Luca Frigo è da anni stimato istruttore delle giovanili del basket nel Vicentino e da questa stagione avrebbe dovuto anche guidare dalla panchina per la prima volta i senior nella serie C di Altavilla, dopo essere stato a lungo anche giocatore nelle minors. L’emergenza Coronavirus ha bloccato tutto e anche gli “Spartans” bianco blu sono fermi da mesi.
“La scelta della società è stata di non fare allenamenti all’aperto – esordisce Frigo – non volevamo rischiare contagi, toccando magari la palla uno con l’altro: stiamo facendo esercizi online da casa attraverso le varie piattaforme, un’esperienza che ti permette di rimanere a contatto con i ragazzi, ma chi purtroppo non ha un garage o non può uscire in giardino, non è che può spaccare i muri di casa”.
“Intanto abbiamo realizzato anche altre iniziative social – aggiunge – come un video di auguri di Natale su tik tok, anche con la serie C: anche con loro ci siamo dovuti fermare ad ottobre e c’è un preparatore fisico che segue i giocatore per fare qualcosa a casa. Siamo in attesa se si ripartisse il 16 gennaio vorrebbere dire ricominciare i campionati a febbraio, ma dobbiamo essere tutti in sicurezza, sarebbe una follia riprendere e poi richiudere tutto, tanto vale aspettare l’estate”.
“E’ giusto star fermi per l’emergenza – conclude il coach di Altavilla – ma non trovo giusto che altri sport si stiano allenando: se il problema c’è dovrebbe esserci per tutti: ad esempio ci sono alcune società giovanili di pallavolo che stanno andando in palestra, avrebbe dovuto esserci la chiusura totale”.
Luca Frigo è da anni stimato istruttore delle giovanili del basket nel Vicentino e da questa stagione avrebbe dovuto anche guidare dalla panchina per la prima volta i senior nella serie C di Altavilla, dopo essere stato a lungo anche giocatore nelle minors. L’emergenza Coronavirus ha bloccato tutto e anche gli “Spartans” bianco blu sono fermi da mesi.
“La scelta della società è stata di non fare allenamenti all’aperto – esordisce Frigo – non volevamo rischiare contagi, toccando magari la palla uno con l’altro: stiamo facendo esercizi online da casa attraverso le varie piattaforme, un’esperienza che ti permette di rimanere a contatto con i ragazzi, ma chi purtroppo non ha un garage o non può uscire in giardino, non è che può spaccare i muri di casa”.
“Intanto abbiamo realizzato anche altre iniziative social – aggiunge – come un video di auguri di Natale su tik tok, anche con la serie C: anche con loro ci siamo dovuti fermare ad ottobre e c’è un preparatore fisico che segue i giocatore per fare qualcosa a casa. Siamo in attesa se si ripartisse il 16 gennaio vorrebbere dire ricominciare i campionati a febbraio, ma dobbiamo essere tutti in sicurezza, sarebbe una follia riprendere e poi richiudere tutto, tanto vale aspettare l’estate”.
“E’ giusto star fermi per l’emergenza – conclude il coach di Altavilla – ma non trovo giusto che altri sport si stiano allenando: se il problema c’è dovrebbe esserci per tutti: ad esempio ci sono alcune società giovanili di pallavolo che stanno andando in palestra, avrebbe dovuto esserci la chiusura totale”.
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