenze a partita e che, pur essendo un piccolo, raccoglie più di 4 carambole ad incontro. A lui si aggiunge un altro ottimo realizzatore come Andrea Pilotti: ala capace, che in stagione viaggia ad 11 punti e 6 rimbalzi a partita (quattro doppie doppie in stagione) e che fornisce un’ottima alternativa alle folate offensive di Centanni. Vanno poi ad aggiungersi altri ottimi giocatori che ballano intorno alla doppia cifra di punti ad incontro: la guardia/ala Andres Bergamin, reduce da una prestazione da 26 punti contro l’Urania Milano e che nelle ultime giornate spesso sta togliendo le castagne dal fuoco per i bergamaschi (lo scorso 25 febbraio ha segnato 27 punti alla difesa di Piacenza, una delle migliori del campionato); il centro Michele Squeo, arrivato in gennaio da Bergamo, che con la maglia di Alto Sebino finora è quasi in doppia doppia di media (9 punti e 10 rimbalzi ad incontro, compresa una prestazione da 13+17 contro Orzinuovi); il giovane play Francesco Belloni, classe 1994 che nelle ultime giornate si è un po’ appannato, vedendo la sua mole di punti ridursi notevolmente, ma che sarà sicuramente un cliente difficile per i nostri.

Ci sono tutti gli elementi perché stasera sia una bella partita: speriamo che la Tramarossa riesca ad avere la meglio e portare a casa due punti che sarebbero davvero vitali nella lotta per la salvezza. Comunque vada, sempre forza Vicenza.

Preview Agribertocchi Orzinuovi

Dopo il ritorno alla vittoria la settimana scorsa contro Desio, la Tramarossa Vicenza è chiamata all’impresa in casa contro Orzinuovi: i bresciani sono in testa alla classifica e hanno tutte le carte in regola per conquistare la promozione in A2 quest’anno.

L’Orzibasket, fondata nel 2007, nelle ultime stagioni ha sempre lottato nelle posizioni di vertice per ottenere la promozione in A2: nel 2014 gli orceani persero la finale play-off contro Legnano, ad un passo dall’obiettivo; nel 2015 fu fatale il primo turno contro Montichiari; l’anno passato persero 3-1 contro Bergamo in semifinale, ma in precedenza avevano avuto la meglio proprio sulla Pallacanestro Vicenza, vincendo entrambe le partite sia ad Orzinuovi che a Vicenza. Quest’anno, ancora una volta, Orzinuovi cerca l’assalto alla categoria superiore.

Finora i risultati stanno dando ragione agli orceani: appena quattro sconfitte nelle ventitre partite giocate finora. Orzinuovi è il terzo attacco del campionato, con più di 75 punti di media a partita (solo Cento e Piacenza meglio finora), dato corroborato dalle percentuali al tiro (52% dentro l’arco e 35% da tre, secondo e terzo dato del girone B e pure 79% ai liberi, miglior squadra del campionato); l’Agribertocchi poi smazza quasi 17 assist ad incontro (solo Piacenza finora ha fatto meglio) e perde appena 13,5 palloni a partita, terza squadra del campionato. A questo si aggiungono i buoni dati in fatto di palle rubate (7,6 ad incontro) e stoppate inflitte (2,4 ppp), dati che collocano i bresciani sempre tra i migliori del campionato. L’unico punto dove forse è possibile colpire Orzinuovi sono i rimbalzi: gli orceani sono settimi del campionato con 35 a partita e non sono fortissimi nello strappare rimbalzi offensivi. Giocando duro sotto le plance si potrebbe cercare di riequilibrare la contesa.

Venendo ai singoli, tantissime le armi a disposizione di Orzinuovi. Il miglior realizzatore finora è stata la guardia Marco Bona: oltre 12 punti di media a partita con ottime percentuali (52% da due, 35% da tre e un irreale 90% dalla linea di carità), cui si aggiungono ottimi dati a rimbalzo (più di 4 a partita) e agli assist (2,5 a contesa); non ha mai passato i 21 punti in un singolo incontro ma solo in cinque partite (su 19 giocate) non ha raggiunto la doppia cifra. Perfetto partner in crime nel backcourt bresciano è l’esperto Antonio Ruggiero: 36 anni compiuti due settimane fa, quest’anno ha avuto una serie da 11 partite consecutive in doppia cifra (coincisa con una striscia di 10 vittorie consecutive dell’Agribertocchi) e come Bona accumula ottimi dati a rimbalzo (più di 3 ad incontro) e agli assist (2,77 ppp). A loro due, va sommato l’importante contributo di Carlo Cantone: altro giocatore d’esperienza, viaggia quasi a 10 punti di media e quasi 3 assist, ma la principale abilità del numero 17 orceano risiede nel tiro dalla lunga distanza, con un 49% che lo rende il terzo tiratore del campionato. Se poi si considera che l’Agribertocchi può contare anche sul playmaker Tourè, giocatore che l’anno passato a Firenze segnava 15 punti di media ad incontro, e che coi bresciani è relegato a quarto del backcourt, si capisce quanta qualità ci sia nel reparto orceano.

Orzinuovi è ben munita anche in fatto di lunghi, guidato dal capitano Rodolfo Valenti, giocatore di sostanza già capace di due doppie doppie in stagione (miglior rimbalzista della squadra con quasi 6 a partita). A lui si aggiungono Riccardo Perego, altro ottimo rimbalzista che la settimana scorsa ha segnato 18 alla voce punti nel tabellino, top scorer nella vittoria contro Piacenza, in un match d’altissima classifica. Quindi, le ali Piunti e Scanzi: entrambi l’anno passato avevano ruoli di primo piano nelle rispettive squadre (Lecco e Bergamo), ma quest’anno si sono adeguati a dividersi il campo con altri due giocatori quotati come Valenti e Perego al fine di portare ORzinuovi in serie A. Entrambi viaggiano comunque oltre gli 8 punti di media e finora hanno disputato una stagione eccellente.

Partita difficile quindi per Vicenza, che però non può alzare bandiera bianca in partenza: non esistono partite scritte e i biancorossi sono in crescita adesso; bisognerà giocare duro e colpire nel segno nei momenti di defaillance e sui colpi deboli di Orzinuovi. Comunque vada, sempre forza Vicenza. Hic Sunt Leones!

Out Stoppa, VelcoFin in emergenza a Villafranca

La tegola? Arriva anche in casa Vicenza. Ed è bella grossa, almeno quanto il pallone da basket che, con grande velocità e chirurgica precisione, va a colpire il dito mignolo sinistro della malcapitata Valentina Stoppa: il risultato? Scontato. Grande dolore, prime cure, radiografia e temuto responso, riassumibile in una sola parola: frattura. Assieme a Valter Deanesi, ortopedico di fiducia biancorosso, e alla dirigenza, Valentina valuterà il percorso da seguire: ma la fermata … ai box non sarà, probabilmente, inferiore ai quaranta giorni. Accade tutto durante l’allenamento di metà settimana e quasi alla vigilia dell’appuntamento con la nona giornata di ritorno che potrebbe – il condizionale è d’obbligo – consegnare alla VelcoFin il temporaneo e solitario primo posto in classifica.

Già, “potrebbe”, perché di mezzo c’é la trasferta a Villafranca in casa di un Ecodent Point proiettato a migliorare la posizione nella griglia play-off, e “temporaneo”, perché Bologna dovrà comunque recuperare la gara con Civitanova, posticipata in occasione della Final Eight di Coppa Italia. Ma, visto che il dibattito sul percorso delle dirette concorrenti alla leadership lascia il tempo che trova, alle biancorosse interessa certamente di più focalizzare l’attenzione sulla compagine scaligera, capace, all’andata, di mettere a serio rischio l’imbattibilità del fortino vicentino. Non fosse stato per quel rimbalzo offensivo catturato da capitan Ferri – sull’errore di Madonna dopo la tripla di Vespignani allo scadere dei 24″ (54-53) – e consegnato alle sicure mani di Pegoraro, nonché all’immediato antisportivo rifilato a Reani con 9″ da giocare, forse dovremmo raccontare un’altra storia.

Storia che conta, in ogni caso, è quella di un Alpo che, attestato a quota 22 (7° in graduatoria) e assolutamente al riparo dall’assalto di S. Martino (8°), guarda ora ai due gradini superiori, dove siedono Civitanova (6° a 24) e l’accoppiata Udine-Ferrara (friulane al posto n. 4 ed estensi al 5° in ragione del vantaggio Delser negli scontri diretti). Con il favore del calendario – dopo Vicenza in casa, ecco le gare con Pordenone e Salerno fuori, intervallate dal match interno con B.Ethic – e della doppia sfida con Udine (1-1 e +3), ma anche con lo svantaggio nei confronti della Fe.Ba. (0/2) e l’attuale -7 rispetto a Miccio &C. Insomma, al team di coach Nicola Soave gli incentivi non mancano: e l’arrivo invernale di Marta Granzotto – via Vigarano – ha dato ancora più sostanza alle ambizioni veronesi, ben attrezzate sul perimetro – l’esterna veneziana può coprire i ruoli di guardia e playmaker – e assolutamente competitive nel pitturato, dove i 190 centimetri e la tecnica della bosniaca Marina Dzinic costituiscono un vero e proprio fattore.

Preso atto delle caratteristiche avversarie, lo staff tecnico biancorosso è impegnato a dare un nuovo equilibrio ad una squadra che l’infortunio di Stoppa ha privato non solo di un collante difensivo dal non trascurabile peso specifico, ma anche di un punto fermo nella rotazione delle esterne e soprattutto nei ruoli di guardia e ala piccola. Sperando di recuperare l’ex S. Martino per l’appendice di stagione, seppur dotate di caratteristiche diverse saranno certamente Pieropan e Diodati a guadagnare più campo: ed entrambe, magari più prolifiche di Valentina nella metà d’attacco, dovranno aggiungere qualcosa al bagaglio difensivo a loro disposizione. Quel che è certo – anche a fronte di quanto visto all’andata – è che la Corno-band dovrà mettere nella partita tutta la concentrazione e l’attenzione di cui è capace per espugnare il legno della nuova Palestra Comunale di Villafranca. Dove Ecodent Point e VelcoFin giocheranno domani (Sabato) alle 20.30, arbitri Sara Canali di Gandino, provincia di Bergamo, e Marco Barbiero di Milano.

Si alza il sipario, va in scena il derby tra VelcoFin e Fanola

Analizzare. Capire. Metabolizzare. Archiviare. E ripartire. Cinque passi, nell’ordine, che VelcoFin ha compiuto in rapida successione già all’indomani della partecipazione – in verità per nulla gratificante – alla F8 di Coppa Italia. Il passato – recita una vecchia canzone – alla fine è soltanto passato e con il campionato di nuovo alle porte la concentrazione delle biancorosse deve tornare a focalizzarsi sull’obbiettivo di turno: che, in occasione della giornata in arrivo, assume le sembianze di S. Martino.

“Ora più che mai dobbiamo pensare alla nostra stagione – riflette Valentina Stoppa – con l’unico obbiettivo di arrivare alla fine della fase regolare da capolista. A iniziare dalla prossima partita per proseguire con le successive, che affronteremo tutte con la testa libera e con la volontà di confermarci in vetta”.

