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Giovane “carne” africana da canestro, bufera anche su Bassano. Ecco il video e l’inchiesta

L’ufficio della Procura federale della Fip ha aperto un’indagine per verificare la gestione ed il trattamento dei tesserati minorenni reclutati nel continente africano, dopo che su Tv7, il programma d’inchiesta del Tg1, è andato in onda il servizio (sotto il video) di Amedeo Ricucci sul fenomeno sociale dei giovani talenti cestistici recultati dall’Africa e dai Paesi del Terzo Mondo verso l’Italia. Ragazzi dai 13 ai 15 anni “sul cui sogno lucrano in tanti: talent-scout, procuratori e società sportive, a dispetto delle leggi sull’accoglienza dei minori non accompagnati“, spiega il giornalista.

E infatti nel video si parla di ombre, colonialismo, giro di soldi, sfruttamento e conflitti d’interesse, con 4-5 società italiane coinvolte, senza fare nomi. Ma viene messa in onda una foto, con il presidente dell’Orange1 Bassano Carlo Da Campo tra due ragazzi africani. Bassanesi che domenica scorsa hanno sbancato Bolzano (64-75) con i 23 punti decisivi di Destiny Agbamu, al debutto in questo campionato, uno dei tanti giovani africani arrivati lungo il Brenta.

Pochi giorni dopo anche su l’Espresso è comparsa una lunga inchiesta sempre di Ricucci sui 389 atleti nati in paesi africani e con cittadinanza di un paese africano che giocano nei nostri campionati giovanili.

Reclutati spesso tramite post su Facebook, l’arrivo in Italia avviene tramite visto per studio ottenuto attraverso il passaggio in Spagna e tutele legali su minori poco chiare che sarebbero consentite in barba alla legge Zampa del 2017. Paghette di cento euro mensili che per lo più vengono poi inviate alle famiglie nei paesi di origine, perché comunque spesso costituiscono il doppio del salario di un lavoratore.