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Collier è tornata negli Usa, che flop finora con Schio

Charli Collier sta passando la pausa della stagione per gli impegni con le Nazionali negli Stati Uniti d’America. Non per giocare con il Dream Team (quello sì) femminile, ma per tornare dalla famiglia, a Houston in Texas (è andata a vedersi anche una gara Nba dei Rockets contro Detroit) e poi in questo weekend in Oklahoma a trovare il suo fidanzato, giocatore al College. La settimana prossima dovrebbe esserci il rientro in Italia per la seconda parte di stagione, dopo una prima esperienza italiana al di sotto delle aspettative.

A cominciare dalla partita disastrosa in Polonia (la palla passata in mano alle avversarie sotto canestro era difficile anche solo da immaginare), con tanti minuti in panchina e un atteggiamento insofferente nei confronti delle scelte di coach George Dikeoulakos. Raffaella Masciadri ha cercato di indirizzare sulla giusta via la statunitense, ma da quella gara non è arrivato il miglioramento sperato. Coach Dik a inizio stagione aveva dichiarato che voleva “parlare al suo cuore e non solo alle sue orecchie, mi aspetto innanzitutto che comprenda il gioco europeo, gli allenamenti e lo stile di vita, per sentirsi parte della sua nuova famiglia, qui a migliaia di chilometri da casa sua. Poi ci mostrerà tutto il suo potenziale in campo“.

Al momento dell’acquisto lo stesso greco si era lasciato andare a un entusiasmo sfrenato per il “regalo” ricevuto dalla dirigenza, con la società orange che per bocca del dg Paolo De Angelis aveva rinfocolato: “Cestaro ci teneva tantissimo, con Gruda sarà una coppia fenomenale”. La 22enne a Schio si trova bene e ha passato qualche giornata anche a fare shopping nelle boutique in centro a Vicenza. Lo stop per le Nazionali è arrivato provvidenziale: forse servirà a resettare e ricalcolare l’esperienza di Collier col Famila, non da star arrivata come prima scelta assoluta del draft Wnba, ma come una giocatrice di complemento che possa portare un discreto contributo alla causa.

Le prime avvisaglie si erano già avute dalla sua prima stagione da rookie, spesso relegata anche lì in panchina dalle Dallas Wings. La franchigia americana la settimana scorsa ha condiviso sui propri social un messaggio per la sfida italiana con Ragusa con foto insieme alla compagna di squadra Awak Kuier (seconda scelta): duello sotto canestro che non c’é stato dato che Collier non ha messo piede in campo, relegata in tribuna per scelta tecnica, essendo quarta straniera.

Ciliegina sulla torta di una situazione che è divenuta imbarazzante e fa rimpiangere Monika Grigalauskyte, la lunga lituana classe ’92, neo mamma (marito e figlio sempre presenti anche alle partite) liquidata troppo presto: non un grande talento cestistico, ma una pedina che si era integrata nell’ingranaggio perfetto dell’inizio di stagione sceldense sfavillante.