Saldamente ancorato a quota 16 in graduatoria – ottavo e ultimo posto utile per garantirsi l’accesso ai playoff – il Fanola sembra poter dormire sonni tranquilli, al riparo da improbabili pericoli in salita dai piani inferiori e con possibilità assai risibili di raggiungere le squadre – leggi Alpo – che godono di una miglior posizione. D’altro canto la giovane compagine giallonera ha già fatto molto nella stagione in corso, offrendo piena sostanza all’idea societaria di affrontare l’A2 con l’obbiettivo di garantire qualità ed esperienza alle tante “lupette” che, annualmente, il florido vivaio sanmartinaro è in grado di sfornare.

“Le padovane si presenteranno al PalaGoldoni in piena serenità – spiega l’esterna biancorossa, che vive proprio a S. Martino, dove ha fatto conoscenza con la palla a spicchi – dato che la squadra non deve sopportare alcuna pressione. Per quanto ci riguarda dovremo giocare la nostra partita, senza badare alle eventuali assenze nelle loro fila, ma esprimendo il massimo del potenziale che abbiamo a disposizione, cercando di sfruttare la maggiore esperienza e di mettere in campo la carica recuperata dopo la Coppa”.

Quasi sempre prive di un centro di ruolo – la vicentina Jasmine Keys è da tempo parte integrante del Fila di A1, dove merita, gara dopo gara, sempre più minuti qualità – le ragazze di coach Michele Tomei esprimono una pallacanestro dai ritmi elevatissimi, con grande partecipazione a rimbalzo di tutto il collettivo e altrettanta disponibilità alle soluzioni dal perimetro. Scelta mirata ad esaltare le caratteristiche delle tante esterne in organico e a bilanciare, per quanto possibile, il differenziale fisico con le antagoniste del raggruppamento. “Il fatto che il Fanola sia più ‘piccolo’ di noi – precisa Valentina – farà sì che ci toccherà affrontare una squadra che fa della velocità la sua arma migliore. L’attenzione difensiva e la capacità di aiutarci l’una con l’altra saranno fondamentali. Da inizio settimana stiamo lavorando sulle situazioni di uno contro uno e sull’applicazione del tagliafuori. Servirà tanta concentrazione”.

La sfida tra VelcoFin e Fanola offrirà anche l’occasione di riabbracciare Elena Fietta – come Keys approdata la scorsa estate alla corte patavina – che nella città del Palladio ha compiuto un considerevole passaggio di crescita e che a S. Martino sembra aver trovato la giusta dimensione. Palla a due domani alle 18 sul legno del PalaGoldoni, arbitri Lucia Bernardi di S. Nicola La Strada (CE) e Simona Belprato di Cercola (NA). Il derby sarà preceduto dalla gara amichevole tra la Selezione Provinciale Femminile nate nel 2004 e l’A.S. Vicenza Under 13-14, che alla Selezione darà le atlete Anna Cerise e Maria Rossi convocate al raduno.

Final Eight, orgoglio VelcoFin: “Felici di esserci, pronte alla battaglia!”.

Curiosità, attesa, emozione, gusto della sfida. Ma anche consapevolezza, serenità, voglia di mettersi in gioco e, perché no, di lasciar correre la fantasia all’inseguimento di un sogno che potrebbe diventare realtà. E mentre scivola veloce la sabbia nella clessidra che scandisce l’arrivo della Final Eight di Coppa Italia, VelcoFin si avvicina all’appuntamento con la “Mia Cup” dedicando ogni energia a preparare la sfida dei Quarti con Costa Masnaga, in scena Venerdì 3 Marzo alle 21 – arbitri Valeria Lanciotti di Porto San Giorgio e Alice Fratalocchi di Fermo, diretta streaming di tutte le partite, Finale trasmessa da Sportitalia – sul legno del palasport lecchese. Passaggio, quello con la B&P Autoricambi, obbligato e… complicato, nonostante le padroni di casa non stiano particolarmente brillando in campionato (12 vinte e 8 perse) complice un sesto posto in classifica – a quattro punti dal quinto nel Girone A – in coabitazione con Castelnuovo Scrivia e figlio di una stagione caratterizzata da molteplici infortuni e qualche apparizione da punto interrogativo. Soprattutto per una squadra che vanta una “potenza di fuoco” di rara efficacia – miglior attacco di tutta l’A2 – e grande presenza sotto il tabellone avversario, grazie anche ad un reparto esterne che fa del rimbalzo offensivo una vera e propria missione. Basta aggiungere un roster impreziosito da giocatrici con esperienza maturata nella massima serie – leggi Maiorano, Baldelli, Visconti, Sesnic – giovani di sicura prospettiva – vedi Del Pero – e una società strutturata, organizzata e ambiziosa per capire appieno quanto impegnativa sarà la sfida che le biancorosse dovranno affrontare. Senza dimenticare che, accertate l’indisponibilità di Masha Maiorano – leader motivazionale e tecnica del gruppo – e la ritrovata operatività di Beatrice Del Pero, coach Pirola potrebbe recuperare anche la lungodegente Dina Senic, trentenne centro croato giunto da La Spezia (A1) a sostituire l’argentina Carolina Sanchez dopo il suo addio al basket giocato.

E Vicenza? Osserva, studia, impara e traduce ogni benché minimo dettaglio nel lavoro quotidiano in palestra. Concentrata e determinata, focalizzata sull’obbiettivo da raggiungere per rinnovare, a dodici anni di distanza, il successo ottenuto dall’allora sodalizio biancorosso targato FerrariCasa. Magari considerando che si tratta della prima F8 di Coppa Italia A2, che solo in 9 occasioni, delle 19 edizioni sin qui disputate, la squadra di casa si è aggiudicata il trofeo e che in altre 5 ha ottenuto il visto per la Finale. L’anno scorso vinse Broni a spese di La Spezia, in un confronto che, oggi, si ripropone nel campionato superiore.

“E’ la mia prima Coppa Italia – racconta Lucia Ferri, capitano con la C maiuscola – sarà emozionante e, al tempo stesso, impegnativa. Un weekend intenso che, speriamo, possa regalarci delle soddisfazioni. Non abbiamo nulla da perdere: quindi, con cuore, grinta e un pizzico di fortuna – che non guasta – proviamo a conquistare questo trofeo”.

“Sono molto, molto emozionata di partecipare alla mia prima Coppa Italia – le fa eco la slovena Tina Jakovina – sarà un fine settimana davvero speciale per me e le mie compagne. E non vedo l’ora che cominci! Faremo di tutto e di più per giocare e mostrare un buon basket, il migliore possibile. E daremo sempre il 100% in campo. In bocca al lupo a tutti!”.

“La Coppa Italia è un evento molto importante – commenta Giuditta Nicolodi – e sono molto felice di partecipare a questa manifestazione. La speranza è quella di riuscire a giocare la finale, quindi cercheremo di essere concentrate dal primo all’ultimo minuto”.

“La Coppa Italia – argomenta Valentina Stoppa – è sicuramente un evento molto stimolante per noi giocatrici. Lo è ancora di più per chi è ambizioso e competitivo! Saranno partite molto intense e ogni squadra cercherà di arrivare fino in fondo. Non penso ci sia una favorita, perché in queste manifestazioni tutto può succedere. Noi arriveremo con un obbiettivo ben chiaro: dare il massimo per cercare di portare la Coppa a Vicenza!”.

“Credo che sia un’opportunità, una grande sfida e una ‘bella battaglia’ da combattere – aggiunge Viola Diodati – che serve per metterci alla prova, misurandoci con squadre forti per testare tutto quanto fatto fino ad oggi. Oltre che fisico è un lavoro mentale, perché queste partite, come i playoff, sono gare a sé che vanno al di là di quelle giocate durante la stagione regolare. La speranza? Credo sia la stessa per tutte!”.

“Partecipare ad un evento così importante – dichiara Irene Pieropan – con le migliori squadre dei due gironi, è uno stimolo aggiuntivo al campionato a dare il massimo. E’ il primo trofeo in palio e lotteremo una partita alla volta, consapevoli che avremo davanti squadre attrezzate e gare nelle quali, probabilmente, l’asticella della difficoltà andrà ulteriormente ad alzarsi. Mi auguro che sia una bella F8 e… che vinca il migliore!”.

“Dicono che l’importante sia partecipare – sentenzia sorridendo Eugenia Caldaro – ma vincere ha tutto un altro gusto! Speriamo di poterlo assaporare!”.

“Mi piacciono molto queste competizioni – è il Giulia Pegoraro pensiero – perché sono fatte di partite secche, in cui tutto può succedere e nelle quali, spesso, vengono ribaltati i pronostici. Non credo ci sia una favorita e sarebbe troppo facile dire Geas: sarà davvero interessante vedere gli scontri tra i due gironi! La speranza è senza dubbio quella di vincere la Coppa, per noi, per la società e per i nostri tifosi. La sensazione è che sarà un torneo avvincente, con squadre di ottimo livello: avrà la meglio chi riuscirà ad arrivare a Domenica con più energie fisiche e mentali in saccoccia e che avrà più fame di vittoria”.

“La Final Eight è una competizione di tutto rispetto e noi siamo molto contenti di farne parte. Andremo a sfidare sicuramente squadre complete e organizzate – afferma Tayara Madonna – ma la cosa non ci spaventa perché a noi sarà utile per valutare tutto il lavoro fatto sinora e capire quanto, ancora, servirà farne. Siamo serene, abbiamo fatto tanti progressi, soprattutto di squadra: andremo là con più consapevolezze e sicurezze e con l’umiltà che nasce dal sapere che avremo di fronte una squadra come Costa Masnaga. Che va rispettata. Sì, rispettata: ma anche battuta per andare avanti!”.

Preview: Tramarossa Vicenza – Rekico Faenza

Impegno difficile quello odierno per la Tramarossa Vicenza: al PalaGoldoni arriva la Rekico Faenza, squadra in piena corsa per i play-off. All’andata gli emiliani ebbero la meglio sui biancorossi e arrivano nel capoluogo berico con la volontà di proseguire nel loro campionato di livello.

Faenza è una squadra che non ha un attacco impressionante ma che difende duro (appena 69 punti incassati a partita); tira bene da tre (33%) e discretamente dentro l’arco (46%), ma è vulnerabile a rimbalzo (appena 32 ad incontro, penultima squadra del campionato). Qui sta la chiave per riuscire ad avere la meglio sui faentini: batterli a rimbalzo e cercare di non concedergli troppi tiri pesanti facili: Faenza è una squadra a ritmo lento, che fa pochi possessi ma ben congegnati. Per avere la meglio sulla Rekico serve uno sforzo collettivo in tutto l’arco dei quaranta minuti.

Il giocatore più pericoloso è sicuramente l’ala Iattoni: 12 punti di media a partita e un 43% al tiro da tre in stagione, oltre che 5 rimbalzi a partita. Nelle ultime prestazioni è apparso un po’ appannato, ma resta comunque il miglior marcatore avversario. Da non sottovalutare poi il play/guardia Daniele Casadei, che si distingue oltre che per essere un ottimo realizzatore (11 punti a partita) anche per l’ottima capacità a rimbalzo (più di 6 ad incontro), dote rara in un play; nelle ultime quattordici partite non è andato in doppia cifra solo una volta e contro Padova qualche settimana fa ha raggiunto quota 25 punti. Terza freccia all’arco di Faenza è il play Marco Perin: 10 punti e 3 assist a partita, ottime percentuali dentro l’arco (54%) e ai liberi (81%). da non sottovalutare nemmeno il centro Jacopo Silimbani: giunto alla terza stagione con la maglia di Faenza, segna 9 punti di media con 5 rimbalzi a partita ed è reduce da una prestazione notevole da 21 punti nella vittoria contro Crema. A loro vanno aggiunti i giovani Alessio Donadoni (guardia da 7 punti a partita che deve ancora compiere 20 anni) ed Emanuele Pini (reduce da 13 punti contro Crema e giocatore capace di tirare con il 36% da tre), oltre all’esperto Luigi Boero (specialista nei tiri lilberi con il 93% e giocatore che da lungo tempo è a roster nei faentini).

