Marco Venezia ne ha raggiunte cinque di promozioni (quattro con Arzignano) nella sua carriera di allenatore. Grande appassionato della palla a spicchi a tutto tondo, ha deciso dopo l’apice dell’esperienza in serie B con Vicenza di ripartire, passato lo stop per covid, dal Concordia Schio in serie D. E al primo colpo ha raggiunto il salto di categoria in C2, al termine di una stagione lunghissima, con tre finali da tre format diversi, culminata nell’ultima col trionfo nel doppio confronto contro i trentini del Gardolo. Un’impresa in cui quasi nessuno credeva, visto il roster a disposizione e le vicissitudini che han colpito la squadra durante la stagione, ma soprattutto la partenza a rilento, quasi dal fondo della classifica, nel marasma della retrocessione.
“Non era una squadra pensata per vincere il campionato – esordisce Venezia, che torna a parlare coi media dopo lungo tempo – però adesso che ce l’abbiamo fatta proveremo a consolidarci in C2. Ho passato due giorni in apnea, ad Arzignano abbiamo costruito una squadra forte con la famiglia Dal Dosso, ma questa è stata la promozione più bella perchè c’era maggior differenziale tra il potenziale di squadra e il risultato raggiunto, abbiamo dovuto costruirci tutto il percorso e ho la consapevolezza di aver inciso”.
Un’annata di promozioni per le squadre della provincia berica, oltre a Schio, anche Carrè e Dueville, con grande entusiasmo di pubblico: “Sono importanti soprattutto le presenze sugli spalti, da marzo anche noi abbiamo fatto quasi sempre il tutto esaurito al Don Bosco, a Dueville sono veramente bravi a portare avanti una realtà fortemente legata al territorio, qui a Schio è più un’attività che nasce dall’oratorio”.
Poi uno sguardo anche al movimento di vertice del basket vicentino: “La speranza è che il Famila faccia un passo in più a livello europeo per giustificare gli sforzi che sta facendo la proprietà, per quanto riguarda l’As Vicenza la retrocessione è un peccato, io ero nel 1983 a Firenze a vedermi la finale di Coppa Campioni. Per far crescere tutto il movimento servirebbero anche dei buoni risultati dalla serie B maschile”.
Venezia quindi torna per la prima volta a parlare della sua esperienza nel capoluogo: “per me rappresentatava il top, spiace come sia andata a finire, è stata una scelta affrettata e presa di pancia, senza una lucida analisi delle scelte di mercato. L’estate successiva hanno cambiato praticamente tutti i giocatori, c’era un po’ di confusione, spero per il bene della società che ora si siano chiariti le idee”.
Il suo Concordia intanto ha raggiunto anche le finali nazionali di Baskin a Isola Vicentina: si parte con due gironi, venerdì 24 e sabato 25 giugno. Gli scledensi, dove il baskin c’è già dal 2013, sono tra le otto squadre finaliste insieme all’Mba Bassano: le prime qualificate di ciascun girone si scontreranno domenica 26 per il primo e secondo posto, mentre le seconde del girone si affronteranno sempre domenica per il terzo e quarto posto.
Marco Venezia ne ha raggiunte cinque di promozioni (quattro con Arzignano) nella sua carriera di allenatore. Grande appassionato della palla a spicchi a tutto tondo, ha deciso dopo l’apice dell’esperienza in serie B con Vicenza di ripartire, passato lo stop per covid, dal Concordia Schio in serie D. E al primo colpo ha raggiunto il salto di categoria in C2, al termine di una stagione lunghissima, con tre finali da tre format diversi, culminata nell’ultima col trionfo nel doppio confronto contro i trentini del Gardolo. Un’impresa in cui quasi nessuno credeva, visto il roster a disposizione e le vicissitudini che han colpito la squadra durante la stagione, ma soprattutto la partenza a rilento, quasi dal fondo della classifica, nel marasma della retrocessione.
“Non era una squadra pensata per vincere il campionato – esordisce Venezia, che torna a parlare coi media dopo lungo tempo – però adesso che ce l’abbiamo fatta proveremo a consolidarci in C2. Ho passato due giorni in apnea, ad Arzignano abbiamo costruito una squadra forte con la famiglia Dal Dosso, ma questa è stata la promozione più bella perchè c’era maggior differenziale tra il potenziale di squadra e il risultato raggiunto, abbiamo dovuto costruirci tutto il percorso e ho la consapevolezza di aver inciso”.
Un’annata di promozioni per le squadre della provincia berica, oltre a Schio, anche Carrè e Dueville, con grande entusiasmo di pubblico: “Sono importanti soprattutto le presenze sugli spalti, da marzo anche noi abbiamo fatto quasi sempre il tutto esaurito al Don Bosco, a Dueville sono veramente bravi a portare avanti una realtà fortemente legata al territorio, qui a Schio è più un’attività che nasce dall’oratorio”.
Poi uno sguardo anche al movimento di vertice del basket vicentino: “La speranza è che il Famila faccia un passo in più a livello europeo per giustificare gli sforzi che sta facendo la proprietà, per quanto riguarda l’As Vicenza la retrocessione è un peccato, io ero nel 1983 a Firenze a vedermi la finale di Coppa Campioni. Per far crescere tutto il movimento servirebbero anche dei buoni risultati dalla serie B maschile”.
Venezia quindi torna per la prima volta a parlare della sua esperienza nel capoluogo: “per me rappresentatava il top, spiace come sia andata a finire, è stata una scelta affrettata e presa di pancia, senza una lucida analisi delle scelte di mercato. L’estate successiva hanno cambiato praticamente tutti i giocatori, c’era un po’ di confusione, spero per il bene della società che ora si siano chiariti le idee”.
Il suo Concordia intanto ha raggiunto anche le finali nazionali di Baskin a Isola Vicentina: si parte con due gironi, venerdì 24 e sabato 25 giugno. Gli scledensi, dove il baskin c’è già dal 2013, sono tra le otto squadre finaliste insieme all’Mba Bassano: le prime qualificate di ciascun girone si scontreranno domenica 26 per il primo e secondo posto, mentre le seconde del girone si affronteranno sempre domenica per il terzo e quarto posto.
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