La vicenda della partita Agrigento-Vicenza (dello scorso febbraio 2025) portata all’attenzione dal comunicato della Fortitudo, per la questione “giocatori a referto” ed il mancato intervento del giudice sportivo, è arrivata durante la settimana di preparazione alla partita decisiva di Orzinuovi, per un posto in Coppa Italia tra le quattro migliori squadre del girone d’andata.
La dirigenza berica era tutta presente al PalaBertocchi e in tribuna si è visto anche l’ex tecnico biancorosso Cesare Ciocca, rimasto in ottimi rapporti, oggi tornato nella sua Bergamo in B2, dopo l’esonero di Mestre. Quello che ci è stato riportato, cerca di chiarire cosa sia accaduto in quella trasferta siciliana ed il perché il giudice sportivo non abbia ritenuto di infliggere il 20-0 a tavolino, come avvenuto ai danni di Agrigento ad Omegna.
Nell’ultimo allenamento di rifinitura, tre ore prima della partenza verso l’aeroporto, Nicholas Carr rimaneva vittima di un serio infortunio, con distorsione di alto grado e grave versamento ad una caviglia. Subito visitato dal medico sociale, ne veniva certificata l’impossibilità non solo a giocare, ma neppure a viaggiare, non potendo il giocatore posare il piede a terra. La società vicentina si è quindi vista costretta a non farlo partire per Agrigento.
Al riconoscimento arbitrale prima della gara, ha presentato una dettagliata memoria dell’accaduto, producendo relativo certificato medico e biglietto aereo del giocatore non imbarcato. Ciò facendo la società vicentina dava prova dell’impossibilità oggettiva di poter procedere alla sostituzione dell’atleta, in mancanza di ogni necessaria tempistica. La partita si è regolarmente disputata ed il risultato del campo veniva omologato, ritenute pertinenti le motivazioni addotte. Da aggiungere che, sportivamente, la Fortitudo Agrigento non ebbe a sollevare contestazioni e reclamo alcuno.
Alla luce della sanzione inflitta a tavolino al club siciliano c’è da chiedersi se la norma del regolamento non debba inserire varianti di flessibilità in occasione di gare che prevedano per un club una lunga percorrenza e nelle quali, a fronte di cause di forza maggiore, diventa estremamente difficoltoso trovare una soluzione per rispettare il disposto di “nove giocatori di formazione italiana a referto”.
La vicenda della partita Agrigento-Vicenza (dello scorso febbraio 2025) portata all’attenzione dal comunicato della Fortitudo, per la questione “giocatori a referto” ed il mancato intervento del giudice sportivo, è arrivata durante la settimana di preparazione alla partita decisiva di Orzinuovi, per un posto in Coppa Italia tra le quattro migliori squadre del girone d’andata.
La dirigenza berica era tutta presente al PalaBertocchi e in tribuna si è visto anche l’ex tecnico biancorosso Cesare Ciocca, rimasto in ottimi rapporti, oggi tornato nella sua Bergamo in B2, dopo l’esonero di Mestre. Quello che ci è stato riportato, cerca di chiarire cosa sia accaduto in quella trasferta siciliana ed il perché il giudice sportivo non abbia ritenuto di infliggere il 20-0 a tavolino, come avvenuto ai danni di Agrigento ad Omegna.
Nell’ultimo allenamento di rifinitura, tre ore prima della partenza verso l’aeroporto, Nicholas Carr rimaneva vittima di un serio infortunio, con distorsione di alto grado e grave versamento ad una caviglia. Subito visitato dal medico sociale, ne veniva certificata l’impossibilità non solo a giocare, ma neppure a viaggiare, non potendo il giocatore posare il piede a terra. La società vicentina si è quindi vista costretta a non farlo partire per Agrigento.
Al riconoscimento arbitrale prima della gara, ha presentato una dettagliata memoria dell’accaduto, producendo relativo certificato medico e biglietto aereo del giocatore non imbarcato. Ciò facendo la società vicentina dava prova dell’impossibilità oggettiva di poter procedere alla sostituzione dell’atleta, in mancanza di ogni necessaria tempistica. La partita si è regolarmente disputata ed il risultato del campo veniva omologato, ritenute pertinenti le motivazioni addotte. Da aggiungere che, sportivamente, la Fortitudo Agrigento non ebbe a sollevare contestazioni e reclamo alcuno.
Alla luce della sanzione inflitta a tavolino al club siciliano c’è da chiedersi se la norma del regolamento non debba inserire varianti di flessibilità in occasione di gare che prevedano per un club una lunga percorrenza e nelle quali, a fronte di cause di forza maggiore, diventa estremamente difficoltoso trovare una soluzione per rispettare il disposto di “nove giocatori di formazione italiana a referto”.
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