Sarà una battaglia difficile, ma Vicenza deve tornare alla vittoria. Hic Sunt Leones!

VelcoFin a Pordenone con i dubbi Caldaro e Pieropan

Quasi due settimane separano Vicenza dalla Final Eight di Coppa Italia e poco più di una dalla sfida interna con Ferrara: ancora poche ore, però, e sarà tempo del retour match in casa di un Pordenone impaludato nei bassifondi della classifica e a stretto contatto con la perigliosa zona play-out. E proprio sulla formazione satellite di Venezia è rivolta tutta l’attenzione e la concentrazione di una VelcoFin che non vuole farsi distrarre dalla presunta semplicità dell’impegno, evitando di ricordare come il giovanissimo gruppo affidato alla guida di Renato Nani abbia sin qui collezionato la miseria di tre successi – ultimo quello, dal peso specifico importante, ottenuto con Palermo nella tredicesima e ultima d’andata – e come lo scorso Novembre abbia pagato un conto salato (55-27) nella sfida dei tanti ricordi giocata al PalaGoldoni. Già, perché al team di coach Aldo Corno i pensieri e i problemi davvero non mancano, complici la distorsione alla caviglia sinistra rimediata da Caldaro nella seduta di Martedì – la presenza dell’ala, quotidianamente monitorata, sarà sub judice sino all’ultimo – e la sindrome influenzale che ha costretto Pieropan al riposo forza per quasi tutta la settimana. E poi c’è il Sistema Rosa, che costituisce una vera e propria incognita alla voce “giocatrici”: nonostante il roster allestito dalla dirigenza sia quanto mai ampio, infatti, la scelta della formazione soggiace spesso alle necessità della prima squadra Reyer, con inevitabili variazioni legate ad indisponibilità anche dell’ultima ora.

“Gestire due campionati non è impresa facile – spiega Giuditta Nicolodi, protagonista di uguale esperienza proprio con i sodalizi citati – perché ti trovi a fare i conti con compagne di differente livello tecnico e fisico, con sistemi di gioco diversi e con impegni ravvicinati che costringono ad accorciare i tempi di recupero. Da una parte ci sono i vantaggi che derivano dall’allenarsi con la squadra di categoria maggiore e che dovrebbero permetterti di garantire un rendimento importante nel campionato inferiore, dall’altra non vanno trascurati stress e fatica che si accumulano rapidamente. A conti fatti – aggiunge l’atleta trentina – gli aspetti positivi superano quelli negativi: allenarsi con la serie A1 significa apprendere molto da giocatrici di esperienza e categoria e mettersi a confronto, soprattutto nel mio ruolo, con straniere spesso dalla grande fisicità e atletismo. Se, poi, riesci a immagazzinare e tradurre il tutto a beneficio dell’altro team, allora hai trovato la quadratura del cerchio”.

Dopo un lungo periodo di inattività dovuto ad infortunio, nel Pordenone dovrebbe ritornare a disposizione Sara Madera, diciassettenne ala-centro da tempo cardine dei progetti azzurri e atleta che coniuga notevole fisicità a mani assai educate che le permettono di distinguersi anche nel fondamentale del passaggio. Tutto il resto non è… noia, ma ammantato di incertezza sì, come la presenza del 1999 Lorela Cubaj che, assieme a Castello e alla citata Madera – oppure a Dal Mas o alla lettone Gulbe, classe 2000 giunta in Veneto via Ancona – potrebbe erigere una vera e propria “grande muraglia” a protezione del canestro bluarancio. Assai nutrito è anche il settore esterne – dalle gemelle Togliani alle sorelle Destro, sino alla più talentuosa Giovanna Smorto – tutte molto simili nelle caratteristiche tecniche e nella struttura fisica e calate in un campionato senior che diventa un passaggio obbligato a favore della crescita individuale.

Insomma, al di là delle sicurezze che accompagnano Ferri &C. – a maggior ragione dopo il brillante successo conseguito a spese di Udine – e ad una tabella di marcia che guarda alla nona di ritorno – turno di riposo per Bologna – come alla giornata designata per l’aggancio alle felsinee, la trasferta a Pordenone potrebbe riservare più di un punto di domanda alle biancorosse. Anche perché le ultime prestazioni offerte dal Sistema Rosa, nonostante le sconfitte, autorizzano a pensare ad una squadra in crescita. Toccherà alla VelcoFin il compito di non farla diventare grande prima del dovuto. Si gioca Sabato alle 19 al PalaCrisafulli in via Fratelli Rosselli a Pordenone, arbitri Andrea Cassinadri di Bibbiano e Daniele Sidoti di Vezzano sul Crostolo in provincia di Reggio Emilia.

Preview: Virtus Padova – Tramarossa Vicenza

Momento difficile per i biancorossi, che reduci da quattro sconfitte consecutive (e sette nelle ultime otto partite), scendono in campo domani sul difficile parquet di Padova per il derby. All’andata i biancorossi vinsero il confronto con i patavini in una partita estremamente combattuta.

Padova sta lottando per andare ai play-off e ha ottime armi per fare del male: di media i neroverdi segnano 70 punti a partita e tirano molto bene da tre (36%, seconda forza del campionato dopo Cento). A questo, aggiungono di essere una squadra di livello assoluto sotto le plance, con 39 carambole raccolte a partita (anche qui, solo Cento ha fatto di meglio finora) di cui 29 difensivi (miglior dato del girone B) e ben 3 stoppate di media rifilate a partita, la squadra che ne ha inflitte di più. Di contro, i padovani sono una squadra che perde tanti palloni (di media quasi 17 ad incontro, peggior dato del campionato) e sono anche quelli che ne rubano meno (appena cinque a partita). I numeri della Virtus anche in difesa sono di una squadra di livello: meno di 70 i punti incassati ad incontro, percentuali concesse agli avversari medio-basse (45% da due e 32% da tre). Padova è anche la squadra che concede meno rimbalzi (33 a partita) ma anche la squadra che causa meno perse agli avversari di tutto il campionato (12 ad incontro).

Venendo ai singoli, è il reparto lunghi quello sicuramente più pericoloso dei patavini, rappresentato in primis da Marco Lazzaro: 16 punti di media a partita (mai in singola cifra in tutto il campionato), 56% da due e 45% da tre, sicuramente il più pericoloso giocatore degli avversari e da marcare a stretto contatto. A lui va aggiunta una vecchia conoscenza biancorossa: Claudio Nobile, l’anno scorso a Vicenza, che anche quest’anno sta confermando di essere un giocatore di categoria con i suoi 10 punti e 8 rimbalzi a partita; sotto le plance, è quello che recupera più rimbalzi per i padovani e pur non potendo contare sulle medie di Lazzaro è sicuramente un cliente difficile. Il loro cambio, Enrico Crosato, viaggia a medie di 7+7 ed è il giocatore perfetto per chiudere un terzetto di lunghi tra i più forti di tutto il campionato. Nel backcourt, i patavini possono contare sulla guardia Canelo: 13 punti di media a partita e una striscia (interrottasi la settimana scorsa contro Faenza) di diciassette partite consecutive in doppia cifra, compresa una prestazione da 28 punti contro Lecco; è un giocatore ottimo ai liberi, capace a rimbalzo (3 a partita da guardia) e bravo nelle assistenze (3 ad incontro). A loro si aggiungono il play-tiratore serbo Stevan Stojkov, capaced i 8 punti a partita e d un 40% al tiro pesante in stagione; l’ala Schiavon, 7 punti di media a partita con il 39% da tre e un ottimo 92% ai liberi; la guardia Gabriele Salvato, anche lui buono al tiro da fuori (38%) e cambio ideale per Canelo e Stojkov; la giovane ala Matteo Salvato, diciannove anni appena compiuti e che quest’anno è entrato stabilmente nelle rotazioni dei nero verdi.

Sarà una partita difficile, come lo sono tutti i derby, ma Vicenza ha l’obbligo di provare a vincere, se vuole risalire la china in questa stagione e iniziare a risollevare una classifica che si sta facendo sempre più difficile. Comunque vada, sempre forza Vicenza.

Preview: Tramarossa Vicenza – Argomm Basket Iseo

Oggi pomeriggio, la Tramarossa Vicenza affronta in un match chiave per la salvezza il fanalino di coda, l’Argomm Basket Iseo. Il momento non è dei più semplici, con i biancorossi che vengono da tre sconfitte consecutive e proprio per questo contro i lombardi l’appuntamento deve coincidere con una vittoria; vittoria che all’andata invece andò all’Argomm per 78-69.

Iseo è una neo-promossa nel campionato di serie B: i gialloblu, pur potendo contare su una lunga storia e tradizione alle spalle, hanno conquistato solo l’anno scorso nei play-off la categoria e stanno lottando per mantenere la categoria. I gialloblu non hanno, come prevedibile, statistiche impressionanti: segnano appena 66 punti a partita (secondo peggior attacco), tirano con il 43 % da due (penultimi) e il 32% da tre. A rimbalzo, le 32 carambole raccolte a partita valgono ancora sempre il penultimo posto, mentre le appena 6 rubate a partita sono il dato più basso del campionato. Va meglio quando si va a guardare il numero di assist, visti i quasi 15 a partita. In difesa, i lombardi sono la peggior retroguardia del campionato (con 80.3 punti subiti a partita), concedono alte percentuali al tiro (49% da due e 36% fuori dall’arco) e tanti rimbalzi (più di 38 a partita). Ma guai comunque a sottovalutare una squadra che può sempre dare del filo da torcere e che all’andata riuscì a mettere sotto i biancorossi.

Non bisogna per esempio sottovalutare l’apporto di ottimi giocatori: il lungo Gianluca Prestini, per esempio, sta sfornando una stagione da 11 punti e 7 rimbalzi ad incontro, con quasi 2 assist e anche un ottimo 31% da tre, dati eccellenti per un lungo. Il gioco invece passa tutto per le mani del playmaker Andrea Leone, quasi 13 punti di media a partita con 5 assist e 3 rimbalzi, oltre ad un 38% da tre; è una bocca da fuoco con cui non scherzare, visto che pr tre volte in stagione ha passato i venti punti in un singolo match. Da tenere d’occhio anche la guardia Marco Azzola, giocatore quasi da doppia cifra di punti in stagione e buon passatore di palla, che completa il backcourt con Leone. A loro due viene alternato il cambio Alessandro Acquaviva, giocatore che in uscita dalla panchina può far male visto he ha tanti punti nelle mani (9 di media a partita). Bisogna poi citare il lungo Gianluca Giorgi, giocatore che in stagione ha toccato anche quota 26 punti e che tira con il 41% da tre; l’altro playmaker Diego Crescini, che in uscita dalla panchina può non far rimpiangere Leone viste le discrete doti da passatore; il lungo Stefano Scuratti, che si sta distinguendo in stagione per un ottimo contributo soprattutto a rimbalzo.

