N.B. Questi articoli sono una raccolta di esperienze di auto-guarigione, di informazioni, nozioni, di carattere scientifico e non, che hanno lo scopo di aiutare il lettore a raggiungere uno stato di salute il più elevato possibile, in totale autonomia. Tali nozioni non sono da intendersi come prescrizioni mediche, e non sono da sostituirsi ad esse. L’autore Francesco Sturaro di “MelaRossa” non è un medico, ma bensì un ricercatore indipendente. Con le informazioni raccolte negli anni sulla base della propria esperienza e di studi effettuati in maniera indipendente, esso intende aiutare il lettore ad apprendere come preservare ed incrementare il proprio stato di salute, facendo leva sul potere di auto-guarigione che ognuno ha. Si consiglia pertanto, di utilizzare le nozioni presenti sul blog con buon senso. L’autore non si assume, pertanto nessuna responsabilità per l’uso improprio del materiale da parte del lettore. Si invita, anzi lo stesso lettore a sottoporre le informazioni presenti nel blog al proprio medico curante, prima di effettuare cambiamenti nel proprio stile di vita e alimentare.
Amore che ingabbia, amore che libera, amore che cura
Ci siamo mai chiesti come viviamo la nostra storia d’amore, la vita di coppia? Ci libera, o
ci ingabbia? Riusciamo a liberare l’amore nei nostri rapporti o lo imprigioniamo? Avete mai vissuto una situazione in cui il vostro partner è stato maestro di vita, che vi ha dato un grande insegnamento di vita e di amore? Vi è mai capitato di provare un grande amore verso una persona anche dopo che vi ha scaricato? A me sì. E se quell’evento fosse una manifestazione di grande amore, uno step fondamentale nel tuo percorso di crescita personale?
Per aiutarci a comprendere meglio questi eventi, che molte volte ci lasciano completamente spiazzati, riporto qui un brano che può essere illuminante! Perchè ne parlo qui, in un blog di salute e benessere? Semplice: l’amore vissuto in armonia, produce salute, produce felicità. Al contrario, un amore smorzato, obbligato, spento, manipolatorio, produce malessere e infelicità. Quindi l’argomento è attuale e coerente come non mai!
Questo pezzo è tratto dal libro “I curanderos dell’anima” di Hernàn Hurane Mamani. È un dialogo che l’autore ha avuto con il suo maestro Anta Willki, un continuatore della tradizione spirituale della Pachamama.
(A=Anta Willki; M=Mamani)
A:“Rimasi come stregato e da quel giorno decisi di stare con lei, sfidando la società e facendo disperare la mia madrina, che non accettava avessi scelto come compagna una persona che lei disprezzava.
Frequentandola, però, conobbi la sua natura selvaggia: era una ribelle, un’anticonformista, libera nelle azioni e nelle parole. Lei mi aveva scelto tra tutti gli uomini per mostrarmi il suo amore, la sua grazia, la sua bellezza e devozione; mi indicò il cammino verso il regno più alto dell’essere e aprì le
porte della mia coscienza addormentata”.
M:“Era una maestra?” Chiesi, incuriosito.
A:“Sì, di amore e di vita. Nonostante sembrasse una libertina, con la sua allegria e il suo amore profondo mi trasformò in un danzatore della suprema felicità. Con lei vissi il sesso come mezzo per conoscermi e riuscii ad arrivare all’estasi.”
M:“E’ strano quello che mi racconti: il sesso è davvero importante per conoscersi?” continuai.
A:“Sì, è il primo passo. Con lei, attraverso questo mezzo, imparai a trasportarmi verso l’infinito; mi fece viaggiare nel tempo e compresi che questo è uno solo e non si divide tra passato, presente e futuro.”
M:“Come continuò la vostra relazione?” proseguii.
A:“Camminando insieme arrivammo ad essere uno. Entrambi cantavamo alla vita, ballavamo nelle notti di luna e ci addormentavamo cullati dal canto delle acque e dalla bellezza delle montagne o dal rumore delle cascate.”
M:“Eppure non stai più con lei…” accennai.
A:“Accadde l’inevitabile: per mancanza d’esperienza cercai di impormi e controllarla, allora lei comprese che mi stavo legando troppo; la soffocavo con le mie attenzioni e l’avevo imprigionata fra le mie braccia, desiderando che fosse mia per sempre. Nonostante mi amasse, con l’amore di una donna innamorata della vita, capì che con lei avrei sacrificato la mia libertà; stavo diventando dipendente e presto avrei perso la mia autonomia. Sebbene sapessi quale fosse il mio cammino,pur di stare al suo fianco avrei rinunciato a seguirlo: avevo deciso di essere suo schiavo. Ogni volta che lei mi spronava a proseguire per la mia strada io rifiutavo e, al contrario, cercavo di convincerla a continuare insieme, perché non volevo dirle addio.”
M:“E come vi separaste, se eravate così uniti?” indagai.
A:“Un giorno, dopo esserci amati per tutta la notte e aver ricevuto da lei tutto ciò che poteva donarmi, alle quattro del mattino mi disse che se ne sarebbe andata e che quello sarebbe stato il nostro ultimo incontro: “Ti amerò per sempre” disse. “Ringrazierò ogni giorno di averti incontrato. Ti ho dato di tutto, fra di noi non c’è un contratto, è solo la legge dell’amore che ci ha permesso di vivere assieme. Quando sarò partita, capirai che il mio addio è pieno di riconoscenza per tutti i bei momenti che abbiamo passato insieme. Entrambi porteremo co noi questi ricordi di luce dorata e ne saremo grati per l’eternità, ma saremo liberi, perché il nostro sentimento non si sarà trasformato in schiavitù, né per te, né per me”.
A: […] “Quando mi guardò dritto negli occhi, mostrandomi la sua verità, compresi che questo amore era stato uno scalino per la mia evoluzione spirituale. Con la mano destra mi mandò tre baci e poi, unendo le mani levate in alto, si inchinò tre volte. Anch’io feci lo stesso, come se stessi salutando una dea dell’amore. Mi inginocchiai e rimasi in quella posizione mentre le lacrime mi rigavano il volto; ero commosso per il suo sguardo dolce e le sue parole amorose. Lei camminò all’indietro continuando a guardarmi, poi si voltò e uscì dalla nostra casa. Da quel giorno scomparve dal paese e non seppi più niente di lei.”
