La stagione del Famila Wuber Schio é iniziata giovedì con il primo allenamento al PalaRomare agli ordini di uno staff tecnico affiatato e confermato in toto. A capo c’é coach Georgios Dikaioulakos che al suo primo anno in Italia ha vinto tutto (da una rocambolesca Supercoppa contro la Reyer, poi imbattuto in campionato e coppa, fino alla doppietta finale con la Virtus) e si é già ambientato anche con il comitato allenatori del presidente Ettore Messina, con una prima lezione per i tecnici italiani pubblicata sul magazine della Fip.
Dikaioulakos ha presentato le diverse situazioni di gioco per la difesa (suo marchio di fabbrica) in particolare su un tiratore, definendo regole, responsabilità e adeguamenti per costringere l’attacco a scelte poco efficaci (sotto alcuni schemi), esplicando in diversi passaggi anche la sua filosofia sul gioco: “Non credo in squadre buone e squadre scarse, in buoni giocatori e scarsi giocatori: non mi piace dare etichette, vedo solo giocatori con vantaggi e svantaggi”.
“Cari colleghi – è il suo esordio – è un grande piacere e onore per me condividere le mie conoscenze e alcune idee tattiche con voi. La conoscenza è uno dei pochissimi principi su cui nel nostro mondo vale ancora la pena investire. Anche per me condividere le conoscenze con voi è qualcosa che mi crea una motivazione in più per cercare nuove idee e nuovi metodi per insegnare questo meraviglioso sport”.
“A volte – prosegue – difendere un tiratore può essere la missione di un solo giocatore, il suo difensore, ma ci sono altre volte in cui è necessario coinvolgere più giocatori o avere una filosofia generale riguardo la difesa di squadra, fino a quando tutti si muoveranno automaticamente come se assistiamo a un’esibizione di ballo di cinque ballerini che sanno esattamente dove devono andare e come muoversi in armonia.
“Durante la preparazione della partita comunque i giocatori devono sapere già tutto e non devono cominciare a lavorare su qualcosa come se fosse la prima volta appena due giorni prima del match. Un altro punto su cui dobbiamo porre enfasi mentre insegniamo qualsiasi tipo di difesa, è il lavoro di piedi dei difensore e il loro posizionamento sul campo. Più e più volte vediamo difensori essere battuti dagli avversari solo perchè il loro lavoro di piedi è terribile e il loro posizionamento in campo, soprattutto sul lato debole, è troppo lontano o troppo vicino dai diretti avversari, troppo alto o troppo basso. Ecco perchè attraverso l’utilizzo degli shell drills ed altri “pre-drills” proviamo a risolvere questi problemi. Credetemi: è un lavoro che richiede un sacco di tempo. Ultima ma non per importanza è la comunicazione, che deve essere chiara e fatta in anticipo. La chiamata in ritardo della difesa sul pick and roll, ad esempio, mostrerà una difesa corretta ma in ritardo. Noi siamo soliti usare chiamate speciali e le ripetiamo tre volte ad alta voce e in modo molto chiaro, come ad esempio: “BLOCCO, BLOCCO, BLOCCO!”.
“Ripeto sempre alla mia squadra – conclude nel suo preambolo – che una buona squadra in difesa dapprima la ascolti comunicare e poi la vedi difendere in modo corretto”.
La stagione del Famila Wuber Schio é iniziata giovedì con il primo allenamento al PalaRomare agli ordini di uno staff tecnico affiatato e confermato in toto. A capo c’é coach Georgios Dikaioulakos che al suo primo anno in Italia ha vinto tutto (da una rocambolesca Supercoppa contro la Reyer, poi imbattuto in campionato e coppa, fino alla doppietta finale con la Virtus) e si é già ambientato anche con il comitato allenatori del presidente Ettore Messina, con una prima lezione per i tecnici italiani pubblicata sul magazine della Fip.
Dikaioulakos ha presentato le diverse situazioni di gioco per la difesa (suo marchio di fabbrica) in particolare su un tiratore, definendo regole, responsabilità e adeguamenti per costringere l’attacco a scelte poco efficaci (sotto alcuni schemi), esplicando in diversi passaggi anche la sua filosofia sul gioco: “Non credo in squadre buone e squadre scarse, in buoni giocatori e scarsi giocatori: non mi piace dare etichette, vedo solo giocatori con vantaggi e svantaggi”.
“Cari colleghi – è il suo esordio – è un grande piacere e onore per me condividere le mie conoscenze e alcune idee tattiche con voi. La conoscenza è uno dei pochissimi principi su cui nel nostro mondo vale ancora la pena investire. Anche per me condividere le conoscenze con voi è qualcosa che mi crea una motivazione in più per cercare nuove idee e nuovi metodi per insegnare questo meraviglioso sport”.
“Durante la preparazione della partita comunque i giocatori devono sapere già tutto e non devono cominciare a lavorare su qualcosa come se fosse la prima volta appena due giorni prima del match. Un altro punto su cui dobbiamo porre enfasi mentre insegniamo qualsiasi tipo di difesa, è il lavoro di piedi dei difensore e il loro posizionamento sul campo. Più e più volte vediamo difensori essere battuti dagli avversari solo perchè il loro lavoro di piedi è terribile e il loro posizionamento in campo, soprattutto sul lato debole, è troppo lontano o troppo vicino dai diretti avversari, troppo alto o troppo basso. Ecco perchè attraverso l’utilizzo degli shell drills ed altri “pre-drills” proviamo a risolvere questi problemi. Credetemi: è un lavoro che richiede un sacco di tempo. Ultima ma non per importanza è la comunicazione, che deve essere chiara e fatta in anticipo. La chiamata in ritardo della difesa sul pick and roll, ad esempio, mostrerà una difesa corretta ma in ritardo. Noi siamo soliti usare chiamate speciali e le ripetiamo tre volte ad alta voce e in modo molto chiaro, come ad esempio: “BLOCCO, BLOCCO, BLOCCO!”.
“Ripeto sempre alla mia squadra – conclude nel suo preambolo – che una buona squadra in difesa dapprima la ascolti comunicare e poi la vedi difendere in modo corretto”.
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