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Il caso Umberto Campiello (a quota 100), l’addio è vicino: si ripete la vicenda Bozhenski e Mascellaro

Per un fratello, Andrea, al quale dovrebbero fare una statua equestre dopo la pazza vittoria 101-98 al termine di due tempi supplementari (e mille emozioni) con Desio, c’è ne un altro fratello che domenica toccherà quota 100 presenza in serie B con la maglia biancorossa. Ma potrebbe essere anche la sua ultima partita.

La sua permanenza è stato uno dei motivi dell’addio di Lino Mascellaro. L’ex ds della Tramarossa Vicenza aveva deciso di non confermarlo nel roster, con i gradi di capitano che sarebbero passati a Pietro Montanari, il “Salvatore” dell’ultima partita playout due anni fa. Gli altri dirigenti della società, però, hanno deciso di confermare Umberto Campiello, in segno di riconoscenza anche verso la sua famiglia, mentre il carattere di Lino lo ha portato a bissare l’addio. Solo che per Campiello nemmeno il cambio di allenatore ha portato più minuti, auspicati in un’improvvida intervista di due settimane fa sul giornale, anzi si sono ridotti notevolmente. Capitano biancorosso impiegato con il contagocce anche nella situazione d’emergenza a Cremona, a causa dell’infortunio di Corral.

Quando è sceso in campo sono stati momenti imbarazzanti (nella foto mentre va a “farfalle”), dopo l’n.e. della prima giornata, sintomo che qualcosa non funziona, tanto che il problema si fa sentire anche nello spogliatoio. In casa PVi si sta ripetendo la situazione che tre anni fa portò alla separazione dell’altro capitano Stanisalv Bozenshki, tenuto a forza (anche di regolamento), ma lasciato libero dopo poche partite dall’inizio della stagione nelle quali non giocava mai con Davide Tisato in panchina. Anche in quel caso, il desiderio di tenerlo fu causa del primo addio di Mascellaro.

In quella disastrata stagione col precipizio retrocessione a un passo, capitan Umberto ha giocato partite di livello (tra cui un “trentello” da ricordare). Ma per il più vecchio dei celebri fratelli, anche se ha solo 33 anni, si fa sempre più vicina l’idea di andare a fare da chioccia ai giovanotti del Bassano, in “casa” del suo scopritore ai tempi del Vbg, Enrico Marin. Situazione che potrebbe concretizzarsi già a breve, con lo svincolo del giocatore, come accaduto per Bozenshki.

In quel caso Mascellaro farebbe un pensierino per un eventuale ritorno. E il pubblico del palaConcato di certo non piangerebbe di dolore per Umberto, sentiti i commenti al vetriolo dopo le sue prime uscite casalinghe…

 

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