M: […] “In che modo questo addio ebbe effetto sulla tua personalità?”.
A:“In un primo momento sentii un grande vuoto, ma poi, con il passare del tempo, compresi che lei mi aveva dato alcuni insegnamenti che avevano cambiato il mio modo d’essere e di vedere la vita. Ricordando i giorni trascorsi insieme compresi che era una maestra dell’amore e che mi aveva preparato per compiere la mia missione su questo pianeta. Queste sono le cose più importanti che mi ha rivelato:
- L’uomo degrada la sacralità di una donna quando la trasforma in sua proprietà o in schiava dei suoi capricci. Nessuno desidera essere usato o posseduto come un oggetto.
- L’atteggiamento maschilista di un uomo si può cambiare con l’aiuto di una donna saggia.
- La donna non è capace solo di dar vita a un nuovo essere umano, ma anche di dar vita a se sé stessa.
- La donna è sempre una ricercatrice della verità e una divulgatrice dell’amore.
- L’uomo che aspira a diventare un Qhapaq deve conoscere una maestra dell’amore che lo ami tanto da condurlo all’illuminazione in questa vita, ed essere un degno marito al fianco della propria consorte.
- L’amore dev’essere libero come l’uccello che vola nello spazio e raggiunge mete elevate.
-
La donna che imita l’uomo perde la sua identità, perché il suo essere, la sua bellezza e la sua attrazione possiedono una dimensione diversa; sono due nature complementari, ma non uguali”.”
LE INFLUENZE DELLA LUNA PIENA SULLA PSICHE
E SE NON LO VACCINO?
Ormai sappiamo che la legge che rende obbligatori i vaccini è in vigore. Vediamo com’è la situazione nella scuola pubblica.
E’ la Asl ad accertare chi non rispetta l’obbligo di fare la vaccinazione, controllando l’anagrafe sanitaria dove devono confluire anche i dati delle iniezioni fatte da pediatri e medici di famiglia. A quel punto avvia la procedura per fare il recupero della vaccinazione. Se una Asl accerta che un bambino non è in regola, convoca la famiglia e li invita a vaccinare, consegnando anche materiale informativo. Se i genitori non rispondono, vengono riconvocati con una raccomandata in cui li si invita a un colloquio. Se i genitori non si presentano o comunque dopo aver fatto il colloquio non vaccinano, viene contestato l’inadempimento dell’obbligo vaccinale. A quel punto sarà comminata la sanzione da 100 a 500 euro. La sanzione riguarda tutti gli eventuali vaccini mancanti e non sarà comminata ogni volta all’inizio di ciascun anno scolastico se la violazione resta la stessa.
Se l’inadempienza riguarda un bambino che va al nido o alla materna, scatta il divieto di frequentare.
Ma non disperiamo! Possiamo vedere questo provvedimento come un’imposizione a cui non possiamo sottrarci oppure possiamo vederlo come un’enorme possibilità di svolta e di risveglio delle coscienze. Se siamo spaventati dai possibili danni derivanti da un eventuale vaccino, non preoccupiamoci troppo. Non dobbiamo vaccinare per forza il nostro tesoro. E non dobbiamo rinunciare alla sua istruzione.
Abbiamo diverse alternative. Ovviamente, l’obbligo vaccinale riguarda le scuole statali. Ma se noi decidiamo di avvalerci di un altro tipo di educazione, siamo liberi di scegliere. Il sistema ci spinge a prendere quelle decisioni che non avremo mai preso, o difficilmente avremmo preso, come quelle di considerare altre forme di istruzione, che rappresentano l’alternativa alla scuola statale. Esistono altre realtà assolutamente private come le scuole steineriane, l’educazione parentale (home-schooling), un-schooling.
La scuola in casa (homeschooling): le famiglie che scelgono questo approccio seguono dei programmi precisi e usano libri di testo. Imitano in un certo senso la scuola, portandola in casa loro e adattandola alle loro esigenze. In sostanza, non si va più a scuola, ma si studia a casa. Un sogno? No, è la realtà.
D’altra parte la Costituzione non impone l’obbligo scolastico, ma solo l’obbligo di istruzione (Art. 34: La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita). E questa può essere impartita da una scuola o da qualsiasi altro decida di assumersi la responsabilità, sia esso un genitore, un’associazione di genitori, docenti privati, etc.
Chi vuole educare da solo i propri figli deve comunicarlo ogni anno alla direzione didattica territoriale. Su richiesta delle famiglie, i bambini possono poi sostenere un esame a fine anno per testare il grado di istruzione, oppure nel caso vogliano ottenere un diploma o rientrare a scuola. “Ma questo è obbligatorio solo se vogliono iscriversi alle superiori o all’università in Italia, perché – spiega l’ex insegnante – all’estero ci sono Paesi in cui contano solo il test di ingresso e la preparazione”. Qui il fenomeno dell’homeschooling è molto più diffuso: nel 2012 negli Stati Uniti si contavano circa 2 milioni di ragazzi educati a casa, in Inghilterra 70mila, 60mila in Canada, 3mila in Francia e 2mila in Spagna. In Italia il Miur per l’anno 2014-2015 ha registrato 945 minori con una prevalenza nelle scuole secondarie (638 ragazzi) e una diffusione su tutto il territorio nazionale, con picchi in Sicilia e in Campania.L’unschooling (la non-scuola): chi sceglie l’unschooling non impone al bambino un programma, ma si lascia guidare dai suoi interessi. L’unschooling puo’ essere più o meno radicale, nel senso che si puo’ decidere, ad esempio, che quest’anno insegnerete al bambino a leggere, lasciando che il resto dell’apprendimento segua il suo percorso naturale, oppure potete lasciare che anche insegnamenti di base come la lettura e la scrittura, o le basi della matematica vengano affrontati quando il bambino inizia a manifestare un interesse in proposito1.Le scuole steineriane (Scuola Waldorf): Queste scuole hanno un approccio completamente diverso rispetto a quello della scuola pubblica. In questo metodo si privilegia un apprendimento di tipo spirituale, piuttosto che nozionistico. È per questo che non esistono voti, giudizi, pagelle, libri. L’apprendimento avviene per immagini, ascoltando fiabe, recitando, cercando il contatto con la Natura, creando oggetti manualmente, emulando il maestro che è una figura di riferimento per i primi 8 anni di educazione. Diceva Steiner, ideatore della pedagogia Waldorf, nonché inventore dell’agricoltura biodinamica:”Esistono tre modi per imparare: con la competizione, con la paura e con l’amore. Noi rinunciamo alle prime due”. Scegliamo l’amore, quindi.
