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Famila Schio cancellato nel 2018: ecco perché

In tanti negli ultimi mesi, dopo la “pausa di riflessione”, ci hanno chiesto per quale motivo non scriviamo più articoli sul Famila Schio nel nostro giornale on line, con la conseguente rimozione della sezione dedicata alle orange scledensi. È dovuto a una serie di “galanterie” contro la nostra testata giornalistica, registrata regolarmente in tribunale, esemplificate galanti2dall’ultima vergognosa frase nell’immagine a lato scritta dall’addetto stampa e comunicazione, Gianfranco Galanti, nato a Gela in Sicilia, ma arrivato a Vicenza sin dal 1990, il quale non risulta nemmeno iscritto all’Ordine dei giornalisti.

Ancora oggi ci chiediamo come sia possibile che un collaboratore della società italiana più prestigiosa del basket femminile attuale possa permettersi una simile uscita pubblica sui social network, con l’unica conseguenza di far crescere un sentimento di repulsione verso la pallacanestro donne in un mezzo di informazione che è invece nato con lo scopo statdi darne maggiore spazio. Un mezzo in continua crescita di visitatori (a lato i dati totali raggiunti) e considerazione, oltre che citato anche da Il Giornale di Vicenza come fonte (immagine sotto).

I dati che registravamo sul Famila erano nettamente inferiori a quelli della squadra maschile di serie B di Vicenza, ma per cercare di “coprire” in modo completo il basket, nel limite delle nostre possibilità, Schio meriterebbe il suo spazio. Ma evidentemente alla società basta quello spropositato (per il livello del movimento cestistico femminile attuale) dedicatofonte dal giornale locale.

Potenza arancione che durerà fino a che l’ottantenne presidente Marcello Cestaro si stancherà di far convogliare tempo e risorse per la sua “creatura”, destinata secondo le avvisaglie che circolano in merito a potenziali futuri nuovi imprenditori, a cancellarsi da sola, o comunque a ridimensionare i suoi attuali obbiettivi.

Nel frattempo valuteremo se  tornare a dedicare  spazio sul nostro giornale anche al glorioso Famila nel 2019. Non di certo ripiegando su un giornalismo solo accomodante.

Buon anno a tutti i nostri lettori!

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