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Civitus riparte da Bologna, ecco lo speciale “pagellone” della sosta: Cecchetti il migliore, Chiti e Sebastianelli da rivedere

Approfittando della pausa del campionato per la Coppa Italia, vinta da Roseto che ha battuto in finale Cividale tra le polemiche, ecco il “pagellone” dell’inviato de Il Giornale di Vicenza, Tommaso Stragapede, alle partite della Civitus Allianz, che sabato sera sarà impegnata nella trasferta di Bologna per riscattare un periodo negativo (2 vittorie e 5 sconfitte nelle ultime 7 uscite). Uno speciale che non valuta i biancorossi sulla base dell’ultima partita, ma dell’intero campionato disputato fino a questo momento, prima dell’ultima parte di stagione.

Andrea Mazzucchelli 7 Metronomo
Non è stato presentato esattamente come uno scorer, ma in realtà si è rivelato in grado di avere parecchi punti nelle mani, grazie ad una godibile attitudine ad attaccare il ferro e un buon tiro. Il numero 5 non è un playmaker puro, ma il ruolo di regista che ricopre è determinante: quando è in giornata fa girare magnificamente la squadra distribuendo pregevoli assist, ma in caso contrario manda fuori giri l’attacco biancorosso e questo, spesso e volentieri, coincide con una sconfitta. Tuttavia, nelle partite con finale punto a punto, come Bernareggio, San Vendemiano e Bergamo, è stato lui a segnare i canestri della vittoria, dimostrandosi in grado di essere decisivo nei momenti cruciali.

Nicola Bastone 6,5 Solido
Nella prima parte della stagione, Ciocca predilige l’assetto formato dalla coppia di centri Cecchetti-Piccoli, costringendo il capitano di Vicenza a partire dalla panchina, in uscita dalla quale non riesce ad essere incisivo. In generale, rispetto all’anno passato, è poco determinante dal punto di vista offensivo e in termini di punti segnati, pur rimanendo un fattore sul piano difensivo e della leadership. Dopo l’infortunio di Piccoli, termina l’esperimento di giocare da esterno e torna nel suo caro ruolo di 4: le prestazioni da 17 e 19 punti, rispettivamente con San Vendemiano e Lumazzane, non sono certo un caso e testimoniano che, se posto in una dimensione che gli consente di esprimere al meglio le sue qualità, può fare la differenza anche come realizzatore.

Fabrizio Piccone 7,5 Tenace
Il ragazzo di Lanciano è arrivato fra le file della Civitus con i fari puntati addosso ed alte aspettative nei suoi confronti, frutto della sua esperienza in Serie A2 con Latina. Il talento è cristallino e l’attitudine al lavoro è da premiare, anche se talvolta non riesce ad essere quell’elemento, dal punto di vista realizzativo, che fa la differenza. In ogni caso, le statistiche parlano di quasi 13 punti di media, ma il suo contributo va oltre le mere statistiche. In un modo o nell’altro, infatti, mette sempre la sua firma sulla partita e, anche se le percentuali al tiro non sono sempre dalla sua parte, è l’ultimo a mollare in ogni occasione.

Andrea Petracca 7 Re di Puglia
Dopo aver saltato le prime cinque gare per infortunio, il giocatore di Lecce ci ha messo del tempo per tornare ad un buon livello. Molto più costante e decisivo rispetto alla scorsa stagione, è diventato una pedina fondamentale ed insostituibile dello scacchiere dell’Allianz. In difesa eccelle nonostante si trovi spesso a marcare avversari più alti, in attacco mette sempre il suo mattoncino con il tiro pesante – anche se non è mancato qualche classico giro a vuoto in cui il canestro lo vedeva solo col binocolo – e sempre pronto a trasmettere il suo carisma e la sua grinta.

Luca Digno 6. Altruista
Giunto nella città del Palladio solo qualche settimana fa per allungare le rotazioni della squadra. Fin’ora, nelle sue quattro partite disputate, è sempre stato oggetto di un minutaggio limitato e sempre ha assaggiato il campo con il contagocce. È un giocatore di sistema, molto più improntato sull’esecuzione degli schemi rispetto alla ricerca della soluzione personale, e probabilmente per il suo exploit offensivo si dovrà attendere ancora un po’.

Fabio Massimo Sebastianelli 5. Troppo under
Scuola Stella Azzura Roma, il giovane esterno è stato chiamato per rimpolpare il reparto esterni ed essere in grado di fare esperienza in uscita dalla panchina. Escludendo qualche buona serata, però, il giocatore ex Roseto non ha mai figurato come ci si sarebbe aspettato e ha chiuso in più di qualche occasione con il tabellino intonso. È ancora un under, ma dovrebbe cercare di fare quel passo in più che lo porterebbe ad essere un vero professionista.

Marcello Piccoli 6,5. Incognita
La sorpresa Cecchetti gli ha tolto la possibilità di poter giocare come centro titolare, ma ha avuto le sue occasioni per proseguire il percorso di crescita che da tempo porta avanti col fedelissimo coach Ciocca. Rispetto alla scorsa stagione ha sviluppato l’aggressività sotto i tabelloni e la presenza difensiva, ma ha avuto un calo non indifferente al tiro dalla distanza, dove qualche mese fa era in grado di essere pericoloso. Purtroppo un brutto infortunio ha concluso la sua stagione anzitempo – è stato operato proprio qualche giorno fa – e i benefici che poteva portare un suo ulteriore miglioramento rimarranno un mistero fino al prossimo campionato.

Alessandro Cecchetti 8 Dominante
Alla sua prima esperienza nel Nord Italia dopo tanti anni passati fra le squadre del meridione, il pivot romano è la vera e propria sorpresa dell’annata di Vicenza. Arrivato un po’ in sordina da Pozzuoli, il numero 20 si è ritagliato un ruolo da assoluto protagonista nel campionato biancorosso. Perno offensivo della squadra grazie ad un gioco spalle a canestro da centro puro (con tanto di iconica chiusura in semi-gancio) e affidabile anche al tiro dalla media, l’unica pecca è che la tendenza, talvolta, ad interstardirsi nell’azione personale.

Raphael Chiti 5,5 Scommessa persa?
Probabilmente la più grande nota dolente della stagione. L’ala di Lignano Sabbiadoro, infatti, quest’anno ha subito un calo nel suo rendimento, portandolo ad essere più un giocatore di sistema che un protagonista individuale. Alcune belle prestazioni le ha fatte, ma sono state troppo sporadiche rispetto ad un giocatore che, per il suo talento, le sue mani e il suo atletismo, dovrebbe essere il fulcro dell’attacco dell’Allianz. Qualche problema al ginocchio lo sta sicuramente condizionando, ma le sue incertezze rischiano di materializzarsi seriamente in una scommessa persa dalla dirigenza berica.