UN’ABBRONZATURA INVIDIABILE

Come ottenere un’invidiabile abbronzatura? Semplice: bevendo quotidianamente l’estratto di carota!
La carota, infatti, è una miniera di betacarotene, che durante l’assimilazione nell’intestino diventa vitamina A. Si calcola che per ogni 100 grammi di carote, siano presenti ben 1200 microgrammi di vitamina A. Il beta-carotene, oltre ad essere un antiossidante, stimola la produzione di melanina, che conferisce alla pelle un colore bronzeo, oltre a proteggere la stessa dai raggi solari.
Oltre alla carota, tutta la frutta e gli ortaggi di colore giallo e arancione sono ricchi in carotene, favorendo quindi una sana e colorita abbronzatura. Diamo spazio, quindi, a meloni, albicocche, pesche, zucca e curcuma e ci ritroveremo con un’abbronzatura che stupirà noi e gli altri.
Anche gli ortaggi di colore rosso favoriscono l’abbronzatura, come il pomodoro, così ricco in licopene, i cocomeri, le fragole, i peperoni.
Ovviamente, è necessaria anche una intelligente esposizione ai raggi solari, evitando, come prescrivono i medici, le ore centrali della giornata, evitando così gli effetti collaterali dei radicali liberi derivanti da una sovraesposizione al sole. Da notare che l’estratto di carota fornisce una protezione ulteriore, che si abbina a quella sempre consigliata delle creme solari.
Ricordo che è sempre bene inserire nell’estrattore almeno un tipo di foglia verde, come lo spinacio, la bieta, il bietino, la lattuga, il sedano.
Come tutte le cose, anche con le carote è bene non esagerare! Il prezzo da pagare può essere quello di assumere una colorazione tendente all’arancione 🙂
Cosa stai aspettando? Quello che ti serve è solo un estrattore o una centrifuga e, ovviamente, delle carote!
Ecco qui una semplice ricetta di estratto abbronzante.
RICETTA PER ESTRATTO ABBRONZANTE:
-
4 carote;
-
un pezzo di curcuma;
-
1 fetta di melone;
-
1 pomodoro;
-
una manciata di bieta;
-
un gambo di sedano.
In commercio esistono dei succhi di carota confezionati che però sono pastorizzati per favorirne la conservazione e quindi presentano la controindicazione di essere un cibo morto. Da preferire senza ombra di dubbio un bell’estratto fresco, che garantisce all’organismo l’acqua biologica derivante da frutta e verdura che è direttamente biodisponibile.
I BENEFICI DELL’ERBA DI GRANO

In questo post si parla dei benefici di un vero e proprio toccasana nell’ambito della cucina naturale: l’erba di grano.
Solitamente quando parliamo di grano, pensiamo alla pasta, alla pizza, al pane, ai crackers e a tutti gli altri prodotti da forno. Certo sono tutti molto buoni e gustosi e anche nutrienti se preparati con grani e lieviti di qualità.
Attualmente il grano, il più importante cereale al mondo fornisce al genere umano più proteine e calorie di qualsiasi altro alimento. È uno dei germogli di base.
Ma cos’è l’erba di grano?
L’erba di grano è il risultato della germogliazione dei semi di grano, ma anche di orzo e farro. Essi si possono acquistare nei negozi di alimentazione naturale. Alcune marche specificano sulla confezione che il grano è “ideale da germogliare” (è il caso della marca Fior di Loto).
Per la germogliazione è preferibile utilizzare il grano tenero primaverile.
Ma quali sono le proprietà nutrizionali di questo eccellente integratore?
Il grano germogliato è un’eccellente fonte di proteine, magnesio, fosforo, vitamine del gruppo A, beta-carotene, vitamine del gruppo B come B1, B2, B6, PP, vitamina C, vitamina E. In più contiene altri minerali come calcio, ferro, potassio, zinco. Inoltre è ricco in bioflavonoidi, enzimi attivi, amminoacidi essenziali, acido folico, acido pantotenico. L’erba di grano è naturalmente ricca in clorofilla che ha virtù disintossicanti, soprattutto per il fegato e regolarizza l’attività intestinale. Inoltre la clorofilla ha proprietà estremamente alcalinizzanti, antibatteriche ed immunostimolanti.
C’è una buona notizia anche per le donne, in quanto l’assunzione costante di questa erba può comportare la regolarizzazione del ciclo mestruale e un aumento della fertilità.
Alcuni studi hanno rivelato inoltre che questo tipo di integrazione può rivelarsi un potente trattamento anti-età. Infatti la clorofilla aiuta ad ossigenare tutto il sistema sanguigno, fino a rivitalizzare la pelle, i capelli, le unghie anche dal punto di vista estetico.
Infine, L’erba di grano combatte i radicali liberi e contribuisce al rinnovamento cellulare, conferisce maggior resistenza alla fatica, sia fisica sia mentale, aumenta le difese immunitarie, colma le carenze nutrizionali.
É anche ottima per controllare l’appetito. Infatti, se assunta 40 minuti prima del pranzo, riduce la fame.
L’erba di grano è reperibile sul mercato anche sotto forma di polvere. É chiaro che la freschezza dell’erba appena germogliata è superiore in termini di qualità. Tuttavia, la polvere può avere il vantaggio della comodità, essendo già pronta per un utilizzo al bisogno, qualora non si abbiano in casa dei germogli freschi.
