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L’Italia fuori dai Mondiali, un bene per il basket?

Sale la tensione in vista della sfida di ritorno con la Svezia nello spareggio per qualificarsi ai Mondiali di calcio e il rischio di una clamorosa eliminazione per l’Italia è altissimo. Questo articolo non è certo per “gufare” su una sconfitta degli azzurri, che stasera seguiremo anche noi con trepidazione (anche se ci appassionano di più i colori neroazzurri, e non sono quelli dell’Atalanta o del Pisa…). Ma si tratta di una semplice riflessione sul sistema sportivo italiano, ingolfato da sempre per troppo calcio.

L’eventuale sconfitta di stasera è stata definita un’apocalisse sportiva, con ricadute anche sulla società italiana. Anche l’indotto mediatico ne risentirebbe, ed è proprio in questo campo una delle più grandi storture sportive, nazionali e a livello locale. Nello spazio mediatico non cambierebbe molto a nostro parere, anzi di calcio si parlerebbe e scriverebbe ancor di più. Ma la sovra esposizione eccessiva per il principale sport italiano non fa bene alla cultura sportiva azzurra, con poche eccezioni simili negli altri paesi del mondo, dove però pubblico e risultati vincenti nelle principali discipline sportive nazionali spesso non sono in costante declino come per la gran parte degli sport in Italia, tra cui il basket, come si è visto la scorsa estate.

Questa è la vera apocalisse.

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