Colpo di scena per le elezioni del comitato provinciale Fip di Vicenza. Il candidato unico Claudio Tognato, 78enne subentrato nel 2019 a Lucio Cescato, che ha guidato la federazione berica per oltre trent’anni prima di dover cedere il passo per questioni di salute, non ha raggiunto il numero minimo di voti. Alla sede Coni di viale Trento si sono presentati solo 15 rappresentanti delle 68 società vicentine aventi diritto al voto.
Per regolamento serviva un numero minimo di 35, la maggioranza più uno dei delegati, e come previsto dallo Statuto l’elezione è stata perciò annullata. La palla passa ora alla Fip Veneto che chiederà una riunione ufficiale alle società per un confronto: verranno concessi altri 3-4 mesi per sistemare la situazione entro settembre. Ma il rischio di commissariamento di sei mesi da Roma è dietro l’angolo. E sarebbe una sconfitta per tutto il movimento.
Le elezioni avrebbero dovuto tenersi lo scorso marzo, ma sono state rinviate per la pandemia. C’era candidato Igor Reghellin, che poi però si è ritirato e ora non è chiaro se quanto avvenuto domenica con la votazione non valida sia dovuto ad una forma di protesta contro la candidatura di Tognato, motivi ancora legati al covid o al periodo estivo dell’anno, oppure sia stata solo presa sottogamba. All’appello sono mancate soprattutto 13 società sulle quali avrebbe dovuto fare affidamento Tognato per diventare presidente nei prossimi quattro anni.
Il timore principale è che le difficoltà economiche dopo lo stop per la pandemia, col rischio chiusura paventato da molte squadre, rappresenti una spada di Damocle sul futuro.
Colpo di scena per le elezioni del comitato provinciale Fip di Vicenza. Il candidato unico Claudio Tognato, 78enne subentrato nel 2019 a Lucio Cescato, che ha guidato la federazione berica per oltre trent’anni prima di dover cedere il passo per questioni di salute, non ha raggiunto il numero minimo di voti. Alla sede Coni di viale Trento si sono presentati solo 15 rappresentanti delle 68 società vicentine aventi diritto al voto.
Per regolamento serviva un numero minimo di 35, la maggioranza più uno dei delegati, e come previsto dallo Statuto l’elezione è stata perciò annullata. La palla passa ora alla Fip Veneto che chiederà una riunione ufficiale alle società per un confronto: verranno concessi altri 3-4 mesi per sistemare la situazione entro settembre. Ma il rischio di commissariamento di sei mesi da Roma è dietro l’angolo. E sarebbe una sconfitta per tutto il movimento.
Le elezioni avrebbero dovuto tenersi lo scorso marzo, ma sono state rinviate per la pandemia. C’era candidato Igor Reghellin, che poi però si è ritirato e ora non è chiaro se quanto avvenuto domenica con la votazione non valida sia dovuto ad una forma di protesta contro la candidatura di Tognato, motivi ancora legati al covid o al periodo estivo dell’anno, oppure sia stata solo presa sottogamba. All’appello sono mancate soprattutto 13 società sulle quali avrebbe dovuto fare affidamento Tognato per diventare presidente nei prossimi quattro anni.
Il timore principale è che le difficoltà economiche dopo lo stop per la pandemia, col rischio chiusura paventato da molte squadre, rappresenti una spada di Damocle sul futuro.
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