Ma l’erba di grano va bene per i celiaci e per gli intolleranti al frumento?
Per i celiaci, non c’è problema, in quanto con il processo di germogliazione il glutine viene scisso nei singoli aminoacidi e quindi non è più presente nel germoglio. Per gli intolleranti, invece, il discorso è diverso. Per loro l’erba di grano è sconsigliata.
Ma come si mangia l’erba di grano?
È ottimo il succo di erba di grano che si prepara con un estrattore. Esistono in commercio degli appositi estrattori che si utilizzano solo per l’erba di grano. Un tempo ne avevo uno solo per l’erba di grano. Poi mi si è rotto perchè, lo ammetto, l’ho usato per estrarre succo da carote e altri ortaggi! E’ molto delicato perchè si usa solo per l’erba di grano. Si chiama Z-Star. Tuttavia, è possibile produrre un ottimo estratto di erba di grano anche con un comune estrattore. Per questo utilizzo è sufficiente tagliare l’erba alla base dopo circa 10 giorni di germogliazione. L’erba può in alternativa venire essiccata per poi essere polverizzata e utilizzata con liquidi o in compresse.
I germogli di grano si possono mangiare già dopo 2-3 giorni e sono ottimi in insalata, per fare il pane germogliato, per preparare il latte vegetale e nei dessert.
Come si coltivano i germogli di grano?
Esistono molti modi per germogliare il grano per poi produrre l’erba di grano. Illustro qui, quello che secondo me è il modo più efficace.
Si mettono in ammollo i semi per 10-12 ore. Dopo di che consiglio di procurarsi un grande sottovaso e riempirlo di terriccio biologico (ottimo quello per i travasi e trapianti di piante e fiori). A questo punto spargo i semi sul terriccio stando attento che non siano troppo vicini e che non si sovrappongano. Li schiaccio un po’ dentro alla terra e li copro con un altro strato di terra. Poi bagno il tutto. Ogni giorno inumidisco il terriccio e già dopo 2-3 gg posso scorgere le piantine uscire dal terreno.
La foto che vedete sopra è stata scattata dopo 5 giorni dalla semina. L’ideale, per l’utilizzo negli estratti è raccogliere l’erba dopo 7-12 giorni quando raggiunge una lunghezza anche di 20 cm.
È possibile anche adottare un sistema molto più semplice. Dopo aver messo in ammollo i semi per una notte, vengono disposti su un piatto e inumiditi con uno spruzzino, 3-4 volte al giorno. La crescita sarà però in questo caso più lenta e si rischia che sotto le radici si formi della muffa. Esistono anche dei germogliatori automatici che sono molto validi nella produzione di erba di grano.
E allora che dire… buona germogliazione a tutti!
LA POTENZA DELLA FEBBRE

Datemi la potenza della febbre e saprò fare mirabilie. Lo affermò Parmenide nel 6° secolo a.C.
L’affermazione è quanto mai attuale.
Può sembrare una frase azzardata. Qualcuno potrebbe affermare: “Quale potenza? Quali mirabilie…? Ma come…. la febbre non va combattuta, annientata, eliminata?”.
Siamo stati abituati a pensare che la febbre sia un nemico da sconfiggere e invece…. è un nostro grandissimo alleato!
La febbre è potentissima e utilissima per la nostra auto-guarigione.
Proprio così! Grazie agli sforzi del nosto organismo e del nostro sistema immunitario, con la febbre il nostro corpo trova uno sfogo incredibilmente efficace per espellere tossine. Più la febbre è alta e più stiamo eliminando tossine.
Nel periodo invernale dell’anno sono diffusissime le cosiddette “forme influenzali”. Così le chiamano…
Non c’è vaccino o antibiotico che tenga… alla fine arrivano sempre.
Che sia cinese, australiana, spagnola. Arriva ogni anno.
Fateci caso: l’epidemia di influenze coincide sempre con il cambio di temperatura. Quando l’estate finisce e comincia ad arrivare il freddo, aumentano le “influenze”.
Basta un po’ di spirito di osservazione per capire che più che di forma virali dobbiamo parlare di forme di raffreddamento. Il nostro corpo, progettato e costruito per un clima tropicale-equatoriale, deve sopportare uno stress notevole per adattarsi a questo clima temperato. E alla fine ci riesce. Ci riesce perchè è una macchina meravigliosa. C’è da pagare un dazio però, in termini di equilibrio omeostatico.
Durante l’autunno-inverno, buona parte delle nostre energie sono impegnate a far fronte a questo stress termico. La conseguenza è che le tossine che normalmente, durante l’estate, vengono smaltite più agevolmente in virtù del clima caldo e favorevole, col freddo invece diventano un carico che non è così agevole smaltire. Aggiungiamo che per scaldarci mangiamo solitamente di più e cibi più sostanziosi e quindi intossicanti, aggiungiamo che qualcuno beve qualche bicchierino di più per scaldarsi…. Il risultato è questo: la pentola a pressione, per non scoppiare, “sfiata” per alleggerire il carico tossiemico.
Il metodo più potente, semplice, sicuro ed efficace è produrre la febbre, autentico miracolo da benedire e non come solitamente si intende una piaga da maledire! Paradossalmente chi è “malato” e ha la febbre è fortunato e dovebbe festeggiare.
È risaputo che i bimbi, che notoriamente hanno un Sistema Immunitario molto efficiente e funzionante, possono sviluppare febbri anche molto alte, oltre i 40°C.
Al contrario, gli anziani raramente sviluppano febbre oltre i 37,5°C.
Questo perchè il loro sistema è debole e non sono in grado né di sviluppare una tale febbre guaritiva, né peraltro di reggerla.
Il Sistema immunitario ha un’intelligenza superiore. Quindi sa bene che può produrre un effetto che il corpo sia in grado di sopportare.
Non si è mai visto un bambino prendere fuoco per la troppa febbre.
Né si muore di febbre. Semmai si muore per le dosi di tachipirine, atibiotici (anti-bio=contro la vita) e quant’altro che vengono somministrate ai pazienti. Le morti per cause iatrogene (dovuto alle “cure” mediche) sono molto più frequenti di quanto si pensi.