Non mancano quindi i giocatori nè le possibilità ad Iseo: la Tramarossa Vicenza dovrà dare il massimo per battere i gialloblu e conquistare una vittoria che per la salvezza vorrebbe dire tantissimo. Comunque vada, sempre forza Vicenza.

Ecco Udine e la VelcoFin mette l’elmetto. Stoppa: “Faremo di tutto e di più per vincere!”

“La chiave? Presidio dei tabelloni, attenzione al tagliafuori, contendere ogni pallone ed evitare di sprecare i possessi. Insomma, essere pronti e determinati alla battaglia sportiva”. La ricetta di Valentina Stoppa non lascia dubbi di sorta sullo spirito di una VelcoFin che si avvicina a grandi passi all’attesa sfida con Udine, un appuntamento che sa di rivincita se è vero che fu proprio la Delser a costringere le biancorosse ad inghiottire l’amaro boccone della prima sconfitta stagionale nel confronto d’andata. Complici non solo i meriti del team di coach Valdi Medeot ma, anche e soprattutto, le scelleratezze offensive e difensive che Ferri &C. seppero regalare nella buia e piovosa serata friulana. “Cercheremo di fare nostra la partita in ogni modo – sintetizza l’esterna patavina – e, considerato il terzo appuntamento con il Basket Day, sarebbe davvero bello che ci fosse un’importante cornice di pubblico a sostenerci, a tifare anche per noi e non solo per la squadra maschile”.

Poco più di 59 punti realizzati contro i 58,1 subiti a partita – frutto del 42.2% da 2, di un modesto 23.6% dall’arco e di un appena sufficiente 65.3% ai liberi – la Delser cattura quasi 40 rimbalzi ogni 40′ e mantiene positivo il saldo tra perse e recuperate. Ancora, in trasferta gode di maggior precisione dal campo che in casa e prende qualche carambola in più, soprattutto grazie all’esuberanza fisica di Ofomata, che alla voce rimbalzi risponde costantemente presente. Squadra di difficile lettura, che molto si affida alle penetrazioni delle piccole e ai giochi a due tra esterne e interne (qui leggi Rainis) e che alla “presenza” dell’ala portoghese – vista in prova proprio a Vicenza nella gestione di Loris Barbiero – affianca quella di Eva Da Pozzo, Udine lascia il perimetro nelle mani educate di Vicenzotti e Mancabelli, la seconda con qualche numero in più oltre l’arco, la prima con addosso i gradi di capitano e vera trascinatrice del gruppo. Sconfitte in casa da Marghera e cadute poi sul legno di Bologna nelle prime due giornate di ritorno, le biancoarancio hanno poi rimesso la barra a diritta regolando Palermo e superando Ferrara al “Manlio Benedetti”, con la ciliegina sulla torta di un +14 (-8 al Pala Hilton Pharma) che vale il saldo positivo nel quoziente canestri con le estensi e il quinto posto reale in classifica.

Finalmente relegati nel dimenticatoio acciacchi fisici e malanni di stagione, Vicenza ha offerto ad Aldo Corno e Alberto Pan una settimana piena di lavoro ad alta intensità, nel ricordo bruciante dello smacco subito in terra friulana e nella serenità della ritrovata strada vincente temporaneamente smarrita nella Città delle Due Torri. Se l’obbiettivo è restare in scia alla Matteiplast per provare ad agguantarla all’epilogo della stagione regolare – lasciando da parte il possibile accoppiamento nella semifinale di Coppa Italia – non c’è altro da fare che vincere e continuare a vincere. E allora, avanti con Udine. Quando? Domenica, al PalaGoldoni con inizio alle 16, arbitri Giovanna Lucia Barbagallo di Milano e Cristiano Giusto di Albignasego.

Preview: Bmr Basket 2000 Reggio Emilia

Dopo la sconfitta interna nella sfida contro la Gimar Lecco, la Tramarossa  Vicenza cerca riscatto sul parquet di Reggio Emilia. La trasferta non è delle più semplici, ma Vicenza deve provare a vincere se vuole allontanarsi dalle sabbie mobili della bassa classifica. All’andata, Reggio si presentò a Vicenza da prima della classe e imbattuta, cadendo per la prima volta in stagione per 81-71 con 21 punti di Vai. La Bmr è una storica società dell’Emilia, con tanti anni alle spalle in serie C e che l’anno scorso ha centrato per la prima volta la serie B vincendo lo spareggio promozione contro Imola. Dopo un avvio sfolgorante, con tre vittore nelle prime tre partite, la Bmr ha subito un calo e nelle successive quindici partite ne ha vinte solamente quattro. Mai sottovalutare però la compagine emiliana, che all’inizio di gennaio è riuscita ad avere la meglio su Cento.

Reggio è una squadra nella media: segna 70 punti a partita con il 45% da due e il 31% da tre; raccoglie all’incirca 35 carambole ad incontro, anche se in questo caso la squadra va molto meglio in difesa (con 27.3 rimbalzi è la quinta squadra del campionato nella propria area); smazza quattordici assist e ruba 8 palloni ad incontro, tutti sintomi di una squadra che all’esordio nella categoria sta comunque ben figurando. Anche in difesa gli emiliani hanno dati in media: subiscono quasi 72 punti ad incontro, concedono 28 rimbalzi a partita e perdono 16 palloni. Il punto debole di Reggio sta probabilmente nella difesa perimetrale: le avversarie dei rossi tirano con il 35% da tre, cosa che dovrebbe essere di buono spunto per i nostri bersaglieri.

Venendo ai singoli, il pericolo numero 1 per la nostra difesa risponde al nome di Federico Pugi: di professione lungo, in stagione sta viaggiando alla media di 16 punti a partita e per due volte ha toccato quota 31 (anche se in entrambi i casi Reggio è uscita sconfitta); tira con il 50% da due e anche discretamente da tre (24%), raccoglie circa 6 rimbalzi ad incontro ma più volte è andato in doppia doppia e sarà un cliente difficile. Anche l’altro lungo emiliano, Gioacchino Chiappelli, sarà un brutto cliente in area: già sette partite in doppia cifra di rimbalzi, tre volte sopra i 20 punti in stagione, mano calda al tiro pesante (37%), va tenuto costantemente d’occhio. A loro vanno aggiunti un folto reparto piccoli, composto da Francesco Veccia, Luca Bertolini e Leonardo Malagutti: tutti e tre sono quasi in doppia cifra di media di punti e ognuno di loro vanta una discreta qualità come passatore; Malagutti in particolare, oltre che essere un buon assist-man, tira con il 37% da tre, diventando quindi un cliente difficile per chiunque. A loro vanno aggiunti gli altri comprimari: l’esperto Massimo Farioli (che compirà le quaranta primavere ad agosto), lungo che nelle ultime cinque partite è andato in doppia cifra quattro volte (compresa una prestazione da 21 punti contro Desio); l’ala Enrico Germani, reduce da una prestazione da 12 punti contro Alto Sebino; la guardia Giuseppe Astolfi, che invece dalla partita con i lombardi cerca riscatto, visto che ha terminato con 0 nella casella punti.

Sarà quindi una sfida difficile, da vincere assolutamente per tenere il confronto diretto a favore e cercare di risalire la classifica. Comunque vada, forza Vicenza.

Tutte disponibili nella VelcoFin che vola a Palermo

Di nuovo sulla strada, nell’occasione quella che conduce al Pala Mangano, roccaforte non inaccessibile di Palermo se è vero che l’unico successo interno delle siciliane è maturato nel temporaneo esilio di Bagheria e che il legno amico di Ermito &C. ha sin qui fatto da cornice a quattro delle cinque sconfitte casalinghe sofferte nel girone d’andata. Proprio lo scorso Ottobre la squadra di coach Maurizio Giordano – allora capitanata da Roberto Torriero agli ultimi fuochi sulla panchina biancoazzurra – rimediò un passivo davvero pesante in terra vicentina (87-23), complice non solo la gagliarda prova delle biancorosse, ma anche l’indisponibilità di Ivana Blazevic – 24enne atleta croata già in forza al KK Sarajevo – ala dal peso specifico tutt’altro che trascurabile nell’economia di un quintetto, come quello siculo, che molto chiede all’esperienza e alle mani educate di Laura Perseu, all’esplosività di Elettra Ferretti e alla “presenza” nel pitturato di Giorgia Ermito. Da allora la Maddalena Vision ha fatto bottino pieno solo nella trasferta di Viterbo (61-64) dell’undicesima giornata, collezionando la seconda vittoria stagionale dopo aver regolato il Fanola S. Martino (58-55) nella “prima” ufficiale del torneo. Di lì in avanti il Verga è cresciuto, passo dopo passo, perdendo sì in casa delle “lupe” e tra le mura di Udine dopo il giro di boa, ma con scarti di poco conto (53-48 e 56-47 rispettivamente), ma acquisendo fiducia nelle possibilità di salvezza.

Inevitabile, vista la differenza in graduatoria, che la bilancia del pronostico penda a favore di una VelcoFin che si presenta in Trinacria con il vento in poppa dei nove risultati utili ottenuti nelle ultime dieci partite: assolutamente da evitare, invece, un approccio… distratto alla contesa, perché Palermo “… a mio giudizio non merita la classifica che ha – ammonisce Giulia Pegoraro – dato che la squadra è ben costruita, con ruoli definiti e con una buonissima straniera. Chiaro che dovremo entrare in campo assolutamente concentrate, consapevoli della strada che vogliamo percorrere e prestando grande attenzione a non commettere errori. A maggior ragione considerando che ancora non siamo a pieno regime, visti gli infortuni e i malanni di stagione che ci hanno afflitto nelle ultime settimane. Scopro l’acqua calda – argomenta il playmaker biancorosso – affermando che il percolo numero uno è la straniera, perché Blazevic sa giocare in più ruoli e dispone di un ottimo tiro dall’arco. E non dimentichiamo il resto del collettivo: sono ragazze per la maggior parte giovani e se permettiamo loro di gasarsi e innescarsi possono diventare davvero pericolose”.

Palla a due Sabato alle 17, arbitri Sara Sciliberto di Messina e Antonio Giuseppe Giordano di Gela. La VelcoFin ringrazia la Maddalena Vision per aver acconsentito ad anticipare l’orario di gara, permettendo così al team di coach Aldo Corno il rientro (via Bergamo) con l’ultimo volo disponibile.

Serie B: Silvestrucci confermato in panchina

A seguito della vittoria ottenuta contro San Vendemiano sabato sera, la dirigenza biancorossa ha deciso di lasciare alla guida della squadra Marco Silvestrucci, che era stato il vice-allenatore di Orlando. Silvestrucci verrà affiancato da Andrea Tona e Gianmaria Gasparri in panchina e manterrà allo stesso tempo l’incarico come responsabile del settore giovanile. Di seguito, il comunicato ufficiale del presidente, Gaetano Stella:

“La società Tramarossa Pallacanestro Vicenza 2012 comunica che, in sostituzione del signor Sandro Orlando, ha proceduto ad affidare l’incarico della conduzione tecnica della squadra partecipante al campionato di serie B al signor Marco Silvestrucci, che manterrà anche l’incarico di Responsabile del Settore Giovanile.
Nel nuovo ruolo di Head Coach , il signor Silvestrucci sarà assistito  dai signori Gianmaria Gasparri ed Andrea Tona.

