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Colombo tra gli “amatori” maschi: dall’A2 donne al campionato Uisp

Anna Colombo aveva iniziato, come le gran parte delle ragazze, giocando a minibasket con i coetanei maschi. Poi la trafila con le giovanili dell’As Vicenza e tante stagioni di alto livello in serie A2 tra Vicenza e Sarcedo, intervallate da alcune annate di pausa, per questioni extra campo. É sempre stata una giocatrice particolare e ora sarà una delle poche donne a giocare con e contro i maschi nel campionato Uisp, l’Unione italiana sport per tutti, ente sportivo e associazione di promozione sociale diffusa soprattutto in Emila Romagna, ma che si sta allargando in tutta Italia.

Colombo si trova già a suo agio, “beata tra gli amatori” delle squadre miste Uisp in Veneto, riuscendo a conciliare lavoro e sport vicino a casa: per ora non ha nessuna intenzione di tornare al basket femminile, nonostante diverse proposte ricevute. A raccontare la filosofia del mondo Uisp è Andrea Dreini, responsabile della sezione basket.

“Noi della pallacanestro siamo dei fanatici – spiega Dreini – perchè lo viviamo come una scuola di vita in cui si impara a stare con gli altri, a controllare le proprie reazioni, non si può esagerare perché si è all’interno di una comunità. Ed è una filosofia che ritrovi a tutti i livelli, dal playground di periferia all’NBA: ovviamente dove girano tanti soldi e ci sono grandi interessi in gioco le cose un po’ cambiano, ma non si raggiungono ad esempio le esagerazioni del calcio. Anche i grandi campioni in qualche modo restano nei confini del campo, che è piccolo e quindi ognuno deve stare al suo posto, altrimenti ci si scontra con gli altri. Tra l’altro è anche uno sport molto politicizzato, legato alle comunità di appartenenza, a differenza del calcio che spesso è vissuto come emancipazione dalla comunità. Non è un caso che le grandi campagne contro razzismo e discriminazioni siano nate proprio da questo mondo per allargarsi poi a tutto il mondo, sportivo e non”.

Dreini ha scelto di utilizzare il linguaggio del basket nei laboratori motori realizzati nell’ambito del progetto Uisp contro violenze e stereotipi di genere, rivolto agli studenti delle scuole superiori: “Ci ha aiutato a trasmettere il rispetto della corporeità ad acquisire il concetto del limite nel contatto con l’altro”.

Secondo il responsabile della Pallacanestro Uisp il contesto in cui si alimenta e trasmette questo approccio è proprio quello del basket di strada, giocato nei campetti, non strutturato: “E’ lì che ti alleni per le partite vere, dove il gioco è autogestito, dove sei tu che impari a stare con gli altri e rispetti le regole perchè lo decidi, non perchè c’è un arbitro che ti fischia il fallo. Questo sport è fondamentale per imparare a gestire il conflitto: nel gioco il contatto è continuo ma c’è un limite molto preciso e al campetto devi valutare tu la soglia da non superare, all’interno di un sistema di regole comuni e condivise. Infatti, spesso la pratica del basket si usa per curare sindromi che hanno tra i sintomi la paura della relazione con l’altro”.

A luglio a Rimini 60 squadre, tra cui i BePop Vicenza, hanno giocato le Finali nazionali, mentre sono centinaia le squadre che stanno prendendo parte alle tappe di Summerbasket, in attesa del Master finale in programma a settembre a Cesenatico, da venerdì 9 a domenica 11. “Dopo due anni di interruzione causa Covid, finalmente torna l’appuntamento nazionale che i nostri soci stavano aspettando. L’anno scorso abbiamo organizzato una trentina di tappe ma non siamo riusciti a realizzare il Master, quindi quella di settembre sarà la festa del 2021 e del 2022. In tutta Italia la partecipazione è molto alta, con oltre 50 tappe, vicine ai livelli pre-covid, quindi a Cesenatico ci aspettiamo una trentina di squadre, anche se già per le finali la partecipazione ha superato ampiamente le nostre aspettative”.