E’ già da qualche anno che noto che ci sono alcune grosse ondate di “influenze” o forme influenzali. Una l’abbiamo appena descritta (è dovuta allo sbalzo termico autunnale). La prima ha origini per lo più psico-somatiche ed ha a che fare con l’inizio della scuola e delle attività lavorative, educative, sportive, etc. In settembre, quando la macchina della scuola si rimette in funzione, ripartono con essa tutte le attività connesse alla vita quotidiana delle famiglie. Riparte il lavoro a pieno regime dopo la sosta estiva, ripartono gli allenamenti e le partite per chi fa sport, etc. Lo scorso anno come non mai, ho notato un aumento di raffreddori e malanni simili tanto tra i bambini quanto tra gli adulti. L’ho ricollegato all’aumento di stress che deriva da tutto questo trambusto di inizio stagione. Psico-soma?
Un’altra grande ondata arriva durante e subito dopo le festività natalizie. Qui il responsabile principale sono i bagordi alimentari legati alle festività. Panettoni, pandori, vini, spumanti, liquori, cotechino, zampone e via così.. Non è raro che in questo periodo (subito dopo Natale e subito dopo Capodanno) sia un festival di influenze intestinali, febbre, vomito, raffreddore, mal di gola.
Non nego che esistano i virus e che questi si trasmettono da un soggetto ad un altro. Voglio mettere in evidenza il fatto che solitamente facciamo di tutto, ma proprio di tutto, per preparare il terreno a questi virus che poi trovano la condizione ideale per proliferare nel nostro tubo digerente pieno di sostanze morte, marce e putrescenti, tipico dei menu natalizi.
Quindi quando arriva la febbre che cosa bisogna fare?
Assolutamente nulla! Ma quel nulla bisogna saperlo fare bene! Cosa significa?
Bisogna comportarsi senza interferire con il Sistema Immunitario. Quindi: stare al caldo, massimo riposo e digiuno totale ad acqua (è ammesso solo bere acqua).
Al limite è possibile anche mangiare qualcosa purchè sti tratti di frutta o verdura meglio se crude. L’ideale è la mela. Tutto questo accellera notevolmente il processo di guarigione.
Chiaro che è necessario essere tranquilli di quello che si sta facendo… Se uno è preoccupato di morir di fame, beh allora in quel caso sarà il caso di mangiare qualcosina. Questo può causare un rallentamento del processo di guarigione, ma va bene ugualmente in quanto la persona è più tranquilla psicologicamente e vive la situazione serenamente.
Evviva la febbre!
Sarà vero? Provare per credere.
IL RIMEDIO PER DIFENDERSI DALL’ELETTROSENSIBILITÀ
Alcune persone soffrono di un disagio che si chiama elettrosensibilità. Si tratta di una situazione in cui il soggetto sviluppa una certa ipersensibilità nei confronti dei campi elettromagnetici. Di conseguenza, in presenza di radiofrequenze provenienti da WI-FI, PC, TV, telefonini, antenne e quant’altro, questi soggetti lamentano sintomi piuttosto pesanti tra cui: emicranie, stanchezza, eritemi, sensazione di bruciore cutaneo, ansia, depressione, agitazione, tachicardia e altri sintomi che, in situazioni di ignoranza e mancanza di consapevolezza, sono difficilmente riconducibili alle radiofrequenze.
Tant’è che i medici brancolano nel buio. La scienza medica ignora tale problema e questo può essere visto anche come una fortuna. Infatti se i medici catalogassero l’elettrosensibilità tra la patologie, aggiungedola alla lista delle migliaia già esistenti, prescriverebbero ai poveri soggetti “malati” un nuovo farmaco, ideato ad hoc dalle cause famaceutiche. Come spesso si tende a fare, nell’ambito della medicina allopatica, si tenderebbe a spegnere il sintomo, ignorando completamente la causa del male, rendendo dipendenti dal farmaco a vita migliaia e migliaia di persone.
Invece, come spesso accade nelle situazioni di difficoltà, l’ostacolo diventa un motivo per guardarsi dentro; un’opportunità per migliorare qualcosa che non va nella nostra vita.
Esistono in commercio moltissimi prodotti in grado di proteggere dai campi elettromagnetici. Ben vengano questi rimedi ma la sensazione è che…. siano piuttosto limitati e che siano più che altro dei palliativi o comunque una stampella, più che altro psicologica, per chi accusa la problematica dell’elettrosensibilità.
Ma guarda caso, nella Natura e non nella tecnologia di questi sofisticati apparecchi, sembrerebbe ci fosse la risposta per chi soffre di elettrosensibilità.
La risposta si chiama fruttarismo sostenibile.
Cosa significa?
Significa nutrirsi di frutta. Solo frutta cruda. Ebbene sì.
A detta di sempre più numerosi studi scientifici, l’uomo è fruttivoro. Significa che ogni singola parte del corpo umano è progettata dal divino creatore per mangiare solo la frutta.
Sto dicendo che l’uomo non è onnivoro, carnivoro, erbivoro, granivoro. E’ fruttivoro!
Sembra pazzesco?
A pensarci bene è ben più pazzeso cibarsi di “cibo” (volutamente tra virgolette) che non è assolutamente specie-specifico per la specie umana. Parliamo del cibo cotto, trasformato, raffinato, morto, cadaverico, intossicante, industriale che l’italiano medio, o meglio, l’occidentale mangia ogni giorno.
In questo blog si parla di salute e benessere e lungi da me essere incoerente.
Cliccando su google si trovano innuerevoli fonti scientifiche che testimoniano che l’uomo è fruttivoro.
Come sempre però, la prova empirica più evidente ed autorevole è quella che si esegue sulla propria pelle. Provare per credere!
Cibandosi di sola frutta cruda e matura il nostro sofisticatissimo organismo trova un equilibrio incredibilmente elevato, superiore a qualsiasi altro sistema alimentare.