La Società, nell’esprimere la propria fiducia alla nuova guida tecnica della panchina biancorossa,  porge i migliori auguri di un proficuo lavoro per il proseguio del campionato ed il conseguimento di positivi risultati ”

Il Presidente
Tramarossa Pallacanestro Vicenza 2012

Madonna: “Con Salerno buoni segnali. Avevamo bisogno di ritrovarci”

Che Salerno non costituisse un ostacolo insormontabile era risaputo. Che la partita fosse “chiusa” a priori e il risultato già scritto, anche. Troppo ampia e tutta a favore di Vicenza la differenza fisica, tecnica e di esperienza, resa ancor più difficile da bilanciare a fronte dei malanni di stagione che hanno colpito più di una granatina, limitandone, giocoforza, il rendimento. Gara senza apprezzabili contenuti e da relegare immediatamente in archivio? No davvero. Perché, esito scontato a parte, qualche barlume è pur comparso ad illuminare il fine settimana berico, dopo otto giorni nei quali il cielo – e non solo quello di Brumaio – sopra la Velcofin aveva mostrato le più intense sfumature di grigio destinate a non far dimenticare la grandinata di Bologna. “Il gioco è stato decisamente più fluido – spiega Tayara Madonna – e non poteva essere altrimenti, visto poi il risultato: ma, soprattutto, avevamo bisogno di ritrovarci e ricompattarci come squadra. Ci sono stati sprazzi in cui abbiamo anche un po’… inventato – sulla questione raddoppi, più che su grandi cambi di lato con l’aggiunta dell’extrapass – e ci siamo messe in ritmo: non sempre, certo, cosa comunque importante dato che siamo tutte o quasi delle tiratrici. Ora siamo più serene, anche se sappiamo bene che le partite vere, quelle che contano, verranno più avanti. E, naturalmente, ci prepareremo al meglio per affrontarle”.

Alla guardia ex Geas, dalla scorsa estate alla corte biancorossa, fa eco l’assistente Alberto Pan, oggi nei panni del capo allenatore a fronte dell’attacco influenzale che costringe Aldo Corno a disertare la palestra. “Al di la di concentrazione, collaborazione, circolazione di palla che proprio non sono mancate – sintetizza – la cose positive sono state senza dubbio la volontà di giocare, liberandosi della responsabilità, forse troppo grande, dovuta alla sconfitta di Bologna, e la capacità di entrare nella gara con la giusta attenzione, mantenuta poi durante l’arco della partita. Facendo vedere anche qualcosa, al di fuori dei nostri attacchi usuali, che ha contribuito ad esaltare le caratteristiche delle giocatrici. E questo è stato un ottimo segnale”. Il futuro immediato, adesso, è la seconda giornata che chiama la Velcofin al riposo obbligato, figlio di un girone al quale manca la quattordicesima squadra. “La pausa non arriva nel momento migliore – argomenta Pan – ma alla ripresa della preparazione ci parleremo per condividere quello che dovrà diventare un momento di ulteriore analisi della nostra situazione, così da sistemare tutte le piccole cose che ancora ci difettano. E servirà a proiettarci, sia dal punto di vista fisico che da quello mentale, ad affrontare la gara con Civitanova con le più forti motivazioni”.

Già, sarà proprio la Fe.Ba. ad incrociare il cammino di Vicenza, sul legno del PalaGoldoni, nel secondo “Basket Day” della stagione (in campo alle 16.00 di Domenica 29 Gennaio): squadra, quella marchigiana, che all’andata fece soffrire non poco le vicentine. “Da loro abbiamo avuto tante difficoltà – racconta Madonna – vincendo solo… all’ultimo e ce la siamo sempre giocata per tutta la partita: questa volta, però, saremo in casa nostra e, secondo me, avremo un vantaggio in più. Il motivo? Perché le prestazioni interne sono completamente diverse da quelle che facciamo fuori: non so, forse sin qui abbiamo avuto più fiducia, anche se dovrebbe essere il contrario, considerata tutta la pressione che di solito si fa sentire. Comunque sappiamo dove sarà necessario limitare le prossime avversarie e lavoreremo queste due settimane per farci trovare pronte“.

Serie B: ORLANDO NON È PIÙ ALLENATORE DELLA TRAMAROSSA VICENZA

Dopo le tre sconfitte consecutive in campionato e un girone d’andata chiuso al di sotto della aspettative, la dirigenza ha deciso di esonerare il tecnico Sandro Orlando, che lascia quindi la Tramarossa Vicenza con un bilancio di cinque vittorie e dieci sconfitte in quindici partite. Mentre la società vaglia i possibili candidati a prendere il posto dell’ex coach sulla panchina, la prima squadra è stata affidata al vice-allenatore, nonché allenatore dell’under 18 Elite e responsabile del settore giovanile, Marco Silvestrucci. Di seguito, il comunicato del presidente:

“La Tramarossa Pallacanestro Vicenza 2012, valutati i risultati negativi sofferti nelle ultime partite di campionato, comunica, d’intesa con il coach Sandro Orlando, di aver interrotto con quest’ultimo il rapporto professionale in essere per la corrente stagione sportiva 2016 / 2017. Affida temporaneamente la conduzione tecnica della squadra al vice allenatore signor Marco Silvestrucci, in attesa di assumere al riguardo ed in tempi brevi una definitiva decisione.
Ringrazia il signor Sandro Orlando per la grande professionalità, dedizione ed impegno profusi.

Tramarossa Vicenza torna in campo

Dopo la brutale sconfitta patita contro Cento e dopo la sosta natalizia, la Tramarossa Vicenza torna in campo per difendere i propri colori sul parquet dell’Erogasmet Crema. Un match difficile, contro una formazione ben piazzata in classifica, ma nel quale Vicenza dovrà e potrà giocarsi le proprie carte.

I cremaschi sono giunti alla terza stagione consecutiva in serie B e sono ormai una realtà che si è affermata nella categoria. L’anno scorso i lombardi hanno concluso la stagione al quinto posto e sono stati sconfitti in due partite dall’Urania Milano, uscendo quindi al primo turno di play-off. Quest’anno la squadra è partita forte, con otto vittorie nelle prime undici partite che avevano proiettato i biancorossi nelle primissime posizioni di classifica; a dicembre, due stop consecutivi hanno rallentato la corsa di Crema.

L’Erogasmet è un gruppo solido, che fa dell’aggressività difensiva la sua arma migliore: i cremaschi infatti finora causano circa 16 palle perse a partita e difendono molto bene sul perimetro (avversari tenuti al 32% da tre, uno dei dati più bassi del campionato), oltre che concedere poco a rimbalzo. Questo frutta a Crema una difesa da 68 punti incassati ad alzata a due e uno dei motivi con cui si spiega l’ottimo andamento dei cremaschi nonostante l’attacco registri statistiche nella media (69 i punti realizzati a partita).

Notevoli alcuni dei nomi presenti in squadra: il miglior marcatore, ad oggi, è la guardia Davide Liberati, giocatore di categoria (Livorno, Torino) con quasi 14 punti a partita e che già in tre occasioni è andata sopra i 20 (compreso un 26 contro Padova) è un buon realizzatore (42% dentro l’arco) e aggrega statistiche interessanti, con circa 3 assist e 3 rimbalzi a parita. A lui va aggiunto il veterano Thomas De Min: circa 12 punti a partita, giocatore di grande esperienza, va regolarmente in doppia cifra, tira bene da tre (37%) e raccoglie molte carambole (circa 7 ad incontro9 e sarà un cliente ostico per i nostri lunghi. Come non citare poi Marco Pasqualin, playmaker che l’anno scorso ha vestito i colori biancorossi: rispetto all’anno trascorso a Vicenza, il Pasqua è migliorato a canestro (segna circa due punti in più a partita rispetto all’anno passato) e tira da tre con il 51%, dato che lo rende il miglior giocatore oltre l’arco del campionato. Da segnalare anche il lungo Davide Bozzetto, che pur essendo andato soltanto una volta in doppia cifra di punti (10 contro Alto Sebino) riesce costantemente ad andare oltre i 10 rimbalzi, rendendolo un pericolo sotto le plance. A loro si aggiungono l’esperto Dal Sorbo (giocatore che tira col 56% dentro l’arco), il giovane Manuelli (classe ’94, nell’ultima sfida con Alto Sebino a segno per 20 punti), Luca Tardito e Marco Petronio, a completare un roster corto che fa dell’affiatamento tra i giocatori il proprio punto di forza.

Vincere non sarà semplice, ma Vicenza avrà l’obbligo di provarci dopo la pessima prestazione contro Cento. Comunque vada, sempre forza Vicenza!

Velcofin e il bilancio positivo sotto l’albero. Ferri: “Recuperiamo energie, dopo la pausa ci sarà da sudare”

Una giornata al termine del girone d’andata, due squadre già qualificate alla Final Eight di Coppa Italia – Bologna e Vicenza, la posizione in classifica dipenderà dallo scontro diretto in calendario il prossimo 7 Gennaio – altre quattro in corsa per i restanti due posti disponibili nel girone: Civitanova, Ferrara, Marghera e Udine siedono tutte a quota 14 e con la possibilità di ritrovarsi a braccetto al giro di boa. Fe.Ba. a Viterbo, Rittmeyer in casa di Salerno, B.Ethic con S. Martino e Delser a Castellamare di Stabia possono ragionevolmente pensare di mettere altri due punti in saccoccia, con inevitabile ricorso ad una classifica avulsa che, oggi, premierebbe marchigiane ed estensi. Entrambe con due successi e una sconfitta negli scontri diretti, se è vero che la squadra di coach Alberto Matassini ha battuto tanto Ferrara quanto Marghera – soccombendo solo alle friulane – e quella di Jonata Chimenti si è imposta a veneziane e udinesi, cedendo il passo e la miglior posizione alla Fe.Ba. Per saperne di più non resta che attendere il turno dell’Epifania, che tutte le feste porta via e che potrebbe, anche, riservare qualche sorpresa alle quattro aspiranti ad un posto nella competizione di inizio Marzo.

E che cosa dicono in casa Velcofin? Nulla, o quasi. Anche se l’accesso alla F8 rappresenta un traguardo di indubbio prestigio, conseguito in netto anticipo, le biancorosse preferiscono guardare alla sfida in terra felsinea come all’occasione per agguantare la prima piazza nel girone, così da presentarsi in posizione di privilegio all’inizio del ritorno. E, almeno per il momento, affidano a Lucia Ferri l’onore e l’onere di tracciare un bilancio – di segno positivo – delle dodici giornate andate in archivio.

“Direi che siamo in linea con le attese – dichiara il capitano – con un pizzico di rammarico per il passo falso di Udine, che si poteva evitare. Certamente la formazione di coach Medeot ci ha messo in difficoltà, ma noi, nell’occasione, non siamo state particolarmente lucide ed efficaci. Guardando avanti e tenendo quanto di buono abbiamo fatto, per il prosieguo del campionato l’obbiettivo deve essere quello di migliorare e fare di più ad ogni partita. Se devo dare una piccola valutazione delle nostre avversarie – continua il numero 12 biancorosso – mi sembra che Ferrara sin qui sia stata un pochino al di sotto delle attese, almeno per quanto si pensava nel precampionato. Bologna sta andando alla grande e le ha vinte tutte, anche se qualche risultato è giunto negli ultimi minuti di gioco: dopo le festività natalizie la gara con la Matteiplast sarà davvero un bel test: da superare, dato che miriamo al primo posto. E per ottenerlo non c’è altra strada che misurarci con chi ha un bel percorso netto”.

