Anna Zimerle ne ha viste tante nel mondo basket. Prima da giocatrice di alto livello, tra la lunga storia con Schio e gli anni di Taranto e Vicenza; poi da coach, con una stagione sorprendente e i playoff centrati con Sarcedo alla sua prima stagione da capoallenatrice in panchina, dopo aver fatto diversi anni la vice. L’esperienza con la società satellite del Famila, però, dopo l’annuncio della cessione dei diritti a Treviso, si chiude qui.
“Non rimarrò a Sarcedo – annuncia a LaBaskettara.com, mettendo subito in chiaro le cose – il mio ruolo era frutto della collaborazione tra Sarcedo e Schio e, come ho detto alla dirigenza al momento della comunicazione della loro scelta rispetto alla guida per il prossimo anno, gli allenatori lavorano e gestiscono durante la stagione agonistica vedendo rispettate le loro scelte da parte del direttivo. I dirigenti lavorano d’estate e le loro scelte e valutazioni vanno altrettanto rispettate e accettate.
É una questione di ruoli e competenze”.
“É stato per me molto arricchente – aggiunge – poter lavorare sia nelle due stagioni da assistente prima di Giustino Altobelli e poi di Marco Silvestrucci, sia la scorsa stagione mettendomi in gioco in prima persona”.
Il suo rammarico è forte per la situazione che si é venuta a creare a Sarcedo.
“In primo luogo trovo sia davvero un peccato che Sarcedo sia stata costretta alla rinuncia della categoria che sportivamente parlando le ragazze avevano difeso, conservato e addirittura portato la società ai primi storici playoff di A2. Ma stiamo vivendo un’epoca storica particolare dovuta alla pandemia che non risparmia nemmeno il mondo sportivo sotto il profilo economico. Alcune società hanno risentito delle difficoltà delle aziende che le accompagnavano oltre alle minori entrate dovute all’inattività dei settori giovanili. E questo é il risultato che esula dai meriti sul campo”.
Anche squadre vicentine, come Marano in serie B, hanno dovuto chiudere, un campanello d’allarme per il movimento femminile.
“É innegabile che ci siano varie realtà che sono costrette a chiudere o a scendere di categoria per sopravvivere. Ho saputo che anche Taranto che aveva provato a riprendere vita e aveva disputato un buon campionato di serie B ha dovuto nuovamente chiudere. É anche vero che ne esistono altre in forte crescita grazie alla strategia di affiliarsi alla franchigia maschile della città, come per esempio Venezia, Bologna o Sassari, ma anche Milano che milita in A2 che credo viaggi nella stessa direzione. Se però non si ha come società questa possibilità allora credo che serva la parola magica: progettualità! Dal mio punto di vista trovo imprescindibile per una societá sportiva puntare su una crescita graduale che porti a solidità sotto il punto di vista economico, ma anche sportivo, mentale e gestionale e questo crea identità”.
Ad alti livelli il prossimo anno il Famila sembra aver maggiore concorrenza, alla ex Zimerle come sembra la squadra costruita quest’anno?
“Schio ha costruito una buona squadra – spiega – avrà però una stagione particolare da affrontare dovendo giocare i preliminari di Eurolega con delle giocatrici a gettone in attesa poi dell’inserimento delle titolari. L’inizio di stagione sarà già un passaggio delicato che una società del blasone di Schio saprà affrontare nel modo migliore. In Italia poi se la vedrà con squadre ambiziose come Venezia e Bologna in particolare che hanno investito molto e viaggiano spinte dall’entusiasmo”.
“Sarà una stagione tutt’altro che noiosa!“, conclude.
Anna Zimerle ne ha viste tante nel mondo basket. Prima da giocatrice di alto livello, tra la lunga storia con Schio e gli anni di Taranto e Vicenza; poi da coach, con una stagione sorprendente e i playoff centrati con Sarcedo alla sua prima stagione da capoallenatrice in panchina, dopo aver fatto diversi anni la vice. L’esperienza con la società satellite del Famila, però, dopo l’annuncio della cessione dei diritti a Treviso, si chiude qui.
“Non rimarrò a Sarcedo – annuncia a LaBaskettara.com, mettendo subito in chiaro le cose – il mio ruolo era frutto della collaborazione tra Sarcedo e Schio e, come ho detto alla dirigenza al momento della comunicazione della loro scelta rispetto alla guida per il prossimo anno, gli allenatori lavorano e gestiscono durante la stagione agonistica vedendo rispettate le loro scelte da parte del direttivo. I dirigenti lavorano d’estate e le loro scelte e valutazioni vanno altrettanto rispettate e accettate.
É una questione di ruoli e competenze”.
“É stato per me molto arricchente – aggiunge – poter lavorare sia nelle due stagioni da assistente prima di Giustino Altobelli e poi di Marco Silvestrucci, sia la scorsa stagione mettendomi in gioco in prima persona”.
Il suo rammarico è forte per la situazione che si é venuta a creare a Sarcedo.
“In primo luogo trovo sia davvero un peccato che Sarcedo sia stata costretta alla rinuncia della categoria che sportivamente parlando le ragazze avevano difeso, conservato e addirittura portato la società ai primi storici playoff di A2. Ma stiamo vivendo un’epoca storica particolare dovuta alla pandemia che non risparmia nemmeno il mondo sportivo sotto il profilo economico. Alcune società hanno risentito delle difficoltà delle aziende che le accompagnavano oltre alle minori entrate dovute all’inattività dei settori giovanili. E questo é il risultato che esula dai meriti sul campo”.
Anche squadre vicentine, come Marano in serie B, hanno dovuto chiudere, un campanello d’allarme per il movimento femminile.
“É innegabile che ci siano varie realtà che sono costrette a chiudere o a scendere di categoria per sopravvivere. Ho saputo che anche Taranto che aveva provato a riprendere vita e aveva disputato un buon campionato di serie B ha dovuto nuovamente chiudere. É anche vero che ne esistono altre in forte crescita grazie alla strategia di affiliarsi alla franchigia maschile della città, come per esempio Venezia, Bologna o Sassari, ma anche Milano che milita in A2 che credo viaggi nella stessa direzione. Se però non si ha come società questa possibilità allora credo che serva la parola magica: progettualità! Dal mio punto di vista trovo imprescindibile per una societá sportiva puntare su una crescita graduale che porti a solidità sotto il punto di vista economico, ma anche sportivo, mentale e gestionale e questo crea identità”.
Ad alti livelli il prossimo anno il Famila sembra aver maggiore concorrenza, alla ex Zimerle come sembra la squadra costruita quest’anno?
“Schio ha costruito una buona squadra – spiega – avrà però una stagione particolare da affrontare dovendo giocare i preliminari di Eurolega con delle giocatrici a gettone in attesa poi dell’inserimento delle titolari. L’inizio di stagione sarà già un passaggio delicato che una società del blasone di Schio saprà affrontare nel modo migliore. In Italia poi se la vedrà con squadre ambiziose come Venezia e Bologna in particolare che hanno investito molto e viaggiano spinte dall’entusiasmo”.
“Sarà una stagione tutt’altro che noiosa!“, conclude.
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