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I “clan” di lesbiche, dagli Usa a Vicenza

lesbiche

La notizia è passata un po’ in sordina nelle scorse settimane, nonostante gli attuali accesi dibattiti su unioni civili e maggiori diritti per i gay. Ma leggerla non lascia indifferenti coloro che bazzicano nel mondo del basket, soprattutto femminile.

“Compagne e avversarie mi facevano capire, a suon di botte, che non ero gradita nella Wnba. E allora ho lasciato il basket”. A parlare è l’ex giocatrice Candice Wiggins che aggiunge: “In una Lega al 98% composta da giocatrici lesbiche un’eterosessuale come me non era ben vista”.

Ok, la signora ha un libro in uscita, una biografia sulla sua vita, e spararla grossa è una buona strategia per le vendite. Quindi sono solo stereotipi quelli sulle lesbiche nel basket? Non proprio.

In un mondo, quello sportivo, dove di solito vittima di discriminazioni è la minoranza omosessuale degli atleti, il basket rosa ha sempre avuto una ampia rappresentanza di giocatrici a cui piacciono le persone dello stesso sesso.

A Vicenza nell’ultima stagione erano trapelati i comportamenti di un “clan” di cestiste lesbiche che condizionavano lo spogliatoio e probabilmente nell’addio di alcune giocatrici hanno influito anche queste divergenze.

L’anno scorso ha lasciato il sospetto a molti, ad esempio, la mancata presenza di una delegazione di giocatrici della VelcoFin, ufficialmente a causa di un allenamento in programma alcune ore dopo, al film-documentario sul basket femminile She Got Game, che affronta anche la questione delle lesbiche e la cui prima “tappa” era una proiezione in una terra di basket donne, al cinema Odeon di Vicenza, alla presenza anche delle giocatrici del Famila Schio e del Fila San Martino di Lupari.  Una assenza per la quale la regista-giocatrice Silvia Gottardi ci ha fatto presente il suo dispiacere e stupore poco prima della proiezione.

Clan o non clan, nella attuale VelcoFin Vicenza prima in classifica in A2 ci sono ancora diverse giocatrici che si possono vedere con le rispettive compagne fuori dal palazzo, o mano nella mano durante una passeggiata in corso Palladio nel cuore della città.

È questa la più grande conquista. Per la quale il basket ancora una volta è arrivato per primo.

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