Detto della Velcofin squadra, Ferri ora guarda al suo percorso stagionale. “Non ho ancora messo assieme un bilancio effettivo – racconta Lucia – rispetto all’anno scorso la squadra presenta un’età media decisamente più bassa e mi trovo a rivestire il ruolo, inaspettato, di capitano e di ‘anziana’ del gruppo. Sicuramente sono e sarò chiamata a dare supporto alle giovani. Magari avrò meno spazio in campo, ma, quando il coach mi chiamerà in causa, dovrò essere pronta ad aiutare le compagne e a sostenerle facendo, come si usa dire, ‘da chioccia’. in ogni caso voglio guadagnare più minuti, sperando di risolvere qualche piccolo acciacco che mi ha limitato fisicamente”. E la sosta del campionato arriva davvero al momento giusto.. “Proprio così – è il pensierino di Natale della “Cia” – è ora di riposarsi un attimo e di ricaricare le pile, perché il lavoro, sin qui, è stato intenso. E perché quello che verrà dovrà essere ancora più tosto: spero che squadra, staff e società approfittino della pausa per recuperare energie fisiche e mentali. E a tutti auguro di trascorrere un sereno Natale assieme alle persone care”.

VELCOFIN VICENZA – ECODENT POINT ALPO 57-53

VELCOFIN: Diodati 3, Pegoraro 15, Madonna 6, Caldaro, Stoppa, Jakovina 3, Nicolodi 16, Ferri 2, Pieropa 12, Pizzolato ne. All. A. Corno

ECODENT: Vespignani 5, Toffali 4, Borsetto, Zanella 1, Bottazzi, Di Gregorio 24, Dznic 12, Zanardelli, Villarini 2, Reani 5. Viviani e Pusceddu ne. All. N. Soave

ARBITRI: G. Forni di Cervia e S. Bonetti di Ferrara

NOTE: uscite per cinque falli. Tiri liberi: Velcofin 10/17, Ecodent 8/10. Parziali: 15-14; 25-26; 39-42; 57-53.

VICENZA – Appena il tempo di dare uno sguardo ai risultati dopo gli anticipi del sabato ed ecco servita su un piatto d’argento l’opportunità di accasarsi in beata solitudine al secondo posto della graduatoria: sempre alle spalle di Bologna, giunta all’appuntamento col turno di riposo, ma ad una sola vittoria di distanza, giusto per rispettare il mini programma stilato dalle biancorosse per le ultime cinque gare d’andata. Velcofin alla prova del nove e con l’imperativo categorico di sbrigare la pratica Alpo, contando anche sulla recuperata Nicolodi – post influenza – e sulla settimana di preparazione assorbita da Jakovina dopo la parentesi con la nazionale slovena. La partita? Brutta, inutile nasconderlo. Sarà il Natale che si avvicina, oppure la giornata uggiosa o l’aria del derby, ma lo spettacolo, oggi, si è dimenticato di passare dal PalaGoldoni. Vicenza porta a casa i due punti, ma quanta fatica! Non passa 1′ che Dzinic sfrutta il mismatch con Pegoraro per aprire le ostilità: immediata è la risposta dall’arco firmata Jakovina prima del 5-2 di Madonna mentre il 2′ va in archivio. Il tandem Vespignani-Dzinic garantisce penetrazioni e presenza sotto i tabelloni, Corno chiama le sue a raccolta (5-6, 5’04” alla prima sirena) per le indicazioni di rito: da ambo le parti gli errori si sprecano, finché Ferri trova il terzo tempo del 7-6 (3’40”) prima di incappare nel fallo sulla bosniaca e cedere il campo a Nicolodi, con Pieropan che rileva Madonna. Sorpassi e controsorpassi la fanno da padroni, l’impatto di “Giudi” offre 4 punti di fila distribuiti tra liberi e pitturato, Pieropan vola sull’infrazione di 24″ ospite e chiude il quarto sul 15-14. Si riparte ancora con le mani veloci e la destrezza dell’ex Castel S. Pietro per il “massimo” vantaggio (17-14), poi tocca a Nicolodi (4′) guadagnare la linea di fondo e assicurare il 19-15 all’insegna del “canestro questo sconosciuto”: ne fa le spese la slovena Tina che cede il posto a Stoppa mentre Pieropan dimostra (21-15) di essere “dentro” la partita. Di Gregorio trova due punti in cattivo equilibrio (21-17) allo scadere dei 24″, Caldaro è un leone e costringe Dzinic alla 2° penalità sulla palla vagante, poi Reani inventa due punti e con l’and1 prima riconduce l’Ecodent a -1, poi firma il +1 (23-24 all’8′). Di nuovo dentro Pegoraro e il suo piazzato restituisce il vantaggio alle padrone di casa, ma al riposo lungo si va con Alpo, seppur di misura, ancora avanti (25-26). I numeri sono impietosi: Vicenza tira con il 30% dal campo (11/37), poco meglio fa Alpo (34%,11/32) che, dal canto suo, raccatta più rimbalzi (26-22). Il 3/5 da 2 e 2/2 ai liberi di Nicolodi è, davvero, grasso che cola. Dai 6.75, poi, è un pianto greco: 1/6 Velcofin, 0/6 Ecodent: Servirà un’altra Vicenza, nei restanti 20′, per venire a capo delle viaggianti. Si riparte come si era finito: vero che Pegoraro brucia dall’arco (28-26) e Pieropan guadagna la lunetta con tre liberi sull’inopinata spinta che le regala Di Gregorio, ma l’1/3 non cambia le carte in tavola. Toffali e Nicolodi “muovono” il tabellone, Jakovina litiga col ferro e De Gregorio scrive 31-31 a 5’31” dalla terza sirena. Il “minuto” biancorosso arriva con 4’23” da giocare sul 33 pari di Vespignani in penetrazione, Madonna da 6 metri, poi Di Gregorio (2+1) e Ecodent avanti (35-36): quindi Dzinic (35-38 a 2’51”), con l’infrazione di 24″ che certifica lo stato confusionale delle beriche. Il “pareggio” arriva dalla tripla della risorta Diodati (38-38), l’ultimo tiro del periodo è targato Di Gregorio (39-42) che tocca quota 20 con un confortante 8/17 su azione. Lo stillicidio di Jakovina non conosce soluzione di continuità (1/11), così non è per Di Gregorio che festeggia quota 23: trepunti, 42-47 al 3′ e Velcofin a raccolta per non lasciar scappare la partita. Dentro Ferri, ma è Pegoraro a sganciare la “bomba” (47-47 a 6’37”) del ritrovato equilibrio e quasi 1′ dopo ecco Nicolodi per il +2 (49-47), prima della tripla di Pieropan che certifica il 10-0 interno (52-47) e “chiama” il timeout di coach Soave a 4’54” dall’epilogo. Capitan Ferri mostra i muscoli a Dznic, il ferro rifiuta la tripla di “Pego”, Nicolodi “cancella” Di Gregorio, l’1/2 della quale va a referto (52-48 all’8′). Di Dzinic è il 52-50 a 1’44” con Madonna per Pieropan, ancora Pegoraro taglia la difesa veronese (54-50, 1’26”), mentre Ferri sciupa i due personali. Vespignani da tre sulla sirena dei 24″ (54-53), sbaglia Madonna ma il pallone che vale oro è catturato da Ferri, l’antisportivo di Reani (9″) spedisce “Pego” in lunetta (1/2 e 55-53), ancora fallo Reani dopo la rimessa (a 5″ dalla fine) e il 2/2 di Madonna (57-53) costringe Alpo alla sospensione: Di Gregorio va dall’arco ma è solo vetro.. Come dicono, un derby non si gioca, si vince. E’ quanto accaduto.

Rekico Faenza – Tramarossa Vicenza 67-61

Parziali: 22-21, 10-15 (32-36); 16-9 (48-45), 19-16
Faenza: Perin 15, Boero 4, Silimbani 8, Casadei 13, Iattoni 21, Agriesti ne, Pini, Stefanelli ne, Di Coste 2, Maccaferri 4. All.: Regazzi.
Vicenza: Boaro 2, Vai 13, Demartini 8, Montanari 13, Oboe ne, Rizzetto 6, Ianes 2, Elio ne, Campiello U. 2, Campiello A. 15. All.: Orlando.

La Tramarossa Vicenza esce sconfitta dalla trasferta sul parquet di Faenza: al PalaCattani finisce 67-61 per gli avversari, al quarto successo su quattro partite in casa; per i biancorossi è la terza battuta d’arresto consecutiva in trasferta. Top scorer biancorosso Andrea Campiello con 15 punti, seguito da Montanari e Vai con 13.

In avvio sono i padroni di casa a prendere il comando delle operazioni, grazie ad un’ottima prestazione al tiro pesante di Iattoni e Casadei, che realizzano cinque triple in due. Vicenza riesce a mantenersi in scia e in avvio di secondo quarto, guidata da Campiello, Vai e Rizzetto, trova il vantaggio anche per +4 (28-24). Faenza ribatte colpo su colpo, ma i ragazzi di Orlando tengono il passo e vanno al riposo in vantaggio per 36-32.

I guai iniziano nel secondo tempo: la Tramarossa si pianta completamente nella metà campo offensiva nel terzo quarto, subendo quindi il ritorno degli avversari. Un fallo antisportivo di Ianes permette a Faenza di realizzare cinque punti consecutivi, operando il sorpasso sul 41-40. Faenza torna avanti e piano piano scava il solco, giungendo fino al +7 (54-47) con una bomba di Boeri nell’ultimo periodo. Andrea Campiello riporta i biancorossi fino al -2, poi però una bomba di Perin e il secondo antisportivo di Ianes, con conseguente espulsione, rimettono sette punti di distacco. Vicenza non cede, ma le bombe di Perin continuano a fare male ai biancorossi: Vai però timbra il -2 e la possibile bomba del pareggio di Demartini si spegne sul ferro. Nel finale i biancorossi si danno al fallo sistematico, ma ormai la partita è scappata.

Finisce 67-61: una brutta sconfitta che permette a Faenza di scapparci in classifica. Domenica arriva Desio al PalaGoldoni, partita da vincere per restare in scia alle migliori.

