Dopo il nostro articolo di ieri sul parapiglia generale al termine della partita fra Bisceglie e Nardò, valevole per la prima giornata di campionato, è arrivato alla nostra redazione un lungo messaggio da parte del responsabile del settore stampa della squadra che ha ospitato l’incontro, il quale ha ritenuto necessario fare alcune precisazioni e delucidazioni in merito alla partita. Di seguito, il suo messaggio:
“Buonasera, sono il responsabile dell’ufficio stampa dei Lions Bisceglie. Mi preme fare alcune precisazioni rispetto a quello che è apparso sul vostro sito. Quanto alla presunta “invasione di campo” di un tifoso, in realtà si tratta di una persona – invitata ad assistere al match fra i contatti di uno dei nostri sponsor – che ha semplicemente cercato di “dare un’occhiata” al timeout di Nardò in modo molto ingenuo, non essendo a conoscenza di determinate “etichette”. Tutto ciò che ne segue, sinceramente, è sproporzionato rispetto all’azione dell’uomo, peraltro di una certa età, la cui mimica certo non lascia presagire intenti minacciosi.
Veniamo al canestro: se in telecronaca, a essere sincero, avevo avuto l’impressione che non fosse valido, riguardandolo ho dovuto dare ragione a tutti coloro che invece sostenevano fosse buono.
Quanto alla “rissa”, se dovessimo definire quanto accaduto una rissa allora ciò che ho visto in oltre 25 anni di basket giocato, allenato e commentato equivarrebbe al confronto a una serie di efferati omicidi. I passaggi sui provvedimenti disciplinari non sono corretti: nessun nostro giocatore è stato squalificato. Il nostro medico è stato inibito fino al 16 dicembre e il campo ha preso una squalifica di una giornata peraltro commutabile.
Quanto alla richiesta di rinvio del match, non è giunta da Nardò due settimane prima ma il martedì precedente e non era motivata da casi Covid. Noi stessi avevamo due assenti per infortunio e lo sapevamo già prima del momento in cui Nardò ha chiesto il rinvio della partita, che non è stato concesso dalla Fip, che fino a prova contraria è ancora l’organizzatrice dei campionati. Nardò, inoltre, non ha mai sospeso gli allenamenti neppure per un giorno, è un’informazione che non so dove possiate aver reperito.
Comprendo l’intenzione di voler sminuire l’operato dei due arbitri (chiaro obiettivo del vostro articolo) e non tocca certo a me esprimere una valutazione in merito o “difenderli”. Mi piacerebbe però che fossero riportate le cose per come sono realmente andate.
Contrariamente a quanto scrivete, non è vero che gli impianti possono essere accessibili solo “allo staff tecnico e ai membri del settore stampa”. Com’è noto, i protocolli Fip consentono agli impianti della grandezza del PalaDolmen l’accesso di un massimo di 115 persone compresi iscritti a referto ed esclusi arbitri, ufficiali di campo e commissari (presenti fra l’altro al match su nostra precisa richiesta). Il totale di persone presenti all’interno dell’impianto era pari a 96, tutte tracciate con autocertificazione. La società avversaria aveva a disposizione fino a 25 accessi compresi gli iscritti a referto ma non li ha sfruttati tutti perché il numero persone giunto da Nardò era inferiore. L’elenco di tutti i presenti è stato naturalmente trasmesso – come da protocollo – agli organi competenti. Tutti i dirigenti e collaboratori del nostro club si sottopongono settimanalmente a test sierologico. I giocatori, i componenti dello staff tecnico e coloro che si iscrivono a referto effettuano abitualmente il tampone.
Mi auguro di essere stato abbastanza esaudiente nei chiarimenti e resto a vostra disposizione per qualsiasi comunicazione. Grazie“
Dopo il nostro articolo di ieri sul parapiglia generale al termine della partita fra Bisceglie e Nardò, valevole per la prima giornata di campionato, è arrivato alla nostra redazione un lungo messaggio da parte del responsabile del settore stampa della squadra che ha ospitato l’incontro, il quale ha ritenuto necessario fare alcune precisazioni e delucidazioni in merito alla partita. Di seguito, il suo messaggio:
“Buonasera, sono il responsabile dell’ufficio stampa dei Lions Bisceglie. Mi preme fare alcune precisazioni rispetto a quello che è apparso sul vostro sito. Quanto alla presunta “invasione di campo” di un tifoso, in realtà si tratta di una persona – invitata ad assistere al match fra i contatti di uno dei nostri sponsor – che ha semplicemente cercato di “dare un’occhiata” al timeout di Nardò in modo molto ingenuo, non essendo a conoscenza di determinate “etichette”. Tutto ciò che ne segue, sinceramente, è sproporzionato rispetto all’azione dell’uomo, peraltro di una certa età, la cui mimica certo non lascia presagire intenti minacciosi.
Veniamo al canestro: se in telecronaca, a essere sincero, avevo avuto l’impressione che non fosse valido, riguardandolo ho dovuto dare ragione a tutti coloro che invece sostenevano fosse buono.
Quanto alla “rissa”, se dovessimo definire quanto accaduto una rissa allora ciò che ho visto in oltre 25 anni di basket giocato, allenato e commentato equivarrebbe al confronto a una serie di efferati omicidi. I passaggi sui provvedimenti disciplinari non sono corretti: nessun nostro giocatore è stato squalificato. Il nostro medico è stato inibito fino al 16 dicembre e il campo ha preso una squalifica di una giornata peraltro commutabile.
Quanto alla richiesta di rinvio del match, non è giunta da Nardò due settimane prima ma il martedì precedente e non era motivata da casi Covid. Noi stessi avevamo due assenti per infortunio e lo sapevamo già prima del momento in cui Nardò ha chiesto il rinvio della partita, che non è stato concesso dalla Fip, che fino a prova contraria è ancora l’organizzatrice dei campionati. Nardò, inoltre, non ha mai sospeso gli allenamenti neppure per un giorno, è un’informazione che non so dove possiate aver reperito.
Comprendo l’intenzione di voler sminuire l’operato dei due arbitri (chiaro obiettivo del vostro articolo) e non tocca certo a me esprimere una valutazione in merito o “difenderli”. Mi piacerebbe però che fossero riportate le cose per come sono realmente andate.
Contrariamente a quanto scrivete, non è vero che gli impianti possono essere accessibili solo “allo staff tecnico e ai membri del settore stampa”. Com’è noto, i protocolli Fip consentono agli impianti della grandezza del PalaDolmen l’accesso di un massimo di 115 persone compresi iscritti a referto ed esclusi arbitri, ufficiali di campo e commissari (presenti fra l’altro al match su nostra precisa richiesta). Il totale di persone presenti all’interno dell’impianto era pari a 96, tutte tracciate con autocertificazione. La società avversaria aveva a disposizione fino a 25 accessi compresi gli iscritti a referto ma non li ha sfruttati tutti perché il numero persone giunto da Nardò era inferiore. L’elenco di tutti i presenti è stato naturalmente trasmesso – come da protocollo – agli organi competenti. Tutti i dirigenti e collaboratori del nostro club si sottopongono settimanalmente a test sierologico. I giocatori, i componenti dello staff tecnico e coloro che si iscrivono a referto effettuano abitualmente il tampone.
Mi auguro di essere stato abbastanza esaudiente nei chiarimenti e resto a vostra disposizione per qualsiasi comunicazione. Grazie“
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