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Lapena, dimissioni subito o addio a fine stagione? Intanto c’è il Canada

Lapena

Uscire dall’Eurolega in quel modo è stato pesantissimo. Per i due derby persi con la Reyer, per aver sbancato il Taliercio in rimonta in gara 1, perché davanti al suo pubblico il Famila perde una volta ogni morte di Papa. E perché rispetto alla scorsa stagione europea si sarebbe dovuto fare un passo in più in avanti, non indietro. Poi c’è quell’immagine di Sottana in lacrime che ha concluso la sua esperienza in Eurolega, sul campo dove l’aveva iniziata. Ma avrebbe voluto un finale diverso.

Senza la capitana la prossima stagione c’è aria di rivoluzione nel roster, così come appare sempre più probabile la separazione con coach Victor Lapena, nonostante un altro anno di contratto. A meno che non arrivino prima le dimissioni dell’allenatore spagnolo, come già accaduto la scorsa stagione a Mersin, nonostante la squadra si fosse già qualificata Final Six.

In questi giorni Lapena è impegnato anche lui come le Azzurre (Zanardi lasciata a casa da Capobianco) nel torneo pre Mondiale con la Nazionale del Canada, ma nel girone di Instanbul. Una “pausa” vitale per staccare da ciò che è avvenuto in Eurolega, ma anche un momento di riflessione per capire se la barca arancione è ancora a galla, verso la rotta dello Scudetto. Per il tecnico spagnolo non prendere parte per il secondo anni di fila alle Final Six organizzate nella sua città, Saragozza, è stato un ulteriore colpo da digerire.

“A Mersin il mio rapporto con la dirigenza era buono – ha ricordato nell’intervista di cui abbiamo già scritto a El Periodico de Aragon – ma hanno un modo molto personale di gestire una squadra a questo livello, soprattutto con il presidente. C’erano cose con cui non ero d’accordo. Abbiamo avuto un paio di scontri, non discussioni importanti, ma lui diceva certe cose e io non la vedevo così”.

“Abbiamo perso una partita che potevamo perdere – ha aggiunto – lui si è scaldato, io pure, e abbiamo deciso di separarci. Fin dall’inizio, le cose non sono andate bene perché mi avevano promesso una serie di cose che non hanno mantenuto. Il rapporto professionale non era giusto; era un po’ tossico. Non mi piaceva quella cultura del club. Tutto il contrario di Schio, dove mi diverto molto perché è più facile andare d’accordo con i dirigenti. Mi permettono di essere me stesso”.

“Una Final Six di Eurolega è qualcosa a cui non partecipavo da anni – aveva concluso Lapena – da quando ho deciso di andare in Canada. E giocare a Saragozza è qualcosa di molto speciale, alla Príncipe Felipe Arena. Sono tanti sogni e aspirazioni”.

Andati in fumo in una settimana.