Iniziano martedì sera i playoff di serie A1 femminile con una formula innovativa, ma che si richiama al passato: si giocheranno infatti sfide di andata-ritorno, facendo valere il criterio della differenza canestri. Il pareggio al termine della gara d’andata è ammesso, rimandando il verdetto alla sfida di ritorno che verrà disputata in casa della formazione meglio piazzata in regular season.
I quarti di finale per il Famila Wuber Schio partiranno alle 20.30 da San Martino di Lupari in un match che si sarebbe dovuto giocare anche l’anno scorso, ma è poi saltato per il focolaio di Covid-19 che ha costretto il Fila a rinunciare ai playoff. Giallonere che affronteranno la sfida senza tre pezzi importanti, Russo e Ianezic e Milazzo, dopo l’infortunio rimediato in Coppa Italia proprio contro Schio. In stagione è 3-0 per le scledensi e la serie appare dal risultato scontato: Palalupe con ingresso gratuito per cercare di spingere la squadra di casa in questa prima sfida da dentro o fuori, venerdì alla stessa ora la gara di ritorno al PalaRomare.
La formazione di coach Dikaioulakos ha vinto tutte le 28 partite giocate in Italia da settembre ad oggi e tutte le squadre che hanno concluso la regular season senza sconfitte hanno poi vinto lo scudetto. Schio vuole confermare la regola e il club del presidente Cestaro ora punta a completare una stagione perfetta, occorsa in pochi casi nei 91 anni di storia del campionato. Se si considerano soltanto i tornei a girone unico, sono otto le volte in cui una formazione ha chiuso la regular season imbattuta e solo sette i casi in cui è stata completata senza sconfitte un’intera stagione.
Il primo caso d’imbattibilità risale addirittura al 1938, il primo anno del campionato a girone unico: l’Ambrosiana Inter vince quattordici gare. L’Ambrosiana, che può contare nel suo calendario una vittoria 0-2 per rinuncia, contro la Ginnastica Roma, ma soprattutto due partite al cardiopalmo, il 19-18 contro Napoli della terz’ultima giornata e la vittoria in rimonta sulla Giordana Genova, rimasta con due sole giocatrici in campo (!), per 21-30. Altri punteggi, altri tempi.
Nel dopoguerra, completa una stagione perfetta la Pool Comense: il primo grande capolavoro lombardo arriva nel 1952. Si tratta della squadra dell’irripetibile Liliana Ronchetti (20 punti di media quella stagione), che vince quattordici partite e il tricolore, conquistando solo tre gare con uno scarto inferiore ai dieci punti, col curioso punteggio record per l’epoca del +61 sul campo di Napoli (13-74).
In seguito è tempo dell’epopea delle grandi dinastie dell’As Vicenza: la Recoaro completa addirittura due anni di fila senza sconfitte, vincendo i campionati 1967/1968 e 1968/1969 sotto la guida di coach Milan Vasojevic. Per Gentilin e compagne, tra cui una giovane Gorlin nella seconda stagione, 36 vittorie e il decisivo match di ritorno vinto 37-33 dalle vicentine davanti a 1100 spettatori per festeggiare l’agognato tricolore.
Gli anni ’70 sono quelli del grande Geas di Bocchi, Bozzolo e compagnia, guidata in panchina da Claudio Vandoni: anche per le rossonere due anni di fila, 1973/1974 e 1974/1975, senza mai perdere. La squadra di Sesto San Giovanni vince 44 partite raggiungendo Vicenza ancora oggi nel novero delle due uniche formazioni capaci di ripetersi in campionati perfetti consecutivi. La playmaker Rosetta Bozzolo ha partecipato a tutte e quattro le stagioni e può vantare il curioso record di aver completato quattro campionati da imbattuta, sostanzialmente un percorso imbattibile: chapeau.
In tutti questi casi il campionato a girone unico non riservava sorprese, non prevedendo i playoff. Con l’entrata in vigore della post season, la percentuale di rischio aumenta: nel 1986/1987 però ancora Vicenza, per la terza volta, riesce nell’impresa. La formazione targata Primigi è quella con il ruolino di marcia più impressionante: in un campionato a sedici squadre vince 30 partite, poi ne vince altre 5 ai playoff per un totale di 35 vittorie stagionali. A oggi è l’unica squadra che ha chiuso una stagione imbattuta tra regular season e playoff: una formazione leggendaria che poteva contare su stelle italiane come Pollini, Fullin e Gorlin ma anche su Janice Lawrence, ancora oggi la miglior marcatrice nella storia del campionato italiano e l’unica ad aver superato quota 10mila punti (10356), un’Everest forse impossibile da scalare.
L’As Vicenza oggi è invece invischiata nei bassifondi della serie A2 e ora l’aspetta un trittico casalingo determinante in chiave playout, a partire da mercoledì contro Treviso appaiata in classifica con otto punti. Chi vince fa un passo verso il terz’ultimo posto. La squadra allenata da Filippo Rossi, che ha sostituito la vicentina Silvia Martinello, ha vinto alla grande 77-59 due settimane fa contro Carugate, mentre le beriche sono cadute rovinosamente sul campo lombardo.
“Dobbiamo dare l’anima – dice coach Fabio Ussaggi – senza andare in cerca di scuse o di alibi. E’ arrivato il momento di stringere i denti e dare il massimo senza darci troppi pensieri. Sono sicuro che con me e il mio staff lo vogliono tutte le giocatrici”.

