A1 donne Fip In primo piano

Overdose di Ceci? La grande ipocrisia su Zandalasini

Il ricordo più intenso su Cecilia Zandalasini? No, non la finale Wnba dove ha vinto l’anello mettendo piede sul parquet negli ultimi 8 secondi, ma la sua emozionante prestazione con la maglia della Nazionale Under 20 nella rimonta contro la Spagna. Guardarla in tv mentre si dedica a fare il “vigile” con i suoi movimenti di braccia in panchina è avvilente, conoscendo il suo talento con un pallone da basket in mano.

Eppure oggi c’è stata un’overdose di Ceci, articoli, foto, servizi e commenti, un’esaltazione che stride con gli sberleffi riproposti ogni anno, anche dalle nostre latitudini, sui panchinari alla Brian Scalabrine vincitori di un titolo Nba, mentre miti come John Stockton di anelli al dito ne possono contare zero.

Da qui il dilemma: è meglio diventare celebri giocando zero minuti vincendo un titolo, o essere protagonisti in campo e non vincere nulla? Dopo la vicentina Catarina Pollini, Cecilia è la seconda italiana a trionfare in America. E ne siamo orgogliosi, come abbiamo riportato in diversi articoli, dalla pubblicazione della sua prima intervista americana, che abbiamo segnalato anche alla Fip, al debutto in Wnba.

Dietro a questa avventura bisogna raccontare, però, anche di una partenza improvvisa a pochi giorni dal raduno della sua squadra il Famila Schio, società alla quale un mese fa abbiamo chiesto se è stato pagato un buyout dalle Minnesota Lynx per il trasferimento, senza ricevere ad oggi alcuna risposta.

E poi quel marchio Zandalasini, tra apparizioni televisive per la bella cestista lombarda, ampi spazi sui media, sponsor di una multinazionale delle scarpe, nessuna posizione sulla protesta contro Trump e i suoi manager che ci tengono a distinguere i loro ruoli, guardandosi bene da dare una risposta sul contratto firmato nel dorato sport businnes statunitense.

In ginocchio sui Ceci, una così non la si può mettere di certo. Basta cercare di essere un po’ più realisti. E aspettarla di nuovo in una finale Wnba, “on fire”, come in quella indimenticabile volta contro la Spagna.

Ecco le immagini su SkySport del suo ingresso e della festa per la vittoria

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: