Una delle più iconiche cestiste della storia, Uljana Semjonova, in questo inizio d’anno se n’è andata in cielo. Prima donna non statunitense ad essere inserita nella Naismith Basketball Hall of Fame, con i suoi 213 cm e una grande tecnica sotto i tabelloni la lettone ha dominato la scena mondiale per un quindicennio.
Verrà ricordata anche stasera durante la partita di Eurolega a Schio (ore 20 contro Girona), con diversi appassionati scledensi che erano presenti in quel 1985, anno della epocale finale contro le allora imbattibili sovietiche del Riga. L’85/86 fu anche la stagione in cui iniziò l’era del presidente Marcello Cestaro, uno dei cicli sportivi più lunghi e vincenti di tutto il panorama sportivo italiano.
Nella finale di Eurolega, giocata a Viterbo, l’americana Janice Lawrence è riuscita a contenere in difesa Semjonova, insieme a Bev Smith, Lidia Gorlin, Mara Fullin e l’astro nascente europeo Catarina Pollini a 19 anni. Dalla panchina della squadra allenata da Aldo Corno uscivano Peruzzo e Passaro.
L’arco del tiro da tre era appena stato introdotto nel regolamento e la difesa berica produsse 18 palle recuperate in area. Finì in trionfo per 63-55: Lawrence chiuse con 22 punti, 7 rimbalzi e 6 recuperi, 14 per Gorlin. Semjonova ne fece “solo” 25, con 9 rimbalzi e le “consuete” 9 stoppate.
Vicenza-Riga segnò la fine dell’era-Semjonova, poi arrivò l’epoca di un’altra “pivottona”, Razija Mujanovic, che negli anni ‘90 battagliò spesso contro il Famila e vinse l’Eurolega con Como e Corno.
Una delle più iconiche cestiste della storia, Uljana Semjonova, in questo inizio d’anno se n’è andata in cielo. Prima donna non statunitense ad essere inserita nella Naismith Basketball Hall of Fame, con i suoi 213 cm e una grande tecnica sotto i tabelloni la lettone ha dominato la scena mondiale per un quindicennio.
Verrà ricordata anche stasera durante la partita di Eurolega a Schio (ore 20 contro Girona), con diversi appassionati scledensi che erano presenti in quel 1985, anno della epocale finale contro le allora imbattibili sovietiche del Riga. L’85/86 fu anche la stagione in cui iniziò l’era del presidente Marcello Cestaro, uno dei cicli sportivi più lunghi e vincenti di tutto il panorama sportivo italiano.
Nella finale di Eurolega, giocata a Viterbo, l’americana Janice Lawrence è riuscita a contenere in difesa Semjonova, insieme a Bev Smith, Lidia Gorlin, Mara Fullin e l’astro nascente europeo Catarina Pollini a 19 anni. Dalla panchina della squadra allenata da Aldo Corno uscivano Peruzzo e Passaro.
L’arco del tiro da tre era appena stato introdotto nel regolamento e la difesa berica produsse 18 palle recuperate in area. Finì in trionfo per 63-55: Lawrence chiuse con 22 punti, 7 rimbalzi e 6 recuperi, 14 per Gorlin. Semjonova ne fece “solo” 25, con 9 rimbalzi e le “consuete” 9 stoppate.
Vicenza-Riga segnò la fine dell’era-Semjonova, poi arrivò l’epoca di un’altra “pivottona”, Razija Mujanovic, che negli anni ‘90 battagliò spesso contro il Famila e vinse l’Eurolega con Como e Corno.
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