VELCOFIN VICENZA – SISTEMA ROSA PORDENONE 55-27

Due punti per replicare il successo di Ferrara e per accorciare la distanza dalla vetta, complice la sconfitta di Marghera, maturata dopo un supplementare sull’insidioso legno di Civitanova. In una domenica che sa un po’ di amarcord e che le regala quindici giorni di sereno lavoro in vista della mini trasferta a San Martino – senza Jacovina, chiamata a raggiungere la sua nazionale per le qualificazioni europee – la Velcofin supera senza patemi quel Pordenone, oggi più di ieri, incagliato nelle secche del fondo classifica e costretto a fare i conti con lo “0” alla casella vittorie. Forse il Sistema Rosa non era il più attendibile tra i banchi di prova destinati a misurare la crescita delle biancorosse, indubbiamente la partita non è stata spettacolare (il 5-4 del 3° periodo la dice lunga..), ma Ferri & C. hanno comunque affrontato col piglio giusto l’avvio della contesa, costruendo un parziale di 8-0 (firmato Caldaro, Jakovina, Stoppa e Nicolodi) che ha indirizzato il confronto verso la sponda di casa. Dubbi? Nessuno. Poca cosa il Sistema Rosa, alle prese con i peccati di gioventù e con la frammentaria disponibilità delle giocatrici spesso impegnate a dar corpo al progetto Venezia e alle ambizioni del club lagunare. Se coach Aldo Corno cercava qualche risposta dalle atlete più in difficoltà alla voce “continuità”, qualche segnale è certamente giunto: il primo da Madonna, capace di siglare un assai positivo 3/5 dall’arco, il secondo da Nicolodi, presente sui due lati del campo tanto da ascriverne 10 a referto (5/9) e completare la serata con la cattura di 12 rimbalzi: davvero non poca cosa di fronte ad una squadra – quella dell’ex Renato Nani – che non difetta di fisicità e atletismo, soprattutto nei gioellini Madera e Cubaj. Velcofin padrona sotto i tabelloni (46-35 il confronto a rimbalzo) e finalmente positiva nella gestione dei possessi, con sole 10 palle perse a fronte delle 25 recuperate. L’obbiettivo, adesso, sono le cugine padovane del Fanola – che hanno reso 17 lunghezze alla capolista Bologna – con due settimane a disposizione dello staff vicentino per migliorare non solo la condizione fisica del gruppo, ma anche l’organizzazione offensiva, accentuando la forza di una difesa che, sino ad oggi, è stata il marchio di fabbrica delle biancorosse.

VELCOFIN: Pegoraro 2, Madonna 13, Caldaro 8, Stoppa 9, Jakovina 4, Nicolodi 10, Ferri 4, Pizzolato, Pieropan 5, Diodati n.e. All. A. Corno

SISTEMA ROSA: Pinzan 9, A. Togliani 3, M. Destro, F. Destro, Crovato, Smorto 5, Zecchin, Madera 5, Gulbe 2, Castello, Cubaj 3, Coffau n.e. All. R. Nani

ARBITRI: C. Mignogna e L. Barbagallo di Milano

NOTE: nessuna uscita per cinque falli. Tiri Liberi: Velcofin 4/4, Sistema Rosa 3/7: Parziali; 12-2; 34-17; 39-21; 55-23.

DELSER UDINE vs VELCOFIN VICENZA 58-54

DELSER: Bianco 6, Ciotola n.e., Beltrame 1, Petronio n.e., Mancabelli 15, Sturma, Vicenzotti 6, Zanelli n.e., Pontoni 6, Da Pozzo 6, Rainis 10, Ofomata 8. All. W. Medeot

VELCOFIN: Diodati n.e., Pegoraro 11, Madonna, Caldaro 12, Stoppa 10, Jakovina 7, Nicolodi 6, Ferri 1, Pizzolato n.e. Pieropan 7. All. A. Corno

ARBITRI: Maria Cristina Culmone di Bologna e G. Caravita di Ferrara

NOTE: uscita per 5 falli Rainis (U) al 40′. Falli tecnici ad coach Corno al 20′ (8-16) e al 40′ (57-52) con conseguente espulsione. Tiri liberi: Delser 6/10, Velcofin 13/20. Parziali: 11-16; 29-27; 48-43; 58-54.

UDINE – Un minuto di raccoglimento nel ricordo di Fatima Jawara, giovane portiere della Nazionale Senior del Gambia, scomparsa pochi giorni fa nel naufragio di un barcone vicino alla costa della Libia. Strano perdere la vita inseguendo un sogno? No davvero, quando il sogno non è solo un pallone da calcio, una carriera, ma significa fuggire dalle guerre, dalle privazioni, dalla violenza. Quando il sogno è solo una vita migliore. Quella alla quale tutti hanno diritto. Poi la partita, l’urlo “Tayaraaa Madonna!”, splendido benvenuto della Delser ad una giocatrice che ha trascorso sei anni importanti nelle fila udinesi, l’inno di Mameli, il gioco, lo sport, la parte bella e accattivante della vita. Neanche 35″ di gioco e Vicenza sbatte il naso sulle letture di Rainis, puntuale nel firmare il canestro d’apertura in penetrazione, da Pozzo e Ofomata impongono fisicità (6-3 al 3′), poi arriva Jakovina e le sue mani educate regalano 5 punti di fila (6-8 al 3’58”), prima che Stoppa e Pegoraro completino dall’arco lo 0-11 esterno per il 6-14 che vale il timeout di casa a 4’24” dalla prima sirena. La Velcofin è ben dentro la partita, Nicolodi cerca il mismatch con Rainis e quando non riceve nel pitturato sfrutta l’uno contro uno con partenza dal perimetro: magari non arrivano i due punti ma il fallo sì. Tocca ad Ofomata sbloccare la Delser (8-14 al 7′), risponde Jakovina dopo che l’osannata Madonna ha preso il posto di una Pieropan da 0-4 dal campo (equamente distribuiti tra 2 e 3 punti) e prima che i tentacoli di Nicolodi spengano la soluzione della straniera di casa. Il tempo per un tecnico affibbiato ad Aldo Corno per aver protestato su un contatto galeotto (3 punti, Beltrame dalla linea della carità più Ofomata) e la prima frazione va in archivio, con la Delser che conta 6 perse (contro 1) e un piccolo vantaggio (12-11) nella lotta sotto i tabelloni. Bianco rompe il digiuno al 2′ (13-16), replica Rainis (-1) e la ritrovata Bianco suggella il 9-0 interno (17-16 al 3′) con Vicenza che non trova più il canestro nonostante i tanti tiri aperti a disposizione. Corno chiama Ferri e Caldaro, di là Vicenzotti guadagna il 2+1 sul personale di Caldaro (22-16 al 6′ e 14-0): finalmente Pieropan si sblocca (22-18), Caldaro si fa perdonare andando spalle a canestro e guadagnando la lunetta (2/2 e 22-20 al 7′), Stoppa firma il pareggio (22-22) usando magistralmente il perno sulla linea di fondo, ancora Caldaro riporta avanti la Velcofin (22-24) con meno di 2′ da giocare e timeout di coach Medeot. La zona press 2-1-2 regala il canestro di Caldaro, che sbaglia l’and1 sul 3° fallo di Ofomata, l’ultimo tiro è tutto della Delser: gran lavoro di Rainis, Mancabelli dimenticata in angolo punisce dai 6.75 per il 29-27 del riposo lungo. Le percentuali Velcofin non sono incoraggianti (29% da 2 e 25% da 3), a rimbalzo comanda ancora Udine (24-19) che dal campo vanta un complessivo 43%. Non andrà meglio nella seconda metà. Per la seconda parte di gara servirà un’altra Velcofin, a disagio nei primi 20′ anche per la pressione delle esterne friulane che ha creato più di un impaccio alla circolazione di palla. Si riparte con Pontoni in penetrazione e Mancabelli da sotto (33-27 dopo 48″), Pieropan concretizza una rubata di Jakovina (-4), Mancabelli sembra di un altro pianeta (5 di fila e 38-29), finalmente Nicolodi attacca Bianco sul fondo e guadagna la linea della carità (1/2 e 38-32), poi cancella Da Pozzo e costringe la Delser all’infrazione di 24″. Udine aggredisce e corre, Vicenza non trova forza nella difesa e, ancor più, fiducia in attacco tanto che Corno chiama le sue a raccolta sul 40-32 a 5’09” dalla terza sirena. Brava Nicolodi contro Bianco per il -6, Caldaro incappa nella quarta penalità, tagliafuori questo sconosciuto e Da Pozzo ringrazia. La Delser sembra in controllo e ben organizzata nell’attacco alla zona-press, fuori Jakovina e dentro Stoppa, ma ad Udine non interessa: 46-39 all’8′ con l’inarrestabile Mancabelli, poi Vicenza incappa nei 24″: in meno di 29′ di gioco la Corno-band ha ampiamente superato la media di punti subiti nelle tre gare precedenti. Buon per la Velcofin che Caldaro si esalta nella lotta e Pegoraro ricorda che sa fare canestro (-3, 46-43 a 63″ dall’ultimo mini riposo). Chiude Mancabelli (48-43) e a nulla vale l’ultimo tiro dell’indomita Pegoraro: lo zero di Jakovina nella terza frazione e i 7 di Mancabelli (14 totali) contano non poco. L’asse Pegoraro-Stoppa riporta la Velcofin a -5 (50-45), Caldaro arriva al 10° personale che vale il -3 al 3′, resta irrisolto il rebus Mancabelli che aiuta dappertutto in difesa e, in attacco, è una specie di iradiddio. Pegoraro cuce (50-49 al 4′), rientra Jakovina per gli ultimi 4’52” con Mancabelli e Da Pozzo più Vicenzotti dall’arco che spingono Udine al +7 (56-49). Pegoraro mette una pezza alla scadere dei 24″ (56-51), Pieropan aggiunge un libero (-4), sotto i ferri succede di tutto, Corno ha da dire e rimedia il secondo tecnico che significa espulsione dopo che Pieropan è incappata nell’antisportivo (56-52 con 58″ sul cronometro): Rainis fa 2/3 tra tecnico e antisportivo (58-52), sbaglia Mancabelli e la imitano Pieropan e Stoppa dai 6.75, Caldaro è una guerriera e ne mette due dalla lunetta (58-54 con 12″). Possesso Delser, Vicenza alza le mani e saluta. ça prima sconfitta è arrivata-

VELCOFIN VICENZA vs MADDALENA VISION PALERMO 87-23

Bella questa Velcofin! Concentrata, determinata, finalmente attenta nella gestione della palla. Capace di offrire una pallacanestro divertente, fatta di grande aggressività difensiva e di semplici soluzioni in attacco, dove la palla gira, tocca rapidamente tutte le mani biancorosse fino a cogliere l’attimo nel passaggio per un tiro aperto o per un taglio profondo nel pitturato. E anche se le rotazioni erano limitate, visto che Stoppa è rimasta beatamente a godere lo spettacolo dalla panchina, Palermo, pur profondendo impegno e combattività, mai ha dato l’idea di poter giocare per vincere. Un biglietto da visita a colori vivaci quello esibito da Ferri & C. nell’atteso vernissage davanti al pubblico amico: che, pur non troppo numeroso – complice l’orario inconsueto e la splendida giornata di fine ottobre – non ha lesinato incoraggiamenti e gradimento. Tris servito, punteggio pieno dopo quattro giornate – riposo compreso – squadra con consapevolezza e fiducia nei propri mezzi. Di più, al momento, non è lecito chiedere. Partita vera? Beato chi l’ha vista. Troppo ampio il divario fisico e tecnico tra venete e siciliane – ampliato dall’assenza di Blazevic rimasta a sedere per tutti i 40′ – con le seconde apparse quasi rassegnate dopo l’inizio scoppiettante della Velcofin (11-2 con tripla di Pieropan al 3’51”) e capaci di trovare la via del canestro solo in chiusura della prima frazione, mai, per tutto l’incontro dall’arco dei 6.75 (0/11). Il trepunti di Madonna in avvio del secondo tempino (32-9 dopo 6″ dalla rimessa) e quello dell’ispirata Pieropan (47-14) a 2’25” dal riposo lungo – e dopo la rimessa disegnata da Corno nel time-out con 6″ sul cronometro dei 24 – dava il “la” alla fuga solitaria della Velcofin, che nei 34′ di Pieropan (4/5 da 2, 4/5 da 3, 2/4 ai liberi, 3 rimbalzi e 8 recuperi) ha avuto ul massimo impiego sul parquet.

