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Franco Ciani stupisce la serie A con Trieste, tutto iniziò da Vicenza con Dalmasson: “le mani non mi sbucano dalle spalle”

Tutto è iniziato dalla sua prima esperienza con Vicenza quasi trentanni fa, nel biennio 1994-1996, che Franco Ciani ricorda sempre con affetto. L’allenatore friulano, classe ’61, è subentrato da questa stagione ad Eugenio Dalmasson, del quale fu vice in terra berica, in una piazza storica della pallacanestro italiana come Trieste, targata Allianz come la Civitus di quest’anno.

Domenica sera alle 20:45, davanti alle telecamere nazionali della Rai e ai propri tifosi, la Trieste di Ciani andrà alla ricerca del poker di successi consecutivi che l’hanno proiettata nelle parti nobili della classifica, al terzo posto con dieci punti al pari dei campioni d’Italia della Virtus Bologna.

Ma il percorso per arrivare ai massimi livelli italiani è stato lungo per tutto lo stivale, con tanta serie B e A2, da Cividale del Friuli ad Agrigento. Tutto nonostante quell’handicap alle braccia, focomelia agli arti superiori. “Quando ho letto che le mani mi sbucano dalle spalle – disse in una intervista a laRepubblica di diversi anni fa – sinceramente mi sono un po’ infastidito. Mica per altro, ma il fatto è che non è vero. Ho una focomelia alle braccia, per carità, e infatti sono più corte del solito: ma insomma, non è la stessa cosa…“.

“A me piaceva l’idea di sfidarmi provando questa carriera – ha ricordato – e sarei andato dritto per la mia strada comunque. Io sono stato allenato fin da piccolo a guardare in faccia la realtà, accettandola per quella che è, anzichè per quella che vorremmo che fosse“.

Parole di una potenza enorme, alle quali aggiunge:

Io ho vissuto con serenità e coraggio. Nulla di speciale, ma il sorriso e anche l’autoironia non mi sono mai mancati. Avessi invece vissuto con la testa nella sabbia, non sarei riuscito nè qui, nè sicuramente altrove. Quando allenavo i piccoli, dovevo studiare sempre come usare una controfigura per far vedere i movimenti, generalmente prendendo ad esempio il ragazzino più bravo. Ma in serie A, al massimo ai giocatori i movimenti li spieghi, e tutto si basa sulla tattica. E lì serve la testa, non le braccia“.

Il 60enne tecnico ex Vicenza ora é concentrato al 100 per cento sulla sfida contro l’Openjobmetis Varese di Alessandro Gentile, ultima in classifica. “È evidente come un risultato positivo con Varese sarebbe un ulteriore conferma del nostro ottimo momento di forma e consoliderebbe la nostra posizione in classifica. Dovremo essere bravi, com’è già successo nel lavoro settimanale, a dimenticare la prestazione di Sassari e concentrarci su Varese. La sfida con i lombardi potrebbe rivelarsi pericolosa proprio perché troviamo una squadra che vive una crisi di risultati e si presenterà con una situazione di rientri dal covid, che coinvolge l’allenatore e due giocatori, non facile da gestire”.