La frutta che svolge il ruolo di Regina è la mela rossa. Questo è un frutto magico, incredibile, divino. Essa è nata e si è co-evoluta insieme all’uomo, milioni di anni fa. Proprio per questo si dice che la mela è il frutto specie specifico per l’uomo. Ogni specie animale è nata e si è co-evoluta (si è sviluppata) contemporaneamente ad una pianta, che è la pianta specie specifica per quell’animale, la pianta di cui o dei cui frutti l’animale si ciberà.
La mela, dunque, recita un ruolo da protagonista nel film del fruttarismo sostenibile. Tant’è che essa occupa le posizioni principali nello schema alimentare del fruttarismo sostenibile.
La colazione è preferibile farla sempre con una o più mele rosse (meglio se Stark Red Delicious).
Il pranzo può consistere ancora in mele rosse (nella fase Fruttarismo 2) oppure un mix di frutta dolce (nella fase Fruttarismo 1). Si parla di fasi (Fruttarismo 1 e 2) perchè questo è un vero e proprio percorso alimentare che chiunque può (e deve) percorrere a partire da qualsiasi livello alimentare (onnivoro, vegetariano, vegano, vegan crudista) per non incorrere in crisi eliminative così forti da far pensare che la colpa sia da attribuire alla frutta in sé, e portando in tal modo a cambiare strategie e tornare indietro al livello alimentare da cui si era partiti.
La cena è, invece, composta da un antipasto di frutta dolce come pesche, pere, meloni, kaki, manghi, papaya, albicocche, susine, uva, etc (no banane), seguita da frutta-ortaggio (pomodori, zucchine, cetrioli, peperoni) e frutta grassa (olive e avocado).
Il dessert è costituito da una banana e da un’altra Mela Rossa Stark. In sostanza, il primo e l’ultimo cibo della giornata è costituito dal cibo specie-specifico.
Occorre limitare la frutta troppo dolce (banane e kaki), e preferibilmente meglio utilizzarla per cena, in maniera che la loro spiccata glicemia e leggera acidità siano più che compensate dall’effetto ipo-glicemizzante e alcalinizzante della frutta grassa e della frutta ortaggio.
Da notare che anche tutta la frutta acida (agrumi, kiwi, melograni, ananas e molta frutta tropicale) e la frutta essiccata (datteri, fichi essiccati, albicocche secche, prugne secche, etc) andrebbero ridotte sempre più fino ad essere eliminate, in ragione della eccessiva acidificazione che producono. Si pensi che la frutta acida presenta un PH compreso tra 2 e 3. E’ decisamente acida. Qualcuno sostiene che rilascia ceneri alcaline durante la digestione. Ma questo è il risultato del cosiddetto “effetto tampone”. Per mantenere in equilibrio il PH ematico anche in presenza di cibi fortemente acidificanti, il nostro sistema preleva i minerali alcalini dai tessuti (denti, capelli, organi, pelle, ossa, etc) mantenendo un PH neutro.
Ma perchè questo sistema dovrebbe funzionare?
“… il nostro organismo è in realtà un complesso sistema di onde elettromagnetiche ed è molto sensibile alle interferenze che le frequenze elettromagnetiche del cibo ci procurano. A livello subatomico possiamo definirci semplicemente un fascio di luce. La frutta, infatti, cresce e si ingrossa proprio grazie alla luce del sole, assorbendone miliardi di fotoni”.
“…quando assumiamo del cibo non adatto al nostro organismo che presenta una frequenza elettromagnetica troppo bassa, otteniamo un danno molecolare molto profondo, che con il passare degli anni sgretola letteralmente tutto il nostro organismo” (Fonte: “La frutta che Paradiso” di Pagani, Lullo, Nicolig).
Chi è elettrosensibile è più sensibile della media alle vibrazioni intorno a sé. Se si nutre di cibo con frequenze troppo basse (cibo cotto, cadaveri di animali, cibo raffinato, etc), il suo corpo è in disarmonia e lui lo sente molto di più rispetto alle persone dotate di sensibilità media. Va da sé che il risultato è un forte disagio. Inoltre, il corpo, intossicato, essendo in risonanza con le frequenze più basse, risuona con esse, avvertendo con maggior pesantezza le vibrazioni disturbanti.
Se però il sistema elettromagnetico dell’organismo è in equilibrio, grazie ad una alimentazione di sola frutta, l’impatto con queste energie è molto più soft e meno destabilizzante.
Un giorno, mentre guardavo degli uccellini appollaiati su un cavo dell’alta tensione pensavo: “Ma come mai quegli uccellini si posano proprio lì? La tensione che scorre lungo i cavi non gli dà fastidio?”. Sembrava quasi che per loro non ci fosse differenza tra l’appollaiarsi sul ramo di una albero o su un traliccio dell’alta tensione. Mi son detto che dovesse esserci una buona ragione per cui lo facessero e mi chiedevo quale fosse la differenza tra loro e noi che invece, nelle vicinanze di un traliccio subiamo un danno biologico. Alla fine mi è venuto un lampo e ho capito che la differenza tra noi e gli uccellini è che loro si cibano di cibo specie specifico, mentre noi umani no.
In effetti, mi è capitato di constatare che seguendo il fruttarismo sostenibile, il lavoro al PC è molto meno pesante e la vicinanza di WI-FI o altri trabiccoli elettromagnetici non si avverte quasi più.
C’è anche da dire che l’elettrosensibile è sensibile a tutte le energie, non solo alle radiofrequenze.
È importante per lui, quindi, prestare molta attenzione a tutto ciò con cui entra in contatto.
Oltre ai PC e ai telefonini deve prestare molta attenzione alle persone con cui interagisce. Essendo sensibilissmo è in grado di percepire lo stato vibratorio di chi gli sta intorno. E quindi può succedere che stia molto male se una persona intorno a lui sta molto male e ha vibrazioni molto basse.
Lo stesso dicasi per i luoghi che frequenta. Difficilmente si sentirà a suo agio in un reparto d’ospedale, in cui la vibrazione che regna è la paura, oppure in una discoteca o in un affollato centro commerciale in cui le energie sono piuttosto bassine e orientate allo sballo sensoriale.
