A Carrè venerdì sera, presso il Centro Culturale Caradium, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’associazione CarrèSocialKult e l’amministrazione comunale hanno proposto l’incontro “L’altra metà del campo”. Ospite Raffaella Masciadri, ex capitana della Nazionale e del Famila Schio, attuale team manager e nella commissione atleti del Coni. Un momento di approfondimento sulle difficoltà dei giovani nello sport e la disparità con i maschi ancora forte, in un mondo ancora saturo di discriminazioni. In primis per lo sport come professione, dove Masciadri rappresenta un esempio per molte donne, per rivendicare la parità dei diritti anche in ambito sportivo.
“I paragoni con i maschi ho iniziato a farli quando ho iniziato a girare il mondo e l’Europa – ha spiegato Masciadri (sotto il video completo) – quando sono stata a giocare in America, dove effetttivamente lì c’è una cultura diversa dello sport e delle donne. Nella Wnba, rispetto alla nostra serie A, sono già professioniste da diversi anni e qualche anno fa hanno fatto un rinnovo contrattuale con l’80% di aumento negli stipendi: non sono ancora al livello degli uomini ma questo è un fattore di guadagni che portano dall’esterno. Non siamo tutti l’Olimpia Milano. Ma è fondamentale che si garantiscano i diritti delle persone, ad esempio non abbiamo un fondo pensionistico, o la cosa più assurda è la maternità, con i contratti che decadono”.
“Ero una ragazza molto timida e riservata – ha confidato poi Masciadri, ricordando i suoi esordi – già il fatto di giocare le prime partite davanti a degli spettatori mi metteva in crisi, stavo male, andavo in bagno e mi venivano a chiamare ‘guarda che la partita sta iniziando’. Credo che oggi ai giovani manchino figure fondamentali, allenatori e istrutturi che siano anche maestri di vita”.
A Carrè venerdì sera, presso il Centro Culturale Caradium, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’associazione CarrèSocialKult e l’amministrazione comunale hanno proposto l’incontro “L’altra metà del campo”. Ospite Raffaella Masciadri, ex capitana della Nazionale e del Famila Schio, attuale team manager e nella commissione atleti del Coni. Un momento di approfondimento sulle difficoltà dei giovani nello sport e la disparità con i maschi ancora forte, in un mondo ancora saturo di discriminazioni. In primis per lo sport come professione, dove Masciadri rappresenta un esempio per molte donne, per rivendicare la parità dei diritti anche in ambito sportivo.
“I paragoni con i maschi ho iniziato a farli quando ho iniziato a girare il mondo e l’Europa – ha spiegato Masciadri (sotto il video completo) – quando sono stata a giocare in America, dove effetttivamente lì c’è una cultura diversa dello sport e delle donne. Nella Wnba, rispetto alla nostra serie A, sono già professioniste da diversi anni e qualche anno fa hanno fatto un rinnovo contrattuale con l’80% di aumento negli stipendi: non sono ancora al livello degli uomini ma questo è un fattore di guadagni che portano dall’esterno. Non siamo tutti l’Olimpia Milano. Ma è fondamentale che si garantiscano i diritti delle persone, ad esempio non abbiamo un fondo pensionistico, o la cosa più assurda è la maternità, con i contratti che decadono”.
“Ero una ragazza molto timida e riservata – ha confidato poi Masciadri, ricordando i suoi esordi – già il fatto di giocare le prime partite davanti a degli spettatori mi metteva in crisi, stavo male, andavo in bagno e mi venivano a chiamare ‘guarda che la partita sta iniziando’. Credo che oggi ai giovani manchino figure fondamentali, allenatori e istrutturi che siano anche maestri di vita”.
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