Iniziano martedì sera i playoff di serie A1 femminile con una formula innovativa, ma che si richiama al passato: si giocheranno infatti sfide di andata-ritorno, facendo valere il criterio della differenza canestri. Il pareggio al termine della gara d’andata è ammesso, rimandando il verdetto alla sfida di ritorno che verrà disputata in casa della formazione meglio piazzata in regular season.
I quarti di finale per il Famila Wuber Schio partiranno alle 20.30 da San Martino di Lupari in un match che si sarebbe dovuto giocare anche l’anno scorso, ma è poi saltato per il focolaio di Covid-19 che ha costretto il Fila a rinunciare ai playoff. Giallonere che affronteranno la sfida senza tre pezzi importanti, Russo e Ianezic e Milazzo, dopo l’infortunio rimediato in Coppa Italia proprio contro Schio. In stagione è 3-0 per le scledensi e la serie appare dal risultato scontato: Palalupe con ingresso gratuito per cercare di spingere la squadra di casa in questa prima sfida da dentro o fuori, venerdì alla stessa ora la gara di ritorno al PalaRomare.
La formazione di coach Dikaioulakos ha vinto tutte le 28 partite giocate in Italia da settembre ad oggi e tutte le squadre che hanno concluso la regular season senza sconfitte hanno poi vinto lo scudetto. Schio vuole confermare la regola e il club del presidente Cestaro ora punta a completare una stagione perfetta, occorsa in pochi casi nei 91 anni di storia del campionato. Se si considerano soltanto i tornei a girone unico, sono otto le volte in cui una formazione ha chiuso la regular season imbattuta e solo sette i casi in cui è stata completata senza sconfitte un’intera stagione.
Il primo caso d’imbattibilità risale addirittura al 1938, il primo anno del campionato a girone unico: l’Ambrosiana Inter vince quattordici gare. L’Ambrosiana, che può contare nel suo calendario una vittoria 0-2 per rinuncia, contro la Ginnastica Roma, ma soprattutto due partite al cardiopalmo, il 19-18 contro Napoli della terz’ultima giornata e la vittoria in rimonta sulla Giordana Genova, rimasta con due sole giocatrici in campo (!), per 21-30. Altri punteggi, altri tempi.
Nel dopoguerra, completa una stagione perfetta la Pool Comense: il primo grande capolavoro lombardo arriva nel 1952. Si tratta della squadra dell’irripetibile Liliana Ronchetti (20 punti di media quella stagione), che vince quattordici partite e il tricolore, conquistando solo tre gare con uno scarto inferiore ai dieci punti, col curioso punteggio record per l’epoca del +61 sul campo di Napoli (13-74).
In seguito è tempo dell’epopea delle grandi dinastie dell’As Vicenza: la Recoaro completa addirittura due anni di fila senza sconfitte, vincendo i campionati 1967/1968 e 1968/1969 sotto la guida di coach Milan Vasojevic. Per Gentilin e compagne, tra cui una giovane Gorlin nella seconda stagione, 36 vittorie e il decisivo match di ritorno vinto 37-33 dalle vicentine davanti a 1100 spettatori per festeggiare l’agognato tricolore.
Gli anni ’70 sono quelli del grande Geas di Bocchi, Bozzolo e compagnia, guidata in panchina da Claudio Vandoni: anche per le rossonere due anni di fila, 1973/1974 e 1974/1975, senza mai perdere. La squadra di Sesto San Giovanni vince 44 partite raggiungendo Vicenza ancora oggi nel novero delle due uniche formazioni capaci di ripetersi in campionati perfetti consecutivi. La playmaker Rosetta Bozzolo ha partecipato a tutte e quattro le stagioni e può vantare il curioso record di aver completato quattro campionati da imbattuta, sostanzialmente un percorso imbattibile: chapeau.
In tutti questi casi il campionato a girone unico non riservava sorprese, non prevedendo i playoff. Con l’entrata in vigore della post season, la percentuale di rischio aumenta: nel 1986/1987 però ancora Vicenza, per la terza volta, riesce nell’impresa. La formazione targata Primigi è quella con il ruolino di marcia più impressionante: in un campionato a sedici squadre vince 30 partite, poi ne vince altre 5 ai playoff per un totale di 35 vittorie stagionali. A oggi è l’unica squadra che ha chiuso una stagione imbattuta tra regular season e playoff: una formazione leggendaria che poteva contare su stelle italiane come Pollini, Fullin e Gorlin ma anche su Janice Lawrence, ancora oggi la miglior marcatrice nella storia del campionato italiano e l’unica ad aver superato quota 10mila punti (10356), un’Everest forse impossibile da scalare.
L’As Vicenza oggi è invece invischiata nei bassifondi della serie A2 e ora l’aspetta un trittico casalingo determinante in chiave playout, a partire da mercoledì contro Treviso appaiata in classifica con otto punti. Chi vince fa un passo verso il terz’ultimo posto. La squadra allenata da Filippo Rossi, che ha sostituito la vicentina Silvia Martinello, ha vinto alla grande 77-59 due settimane fa contro Carugate, mentre le beriche sono cadute rovinosamente sul campo lombardo.
“Dobbiamo dare l’anima – dice coach Fabio Ussaggi – senza andare in cerca di scuse o di alibi. E’ arrivato il momento di stringere i denti e dare il massimo senza darci troppi pensieri. Sono sicuro che con me e il mio staff lo vogliono tutte le giocatrici”.
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