Si può estendere il discorso anche ai contenuti visitati sul web. È indubbio che l’elettrosensibile non dovrebbe abusare del PC e soprattutto di internet. Ma qui voglio sottolineare che esiste sito e sito sul web. Alcuni siti emanano una frequenza vibratoria molto bassa e questo può causare nella persona sensibile dei malesseri. Mi riferisco ai siti di pornografia o ai social network o siti dai contenuti non troppo elevati.
Quindi il discorso e la presa di coscienza in questo campo va effettuta a 360°.
E’ interessante fare un collegamento con il crudismo predicato da Gesù Cristo secondo il “Vangelo Esseno della Pace”. Secondo questo Vangelo apocrifo, Gesù apparteneva alla tribù degli Esseni, un popolo di guaritori che seguivano una dieta crudista. Le prescrizioni che Gesù impartiva ai malati, agli storpi ed agli appestati era sempre la stessa: “Digiunate e in seguito cibatevi solo di frutta e verdure crude. In questo modo farete uscire dal vostro corpo i vostri peccati e Satana (le tossine alimentari, oltre che causate da uno stile di vita errato)”.
Per concludere, è necessario sottolineare che per arrivare ad un’alimentazione fruttariana è importante procedere per gradi per evitare di incappare in pesanti crisi eliminative che possono portare ad interrompere la transizione alimentare e a pensare che cibarsi di frutta sia nocivo o “non faccia per voi”.
Non sarebbe gradevole sperimentare la disavventura di Ashton Kutcher, l’attore che interpretò Steve Jobs nel film che narrava la sua vita. Egli è finito in ospedale perchè ha voluto diventare fruttariano per meglio calarsi nella parte dell’ideatore della Apple, il quale ha passato un certo periodo della propria vita cibandosi di sola frutta. Il problema per lui non è stata la frutta. Il problema era che lui era molto intossicato dal cibo che mangiava precedentemente e un così repentino cambio di alimentazione ha portato ad una massiccia espulsione di tossine tutte in una volta sola, causando malesseri all’attore che è stato ricoverato. I mass media proclamavano la dannosità della frutta. Invece sarebbe stato più corretto proclamare la potenza della frutta che stava letteralmente sciogliendo ed espellendo ammassi di tossine ferme nel corpo di Kutcher da troppi anni. Ma come potevano, il povero Ashton e gli sprovveduti medici saperlo?
Si consiglia quindi di non forzare le tappe e procedere un passettino per volta, eliminando gradualmente i cibi di origine animale ed aumentando al contempo la percentuale di cibo crudo nella propria alimentazione. Se possibile, è importante abituarsi il prima possibile a mangiare mele rosse a colazione e a pranzo.
IL MIGLIOR ANTIDEPRESSIVO ESISTENTE: MADRE NATURA!
La miglior cura contro la depressione? Il contatto con Madre Natura.
L’Essere Umano è un elemento della creazione ed è parte integrante della Natura e non è, invece, una scheggia impazzita estranea ad essa.
Più siamo in coesione. In collegamento con Madre Terra, e più aumenta la nostra felicità. È matematico.
Basta un po’ di spirito di osservazione: cosa accade quando prendi una boccata d’aria fresca dopo 8 ore in ufficio o in fabbrica, magari davanti allo schermo di un PC e con l’aria viziata nella stanza? Come ti senti? E come ti senti durante una passeggiata in montagna in mezzo ad un bosco con l’aria fresca che ti accarezza i capelli? E ancora, qual è la sensazione quando sei sdraiato in riva al mare con il sole che ti bacia la pelle e il profumo di salsedine che ti inebria i sensi? Potrei continuare all’infinito ma credo che il messaggio sia stato recepito.
Una persona dotata di sensibilità media conviene con me che la risposta a tutte queste domande piuttosto retoriche sia sempre affermativa. Tutte queste situazioni, relative al rapporto di simbiosi uomo-resto della natura, ci procurano sensazioni positive. E non è un caso.
Madre Natura è intimamente collegata con noi. O meglio, noi siamo parte integrante di essa. Esistono dei sottili equilibri che occorre rispettare per mantenere un rapporto sano con la natura, e che permettono a noi di stare bene e di vivere in maniera divina. Guarda caso, mantenendo intatti questi equilibri, permettiamo agli animali, ai vegetali, al regno minerale – tutta la Natura, quindi – di vivere ed esistere in perfetto equilibrio e quindi con la massima felicità.
La depressione è causata dalla rottura di questi equilibri e dall’allontanamento dell’uomo da Madre Terra. Va da sé che invertendo la rotta, ossia riavvicinandoci ad essa, con molta probabilità torniamo ad essere più felici e senz’altro meno depressi. Non serve andare a vivere in mezzo alla foresta amazzonica (sarebbe comunque una buonissima idea!), ma si può cominciare con qualche passeggiata nei campi e nei boschi, con l’utilizzare la bicicletta, anziché l’auto, oppure camminando per andare a fare la spesa, anziché prendere sempre i mezzi a motore. Possiamo iniziare con qualche esercizio fisico all’aria aperta, accarezzando un animale o semplicemente prendendo il sole in giardino o sul balcone di casa. Un’abitudine che è molto utile acquisire è quella di abbracciare un albero. Sì, hai capito bene, devi abbracciarlo! Ti sembrerà, forse una cosa da folli, ma tra te e la pianta potrebbe nascere l’amore! È molto probabile che dopo qualche minuto abbracciando l’albero (o seduto con la schiena appoggiata al tronco) ti sentirai molto bene, più rilassato, con la testa sgombra da ansie e preoccupazioni). Cosa succede durante questo scambio energetico non è semplicemente spiegabile a livello scientifico, ma lo è a livello intuitivo ed energetico. In pratica, la pianta ripulisce la tua energia congestionata e ti ricarica letteralmente di nuova energia pulita. Provare per credere!
È una pratica semplice che tutti possiamo fare in giardino o al parco.
Direi che è addirittura essenziale dal momento che l’uomo è lontanissimo dalla Natura e non è più in simbiosi con il resto del Creato da un bel po’ di tempo. Del resto non occorre una laurea in materie scientifiche per capirlo. L’essere umano si è discostato non poco dall’armonia naturale, creando notevoli disastri al pianeta e notevoli disastri a sé stesso e non per nulla la nostra razza è martoriata dalle malattie fisiche e mentali. Il famoso “effetto farfalla” è anche questo. Ogni danno arrecato al divino creato, ci torna indietro e non possiamo certo vivere troppo felici in questo contesto.
