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Nazionale, Sottana torna all’attacco di Lardo: “ho scritto a Petrucci”

Ne avevamo scritto per la prima volta nel 2020, poi Giorgia Sottana ci era tornata sopra anche un anno dopo e ora ha utilizzato la cassa di risonanza de La Gazzetta dello Sport per esternare ancora una volta il suo dolore sull’esclusione dalla Nazionale Femminile di cui era capitana, da quando sulla panchina ha esordito Lino Lardo, l’allenatore della Virtus Bologna.

Nella pagina speciale sulla rosea per celebrare l’ennesima vittoria della Final Eight di Coppa Italia svoltasi a San Martino di Lupari che fa salire a 25 successi e zero sconfitte il record tra Supercoppa, Campionato e Coppa Italia. Per Sottana é l’ottava Coppa Italia (una con Venezia, una con Taranto e sei con Schio).

Prima che facessi le mie esperienze all’estero, il livello si è alzato di parecchio. Prima davvero c’erano solo due club che dominavano la scena, oggi come ho già detto la competitività è cresciuta”.

Quindi il capitolo Nazionale.

Le giocatrici forti ci sono, ma emergono soprattutto nelle nazionali giovanili dove vengono utilizzate in ruoli che poi non potranno ricoprire in prima squadra, quindi spesso fanno fatica a fare il salto di qualità. Poi, manca l’identità verso la maglia azzurra“.

La 33enne play-guardia nativa di Treviso, ha 140 presenze all’attivo poi va all’attacco: “Sono ormai due anni che non vengo più chiamata, il mio contatto risale a quella telefonata di Lardo che mi annunciò di non fare più parte della squadra. Scrissi anche al presidente federale Petrucci per il trattamento ricevuto. Un peccato, perché sono sicura che avrei potuto dare ancora qualcosa. Insomma, il mio è stato un addio forzato. Se mi piacerebbe tornare? Alla maglia azzurra non direi mai di no, ma andrebbero chiarite un po’ di cose…”.

Giorgia in una lunga lettera alla maglia Azzurra scritta sul suo blog aveva esternato così tutta la sua delusione: “senza neanche accorgermene ti hanno allontanata e non posso più toccarti: se vuoi delle spiegazioni non chiedermele, se vuoi delle ragioni non pretenderle da me, io non le so“.

“Ci saremmo meritate forse un pelo di più rispetto e un briciolo di considerazione in più – affonda Sottana – certo, come una storia d’amore non potrai pretendere che io gioisca a sapere che non sei più tra le mie braccia, a sapere che qualcuno ti ha tolto da me… ma se questo serve per il tuo bene e per il tuo meglio lo accetterò. Se così non fosse, io lo so che qualcuno, prima o poi, ci riporterà assieme…”.

Poi aggiunse:

“La Nazionale è un qualcosa di inspiegabile, per me era prima di tutto un sogno, perché quando sei bambina aspiri a quello: ciò che manca oggi nella Nazionale secondo me è un vero senso di identità e appartenenza alla maglia azzurra, sia nel maschile che nel femminile. Non abbiamo un’identità forte, dovrebbe partire da tutto il movimento e non solo dai giocatori. Qui forse ci sono più rivalità rispetto a Spagna e Francia”.

“Faccio fatica in questo momento a esprimere un giudizio sulla Nazionale – conclude – perché me l’hanno tolta senza spiegazioni dopo 15 anni”.