La storia sportiva della vicentina Eugenia Caldaro, che ha iniziato con i maschi alla Trasteverina insieme a Francesca Pizzolato, per poi passare alle giovanili dell’As Vicenza, sfida le dinamiche del basket moderno, fatte di continui cambi di maglia e carriere itineranti. Col Cus Cagliari è una profonda storia d’amore, fatta di fedeltà, crescita umana e professionale condivisa. La società universitaria ha infatti annunciato che la capitana rossoblù farà parte del roster anche per la stagione 2026/2027, apprestandosi così a vivere il suo decimo campionato consecutivo a Sa Duchessa.
Classe 1996, Caldaro è sbarcata in Sardegna nell’estate del 2017 e negli anni è diventata il faro emotivo e carismatico del gruppo, confermandosi una presenza imprescindibile per etica del lavoro e leadership, con la scelta di restare al Cus nonostante la retrocessione in Serie B. Ha infatti guidato la squadra fino alla finale playoff del 2025 contro Viterbo, viatico per il decisivo ripescaggio, per poi contribuire alla preziosa salvezza ai playout in A2 della passata stagione.
Ma il legame tra Eugenia e il mondo CUS va ben oltre il parquet e incarna perfettamente lo spirito che anima un Centro Universitario Sportivo. Durante la sua permanenza isolana, infatti, la giocatrice ha completato con successo il suo percorso di studi proprio presso l’Ateneo cagliaritano, conseguendo la Laurea Magistrale in Psicologia dello Sviluppo e dei Processi Socio-Lavorativi. Un traguardo accademico che l’ha portata oggi a esercitare la professione di Psicologa dello Sport.
Le parole di Caldaro
“Sinceramente mi commuovo al solo pensiero di questo viaggio. Forse è proprio vero che le storie d’amore più autentiche nascono senza sapere dove ti porteranno. Sono felice perché riesco a ricordare tutti i vari “paesaggi” che ho visto lungo questa strada, e sono sempre stimolata a scoprirne di nuovi. Sono consapevole che a volte il percorso è stato più tortuoso, ma è incredibilmente soddisfacente vedere che continua. Non so se sono una bandiera, ma sento i colori del Cus Cagliari cuciti sulla pelle: sono parte di me e sono pronta a tutto per questa squadra. Essere capitana ha un significato profondo, perché condivido appieno i valori delle persone che gestiscono questa società, e per me questo è essenziale”.
“Sono entusiasta di proseguire al fianco di persone fondamentali che mi hanno accompagnata dal “giorno zero”, come coach Xaxa e Mauro Mannoni. E sarà bellissimo ritrovare alcune compagne con le quali ho già lottato in passato: so che anche loro sono disposte a tutto per questa maglia. È esattamente questa l’attitudine che cercheremo di trasmettere alle nuove arrivate, con l’obiettivo di farci trovare pronte per affrontare una stagione che si preannuncia dura ed estremamente competitiva. Colgo l’occasione per ringraziare la dirigenza, gli sponsor e tutti coloro che lavorano dietro le quinte per rendere possibile l’inizio di questo nuovo campionato. La promessa? Sarà fondamentale iniziare da subito a dare il massimo di noi stesse. È questo lo spirito che mi auguro i tifosi possano sempre vedere in noi sul parquet”.
La storia sportiva della vicentina Eugenia Caldaro, che ha iniziato con i maschi alla Trasteverina insieme a Francesca Pizzolato, per poi passare alle giovanili dell’As Vicenza, sfida le dinamiche del basket moderno, fatte di continui cambi di maglia e carriere itineranti. Col Cus Cagliari è una profonda storia d’amore, fatta di fedeltà, crescita umana e professionale condivisa. La società universitaria ha infatti annunciato che la capitana rossoblù farà parte del roster anche per la stagione 2026/2027, apprestandosi così a vivere il suo decimo campionato consecutivo a Sa Duchessa.
Classe 1996, Caldaro è sbarcata in Sardegna nell’estate del 2017 e negli anni è diventata il faro emotivo e carismatico del gruppo, confermandosi una presenza imprescindibile per etica del lavoro e leadership, con la scelta di restare al Cus nonostante la retrocessione in Serie B. Ha infatti guidato la squadra fino alla finale playoff del 2025 contro Viterbo, viatico per il decisivo ripescaggio, per poi contribuire alla preziosa salvezza ai playout in A2 della passata stagione.
Ma il legame tra Eugenia e il mondo CUS va ben oltre il parquet e incarna perfettamente lo spirito che anima un Centro Universitario Sportivo. Durante la sua permanenza isolana, infatti, la giocatrice ha completato con successo il suo percorso di studi proprio presso l’Ateneo cagliaritano, conseguendo la Laurea Magistrale in Psicologia dello Sviluppo e dei Processi Socio-Lavorativi. Un traguardo accademico che l’ha portata oggi a esercitare la professione di Psicologa dello Sport.
Le parole di Caldaro
“Sinceramente mi commuovo al solo pensiero di questo viaggio. Forse è proprio vero che le storie d’amore più autentiche nascono senza sapere dove ti porteranno. Sono felice perché riesco a ricordare tutti i vari “paesaggi” che ho visto lungo questa strada, e sono sempre stimolata a scoprirne di nuovi. Sono consapevole che a volte il percorso è stato più tortuoso, ma è incredibilmente soddisfacente vedere che continua. Non so se sono una bandiera, ma sento i colori del Cus Cagliari cuciti sulla pelle: sono parte di me e sono pronta a tutto per questa squadra. Essere capitana ha un significato profondo, perché condivido appieno i valori delle persone che gestiscono questa società, e per me questo è essenziale”.
“Sono entusiasta di proseguire al fianco di persone fondamentali che mi hanno accompagnata dal “giorno zero”, come coach Xaxa e Mauro Mannoni. E sarà bellissimo ritrovare alcune compagne con le quali ho già lottato in passato: so che anche loro sono disposte a tutto per questa maglia. È esattamente questa l’attitudine che cercheremo di trasmettere alle nuove arrivate, con l’obiettivo di farci trovare pronte per affrontare una stagione che si preannuncia dura ed estremamente competitiva. Colgo l’occasione per ringraziare la dirigenza, gli sponsor e tutti coloro che lavorano dietro le quinte per rendere possibile l’inizio di questo nuovo campionato. La promessa? Sarà fondamentale iniziare da subito a dare il massimo di noi stesse. È questo lo spirito che mi auguro i tifosi possano sempre vedere in noi sul parquet”.
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