TRAMAROSSA VICENZA – BMR BASKET 2000 REGGIO EMILIA 81-71

Vicenza: Vai 21 (9/15, 3/7), Demartini 11 (5/11, 0/2), Montanari 4 (1/10, 0/4), Campiello U. 12 (5/11), Campiello A. 14 (5/8, 1/2); Boaro 8 (3/5, 0/1), Rizzetto 5 (2/6, 1/3), Ianes 6 (1/3), Oboe e Elio NE. All. Orlando

Reggio Emilia: Malagutti 14 (5/8, 4/7), Veccia 8 (3/10, 2/6), Pugi (16 (5/14, 2/6), Germani 4 (2/6), Chiappelli 16 (6/11, 1/4); Bertolini 3 (0/6, 0/3), Farioli 10 (3/7, 0/1), Astolfi (0/1 da tre), Salami e Ferrari NE. All. Tinti

Note. Vicenza: 31/69 dal campo, 5/19 da tre, 14/16 ai liberi. Rimbalzi 39 (Ianes 9): 30 dif.+9 off. Assist 14 (Demartini 6), palle rubate 7 (Montanari 3), stoppate 3 (Campiello A., Campiello U., Montanari), palle perse 13 (Vai 4). Falli 20; Ianes uscito per cinque falli.

Reggio Emilia: 24/63 dal campo, 9/28 da tre, 14/17 ai liberi. Rimbalzi 33 (Chiappelli 10): 25 dif. + 8 off. Assist 8 (Malagutti e Veccia 3), palle rubate 7 (Malagutti e Veccia 2), stoppate 1 (Chiappelli), palle perse 12 (Chiappelli e Germani 3). Falli 21

La Tramarossa Vicenza ottiene la prima vittoria interna della stagione e ferma la capolista Reggio Emilia: finisce 81-71 la sfida, che Vicenza ha fatto sua a cavallo tra il secondo e il terzo periodo grazie ad un’ottima prestazione corale. Top scorer Federico Vai, con 21 punti e 3/7 al tiro pesante, cui vanno aggiunte le prestazioni in doppia cifra di Demartini e dei fratelli Campiello. Tra gli ospiti, da segnalare l’ottima prova di Chiappelli (doppia doppia da 16+10) e di Malagutti (14 con 4/7 da tre).

L’inizio è confuso: Vicenza va avanti subito 6-0, poi subisce piano piano la rimonta degli ospiti, che poco dopo rispondono con un 8-0 fissando il punteggio sul 13-11. I biancorossi nei primi 10′ sono confusionari in attacco e subiscono gli avversari al tiro da tre: Reggio Emilia arriva fino ad otto lunghezze di vantaggio sul 23-15, prima che la Tramarossa ritorni a farsi pericolosa in attacco. Nel secondo quarto la musica cambia: Vicenza stringe le maglie in difesa e con un parziale di 10-0 concluso dai canestri di Umberto Campiello e Boaro ribalta la partita. La difesa a zona mette in crisi l’attacco emiliano, che non riesce mai ad entrare in ritmo con efficacia: la Tramarossa mantiene ordinatamente il vantaggio e una zampata di Demartini sulla sirena manda al riposo le due squadre sul 43-35.

Nella ripresa la BMR riesce a recuperare fino a -3 in un avvio di terzo quarto confuso, ma Vicenza torna a +8 grazie a due piazzati di Andrea Campiello. È il momento migliore per i padroni di casa: Reggio sbanda mentalmente, con l’allenatore Antonio Tinti che si macchia di due falli tecnici in pochi minuti e viene espulso, lasciando la squadra nelle mani di Ranieri, l’assistente. I biancorossi premono sull’acceleratore e Boaro sul finire di terzo periodo ritocca il massimo vantaggio a +14, prima che una bomba di Malagutti sigilli il periodo sul 65-54. I primi minuti dell’ultimo periodo registrano gli attacci bloccati: servono 3′ prima che un lob di Umberto Campiello sblocchi il punteggio. Reggio prova a rientrare con una tripla di Veccia per il -8, ma a questo punto Vai si scatena in attacco e grazie ad un paio di bombe dalla lunga distanza permette a Vicenza di mantenere tranquillamente il vantaggio.

Finale 81-71, capolista fermata e primo successo casalingo per la Tramarossa Vicenza, che sabato prossimo sarà impegnata nella trasferta di Iseo.V

RUCKER SANVE S. VENDEMMINANO vs TRAMAROSSA VICENZA 57-68 (14-19; 27-34; 47-54, 57-68)

SAN VENDEMMIAMO – Rossa la divisa, rossa la… Trama, rosso il disco che Vicenza mostra al Sanve padrone di casa. Buona la prima, dicono nello spettacolo, magari con troppa sofferenza di fronte ad una squadra all’esordio nella categoria e fisicamente inferiore.
Che ci sarebbe stato da lottare era chiaro sin dall’inizio, l’hic sunt leones, fortunatamente, annuncia una squadra disposta alla battaglia. E, soprattutto, capace di tenere a soli 57 punti il Rucker, anche se le potenzialità offensive dei trevigiani certo non sono tra le più accattivanti del campinato.
Le note dell’inno di Mameli, l’emozione che serpeggia tra il pubblico di casa alla “prima” in serie B, poi il campo e la sfida tra Rucker e Tramarossa, con Carlesso che va a saggiare la consistenza interna dei biancorossi e il cronometro dei 24″ che spegne il primo attacco esterno. Tocca a Pin Dal Pos scuotere la retina, ma la risposta Tramarossa frutta un parziale di 8-0 costruito sui 6 punti recapitati a destinazione da Rizzetto, nello starting five con Demartini, Ianes, Andrea Campiello e Montanari. La reazione Sanve è tutta nelle mani calde di Rossetto (tripla al 7′ per il 5-8), nel jump di Muner e ancora nel tiro aperto di Rossetto per il 9-11 a 2’58” dalla prima sirena con i “bianchi” ampiamente in bonus. Vicenza è comunque lì e il coast to coast di Montanari regala il +6 (9-15) quando Vai ha già preso campo al posto di Rizzetto e il capitano Umberto Campiello quello del fratello Andrea. E’ Ianes – elegante semigancio – a firmare il +8 (11-19), massimo vantaggio Tramarossa, a 40″ dal primo riposo, prima che Fazioli metta il trepunti (14-19) che chiude la frazione.
I primi 2′ del secondo periodo regalano un canestro di Pin dal Pos, due perse Vicenza e una Sanve, più la bomba di Federico Vai replicata dal rientrato Rizzetto che allargano a nove lunghezze la forbice tra le due contendenti (16-25). Rucker sorprende con la zona e in premio ottiene una recuperata e il contropiede di Rossetto (19-25 al 3’35”): i padroni di casa salgono a -3 con il trepunti di Carlesso (22-25) prima che Andrea Campiello interrompa un lungo digiuno e una serie di litigi col ferro con il canestro del +5 (22-27). L’altra bomba sganciata da Masocco (25-27, 2’27” sul cronometro) costringe al timeout coach Orlando: e dal “minuto” Tramarossa esce bene con la tripla di Rizzetto (25-30) rintuzzata da Locci (27-30) che sciupa il personale aggiuntivo. Il tempo va in archivio con la soluzione dall’arco di Demartini (27-34) e l’ultimo tentativo di Ianes che si perde nel nulla. Vicenza va al riposo con 12/34 dal campo (2/9 di Andrea Campiello), 4/12 da 3 (2/4 di Rizzetto), saldo positivo a rimbalzo (19-16) e +1 tra perse e recuperate: ma la sensazione è che servirà ancora tempo per trovare il giusto timing nei movimenti d’attacco e sincronizzare gli automatismi difensivi.
Tre falli Sanve nei 51″ di apertura del terzo periodo più la penetrazione con “and 1” di Pietro Montanari e il tabellone recita 29-37, Pin Dal Pos dai 6.75 riporta il Rucker a -5 con la paletta del bonus già alzata dal lato della panchina di casa e “Dema” che firma i due liberi del 32-39 a metà del 3′ che se ne va con l’infrazione di 8″ nella quale incappa proprio Demartini. Vicenza dimentica Carlesso dall’arco e la tripla arriva di conseguenza (35-40 al 4′), Orlando richiama Ianes e chiama al cambio Umberto Campiello che premia l’assist “nolook” di “fosforo” Demartini con il 35-44 a metà del periodo. La replica sull’asse Demartini – capitan Campiello arriva pochi secondi più tardi, quando Tramarossa ascrive a referto il +11 sul 35-46 e 4’35” da giocare. Croce e delizia dei tifosi di casa, Locci usa bene il piede perno per depositare il -9 (37-46), gettando alle ortiche il -7 con lo 0/2 dalla linea della carità. Rimedia l’azzurro Under 18 Michele Antelli con 2/2 ai liberi ed è ancora lui a chiudere la linea di passaggio che consente al Rucker di sfruttare il backdoor di Rossetto che guadagna i liberi del 41-46. La tripla di Boaro spinge avanti Tramarossa ma Sanve non molla e il +6 esterno (43-49) a 2’01” dall’ultimo intervallo non lascia certo tranquillo lo staff tecnico biancorosso. Men che meno dopo il -4 dell’altro azzurrino Barbon, timori che l’1/2 di Andrea Campiello, la sospensione di Boaro dal gomito e la penetrazione centrale di Vai allo scadere (47-54) riescono ad allontanare. Gli errori la fanno da padroni in avvio del quarto periodo, Antelli accorcia (49-54), il fallo in attacco di Andrea Campiello manda a farsi benedire due punti preziosi, Vicenza dimentica il tagliafuori sugli esterni e concede troppi secondi tiri, Demartini mette personalità e il canestro del 49-57 al 4″: sbaglia il trepunti aperto successivo, ma si riscatta col recupero che innesca il contropiede di Rizzetto, due personali al 4’50” e 1/2 per il 49-58. Timeout Sanve dopo l’infrazione interna di 24″, nel marasma del “ciapa no” di petersoniana memoria Ianes capitalizza col 49-60 da sotto e solleva le braccia al cielo: ancora +11 al minuto 6. Pin Dal Pos è più vivo che mai (54-60 al 7), il fallo in attacco del capitano regala un possesso al Sanve, Masocco ha i due liberi del possibile -4 a 2’42” dalla fine per il bonus biancorosso: 1/2 e 55-60. Zona pari Sanve ed è bravo Umberto Campiello ad attaccare lo spazio dove riceve da Boaro per il 55-62 più aggiuntivo: restano 2’24”, il capitano non tradisce e 55-63. Il ferro sputa la tripla di Muner, Demartini fa 1/2, Rosselli, Boaro, Pin Dal Pos sbagliano dai 6.75, ma siamo allo scoccare dell’ultimo minuto. Nove punti (55-64) sono un capitale e Tramarossa rientra dal timeout con 8″ per chiudere l’azione: Andrea Campiello va spalle a canestro e realizza (55-66), gli ultimi secondi scivolano via con Tramarossa in festa. Chi ben comincia…

Rizzetto 15
Demartini 14
Campiello A. 7
Campiello U. 7
Vai 7
Montanari 7
Ianes 6
Boaro 5
Oboe
Rigon