I risultati sul campo stanno piombando come macigni in questo inizio di stagione, che però è ancora lunghissima e l’indemoniato Ciocca con i suoi giocatori è uomo dalle mille risorse. Forse riuscirà nel miracolo di salvare questa squadra alla fine.
Ma ciò che preoccupa di più, è vedere nello scontro cruciale contro Ferrara gli spalti desolatamente semivuoti, col gruppetto di ultras ferraresi che ha spinto gli ospiti nella ripresa, mentre dall’altra parte i biancorossi si sono disuniti fino a sprofondare sul meno 27 (52-79), davanti ad un pubblico attonito. In più a gelare i presenti, nel finale è arrivato l’infortunio alla caviglia per Pellicano. Quel minimo di atmosfera al palasport vista negli ultimi anni si è dissolta, tra cambio totale di giocatori e staff, sparizione della mascotte Leon e curva Avanguardia Berica ora praticamente vuota, mentre la scorsa stagione almeno era presidiata dai colorati ragazzi delle giovanili.
Uno scollamento col tessuto cestistico berico, che nemmeno la nuova idea della Vicenza City League è riuscita a ricucire. Un torneo Minibasket a tappe iniziato in ottobre e che si svilupperà prima di tutte le partite interne dell’Argine in Serie D e della S4 Energia in B Nazionale. Circa duecento ragazzi coinvolti, anche dalle società di Altavilla, Montecchio, Camisano, Arcugnano e impegnati in una serie di partite, una classifica, una festa finale per tutte le categorie. Dopo aver sudato e corso nei palazzetti dei grandi, c’è la possibilità di vivere le partite per i piccoli cestisti e i loro genitori. Ma domenica al PalaGoldoni si sono fermati in pochi.
L’iniziativa è nata dallo staff della Virtus Vicenza, coordinato dal responsabile Enrico Valentini e del quale fanno parte tre donne: Alice Peserico e Chiara Fusari, le due giocatrici confermate in A2 femminile, sconfitta all’esordio di misura 85-77 a Cagliari, e la madre di Peserico, Mariarosa Alba.
“C’è aria di movimento in città. C’è aria di basket all’ombra della Basilica Palladiana”, recita il lancio della City League.
Più giocato, che tifato, per ora.

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I risultati sul campo stanno piombando come macigni in questo inizio di stagione, che però è ancora lunghissima e l’indemoniato Ciocca con i suoi giocatori è uomo dalle mille risorse. Forse riuscirà nel miracolo di salvare questa squadra alla fine.
Ma ciò che preoccupa di più, è vedere nello scontro cruciale contro Ferrara gli spalti desolatamente semivuoti, col gruppetto di ultras ferraresi che ha spinto gli ospiti nella ripresa, mentre dall’altra parte i biancorossi si sono disuniti fino a sprofondare sul meno 27 (52-79), davanti ad un pubblico attonito. In più a gelare i presenti, nel finale è arrivato l’infortunio alla caviglia per Pellicano. Quel minimo di atmosfera al palasport vista negli ultimi anni si è dissolta, tra cambio totale di giocatori e staff, sparizione della mascotte Leon e curva Avanguardia Berica ora praticamente vuota, mentre la scorsa stagione almeno era presidiata dai colorati ragazzi delle giovanili.
Uno scollamento col tessuto cestistico berico, che nemmeno la nuova idea della Vicenza City League è riuscita a ricucire. Un torneo Minibasket a tappe iniziato in ottobre e che si svilupperà prima di tutte le partite interne dell’Argine in Serie D e della S4 Energia in B Nazionale. Circa duecento ragazzi coinvolti, anche dalle società di Altavilla, Montecchio, Camisano, Arcugnano e impegnati in una serie di partite, una classifica, una festa finale per tutte le categorie. Dopo aver sudato e corso nei palazzetti dei grandi, c’è la possibilità di vivere le partite per i piccoli cestisti e i loro genitori. Ma domenica al PalaGoldoni si sono fermati in pochi.
L’iniziativa è nata dallo staff della Virtus Vicenza, coordinato dal responsabile Enrico Valentini e del quale fanno parte tre donne: Alice Peserico e Chiara Fusari, le due giocatrici confermate in A2 femminile, sconfitta all’esordio di misura 85-77 a Cagliari, e la madre di Peserico, Mariarosa Alba.
“C’è aria di movimento in città. C’è aria di basket all’ombra della Basilica Palladiana”, recita il lancio della City League.
Più giocato, che tifato, per ora.
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