È una sorta di karma. L’uomo si comporta in maniera dissennata verso la Natura, stuprandola letteralmente per fini egoistici e meramente economici. Con l’avvento del capitalismo, non esiste più rispetto per le forme viventi che vengono viste solo come mucche da mungere per portare a casa il maggior profitto possibile. E chi se ne frega se gli animali soffrono o muoiono, chi se ne frega se le foreste vengono distrutte per far posto a colture intensive più convenienti per la bocca e la pancia corrotte dell’uomo e per il suo sempre più insanguinato portafoglio. Pensi davvero che tutto questo non incida sulla nostra salute fisica e mentale?
LA SALUTE È UNA SCELTA
La salute è una scelta. Non è una fortuna. La salute è una cosa seria e non va delegata a nessuno: va autogestita! Chi meglio di noi stessi può conoscere la nostra personale situazione psico-fisica? Chi meglio di noi può capire ciò di cui abbiamo bisogno?
Non è più possibile, nel 21° secolo, dover delegare la gestione di un’area così importante della nostra vita!
Del resto non abbiamo più scuse. Non possiamo più ignorare. Le informazioni girano velocemente su internet e sui libri sempre più aggiornati, interessanti ed evolutivi.
A questo punto dobbiamo solo scegliere.
Scegliere se stare nella Cultura della Morte o nella Cultura della Vita.
E’ un bivio.
Se scelgo la prima, entro in un mondo dove la salute viene gestita dalla lobby farmaceutica e dalla cricca dei medici dal bisturi facili, meri prescrittori di pillole e farmaci, chemioterapie e radioterapie, e appassionati di taglia e cuci, portando le persone a sfinirsi in una illusoria ricerca della salute, che invece conduce ad un decadimento psico-fisico progressivo ed inesorabile.
In questo caso non direi che sei in buone mani.
Se scelgo la Cultura della Vita, entro in un Regno in cui la salute va autogestita, attraverso un’alimentazione adatta all’essere umano, senza veleni, senza cibi inadatti alla nostra specie. Un Regno in cui le persone si prendono tutta la responsabilità di ciò che accade alla loro sfera di salute psico-fisica. Un regno senza farmaci, senza interventi chirurgici, senza malattie.
Non è più sfortuna! Ora qui tutto dipende da me e dalle mie scelte!
Abbiamo tutte le carte in regola per poter gestire la qualità della nostra salute e quindi della nostra vita. Senza bisogno di intermediari, in totale autonomia.
Un sogno? No. E’ la realtà.
Sì proprio così! Può sembrar strano ma se siamo informati a dovere e convinti che non si debba delegare a dei professionisti medici la nostra felicità, possiamo raggiungere un livello di salute mai sperimentato prima.
Sempre più persone, anziché rivolgersi al medico curante, si rivolgono ora al potere di autoguarigione del nostro corpo. E’ una capacità innata in tutti noi! Non serve la pillola, la pastiglia, la cura, la terapia. Basta solo ascoltare. Sapere ascoltare i segnali del nostro corpo.
Non serve fare chissà cosa. Anzi occorre non fare. Meno facciamo e meglio è.
Il dottor Sistema Immunitario sa quello che deve fare. Basta solo ascoltarlo. E lasciarlo fare.
E’ semplice. Molto semplice. Molto più di quello che si pensi.
La salute è la situazione normale del nostro organismo. Non la malattia. La malattia è un segnale che ci sta avvertendo che qualcosa non va, che sbagliamo qualcosa. Qualcuno la chiama addiritura benattia! L’unica cosa che dobbiamo fare è ascoltare profondamente questo segnale. Un mal di testa non va sedato con le pastiglie. Esso può stare ad indicare diverse cose: ho forse mangiato troppi zuccheri o qualcosa di indigesto? Può darsi. Sono stressato perchè lavoro troppo? Può darsi. Ho bisogno di riposo? Può darsi.
La buona notizia è proprio questa: è possibile auto-guarire ed auto-gestire la propria salute. Ed è pure doveroso.
Riposo, giusta alimentazione, equilibrio fisico e mentale sono i nostri alleati! E poi fede. Quella è fondamentale. E tutto passa.
Ma da quali patologie si può auto-guarire? Da tutte. Ripeto: l’essere umano è fatto per essere in salute. Mal di testa, congiuntiviti, depressioni, stanchezze croniche, epatiti, gastriti, artriti, miopie, e ci più ne ha, più ne metta. Anche dal cancro si può auto-guarire? Certamente sì!
Da millenni gli insegnamenti del potere di auto-guarigione dell’organismo operano secondo gli stessi principi. Medicina tradizionale Cinese, medicina Ayurvedica, Igiene Naturale li conoscono da secoli.
Un’esercito sempre più consistente di persone ha scelto di aderirvi e vive con un grado di libertà e di felicità senza dubbio maggiore rispetto alla moltitudine che non vede o non vuol vedere questa realtà.
E tu da che parte vuoi stare?
all’effetto sulle semine e sui trapianti in agricoltura. L’essere umano non è esente dalle influenze lunari. La luna, infatti, ha degli effetti anche sul nostro corpo e sulla nostra psiche. Molte persone, in concomitanza con la luna piena si sentono “strane”, non stanno bene. I disturbi, sono perlopiù sul piano psicologico: si avverte uno strano malessere che porta con se svogliatezza, maggiori paure, angosce, maggior difficoltà ad affrontare la vita e i suoi problemi, difficoltà a dormire, maggior irascibilità, depressione, senso di sfiducia, perdita temporanea di memoria.Le persone più sensibili avvertono maggiormente la cosa e questo può essere spiacevole, soprattutto se non sanno a cosa è dovuta. Ma è bene sapere che ogni accadimento ha un perché. Nulla è a caso. Se qualche volta non ci sentiamo proprio bene, beh di sicuro c’è un motivo. La luna piena è uno di questi motivi.
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